PosteInfo: l'SMS che imita Poste Italiane, come riconoscerlo
«PosteInfo» è il nome che compare come mittente di SMS legati a Poste Italiane, Postepay e BancoPosta — ma il mittente di un SMS si può falsificare (si chiama SMS spoofing), quindi vederlo scritto non prova niente, da solo. I segnali che contano davvero sono il link (mai poste.it), la richiesta di dati che Poste Italiane non chiede mai per SMS, e la fretta finta. Per segnalarlo c'è un canale ufficiale: antiphishing@posteitaliane.it.
scritta il 26 ottobre 2026 · si legge in 7 minuti
Ti è arrivato un SMS firmato «PosteInfo» — una carta che sta per essere bloccata, un pacco non consegnato, un accesso sospetto al conto — e non sai se è vero. Qui trovi cosa si sa davvero su questo mittente, i segnali per riconoscere l'SMS falso prima di cliccare, cosa non fare mai, cosa fare se ci sei già cascato, e dove si segnala o si denuncia.
Cos'è «PosteInfo», e perché i truffatori lo usano
«PosteInfo» è il nome del canale istituzionale con cui Poste Italiane manda SMS ai propri clienti: notifiche di spedizione, avvisi sul conto o sulla carta, codici di conferma. Lo conferma il Vademecum Antifrode che Poste Italiane e PostePay pubblicano insieme, che lo nomina due volte parlando di «un SMS [...] apparentemente proveniente dal canale istituzionale di Poste Italiane (es. PosteInfo)». Le pagine HTML di sicurezza di poste.it, invece, questo nome non lo citano mai: è lì che nasce il dubbio, ma la fonte che conta è il PDF ufficiale, non la pagina web.
Ed è proprio perché è un nome vero e riconoscibile che i truffatori lo copiano: lo stesso Vademecum spiega che il mittente di questi SMS fraudolenti viene falsificato per sembrare «un nominativo apparentemente riconducibile a Poste Italiane». Vedere scritto «PosteInfo» non è quindi una prova di niente, né a favore né contro: lo stesso nome lo usano sia Poste Italiane sia chi la imita.
Quello che invece è confermato, da un bollettino ufficiale dell'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN/CSIRT Italia) del 13 luglio 2023, è che «Posteinfo» è il mittente usato in una campagna di smishing — phishing fatto via SMS — reale e diffusa in tutta Italia: un SMS avvisava di una mancata consegna e portava a una pagina finta che chiedeva i dati della carta per pagare 26 centesimi di una commissione di riconsegna. Il pacco non esisteva: serviva solo a rubare i dati della carta.
La ragione per cui funziona è tecnica, non di furbizia del truffatore: il nome che un telefono mostra come mittente di un SMS si può falsificare (si chiama SMS spoofing), e chi riceve il messaggio non ha modo di controllarlo da solo. Quindi anche se «PosteInfo» è davvero il canale di Poste Italiane, vederlo scritto come mittente non è mai una prova che il messaggio sia legittimo: è esattamente il nome che chi ti truffa vuole farti vedere.

I segnali per riconoscere l'SMS falso
Non serve indovinare se il mittente sia vero: bastano pochi segnali, e in genere nell'SMS falso ne trovi più di uno insieme.
- Il link non porta a poste.it. Guarda l'indirizzo con attenzione — sul telefono basta tenerlo premuto qualche secondo senza aprirlo: se vedi un dominio diverso (varianti come «poste-verifica.xyz» o indirizzi abbreviati con bit.ly/tinyurl), è già una truffa.
- Ti chiede dati che Poste Italiane non chiede mai per SMS. Credenziali, PIN, codice OTP, numero della carta o il codice di sicurezza sul retro. Nessuna comunicazione legittima di Poste Italiane chiede questi dati per SMS, email, chat o telefono.
- C'è una fretta finta. «La tua carta sta per essere bloccata», «hai 24 ore per confermare», «accesso sospetto, verifica subito». Serve a farti cliccare senza pensarci: né la banca né le Poste bloccano un conto in poche ore per un SMS non confermato.
- Ti chiede un piccolo pagamento per un motivo plausibile. È lo schema confermato dal bollettino ACN del 2023: pochi centesimi per «sbloccare» una consegna. La cifra bassa serve a far sembrare innocuo l'inserimento della carta — ma è lì che i dati vengono rubati, non un vero pagamento di pochi centesimi.
- Dopo l'SMS, arriva una telefonata. Un secondo schema, confermato dalla Polizia Postale: dopo l'SMS qualcuno chiama spacciandosi per operatore di banca, di Poste Italiane o di polizia, dice che ci sono «movimenti sospetti» e convince la vittima ad andare in banca o alla posta per trasferire soldi su un «conto sicuro» — che è il conto del truffatore.
Cosa non fare mai
Una lista corta, perché conta di più ricordarsene bene che ricordarsene tutta.
- Non cliccare il link dentro l'SMS, anche solo per «vedere cos'è»: la pagina di Poste Italiane su questo punto dice di non inserire nessuna credenziale e di chiudere subito il browser — il solo caricamento della pagina può far vedere al truffatore il tuo indirizzo IP e il tipo di telefono, ma non i tuoi dati se non li hai scritti tu.
- Non chiamare un numero scritto nell'SMS, e non richiamare un numero da cui sei stato chiamato dopo l'SMS: usa solo il numero che hai già salvato, o quello stampato sul retro della tua carta.
- Non dare credenziali, PIN, codice OTP o dati della carta per telefono, SMS, email o chat, a nessuno che dice di chiamare da Poste Italiane, dalla tua banca o dalla polizia: nessun operatore vero li chiede così.
- Non seguire istruzioni per «trasferire soldi su un conto sicuro»: non esiste un conto sicuro dove spostare i tuoi soldi per proteggerli da una truffa — chi te lo chiede è la truffa.
Se hai già cliccato o dato dei dati
Conta la velocità: nelle prime ore si recupera di più, dopo diventa più difficile.
- Se hai solo cliccato il link, senza inserire niente, di solito non hai ancora dato nessun dato: chiudi la pagina e non procedere, ma resta comunque attento nei giorni seguenti.
- Se hai dato la password o le credenziali di accesso, cambiale subito, su quel servizio e su tutti gli altri dove usavi la stessa password, e attiva la verifica in due passaggi se non l'avevi già.
- Se hai dato i dati della carta, bloccala subito dall'app della tua banca o di Postepay — si fa in pochi secondi e si può sbloccare dopo — e chiama il numero sul retro per chiedere una carta nuova.
- Se hai autorizzato un bonifico, chiama la tua banca immediatamente. Se è un bonifico ordinario, finché non è accreditato dall'altra parte si può chiedere il richiamo; se è un bonifico istantaneo, arriva in pochi secondi ed è irrevocabile — resta da fare la denuncia e chiedere alla banca di attivare il rientro presso la banca di chi ha ricevuto i soldi.
- Dal 9 ottobre 2025 le banche devono offrire la verifica del beneficiario (nome e IBAN coincidono?) prima di confermare un bonifico: se non l'hanno fatta ed erano obbligate a farla, secondo fonti giuridiche specializzate (non la sola comunicazione di Banca d'Italia) devono rimborsare — fattelo confermare per scritto se lo contesti. Attenzione: protegge solo quando il nome del beneficiario NON corrisponde all'IBAN — in queste truffe il bonifico va spesso su un conto che il truffatore controlla davvero, quindi nome e IBAN coincidono e questa verifica non basta da sola.
- Se qualcuno ti ha già chiamato come «falso operatore» e ti ha convinto ad andare in banca o alla posta, fermati prima di qualunque operazione e parla con un dipendente vero, di persona, senza il telefono acceso sull'orecchio.
Dove segnalare o denunciare
Esiste un canale ufficiale di Poste Italiane per le segnalazioni, oltre alla Polizia Postale.
- Inoltra l'SMS o l'email sospetta a antiphishing@posteitaliane.it: è l'indirizzo ufficiale di Poste Italiane per queste segnalazioni, confermato sulle pagine di sicurezza di poste.it. Si può anche telefonare al 06 4526 3322, dal lunedì al sabato dalle 8 alle 20, festivi esclusi.
- Per una segnalazione alla Polizia Postale, c'è il modulo su commissariatodips.it: la stessa pagina del modulo dice però che non accetta querele o denunce e che non sostituisce il pronto intervento (112 o 113 per le urgenze).
- Per denunciare davvero, il portale denunceonline.poliziadistato.it (SPID o CIE) permette di inviare una pre-denuncia online, ma solo in alcune sedi sperimentali (questura di Rieti, questura di Frosinone e alcuni commissariati e reparti collegati, tutti in Lazio): va comunque formalizzata di persona entro 48 ore, su appuntamento preso dallo stesso portale. Fuori da queste sedi, o se non vuoi usare il portale, la denuncia si fa di persona in un ufficio di polizia, portando le prove raccolte (screenshot dell'SMS, del link, della pagina).
- Se hai perso denaro, avvisa anche la tua banca il prima possibile: più tempo passa, meno probabile è recuperarlo.
Domande frequenti
PosteInfo è un mittente vero di Poste Italiane?
Sì: il Vademecum Antifrode di Poste Italiane e PostePay lo nomina come il canale istituzionale con cui Poste manda SMS ai clienti. Ma è confermato anche da un bollettino dell'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale che lo stesso nome viene usato, falsificato, in vere campagne di smishing. Ed è per questo che il mittente di un SMS si può falsificare: vederlo scritto non prova mai niente da solo, nemmeno quando il nome è autentico.
Come riconosco un SMS falso di PosteInfo?
I segnali principali sono: un link che non porta a poste.it, una richiesta di credenziali, PIN, OTP o dati della carta (Poste Italiane non li chiede mai per SMS), una fretta finta («carta bloccata entro 24 ore»), e a volte la richiesta di un piccolo pagamento (pochi centesimi) per un motivo plausibile come la riconsegna di un pacco.
Ho cliccato sul link di un SMS PosteInfo: cosa rischio?
Se non hai inserito nessun dato, di solito non hai ancora dato niente ai truffatori: chiudi la pagina e non procedere. Se invece hai inserito password, PIN, OTP o dati della carta, cambia subito le credenziali, blocca la carta dall'app della banca e, se hai autorizzato un pagamento, chiama la banca immediatamente.
Dopo l'SMS mi ha chiamato un «operatore» di Poste o della banca: è vero?
Quasi certamente no. La Polizia Postale ha documentato questo schema in due fasi: prima un SMS, poi una telefonata di un finto operatore che chiede di trasferire soldi su un «conto sicuro» per proteggerli da una frode. Nessun operatore vero di banca, Poste Italiane o polizia chiede di spostare soldi su un altro conto.
Dove segnalo un SMS truffa a nome di PosteInfo?
Inoltralo a antiphishing@posteitaliane.it, il canale ufficiale di Poste Italiane, oppure chiama il 06 4526 3322 (lunedì-sabato, 8-20). Per una denuncia vera, se hai perso denaro, serve denunceonline.poliziadistato.it con SPID/CIE — solo una pre-denuncia, da formalizzare di persona entro 48 ore, e solo in alcune sedi sperimentali in Lazio — oppure un ufficio di polizia di persona, oltre ad avvisare subito la tua banca.
Da dove vengono questi dati
Dati controllati il 26 ottobre 2026.
- Poste Italiane e PostePay — Vademecum Antifrode per i Clienti PDF ufficiale (metadati dell'8 ottobre 2024): nomina due volte «PosteInfo» come esempio del canale istituzionale di Poste Italiane, e descrive lo spoofing del mittente — letto per intero il 26 ottobre 2026
- Polizia di Stato — Denunce online: attivo il nuovo servizio della Polizia di Stato comunicato del 15 giugno 2026: il portale invia solo una pre-denuncia, da formalizzare di persona entro 48 ore su appuntamento — letto il 26 ottobre 2026
- ACN/CSIRT Italia — Campagna di smishing con falso mittente Poste Italiane bollettino del 13 luglio 2023: SMS con mittente «Posteinfo», avviso di mancata consegna, link a pagina clone che chiede dati personali e della carta per 26 centesimi di finta commissione — letto per intero il 26 ottobre 2026
- ACN/CSIRT Italia — Campagna di smishing a tema Poste Italiane (AL02/250127/CSIRT-ITA) bollettino di gennaio 2025: SMS con minaccia di blocco carta, link a dominio estraneo, pagina che imita i loghi Poste e raccoglie dati personali e di pagamento — letto per intero il 26 ottobre 2026
- Polizia Postale — Attenzione alle truffe di falsi operatori di banche o di Poste Italiane comunicato del 22 marzo 2023: schema in due fasi (smishing/phishing poi telefonata di un falso operatore che chiede di spostare soldi su un «conto sicuro») — letto per intero il 26 ottobre 2026
- Polizia Postale — Attenzione a falsi SMS comunicato del 23 giugno 2022: SMS che sfruttano una scadenza vera annunciata da Poste Italiane per spingere verso una finta pagina istituzionale — letto per intero il 26 ottobre 2026
- Polizia Postale — Segnalazioni online la pagina del modulo dice che non si possono inviare querele o denunce tramite questo servizio e che non sostituisce il pronto intervento — letta il 26 ottobre 2026
- Poste Italiane — PSD2 e sicurezza: come difendersi dalle truffe confermato il canale antiphishing@posteitaliane.it e il telefono 06 4526 3322 (lun-sab 8-20, festivi esclusi); nessuna menzione di «PosteInfo» — letta il 26 ottobre 2026
- Poste Italiane — Sicurezza online pagina indice sulla sicurezza online, nessuna menzione di «PosteInfo» — letta il 26 ottobre 2026
- Banca d'Italia — Verifica del beneficiario (VoP) per bonifici ordinari e istantanei obbligo dal 9 ottobre 2025 e limite pratico (protegge solo se nome e IBAN non corrispondono) — stesso dato già verificato per riconoscere-phishing.py e subito-truffe.py
Questa guida l’ho scritta con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e l’ho verificata sulle fonti qui sopra prima di pubblicarla. Come lavoro
