Finta email Polizia Postale: l'accusa di pedopornografia
È una truffa via email che gira almeno dal 2022 e nel 2026 è tornata a ondate: finge di essere un atto della Polizia, spesso con la firma falsa del Capo della Polizia Vittorio Pisani, ti accusa di pedopornografia e ti chiede di «giustificarti» in poche ore, di solito 72. A chi risponde arriva poi la richiesta di soldi per «chiudere il caso». La Polizia di Stato non manda mai email per notificare reati o chiedere pagamenti: non rispondere, non aprire l'allegato, e segnala su commissariatodips.it.
verificata il 2 novembre 2026 · si legge in 5 minuti
Ti è arrivata un'email che sembra ufficiale, con i loghi della Polizia e magari la firma del Capo della Polizia: ti accusa di un reato gravissimo, pedopornografia, e ti dà poche ore per rispondere prima di rischiare l'arresto. È normale avere paura, leggendola. Qui ti spiego perché è una truffa, come funziona, da quanto tempo gira, e cosa fare — senza rispondere a quell'email.
Cos'è questa email, e come funziona
L'email si presenta come una comunicazione ufficiale della Polizia: loghi della Polizia di Stato e talvolta del Ministero, il nome di un ufficio che sembra vero, e spesso la firma del Capo della Polizia, Vittorio Pisani. Il mittente viene falsificato (lo spoofing, cioè far apparire un indirizzo diverso da quello reale), quindi anche l'intestazione può sembrare credibile.
Il testo, quasi sempre accompagnato da un allegato PDF che imita un atto giudiziario, dice che sei indagato per aver guardato o cercato materiale pedopornografico online. Minaccia pene pesanti — in una versione segnalata ad aprile 2026, da 5 a 10 anni di carcere e multe fino a 76.000 euro — e ti chiede di inviare le tue «giustificazioni» entro un termine strettissimo, di solito 72 ore.
Il primo messaggio di solito non chiede soldi. Il trucco è farti rispondere: da lì i truffatori aprono una conversazione, chiedono dati personali e poi una somma per «chiudere il caso» o pagare una finta multa. Alcune versioni contengono anche dei link, e la Polizia avverte che gli allegati possono contenere programmi dannosi.
Perché è falsa: la Polizia non scrive così
Non serve analizzare l'email riga per riga: basta una regola, che la Polizia Postale ripete a ogni ondata.
- La Polizia di Stato non invia mai email o messaggi per notificare reati, né per chiedere pagamenti di sanzioni, multe o somme di denaro. È scritto così nell'avviso ufficiale della Polizia Postale del novembre 2025.
- Nessun ufficio di polizia chiede «giustificazioni» via email. Se fossi davvero indagato, lo sapresti da un atto consegnato secondo le regole del processo penale, non da un messaggio con un conto alla rovescia.
- Un'indagine non si chiude pagando. Qualunque richiesta di soldi per «fermare il procedimento» o «evitare l'arresto» è, da sola, la prova che si tratta di un'estorsione.
- Il nome del Capo della Polizia è usato a sua insaputa, per dare autorità al messaggio. La Polizia Postale avverte anche che i nomi e gli uffici citati in queste lettere sono spesso inventati o sbagliati.
- L'indirizzo del mittente non prova niente: con lo spoofing può sembrare quello vero. Conta il contenuto, e il contenuto è impossibile.
Non è nuova: cambia solo la firma
Questa truffa non è nata nel 2026. La Polizia di Stato la segnalava già nel febbraio 2022: false email con il logo della Polizia, firmate da dirigenti di vertice, che parlavano di un'indagine per pedopornografia. Da allora è tornata più volte, ogni volta con un mittente diverso.
Nel marzo 2024 la Polizia Postale descriveva email che citavano l'Interpol e un centro francese contro la pedopornografia, in alcuni casi con la firma del Capo della Polizia. Dalla primavera del 2024 gira la versione con il nome di Vittorio Pisani e le 72 ore. Nel novembre 2024 è uscita una variante a nome del CSIRT Italia, la squadra per la sicurezza informatica dell'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN), con un «Ordine immediato di reato informatico». Nell'aprile 2025 la stessa ACN ha segnalato una nuova ondata a tema Polizia di Stato.
Non sono campagne diverse: è lo stesso schema con l'intestazione cambiata. Lo dice la Polizia Postale stessa: cambiano il mittente, il reato contestato e l'ufficio, ma la tecnica è sempre la stessa.
Le segnalazioni del 2026
Nel 2026 la truffa è tornata a più riprese, in città diverse. Queste sono le segnalazioni che abbiamo potuto leggere e controllare:
- 8 aprile, Como: email con un allegato intitolato «Mandato di procedimento giudiziario», minaccia di arresto e risposta entro 72 ore (CiaoComo).
- Fine aprile, Mantova: venti segnalazioni in due settimane alla sezione locale della Polizia Postale, con firme contraffatte del Capo della Polizia o di alti dirigenti (Gazzetta di Mantova, 1° maggio).
- Inizio maggio: la Polizia di Stato avvisa sulla sua pagina Facebook di un «fantomatico avviso» firmato Vittorio Pisani (ripreso da La Sicilia il 6 maggio); Canale Dieci descrive la richiesta di una finta «oblazione» per fermare il procedimento.
- 23 settembre, Legnano: un cittadino porta alla Polizia locale un'email della «sedicente direzione generale di Polizia giudiziaria», con un allegato senza firma e il nome di un falso Procuratore (Prima Milano Ovest, 25 settembre).
Cosa fare se ti arriva questa email
Il modo per gestirla è lo stesso di qualunque messaggio che fa leva sulla paura: non si reagisce dentro il messaggio stesso.
- Non rispondere: è proprio la risposta quello che i truffatori cercano, perché da lì parte la richiesta di soldi. Rispondere conferma anche che il tuo indirizzo è attivo.
- Non aprire l'allegato e non cliccare sui link: possono contenere programmi dannosi o portare a pagine che chiedono i tuoi dati.
- Non pagare e non mandare documenti: nessuna indagine vera si chiude con un bonifico o con la copia della carta d'identità inviata via email.
- Conserva l'email invece di cancellarla subito: può servire come prova se decidi di segnalarla o se hai già risposto.
- Segnalala alla Polizia Postale dal sito ufficiale commissariatodips.it, scritto a mano nel browser. Il modulo «Segnalazioni» serve a far sapere che il fenomeno esiste, ma non vale come denuncia: se hai già pagato o dato dati, la denuncia si presenta presso un ufficio di polizia.
I prezzi citati in questa guida sono quelli letti sul listino ufficiale del fornitore. Possono cambiare senza preavviso: controllali sul sito del fornitore prima di decidere.
Domande frequenti
La Polizia Postale manda davvero email per accusare di pedopornografia?
No. La Polizia di Stato non invia mai email o messaggi per notificare reati né per chiedere pagamenti: lo ripete la Polizia Postale nei suoi avvisi. Un'email che ti accusa di pedopornografia e ti chiede di giustificarti è una truffa, che gira almeno dal 2022.
Chi è Vittorio Pisani, e perché il suo nome è nell'email?
È il Capo della Polizia dal 2023. I truffatori usano il suo nome, a sua insaputa, perché è noto e dà autorità al messaggio. Non tutte le versioni dell'email lo citano: alcune sono firmate da un generico «ufficiale» o non sono firmate affatto.
Devo preoccuparmi se non rispondo entro le 72 ore indicate nell'email?
No. Il termine è finto e serve solo a farti agire d'impulso: non c'è nessuna indagine e non succede niente se non rispondi. Il pericolo comincia proprio quando si risponde, perché da lì arriva la richiesta di soldi.
È la stessa truffa dell'email del CSIRT del 2024?
Sì, è lo stesso schema: accusa di pedopornografia, toni da atto giudiziario, richiesta di rispondere e poi di pagare. Nel 2024 l'intestazione era quella del CSIRT Italia, in altre ondate l'Interpol o la Polizia di Stato con la firma del Capo della Polizia. La Polizia Postale stessa dice che cambia il mittente ma la tecnica resta la stessa.
Ho già risposto o pagato dopo un'email di questo tipo: cosa faccio?
Smetti di rispondere e non pagare altro: a chi paga, i truffatori chiedono di solito altri soldi. Conserva le email e le ricevute dei pagamenti, avvisa la banca se hai fatto un bonifico, e presenta denuncia a un ufficio di polizia. I passaggi sono nella guida su come denunciare una truffa online.
Da dove vengono questi dati
- Polizia Postale — Attenzione alle false comunicazioni delle Forze di Polizia: è una truffa! avviso del 12/11/2025: false notifiche a firma di presunti capi di Polizia, accusa di pedopornografia, richiesta di denaro per «interrompere le indagini»; la Polizia di Stato non invia mai email per notificare reati o chiedere pagamenti — letto il 2 novembre 2026
- Polizia Postale — Hai ricevuto una comunicazione dalla Polizia di Stato che ti informa di essere indagato per reati di pedopornografia? avviso del 17/12/2024: cambiano mittente, reati e ufficio ma la tecnica è la stessa; non rispondere, non aprire gli allegati, nomi e uffici spesso inventati — letto il 2 novembre 2026
- Polizia Postale — Nuova ondata di phishing avviso del 14/3/2024: email che citano Interpol e un centro francese contro la pedopornografia, in alcuni casi con la firma del Capo della Polizia; richiesta di denaro dopo il ricontatto — letto il 2 novembre 2026
- Polizia di Stato — Truffe online: falsa mail della Polizia di Stato comunicato del 17/2/2022: false email firmate da dirigenti di vertice su un'indagine di pedopornografia — la prova che lo schema gira almeno dal 2022; letto il 2 novembre 2026
- ACN — Callback Phishing: campagna a tema Polizia di Stato bollettino CSIRT Italia BL01/250418 (aprile 2025): ritorno della campagna a tema Polizia di Stato con presunto «reato informatico» pedopornografico — letto il 2 novembre 2026
- Polizia Postale — Segnalazioni il modulo non accetta querele o denunce e non sostituisce il pronto intervento (112/113) — riletto il 2 novembre 2026
- La Sicilia — L'alert della Polizia di Stato sull'avviso a firma di Vittorio Pisani 6/5/2026: trascrive il post Facebook della Polizia di Stato sull'avviso firmato Pisani e la richiesta di giustificazioni — letto il 2 novembre 2026
- Il Mattino — La nuova truffa via mail, il falso messaggio del capo della polizia 31/3/2025: trascrive la firma falsa «Vittorio Pisani, Capo della Polizia» in calce all'email, con allegati — letto il 2 novembre 2026
- CiaoComo — Falsa mail della Polizia Postale, attenzione alla truffa intimidatoria 8/4/2026: allegato «Mandato di procedimento giudiziario», 72 ore, pene da 5 a 10 anni e multe fino a 76.000 euro, link nel messaggio — letto il 2 novembre 2026
- Gazzetta di Mantova — Venti segnalazioni alla Postale di Mantova 1/5/2026: venti segnalazioni in due settimane, firme contraffatte del Capo della Polizia, richiesta di migliaia di euro a chi risponde — letto il 2 novembre 2026
- Canale Dieci — «È indagato per pedopornografia»: la finta mail della Polizia 4/5/2026: firma di Vittorio Pisani, richiesta di una finta «oblazione», spoofing del mittente — letto il 2 novembre 2026
- Prima Milano Ovest — «Indagine per pedopornografia»: false email della Polizia 25/9/2026: caso di Legnano del 23 settembre, «sedicente direzione generale di Polizia giudiziaria», allegato senza firma — letto il 2 novembre 2026
- Open — La truffa della mail con la falsa accusa di pedopornografia 17/5/2024: operazione Polo Est, una vittima ha pagato 117.500 euro a partire da una «multa» di 7.800 euro — letto il 2 novembre 2026
Questa guida l’ho scritta con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e l’ho verificata sulle fonti qui sopra prima di pubblicarla. Come lavoro

