News

Pacco in giacenza: la truffa SMS del finto corriere

Un SMS o un'email a nome di un corriere (come GLS, BRT o DHL) dice che un pacco è in giacenza o bloccato in dogana, e chiede di pagare una piccola cifra o di cliccare un link per sbloccarlo: è quasi sempre una truffa. Il link porta a un sito clone che ruba i dati della carta; anche quando un corriere manda davvero un link per pagare un dazio, non si paga mai cliccandoci sopra, ma inserendo a mano il numero di spedizione sul sito o sull'app ufficiale del corriere.

Fabrizio Picco
corretta il 2 novembre 2026 · si legge in 6 minuti

Ti è arrivato un SMS o un'email che dice che un pacco è fermo «in giacenza» o «bloccato in dogana», a nome di un corriere come GLS, BRT, DHL o SDA, e ti chiede di pagare pochi euro o di cliccare un link per sbloccarlo. Qui trovi come funziona questa truffa, i segnali per riconoscerla prima di cliccare, cosa fare se un pacco lo stai aspettando davvero, e cosa fare se hai già cliccato o pagato.

Come funziona la truffa del pacco in giacenza

Ricevi un SMS o un'email firmato con il nome di un corriere — come GLS, BRT o DHL — che ti avvisa che un pacco è in giacenza (fermo, in attesa di essere ritirato o consegnato di nuovo) oppure bloccato in dogana. Ti chiede di pagare pochi euro o pochi centesimi — nell'unico caso con fonte ufficiale, un SMS a nome PosteInfo segnalato dall'ACN, la cifra chiesta era 26 centesimi — o di cliccare un link per «sbloccarlo» o fissare una nuova consegna.

Il link porta a un sito clone — stesso logo, stessa grafica del corriere vero — che chiede i dati della carta per quel piccolo pagamento. Il pacco, quasi sempre, non esiste nemmeno: serve solo a farti inserire i dati della carta su una pagina costruita per rubarli. Nel video qui sotto trovi un esempio vero di SMS di questo tipo, arrivato proprio a nome BRT.

Esempio reale di SMS truffa a nome BRT con lo schema del pacco in giacenza — sul canale Guida in Italiano

Lo stesso schema, con lo stesso meccanismo, gira anche a nome di Poste Italiane con il mittente «PosteInfo»: se il messaggio che hai ricevuto cita proprio quel nome, la guida dedicata a PosteInfo è più precisa di questa.
VarianteCome si presenta
Pacco in giacenzail corriere non ti avrebbe trovato in casa: il pacco è fermo «in giacenza», con un link per riprogrammare la consegna o pagare una piccola cifra di giacenza
Bloccato in doganausata soprattutto per ordini che arrivano da fuori Europa: dice che serve pagare un dazio o una tassa doganale per sbloccare la spedizione
Mancata consegnail corriere sarebbe passato senza trovarti: chiede di cliccare per fissare un nuovo tentativo o di pagare una «commissione di riconsegna»
Esempio ricostruito (non uno screenshot reale) di un SMS "pacco in giacenza" a nome di un corriere generico, con il link sospetto cerchiato in rosso.
Esempio ricostruito (non uno screenshot reale) di un SMS "pacco in giacenza" a nome di un corriere generico, con il link sospetto cerchiato in rosso.

I segnali per riconoscere il messaggio falso

Non serve indovinare se il corriere citato sia quello vero: bastano pochi controlli, e di solito li trovi insieme nello stesso messaggio.

Un messaggio non si verifica rispondendo al messaggio: non si clicca il link, non si chiama il numero scritto dentro. Si chiude tutto e si controlla dal proprio canale.
  1. Il link non porta al sito ufficiale del corriere. Prima di aprirlo, guarda con attenzione l'indirizzo per intero, non solo l'inizio: un dominio anche solo leggermente diverso da quello vero (lettere scambiate, parole aggiunte, un indirizzo abbreviato) è già un segnale sufficiente. Attenzione in particolare al trucco del sottodominio: un indirizzo che comincia con «brt» o il nome di un altro corriere può comunque portare a un sito diverso, se subito dopo non arriva il dominio vero del corriere.
  2. Ti chiede di pagare per un pacco che non stai aspettando. Se non hai fatto nessun ordine recente, la storia della giacenza o della dogana non regge da sola.
  3. C'è una fretta finta. «Il pacco torna al mittente entro 24 ore», «paga subito per evitare il reso»: la stessa scadenza stretta vista in tutte le altre truffe via SMS.
  4. Il messaggio ha errori di italiano o una formattazione strana: maiuscole fuori posto, accenti sbagliati, frasi che sembrano tradotte male. Non c'è sempre, ma quando c'è è un segnale in più.
  5. Chiede i dati della carta per un importo piccolo. La cifra bassa — pochi euro o pochi centesimi, come i 26 centesimi del caso PosteInfo segnalato dall'ACN — serve a far sembrare innocuo l'inserimento della carta: è lì che i dati vengono rubati, non un vero pagamento.

Cosa fare se ti arriva un messaggio così

Il passaggio più importante è anche il più semplice: non verificare mai partendo dal link che hai ricevuto.

  1. Non cliccare il link e non richiamare numeri scritti nel messaggio.
  2. Se stai davvero aspettando un pacco, prendi il numero di tracking dall'email di conferma del negozio dove hai comprato — non dal messaggio sospetto — e inseriscilo tu stesso sul sito o sull'app ufficiale del corriere, digitando l'indirizzo a mano.
  3. Se non stai aspettando nessun pacco, il messaggio è quasi certamente falso (può capitare un regalo o un invio da parte di terzi, ma è raro): cancellalo comunque, senza cliccare niente.
  4. Se il corriere ha davvero un tuo pacco con un dazio da pagare — Poste Italiane e DHL, per esempio, mandano davvero una notifica con un link di pagamento via SMS, email o app per i dazi doganali, ed è legittimo — il pagamento si fa comunque sempre dai canali ufficiali del corriere stesso (sito o app, dopo aver inserito tu il numero di spedizione), mai cliccando il link ricevuto per SMS o email.
Illustrazione ricostruita (non uno screenshot reale di un corriere specifico) della pagina dove si inserisce il numero di tracking: è questo il percorso corretto, non il link ricevuto per SMS o email.
Illustrazione ricostruita (non uno screenshot reale di un corriere specifico) della pagina dove si inserisce il numero di tracking: è questo il percorso corretto, non il link ricevuto per SMS o email.

Se hai già cliccato o pagato

Conta la velocità: nelle prime ore si recupera di più, dopo diventa più difficile.

Non vergognarti e non perdere tempo per imbarazzo: queste truffe sono costruite da professionisti e colpiscono chiunque.
  1. Se hai solo cliccato il link, senza inserire niente, chiudi la pagina e non procedere: di solito non hai ancora dato nessun dato ai truffatori.
  2. Se hai inserito i dati della carta, bloccala subito dall'app della tua banca — si fa in pochi secondi, e si può sbloccare dopo — e chiama il numero sul retro per farti dare una carta nuova.
  3. Se il pagamento è già stato addebitato, contesta l'operazione con la tua banca (si chiama chargeback): più lo fai presto, più aumentano le possibilità di recuperare i soldi.
  4. Conserva le prove prima di cancellare il messaggio: screenshot dell'SMS o dell'email, del link, e della pagina dove hai inserito i dati.

Dove segnalare o denunciare

Oltre a bloccare la carta, una truffa di questo tipo si segnala anche al corriere citato e alla Polizia Postale.

Una querela per truffa va presentata entro tre mesi dal giorno in cui scopri il fatto (art. 124 del Codice Penale): conservare le prove subito evita di doverle cercare sotto scadenza.
  1. Segnala il messaggio al corriere citato, tramite i canali ufficiali di assistenza che trovi sul suo sito — mai rispondendo al messaggio ricevuto. Per GLS c'è un indirizzo dedicato, cybersec@gls-italy.com; per gli altri corrieri cerca la pagina «sicurezza» o «segnala una frode» sul sito ufficiale.
  2. Per una segnalazione alla Polizia Postale, c'è il modulo su commissariatodips.it: la stessa pagina dice però che non accetta querele o denunce e che non sostituisce il pronto intervento (112 o 113 per le urgenze).
  3. Per denunciare davvero, il portale denunceonline.poliziadistato.it (SPID o CIE) invia una pre-denuncia, ma solo in alcune sedi sperimentali (questura di Rieti, questura di Frosinone e alcuni commissariati e reparti collegati, tutti in Lazio): va formalizzata di persona entro 48 ore. Fuori da queste sedi, la denuncia si fa di persona in un ufficio di polizia, portando le prove raccolte.
  4. Se hai perso denaro, avvisa anche la tua banca il prima possibile: più tempo passa, meno probabile è recuperarlo.

I prezzi citati in questa guida sono quelli letti sul listino ufficiale del fornitore il 2 novembre 2026. Possono cambiare senza preavviso: controllali sul sito del fornitore prima di decidere.

Domande frequenti

Un corriere come GLS, BRT, DHL o SDA mi chiede di pagare per sbloccare un pacco: è vero?

Può essere vero: alcuni corrieri (per esempio Poste Italiane e DHL) mandano davvero un link di pagamento via SMS, email o app per i dazi doganali — è un uso legittimo. Il problema non è il link in sé, ma che non va mai usato per pagare: si apre il sito o l'app ufficiale del corriere, si inserisce a mano il numero di spedizione, e si paga da lì. GLS dichiara esplicitamente di non chiedere mai un pagamento con carta via SMS o email.

Come faccio a sapere se sto aspettando davvero un pacco?

Controlla l'email di conferma d'ordine del negozio dove hai comprato: contiene il numero di tracking vero. Inseriscilo tu stesso sul sito o sull'app ufficiale del corriere, digitando l'indirizzo a mano, mai cliccando il link ricevuto per SMS o email.

Ho cliccato sul link ma non ho inserito niente: rischio qualcosa?

Di solito no: il solo clic, senza inserire dati, di regola non basta a far danno. Chiudi la pagina e non procedere, ma resta comunque attento nei giorni seguenti.

Ho inserito i dati della carta: cosa faccio subito?

Blocca subito la carta dall'app della tua banca — si fa in pochi secondi e si può sbloccare dopo — e chiama il numero sul retro per farti dare una carta nuova. Se un pagamento è già stato addebitato, contesta l'operazione con la banca (chargeback) il prima possibile.

Dove segnalo un SMS o un'email truffa a nome di un corriere?

Segnalalo al servizio clienti ufficiale del corriere citato, tramite i suoi canali (mai rispondendo al messaggio), e alla Polizia Postale su commissariatodips.it (è una segnalazione, non una denuncia). Per denunciare davvero, se hai perso soldi, serve denunceonline.poliziadistato.it con SPID/CIE — solo una pre-denuncia, da formalizzare di persona entro 48 ore, e solo in alcune sedi sperimentali in Lazio — oppure un ufficio di polizia di persona.

Da dove vengono questi dati

Dati controllati il 2 novembre 2026.

  • Poste Italiane — Ricevere dall'estero riletta il 2 novembre 2026: conferma che per i dazi doganali Poste manda davvero una notifica di pagamento via app Poste Italiane, email, bacheca poste.it o SMS, e che si paga inserendo il codice spedizione su «Cerca Spedizioni» e cliccando «Paga»
  • DHL — Prevenzione frodi riletta il 2 novembre 2026: le comunicazioni DHL arrivano solo dal dominio @dhl.com, e le attività sospette (SMS compresi) si segnalano a phishing@dhl.com
  • DHL — Guida cliente Oneri Doganali Online riletta il 2 novembre 2026: descrive il servizio ufficiale di DHL — un preavviso via email/SMS, poi il destinatario apre il link e paga con carta o PayPal su un portale dedicato — conferma che il link di pagamento via SMS/email è un uso legittimo di DHL, non solo un segnale di truffa
  • GLS — Sicurezza in GLS riletta il 2 novembre 2026: GLS dichiara «in nessun caso GLS effettua richieste di pagamento con carta di credito via sms e/o email», e indica cybersec@gls-italy.com per segnalare messaggi sospetti
  • BRT — Avviso phishing avviso del 16 aprile 2026, riletto il 2 novembre 2026: segnala SMS ed email non autorizzate a nome BRT su presunte mancate consegne, invita a controllare il mittente e a non cliccare link né scaricare allegati in caso di dubbio
  • ACN/CSIRT Italia — Campagna di smishing con falso mittente Poste Italiane bollettino del 13 luglio 2023, riletto il 2 novembre 2026: conferma come pattern reale lo schema 'finta mancata consegna + piccola commissione per sbloccarla' (SMS a nome «Posteinfo», 26 centesimi di finta commissione) — non nomina GLS/BRT/DHL/SDA, usata qui solo per lo schema generale e per l'unico importo con fonte ufficiale
  • Nexi — "Non cliccare qui", episodio 2: lo smishing contenuto educativo ufficiale Nexi, riletto il 2 novembre 2026: cita il 'pacco in dogana' come esempio tipico di SMS truffa che simula urgenza
  • Polizia Postale — Frodi online: Phishing – smishing - vishing comunicato dell'11 aprile 2024: definizioni ufficiali di phishing, smishing e vishing — riusato identico dalle guide sorelle, verificato il 26 ottobre 2026
  • Polizia Postale — La denuncia di privati riletta il 2 novembre 2026: art. 333 c.p.p., denuncia facoltativa per chi viene a conoscenza di un reato perseguibile d'ufficio, si presenta a un ufficiale di polizia giudiziaria o al pubblico ministero (Questure, Commissariati, Carabinieri), nessun termine generale per le denunce facoltative
  • Polizia Postale — La querela riletta il 2 novembre 2026: il termine di tre mesi dal giorno della notizia del fatto è fissato dall'art. 124 del Codice Penale (non dall'art. 120, che riguarda invece chi ha diritto di proporre la querela)
  • Polizia Postale — Denuncia per reati telematici riletta il 2 novembre 2026: elenco confermato delle sedi sperimentali del portale di pre-denuncia online (questura di Rieti, questura di Frosinone con i commissariati di Cassino/Fiuggi/Sora, più reparti specializzati a Viterbo/Latina/Orte/Roma), formalizzazione di persona entro 48 ore
  • Polizia di Stato — Denunce online: attivo il nuovo servizio della Polizia di Stato comunicato del 15 giugno 2026, riletto il 2 novembre 2026: conferma l'attivazione sperimentale del servizio di pre-denuncia online, stesso elenco di sedi della fonte precedente, formalizzazione entro 48 ore
  • Polizia Postale — Segnalazioni riletta il 2 novembre 2026: conferma che il modulo non accetta querele né denunce e non sostituisce il pronto intervento (112/113)

Questa guida l’ho scritta con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e l’ho verificata sulle fonti qui sopra prima di pubblicarla. Come lavoro

Continua da qui