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Dark web: l'Italia fra i Paesi più colpiti d'Europa

Un report CRIF di settembre 2026 dice che nel primo semestre 2026 sono stati esposti nel mondo 2,5 miliardi di dati, e che l'Italia è quarta in Europa per email compromesse e terza nel mondo per account rubati con infostealer. Non serve aver subito un attacco diretto per esserci dentro: si controlla gratis in un minuto.

Fabrizio Picco
scritta il 29 ottobre 2026 · si legge in 5 minuti

Ogni tanto esce un numero che fa notizia per un giorno e poi si dimentica: «miliardi di dati rubati nel dark web». Questa volta il numero riguarda anche te, non solo le aziende coinvolte: l'Italia è fra i Paesi europei più colpiti, e le tue credenziali possono essere in quell'elenco senza che tu abbia notato niente di strano. Ti spiego cosa dice davvero il report, perché può riguardarti anche se non ti senti preso di mira, e cosa fare nei prossimi cinque minuti.

Il dato: 2,5 miliardi di dati esposti nel primo semestre 2026

La società di informazioni creditizie CRIF ha pubblicato il 21 settembre 2026 l'Osservatorio Cyber CRIF sul primo semestre 2026: 2,5 miliardi di dati esposti nel mondo fra gennaio e giugno 2026, finiti online o in vendita nei circuiti del dark web — la parte di internet non indicizzata dai motori di ricerca normali, raggiungibile solo con strumenti dedicati, dove circolano anche le liste di credenziali rubate.

Dentro questo numero, l'Italia non è un caso isolato: è quarta in Europa (sesta nel mondo) per email compromesse, ed è terza nel mondo per account rubati tramite malware infostealer, dopo Stati Uniti e Francia.

Fonte: Osservatorio Cyber CRIF (H1 2026), pubblicato il 21 settembre 2026, ripreso da Sky TG24 (22 settembre 2026) e da Geopop (23 settembre 2026). Le due classifiche non vanno confuse: per email compromesse l'Italia è 4a in Europa e 6a nel mondo (podio mondiale Stati Uniti, Russia, Germania); per account rubati con infostealer è 3a nel mondo (dopo Stati Uniti e Francia). Il 32,3% degli utenti monitorati da CRIF ha ricevuto almeno un avviso di esposizione.
Qui va una foto: un'illustrazione che richiami il concetto di dark web e fuga di dati (per esempio un lucchetto aperto su uno sfondo di righe di dati), senza loghi o marchi di terzi

Perché può riguardarti anche senza un attacco diretto

Il motivo per cui conviene controllare anche se non ti è mai arrivato niente di strano è semplice: questi dati non vengono rubati attaccando te, ma il sito a cui ti eri iscritto — un negozio online, un forum, un servizio che magari hai usato una volta e dimenticato. Quando quel sito viene violato, la lista di email e password che avevi inserito lì finisce nei circuiti dove si scambiano questi dati, insieme a quella di milioni di altre persone.

Da lì, chi li compra prova le stesse combinazioni email/password su altri servizi — banche, posta, social — sperando che tu l'abbia riusata. Si chiama credential stuffing (letteralmente «riempimento di credenziali»), e funziona perché in tanti usano la stessa password su più account.

Il punto centrale è questo: le tue credenziali possono essere già in una di queste liste anche se oggi, per te, è tutto normale. L'unico modo per saperlo è controllare, non aspettare un segnale che potrebbe non arrivare mai.

Come controllare se la tua email è compromessa

Il controllo è gratuito e richiede solo il tuo indirizzo email. Il sito più usato e verificabile è Have I Been Pwned (haveibeenpwned.com), che confronta il tuo indirizzo con il database delle violazioni note.

Il procedimento completo, passo per passo e con la foto del risultato, è nella guida Posta elettronica sicura: come proteggere la tua email: qui lo riassumo solo per arrivare in fretta al punto.
  1. Vai su haveibeenpwned.com e scrivi il tuo indirizzo email nel campo di ricerca.
  2. Se compare «Good news — no pwnage found!», il tuo indirizzo non risulta in nessuna fuga di dati nota (non è una garanzia assoluta: il sito registra solo le violazioni che sono state scoperte e rese pubbliche).
  3. Se invece compare un elenco di siti, la tua email è coinvolta in almeno una di quelle violazioni: vedi il prossimo capitolo per cosa fare.

Cosa fare se lo è

Se il controllo trova la tua email in una violazione, le cose che contano davvero sono poche, e si fanno in pochi minuti.

Se hai tempo per una sola di queste quattro cose oggi, fai la prima: il cambio password è quello che chiude davvero la porta che la fuga di dati ha aperto.
  1. Cambia la password, su quel servizio e su qualunque altro account dove usavi la stessa: è il passaggio più urgente se riusi le password, perché è esattamente il meccanismo che rende utile ai truffatori una fuga di dati anche vecchia.
  2. Attiva la verifica in due passaggi (2FA) dove è disponibile: anche se qualcuno ha la tua password, senza il codice sul tuo telefono non entra. La guida Come attivare l'autenticazione a due fattori spiega come farlo sui servizi principali.
  3. Usa un gestore di password per avere una password diversa e complessa per ogni account, invece di ricordarle a memoria: è il modo pratico per rendere inutile la prossima fuga di dati che ti riguarderà. Il confronto fra i principali è nella guida Gestore di password: cos'è e quale scegliere.
  4. Fai attenzione ai messaggi che arrivano dopo: chi ha comprato le liste di dati le usa spesso per il phishing, scrivendo messaggi più credibili perché contengono informazioni vere su di te (nome, email, a volte il sito dove ti eri iscritto). La guida Riconoscere un'email di phishing: i cinque segnali spiega come distinguerli.

Perché questo numero non resterà questo per sempre

Il numero «2,5 miliardi» fotografa il primo semestre 2026 secondo questo report: non è un dato fisso, cambia ogni volta che CRIF (o un altro osservatorio) pubblica un nuovo studio, di solito a distanza di mesi o di un anno.

Quello che invece non cambia è il meccanismo: le fughe di dati continuano ad accadere tutti i giorni, in tutto il mondo, indipendentemente da quando esce il prossimo report con un numero aggiornato.

Il controllo su Have I Been Pwned invece non invecchia mai: ha senso rifarlo ogni tanto, perché il suo database si aggiorna ogni volta che viene scoperta una nuova violazione, non solo quando esce un report come questo.

Domande frequenti

Quanti dati sono stati esposti nel 2026 secondo il report CRIF?

Il report CRIF, diffuso il 21 settembre 2026, parla di 2,5 miliardi di dati esposti nel primo semestre 2026 (gennaio-giugno) a livello mondiale, con l'Italia quarta in Europa (sesta nel mondo) per email compromesse e terza nel mondo per account rubati con malware infostealer.

Le mie credenziali possono essere compromesse anche se non ho notato niente di strano?

Sì, ed è il punto centrale di questo tipo di fughe di dati: non vieni attaccato direttamente, è il sito dove ti eri iscritto a essere violato. La lista con la tua email finisce online insieme a quella di milioni di altre persone, e puoi non accorgertene mai se non controlli.

Come faccio a sapere se la mia email è nel dark web?

Il modo più semplice e gratuito è Have I Been Pwned (haveibeenpwned.com): scrivi la tua email e il sito ti dice se compare in una violazione nota. Il procedimento completo, con la foto del risultato, è nella guida Posta elettronica sicura.

Cosa devo fare se scopro che la mia email è compromessa?

Cambia subito la password su quel servizio e ovunque la riusavi, attiva la verifica in due passaggi dove puoi, e valuta un gestore di password per non doverti più ricordare combinazioni diverse. Fai anche più attenzione ai messaggi sospetti nei giorni successivi: chi compra questi dati li usa spesso per il phishing.

Il dato del report CRIF resterà valido nel tempo?

No: il numero (2,5 miliardi) fotografa il primo semestre 2026 e cambierà quando uscirà un report più aggiornato. Il controllo personale su Have I Been Pwned invece ha senso ripeterlo ogni tanto, perché il suo database cresce ogni volta che viene scoperta una nuova violazione.

Da dove vengono questi dati

Questa guida l’ho scritta con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e l’ho verificata sulle fonti qui sopra prima di pubblicarla. Come lavoro

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