News

Truffa della voce clonata: il finto parente che chiede soldi

La Polizia Postale segnala sempre più denunce per questa truffa: con pochi secondi della voce vera di un parente, presi da un video pubblicato sui social, l'intelligenza artificiale ne ricostruisce una copia credibile per una telefonata che chiede soldi con la scusa di un'emergenza — un incidente, un arresto, un ricatto. Prima di versare un euro, riaggancia e richiama il parente sul numero che hai già salvato in rubrica: mai quello della chiamata appena ricevuta.

Fabrizio Picco
scritta il 1° novembre 2026 · si legge in 5 minuti

Ti ha appena chiamato tuo figlio, o tuo nipote, e sembra proprio lui: la voce è la stessa, dice di essere nei guai — un incidente, un arresto, un ricatto — e ha bisogno di soldi subito, prima di riattaccare o prima che sia troppo tardi. È una truffa su cui la Polizia Postale segnala sempre più denunce: usa l'intelligenza artificiale per clonare la voce di un parente partendo da pochi secondi di audio preso dai social. Qui trovi come riconoscerla, cosa fare prima di muovere un euro, e cosa fare se hai già pagato.

Come funziona la truffa della voce clonata

Bastano pochi secondi della voce vera di una persona — presi da un video pubblicato sui social, da una storia, da un video pubblico o anche solo dall'audio di una vecchia chiamata — per addestrare un software che la riproduce in modo credibile. Non serve più, come un tempo, improvvisare al telefono un tono di voce simile: lo fa l'intelligenza artificiale.

Chi truffa chiama (a volte manda un vocale, non una telefonata dal vivo) spacciandosi per un figlio, un nipote o un altro parente stretto, scegliendo spesso come bersaglio le persone anziane: più disposte a fidarsi di una voce familiare, meno abituate a verificare da sole prima di agire.

La storia è sempre costruita per impedire di pensare con calma: un incidente d'auto, un arresto, un sequestro, un ricatto. Serve un bonifico immediato, dei contanti consegnati a un corriere improvvisato o a una persona che si presenta a casa, oppure una ricarica su una carta — e soprattutto serve farlo subito, prima di poter controllare.

È la stessa truffa, nella sostanza, della vecchia «truffa del finto nipote»: cambia solo lo strumento con cui si finge la voce di un familiare. Diversa invece, pur restando molto diffusa in Italia, è la «truffa del finto carabiniere» (o del finto avvocato): lì non si clona nessuna voce, ma un finto militare telefona dicendo che un parente ha causato un incidente ed è a rischio arresto, poi un finto avvocato chiede soldi o gioielli per risolvere la situazione. La differenza conta: in quel caso non serve riconoscere una voce familiare, ma non fidarsi di chi si presenta come autorità al telefono.
Illustrazione: una chiamata in corso e, a fianco, l'onda sonora generata a partire da un breve video sui social, da cui arriva la voce clonata
Illustrazione: una chiamata in corso e, a fianco, l'onda sonora generata a partire da un breve video sui social, da cui arriva la voce clonata

I segnali che fanno sospettare una truffa

Nella fretta del momento la voce giusta convince quasi tutti: i segnali davvero utili non riguardano il suono della voce, ma il comportamento di chi chiama.

  1. C'è un'urgenza fortissima e nessun margine per pensare: «non ho tempo di spiegare», «devo chiudere subito», «fallo adesso o sarà troppo tardi».
  2. Chiede di non dirlo a nessuno: non ai genitori, non al coniuge, non alla polizia. Una vera emergenza, quasi sempre, non ha bisogno di segretezza assoluta.
  3. Vuole un pagamento immediato e anomalo: un bonifico urgente, contanti consegnati a un corriere o a una persona che si presenta a casa, una ricarica su una carta prepagata — mai il canale che usereste normalmente con quella persona.
  4. Evita le domande dirette, o risponde in modo vago a dettagli che solo il parente vero saprebbe (dov'era poco prima, con chi era, un soprannome di famiglia).
  5. La linea cade spesso, o la voce suona leggermente strana «per colpa del telefono del carcere o dell'ospedale»: è la scusa pronta per giustificare le imperfezioni di una voce clonata.

Cosa fare prima di muovere un euro

La cosa che smonta quasi tutte queste truffe è una sola: verificare da un canale che chi ti sta chiamando non controlla.

  1. Riaggancia, o prendi tempo dicendo solo che richiami subito: la fretta è l'arma di chi ti truffa, non un vincolo vero.
  2. Richiama il parente sul numero che hai già salvato in rubrica, mai sul numero da cui ti ha chiamato e mai su un numero che ti viene dato durante la telefonata.
  3. Se non risponde, contatta un altro familiare, un amico comune o il suo posto di lavoro, per sapere dove si trova davvero in quel momento.
  4. Non confermare informazioni che chi ti chiama potrebbe aver trovato sui social (nomi, viaggi, scuola, lavoro): usarle per sembrare credibile fa parte dello schema.
  5. Non versare soldi né dare dati della carta o del conto finché non hai sentito il parente davvero, di persona o su un numero verificato da te.

La parola segreta: preparatevi in famiglia

Il momento per decidere come riconoscersi non è durante la telefonata: è prima, con calma, in famiglia.

Scegliete insieme una parola o una frase breve, che non scrivereste mai sui social né direste a estranei, da usare solo in caso di vera emergenza. Se chi chiama dice di essere un parente ma non la sa, o cambia discorso quando gliela chiedi, è già una conferma che non lo è.

Vale soprattutto per le persone della famiglia più esposte a questo tipo di chiamata — in genere genitori o nonni — ed è utile anche contro le truffe telefoniche più vecchie (finti carabinieri, finti avvocati), non solo contro quella con la voce clonata.

Non serve una parola complicata: basta che sia qualcosa che non comparirebbe mai in un video o in una foto pubblicati online.

Se hai già pagato, cosa fare subito

Conta la velocità: nelle prime ore si recupera di più, dopo diventa molto più difficile.

Non cercare un modulo online per la denuncia vera: fuori dalle poche sedi sperimentali del Lazio non esiste, e anche lì va comunque formalizzata di persona entro 48 ore — conviene andare subito in un ufficio di polizia o dai Carabinieri.
  1. Se hai fatto un bonifico, chiama subito la tua banca: se non è ancora stato accreditato dall'altra parte, a volte si può ancora bloccare o richiamare, soprattutto se non è un bonifico istantaneo.
  2. Se hai consegnato contanti a un corriere o a una persona venuta a ritirarli, annota subito la descrizione della persona, l'orario e, se le hai, eventuali immagini delle telecamere di casa o del palazzo: servono per la denuncia.
  3. Su commissariatodips.it trovi una pagina di segnalazione, utile a far presente il fenomeno: la pagina dice esplicitamente che da lì non si possono inviare querele o denunce, solo segnalazioni.
  4. Per denunciare davvero, vai di persona in un ufficio di polizia o dai Carabinieri — qualsiasi ufficio, non solo la Polizia Postale, anche se resta il reparto specializzato — portando un documento d'identità e tutti i dettagli che hai (numero da cui hai ricevuto la chiamata, orario, importo, dati del conto o del corriere). Esiste anche una via online, denunceonline.poliziadistato.it con SPID o CIE, ma è attiva solo in via sperimentale in alcune sedi del Lazio e va comunque formalizzata di persona entro 48 ore: per quasi tutta Italia conviene andare di persona fin da subito.
  5. Avvisa gli altri familiari, soprattutto le persone anziane della famiglia: chi vi ha truffato spesso riprova lo stesso schema su un altro parente nei giorni successivi.

I prezzi citati in questa guida sono quelli letti sul listino ufficiale del fornitore. Possono cambiare senza preavviso: controllali sul sito del fornitore prima di decidere.

Domande frequenti

È vero che con pochi secondi di audio si può clonare una voce?

Sì: alcuni software di intelligenza artificiale per la sintesi vocale, oggi diffusi, riescono a ricostruire una voce in modo credibile partendo da pochi secondi di un video o di un audio già pubblici, per esempio su un social network. È proprio questo che rende possibile la truffa descritta in questa guida.

Come faccio a essere sicuro che la persona al telefono sia davvero mio figlio o mia nipote?

L'unico modo affidabile è non fidarsi della sola voce: riaggancia e richiama il parente sul numero che hai già salvato, oppure usa la parola segreta concordata in famiglia in anticipo. Se chi ha chiamato era davvero lui, richiamarlo costa solo qualche minuto.

Ho già dato dei soldi: posso riaverli indietro?

Dipende dalla velocità con cui agisci e da come hai pagato. Se hai fatto un bonifico non ancora accreditato, la tua banca potrebbe ancora riuscire a bloccarlo; se hai dato contanti è molto più difficile. In ogni caso avvisa subito la banca, e sporgi denuncia di persona in un ufficio di polizia o dai Carabinieri: il modulo online di commissariatodips.it serve solo a segnalare il fenomeno, non sostituisce la denuncia.

Questa truffa colpisce solo le persone anziane?

Colpisce soprattutto le persone anziane, perché chi truffa le considera più sole, più spaventabili al telefono e meno abituate a verificare online. Ma lo schema di fondo — urgenza, segretezza, pagamento immediato — funziona allo stesso modo con chiunque abbassi la guardia per un attimo.

Da dove vengono questi dati

Questa guida l’ho scritta con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e l’ho verificata sulle fonti qui sopra prima di pubblicarla. Come lavoro

Continua da qui