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Come denunciare una truffa online

Per la maggior parte delle truffe online serve una querela, non una semplice denuncia, e va presentata entro tre mesi da quando scopri il fatto (art. 124 del Codice Penale): dopo, il reato non si può più perseguire. Si presenta di persona in un ufficio della Polizia Postale, della Polizia di Stato o dei Carabinieri — portando un documento d'identità e tutte le prove che hai — perché il portale online della Polizia Postale è attivo solo in alcune sedi sperimentali del Lazio.

Fabrizio Picco
scritta il 26 ottobre 2026 · si legge in 8 minuti

Hai scoperto di essere stato truffato comprando o vendendo qualcosa online, pagando per un servizio mai arrivato, o dando dati che non dovevi dare. La prima domanda è: denuncia o querela? Nella maggior parte dei casi serve la seconda, e ha un termine che scatta da subito. Qui trovi dove andare, cosa portare, cosa aspettarti dopo, e quando conviene chiamare prima la tua banca invece di aspettare.

Denuncia o querela: qual è la differenza

Per quasi tutte le truffe online, quello che devi presentare è una querela, non una denuncia: sono due atti diversi, con regole diverse.

Per la maggior parte delle truffe online basta la querela della vittima (art. 640 del Codice Penale, comma sulla procedibilità). Fanno eccezione i casi più gravi — danno allo Stato o a un ente pubblico, un finto ordine di un'autorità, o una vittima in condizione di «minorata difesa» (tipicamente una persona anziana presa di mira per la sua età) — che la legge perseguita comunque, senza bisogno della tua querela.
CosaDenunciaQuerela
Chi la può farechiunque sa di un reato, anche se non è la vittimasolo la persona offesa (o chi la rappresenta)
Quando serve davveroper i reati che lo Stato perseguita comunqueper i reati che senza la tua richiesta restano senza seguito: quasi tutte le truffe online
Termine per presentarladi regola nessunotre mesi da quando scopri il fatto (art. 124 del Codice Penale)
Si può ritirareno: una volta presentata il procedimento va avanti da solosì (si chiama «remissione»), prima della condanna definitiva, e solo se chi hai accusato non la rifiuta

Dove si presenta la querela

Puoi andare di persona, oppure usare il portale online della Polizia Postale se la tua zona è coperta — ma per quasi tutta Italia, oggi, significa comunque andare di persona.

Se sei fuori dalle sedi sperimentali, non serve cercare altro: vai di persona, non perdi niente rispetto a chi ha il portale online, perché anche la pre-denuncia online va formalizzata in ufficio entro 48 ore.
  1. Qualsiasi ufficio di polizia o stazione dei Carabinieri può ricevere la tua querela, non solo la Polizia Postale: lo dice la stessa Polizia Postale sul suo sito. Se nella tua città c'è una sede della Polizia Postale, resta la scelta più indicata per una truffa online: è il reparto specializzato.
  2. Il modulo «Segnalazioni» su commissariatodips.it non è una querela: la pagina stessa dice che non si possono inviare lì querele o denunce, e che non sostituisce un intervento urgente. Serve solo a far sapere alla Polizia Postale che un fenomeno esiste.
  3. Il portale denunceonline.poliziadistato.it (accesso con SPID o CIE) permette di inviare una «pre-denuncia» online per furto, frode informatica, truffa, accesso abusivo a un sistema informatico, uso indebito di carte di pagamento e diffamazione online — ma è attivo solo in via sperimentale (dato ufficiale di giugno 2026, ancora valido a oggi): questura di Rieti, questura di Frosinone con i commissariati di Cassino, Fiuggi e Sora, più alcuni reparti specializzati (cybersicurezza, polizia ferroviaria e stradale) con sedi a Viterbo, Latina, Orte e Roma — tutte sedi in Lazio. Anche inviandola online, va comunque formalizzata di persona entro 48 ore, su appuntamento.
  4. Fuori da queste sedi — cioè quasi ovunque in Italia — la querela si presenta a voce, andando di persona in un ufficio (un agente redige il verbale), oppure per iscritto: di persona, tramite un'altra persona con delega, o per raccomandata con firma autenticata. Si può presentare anche direttamente al pubblico ministero (Procura), non solo a Questure, Commissariati e Carabinieri.
Home del portale ufficiale denunceonline.poliziadistato.it: il pulsante «Compilare il modulo di pre-denuncia» (porta al login SPID/CIE) e l'elenco dei reati coperti dal servizio.
Home del portale ufficiale denunceonline.poliziadistato.it: il pulsante «Compilare il modulo di pre-denuncia» (porta al login SPID/CIE) e l'elenco dei reati coperti dal servizio.

Cosa portare con te

Più prove porti, più la polizia giudiziaria ha da cui partire per le indagini.

Non serve un modulo preparato: in ufficio ti fanno le domande e redigono loro il verbale. Le prove servono a rispondere con precisione, non a scrivere un atto.
  1. Un documento d'identità valido: senza, l'ufficio non può redigere il verbale.
  2. Ogni prova della truffa: screenshot della chat o dell'annuncio, email, SMS, ricevute di pagamento (bonifico, PayPal, carta), immagini del sito o del profilo usato dal truffatore.
  3. I dati della controparte, tutti quelli che hai: nome o nickname usato, numero di telefono, indirizzo email, IBAN o nome della banca su cui hai pagato, link del profilo o dell'annuncio.
  4. Un riassunto scritto con le date: quando è iniziato il contatto, quando hai pagato, quando hai capito di essere stato truffato — conta soprattutto quest'ultima data, perché è da lì che partono i tre mesi della querela.
  5. Salva le prove prima di bloccare il contatto: bloccandolo su WhatsApp o altrove rischi di perdere l'accesso alla chat.

Cosa succede dopo la querela

Da qui in avanti il tempo non lo decidi tu, e nessuna fonte ufficiale pubblica una durata media.

I tempi variano moltissimo da caso a caso — da pochi mesi a oltre un anno — e dipendono da quanti intermediari (banche, PSP, piattaforme, anche straniere) devono rispondere. Nessuna fonte ufficiale dà una media: non fidarti di chi te la promette.
  1. Il verbale arriva alla Procura, che apre un fascicolo e assegna le indagini alla Polizia Postale o ad altra polizia giudiziaria.
  2. Le indagini cercano di risalire a chi c'è dietro: il conto o il PSP che ha incassato, il numero di telefono, l'indirizzo IP, il profilo usato — passaggi che richiedono richieste formali a banche, operatori e piattaforme, e per questo non sono mai immediati.
  3. Potresti essere richiamato per fornire altri dettagli o altre prove, anche molto tempo dopo la querela.
  4. L'esito non è garantito: se il truffatore ha usato un conto o un'identità di comodo, o si trova all'estero, identificarlo può non riuscire, e il fascicolo può essere archiviato.

Quando conviene chiamare anche la banca

Se il pagamento non è ancora concluso, la banca può pesare più della querela: lì il tempo conta in minuti, non in mesi.

La velocità qui conta più che altrove: nelle prime ore dopo un bonifico ordinario si può ancora intervenire, dopo diventa quasi impossibile.
  1. Bonifico ordinario appena fatto: chiama la banca subito. Finché l'altra parte non lo ha ancora accreditato, si può chiedere il richiamo.
  2. Bonifico istantaneo: arriva in pochi secondi ed è irrevocabile, non si richiama. Resta comunque da fare la querela, e si può chiedere alla banca di attivare il rientro presso la banca di chi ha incassato — non è garantito.
  3. Dati della carta inseriti su un sito o link falso: blocca la carta dall'app della tua banca e chiama il numero di emergenza sul retro per chiederne una nuova.
  4. Dal 9 ottobre 2025, prima di confermare un bonifico (ordinario o istantaneo) la tua banca deve mostrarti la verifica del beneficiario: dice se il nome che hai scritto corrisponde davvero all'IBAN. Attenzione: protegge solo quando NON corrispondono — se il truffatore ti ha dato un IBAN che è davvero suo (il caso più comune nelle truffe fra privati), nome e IBAN coincidono e questa verifica non ti avvisa di niente.
  5. Se la banca non ha fatto questa verifica quando era obbligata a farlo, il Regolamento UE 2024/886 (art. 5 quater) la obbliga a rimborsarti — ma solo se la mancata verifica ha portato a un pagamento non eseguito correttamente. Attenzione: nel caso tipico di una truffa (il truffatore ti ha dato il suo IBAN vero, nome e IBAN coincidono) la verifica avrebbe dato «corrispondenza» comunque, quindi questo rimborso di solito non scatta per questa via. Fattelo confermare per scritto se pensi che si applichi al tuo caso.

Domande frequenti

Per una truffa online serve la denuncia o la querela?

Quasi sempre la querela: la truffa (art. 640 del Codice Penale) è punibile solo se la vittima lo chiede, salvo pochi casi gravi (danno allo Stato, finto ordine di un'autorità, vittima anziana sfruttata per la sua età). La denuncia riguarda invece i reati che lo Stato perseguita comunque, anche senza la tua richiesta.

Quanto tempo ho per presentare la querela?

Tre mesi da quando scopri il fatto, non da quando è avvenuto (art. 124 del Codice Penale). Se aspetti più di tre mesi da quando ti accorgi della truffa, perdi il diritto di farla perseguire.

Posso denunciare una truffa online senza andare di persona in un ufficio?

Solo se sei in una delle sedi sperimentali del portale denunceonline.poliziadistato.it, oggi tutte in Lazio (Rieti, Frosinone e alcuni commissariati e reparti collegati). E anche lì, la pre-denuncia online va comunque formalizzata di persona entro 48 ore. In tutte le altre zone d'Italia si va di persona fin dall'inizio.

Cosa devo portare per denunciare una truffa online?

Un documento d'identità valido e tutte le prove che hai: screenshot di chat e annunci, email, SMS, ricevute di pagamento, e i dati della controparte (nome o nickname, numero, email, IBAN, link del profilo).

Ho ancora in corso un bonifico: cosa faccio prima della querela?

Chiama subito la tua banca. Un bonifico ordinario si può ancora richiamare se non è stato accreditato; un bonifico istantaneo è irrevocabile, ma puoi comunque chiedere alla banca di attivare il rientro presso la banca di chi ha incassato.

Dopo quanto tempo si risolve una denuncia per truffa online?

Non esiste un tempo fisso: dipende da quanti intermediari (banche, PSP, piattaforme, anche all'estero) devono rispondere alle richieste degli investigatori. Nessuna fonte ufficiale pubblica una durata media, quindi non fidarti di chi te la promette.

Da dove vengono questi dati

Dati controllati il 26 ottobre 2026.

Questa guida l’ho scritta con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e l’ho verificata sulle fonti qui sopra prima di pubblicarla. Come lavoro

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