Finanza personale

Conto corrente: come scegliere quello giusto

Non c'è un conto «migliore in assoluto»: dipende da come lo usi. Guarda sempre, in quest'ordine: il canone (e a quali condizioni è davvero gratuito), l'imposta di bollo (34,20€/anno se la giacenza media complessiva, su tutti i conti che hai nella stessa banca, supera 5.000€, altrimenti non si paga), i costi per prelievi, bonifici e carta che il canone spesso non include, e — se un giorno vuoi cambiare banca — i 12 giorni lavorativi massimi della portabilità.

Fabrizio Picco
scritta il 10 ottobre 2026 · si legge in 7 minuti

Vuoi aprire un conto corrente, o sei stufo di quello che hai e pensi di cambiarlo — ma ogni confronto che trovi online finisce per dirti «il conto X della banca Y costa Z», e fra sei mesi quel prezzo non vale già più niente, perché le banche cambiano le condizioni in continuazione. Qui trovi invece i criteri che restano validi qualunque banca tu guardi: cosa c'è dietro un canone «gratuito», quanto costa davvero l'imposta di bollo e quando non si paga, quali costi il canone spesso non include, e cosa dice la legge se un domani vuoi cambiare banca.

Cosa guardare prima di aprire un conto

Il canone pubblicizzato è solo una parte del costo vero. Questi sono i punti che contano, qualunque banca tu stia valutando.

Il modo più sicuro di confrontare due conti non è leggere il sito, ma il Foglio informativo e il Documento Informativo sulle Spese che ogni banca deve pubblicare per legge: è il secondo ad avere lo stesso schema in tutta l'Unione Europea, e stima la spesa annua su sei profili di utilizzo standard — lo stesso identico calcolo su conti di banche diverse, molto più onesto di un confronto scritto a mano.
Cosa guardarePerché conta
Canone mensileSpesso è gratis solo a condizioni (età, accredito dello stipendio, un numero minimo di operazioni): il prezzo pubblicizzato non è quello che paghi se non le rispetti.
Imposta di bolloÈ una tassa, non una condizione della banca: 34,20€/anno se la giacenza media complessiva (sommando tutti i conti e libretti che hai nella stessa banca) supera 5.000€, altrimenti non si paga. L'importo è uguale in qualunque banca, ma alcune se ne fanno carico loro per il cliente.
Prelievo di contantiFuori dagli sportelli/ATM della tua banca spesso si paga una commissione per ogni prelievo: pochi euro a volta, ma si somma se lo fai spesso.
BonificiQuelli SEPA ordinari (anche istantanei) sono spesso compresi nel canone: dal 9 gennaio 2025 un bonifico istantaneo in euro non può costare più di uno ordinario (Reg. UE 2024/886). Quelli fuori dall'area SEPA o in valuta diversa dall'euro quasi sempre costano a parte.
Carta abbinataSpesso ha un canone separato da quello del conto: va aggiunto per avere il costo vero, non confrontato da solo.
Online o in filialeCambia dove versi contanti/assegni e a chi ti rivolgi per un problema complesso — non è solo una differenza di prezzo.
PortabilitàSe in futuro vuoi cambiare banca, la legge fissa un tempo massimo (12 giorni lavorativi): è un diritto, non un favore della banca nuova.

Il canone: quando è davvero zero

Il canone è quello che si vede prima, ma «gratuito» quasi sempre vuol dire «gratuito se»: sotto una certa età, con l'accredito dello stipendio o della pensione, o restando sotto un numero di operazioni al mese. Fuori da quelle condizioni, il canone torna a essere quello pieno.

Prima di firmare, controlla tre cose sul foglio informativo: qual è la condizione esatta che azzera il canone, da quando si attiva (non sempre dal primo mese), e cosa succede se smetti di rispettarla — il momento esatto in cui torna il canone pieno cambia da banca a banca ed è scritto lì, non in una regola generale.

Un conto «gratis per i primi 12 mesi» non è un conto gratis: è un conto che costa quanto quello pieno dal tredicesimo mese. Guarda sempre il prezzo dopo la promozione, non quello iniziale.

L'imposta di bollo: quanto costa e quando non si paga

L'imposta di bollo sul conto corrente è una tassa fissa, non una condizione della banca: la stabilisce lo Stato, ed è uguale qualunque banca tu scelga. Per le persone fisiche è di 34,20€ all'anno, di solito applicata trimestralmente (8,55€ a trimestre), in proporzione se il tuo estratto conto ha una periodicità diversa.

Non si paga se la giacenza media non supera i 5.000€ — ma attenzione: la soglia non è per singolo conto. Si somma la giacenza media di tutti i conti correnti e i libretti che hai nella stessa banca, con la stessa intestazione. Se il totale supera 5.000€, l'imposta si paga su ciascuno di quei conti, anche su uno che da solo resterebbe sotto soglia.

La soglia di esenzione (5.000€) viene dal DL 201/2011 ("Salva Italia") e dal DM 24 maggio 2012; l'importo di 34,20€ per le persone fisiche non è stato modificato da quel decreto e resta confermato. La Circolare 48/E dell'Agenzia delle Entrate spiega la disciplina, non l'ha introdotta. Nessuna modifica trovata per le persone fisiche: il DL 27 marzo 2026 n. 38 (convertito con la Legge 22 maggio 2026 n. 88) ha toccato solo l'importo per le imprese (100€ → 118€ dal 28 marzo 2026).

I costi nascosti da controllare prima di firmare

Il canone e il bollo sono i costi fissi. Quelli che fanno davvero la differenza nell'uso quotidiano sono i costi variabili, e sono anche quelli che un confronto superficiale salta più spesso.

Il modo più onesto di stimare questi costi non è leggerli uno per uno sul sito: è guardare il Documento Informativo sulle Spese della banca, che per legge calcola una stima annua su sei profili di utilizzo standard — permette di confrontare lo stesso identico calcolo fra banche diverse.
  1. Prelievo di contanti fuori rete. Molte banche includono i prelievi ai propri sportelli/ATM, ma fanno pagare quelli su ATM di altre banche, anche in Italia.
  2. Bonifici fuori SEPA o in valuta diversa dall'euro. Un bonifico SEPA ordinario in euro è spesso incluso nel canone, e lo stesso vale per quello istantaneo: dal 9 gennaio 2025 la legge vieta di farlo costare più dell'ordinario (Regolamento UE 2024/886). Un bonifico fuori dall'area SEPA, o in una valuta diversa dall'euro, invece spesso costa a parte.
  3. Carta di debito o credito abbinata. Spesso ha un canone annuale separato da quello del conto: va sommato per avere il costo vero.
  4. Operazioni allo sportello fisico. Su molti conti online, un'operazione fatta di persona in filiale (dove esiste) costa più che farla dall'app.
  5. Chiusura del conto. Per legge nessuna spesa di chiusura né penale: è un diritto di recesso, non una gentilezza della banca. Canone e bollo restano però dovuti in proporzione fino al giorno della chiusura — non è un conto sempre a costo zero fino all'ultimo giorno.

Conto online o in filiale: pro e contro reali

Non è vero che una delle due è sempre meglio: cambia cosa guardi.

Il conto online costa di norma meno — la banca non deve mantenere sportelli e personale — e si apre in pochi minuti da remoto, con SPID o una videochiamata. In cambio, versare contanti o assegni richiede un ATM o un punto d'appoggio esterno (spesso a pagamento), e l'assistenza passa quasi sempre da telefono o chat, senza una persona fisica a cui rivolgersi per un problema complesso.

Il conto in filiale ha uno sportello vero per contanti e assegni, e qualcuno con cui parlare di persona per un mutuo o un investimento. Il prezzo è un canone mediamente più alto, orari di apertura limitati, e la necessità di spostarsi fisicamente.

La domanda giusta non è «quale conviene», ma «cosa fai davvero ogni mese»: se maneggi contanti spesso (un piccolo negozio, lavori pagati in contanti), la filiale pesa meno sul prezzo di quanto sembri. Se gestisci tutto dallo smartphone, il canone più basso online è un risparmio vero, non solo sulla carta.

Cambiare banca: cosa dice la norma sulla portabilità

Se decidi di cambiare banca, la portabilità trasferisce saldo e servizi dal vecchio conto al nuovo senza chiuderlo prima e senza perdere gli accrediti e i pagamenti automatici — gratis, per legge.

La banca nuova ha un massimo di 12 giorni lavorativi (sabato, domenica e festivi esclusi) dal momento in cui riceve la tua richiesta completa. Se sfora, hai diritto a un indennizzo: una parte fissa di 40€ più una quota variabile che cresce con i giorni di ritardo.

Si trasferiscono con la portabilità i bonifici ricorrenti in entrata (per esempio lo stipendio), gli ordini di pagamento permanenti (l'affitto) e le domiciliazioni (SDD) delle utenze. Non si trasferiscono automaticamente alcuni addebiti di carte di credito, il Telepass, e i pagamenti INPS: per questi va fatta una comunicazione separata, e le due banche devono avvisarti di quali restano fuori.

La portabilità non chiude il vecchio conto: lo fai tu, dopo, quando sei sicuro che tutto sia passato al nuovo. Chiudere un conto corrente non ha spese di chiusura né penali per legge, qualunque sia il motivo — ma canone e bollo restano dovuti in proporzione fino al giorno del recesso.

I prezzi citati in questa guida sono quelli letti sul listino ufficiale del fornitore il 10 ottobre 2026. Cambiano senza preavviso e quasi tutti sono esposti IVA esclusa: controllali sul sito del fornitore prima di firmare.

Domande frequenti

Quando il canone del conto corrente è davvero gratuito?

Quasi mai senza condizioni: in genere serve avere meno di una certa età, avere l'accredito dello stipendio o della pensione, oppure restare sotto un numero di operazioni al mese. Controlla sempre da quando si attiva la condizione e cosa succede se smetti di rispettarla: il momento in cui torna il canone pieno cambia da banca a banca, ed è scritto nel foglio informativo.

Quanto costa l'imposta di bollo sul conto corrente?

34,20€ all'anno per le persone fisiche, applicata di solito in quote trimestrali di 8,55€ (in proporzione, se l'estratto conto ha una periodicità diversa). È una tassa fissata dallo Stato, uguale in qualunque banca.

Sotto quale soglia non si paga l'imposta di bollo?

Se la giacenza media complessiva di tutti i conti correnti e i libretti che hai nella stessa banca, con la stessa intestazione, non supera i 5.000€ (esattamente 5.000€ incluso) nel periodo dell'estratto conto (di solito il trimestre), l'imposta non è dovuta su nessuno di quei conti. Se il totale li supera, si paga su tutti — anche su uno che da solo resterebbe sotto soglia. La banca calcola la media dei saldi contabili giornalieri del periodo.

Quali costi nascosti bisogna controllare prima di aprire un conto?

Il prelievo di contanti fuori dalla rete della tua banca, i bonifici fuori dall'area SEPA o in valuta diversa dall'euro, il canone della carta abbinata (spesso separato da quello del conto) e le operazioni fatte di persona in filiale su un conto online. I bonifici istantanei in euro, dal 9 gennaio 2025, non possono costare più di uno ordinario. La chiusura del conto, invece, è sempre gratuita per legge.

Conviene un conto online o uno in filiale?

Dipende da come lo usi, non da quale «vale di più». L'online costa meno e si apre in pochi minuti, ma per versare contanti o assegni serve un punto d'appoggio esterno e l'assistenza è solo telefono o chat. La filiale ha uno sportello vero e una persona a cui parlare, con un canone mediamente più alto.

Quanto tempo ci vuole per cambiare banca con la portabilità?

Al massimo 12 giorni lavorativi dalla richiesta completa alla banca nuova. Se li supera, hai diritto a un indennizzo di 40€ fissi più una quota variabile legata ai giorni di ritardo.

Chiudere un conto corrente costa qualcosa?

Nessuna spesa di chiusura né penale: è un diritto di recesso per legge. Canone e bollo restano però dovuti in proporzione fino al giorno della chiusura. Non si può chiudere se il saldo è negativo.

Da dove vengono questi dati

Dati controllati il 10 ottobre 2026.

Questa guida l’ho scritta con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e l’ho verificata sulle fonti qui sopra prima di pubblicarla. Come lavoro

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