Conto deposito: come funziona e quando conviene
Il conto deposito è un conto dove presti i tuoi risparmi alla banca in cambio di un interesse: vincolato se accetti di non toccarlo per un periodo (tasso più alto), libero se vuoi poter prelevare quando vuoi (tasso più basso). Gli interessi si tassano al 26%, e fino a 100.000€ per persona e per banca i tuoi soldi sono protetti dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi anche se la banca fallisce.
scritta il 10 ottobre 2026 · si legge in 6 minuti
Hai dei risparmi fermi su un conto corrente che non rende quasi niente, e qualcuno ti ha parlato di «conto deposito» come alternativa. Qui c'è cos'è davvero, la differenza fra vincolato e libero, quanto si paga di tasse sugli interessi, e cosa succede ai tuoi soldi se la banca ha problemi. Non trovi nomi di banche né tassi reali: questa è la guida che spiega il meccanismo, prima di guardare le offerte vere.
Cos'è un conto deposito
Il conto deposito — Banca d'Italia lo chiama anche «deposito a risparmio» — è un contratto bancario in cui presti una somma di denaro alla banca, che in cambio ti riconosce un interesse. È un prodotto separato dal conto corrente: di solito non puoi farci bonifici in entrata da altri, non ha una carta collegata, e serve solo a far fruttare risparmi che non ti servono subito.
Il tasso di interesse lo decide ogni banca, e cambia spesso: per questo in questa guida non trovi nessun numero reale, solo il meccanismo con cui si calcola.
Vincolato o libero: la differenza che conta
Esistono due versioni dello stesso prodotto, e la scelta dipende da una sola domanda: quando ti servono indietro quei soldi?
| Tipo | Puoi prelevare | Tasso | Adatto a |
|---|---|---|---|
| Vincolato | solo alla scadenza concordata (in genere da 1 mese a 4 anni); prima perdi di norma gli interessi maturati | più alto | risparmi che non ti servono per il periodo scelto |
| Libero | quando vuoi, senza penali | più basso | risparmi che vuoi poter usare in qualunque momento |
Quanto rendono davvero gli interessi, al netto delle tasse
Sugli interessi del conto deposito si paga un'imposta del 26%, trattenuta direttamente dalla banca: non devi fare nulla né dichiararla a parte, è già al netto quando la vedi accreditata. Questa aliquota è in vigore dal 1° luglio 2014 (prima era il 20%), fissata dal decreto legge 24 aprile 2014 n. 66 — la stessa aliquota che si applica agli interessi del conto corrente.
Ecco come cambia il conto, con un esempio: capitale di 10.000€, un anno, con due tassi ipotetici — non sono tassi reali di nessuna banca, servono solo a far vedere il calcolo.
| Esempio (capitale 10.000€, 1 anno) | Tasso lordo ipotetico | Interesse lordo | Tassazione 26% | Interesse netto |
|---|---|---|---|---|
| Vincolato | 2,5% | 250,00€ | 65,00€ | 185,00€ |
| Libero | 1,0% | 100,00€ | 26,00€ | 74,00€ |
La garanzia FITD: cosa succede se la banca ha problemi
Il conto deposito è coperto dallo stesso sistema di garanzia del conto corrente: il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD), un consorzio a cui aderiscono quasi tutte le banche italiane (le banche di credito cooperativo hanno un fondo analogo, il FGDCC).
Se la banca viene messa in liquidazione coatta amministrativa — il termine tecnico per il «fallimento» di una banca — il FITD rimborsa fino a 100.000€ per depositante e per singola banca, entro sette giorni lavorativi. Il conto deposito, anche vincolato, è fra i prodotti coperti, insieme a conto corrente, certificati di deposito, assegni circolari e carte prepagate con IBAN.
| Cosa copre il FITD | Limite |
|---|---|
| Conto corrente, conto deposito (anche vincolato), certificati di deposito, assegni circolari, carte prepagate con IBAN | 100.000€ per depositante, per singola banca (interessi maturati inclusi) |
I rischi reali, e quando serve più attenzione
Con una banca italiana aderente al FITD, entro i 100.000€ coperti, il rischio sul capitale è lo stesso di un conto corrente: è protetto dallo stesso fondo. Il vero rischio del conto deposito, quello vincolato, è un altro: bloccare soldi che poi ti servono prima della scadenza, e perdere gli interessi maturati per sbloccarli.
Attenzione in più se la banca è estera, specialmente se online e con un tasso molto più alto della media: alcune banche che operano in Italia tramite «libera prestazione di servizi» sono garantite dal fondo di tutela del loro paese d'origine, non dal FITD italiano. La tutela può comunque arrivare agli stessi 100.000€ — i fondi di garanzia nei paesi dell'Unione Europea seguono tutti uno schema comune — ma cambiano la lingua delle pratiche, i tempi concreti di rimborso e a chi rivolgersi in caso di problemi: prima di aprire un conto con una banca che non conosci, controlla esplicitamente quale fondo di garanzia la copre, non darlo per scontato.
C'è anche una complicazione fiscale, se la banca estera non ha un sostituto d'imposta in Italia (cioè nessun soggetto che trattenga già il 26% al posto tuo, come fa in automatico una banca italiana): gli interessi ti arrivano lordi, e tocca a te calcolare e versare il 26%. Si dichiarano nel quadro M (rigo M31) se usi il 730, o nel quadro RM se presenti il modello Redditi. Sul capitale depositato è dovuta anche l'IVAFE (l'imposta sulle attività finanziarie detenute all'estero): per un conto deposito è lo stesso 0,20% annuo visto per il bollo sul conto deposito italiano, non l'importo fisso di 34,20€ che vale invece per un conto corrente o un libretto estero — e va dichiarata nel quadro W (730) o RW (Redditi), anche se il totale resta sotto i 15.000€ che esonerano dal solo obbligo di monitoraggio.
Conto deposito o conto corrente: quando conviene
Non sono alternativi, sono due strumenti con un lavoro diverso. Il conto corrente serve per la liquidità che usi: spese, bonifici, carta, bollette. Il conto deposito serve per i risparmi che non ti servono subito: un conto corrente normale, di norma, non paga interessi o ne paga pochissimi, mentre tenere lì una somma grossa e ferma è un'occasione persa.
La scelta pratica: lascia sul conto corrente quello che ti serve nei prossimi mesi, compreso un fondo per le emergenze; quello che sai di non toccare per un periodo definito puoi spostarlo su un conto deposito vincolato di quella durata; quello che vuoi poter usare ma non su un conto corrente, su un conto deposito libero.
I prezzi citati in questa guida sono quelli letti sul listino ufficiale del fornitore il 10 ottobre 2026. Cambiano senza preavviso e quasi tutti sono esposti IVA esclusa: controllali sul sito del fornitore prima di firmare.
Domande frequenti
Cos'è un conto deposito?
Un contratto bancario in cui presti una somma di denaro alla banca, che in cambio ti paga un interesse. È separato dal conto corrente: di solito non ha carta collegata e non serve per la liquidità di tutti i giorni.
Qual è la differenza fra conto deposito vincolato e libero?
Nel vincolato puoi ritirare i soldi solo alla scadenza concordata (in genere da 1 mese a 4 anni), e il tasso è più alto. Nel libero puoi prelevare quando vuoi senza penali, e il tasso è più basso.
Quanto si paga di tasse sugli interessi del conto deposito?
Il 26%, trattenuto direttamente dalla banca se è italiana: è la stessa aliquota del conto corrente, in vigore dal 1° luglio 2014 (prima era il 20%). Non devi dichiararla a parte, quello che vedi accreditato è già al netto. C'è anche l'imposta di bollo, che è un'altra voce: lo 0,20% annuo sul capitale, senza soglia minima.
I soldi su un conto deposito sono garantiti se la banca fallisce?
Sì, se la banca aderisce al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD, il caso di quasi tutte le banche italiane — le banche di credito cooperativo hanno un fondo analogo, il FGDCC): fino a 100.000€ per depositante e per singola banca, entro sette giorni lavorativi dalla liquidazione coatta amministrativa. Il limite è per banca, non per conto: se hai anche un conto corrente nella stessa banca, i 100.000€ valgono sulla somma dei due.
Conviene aprire un conto deposito con una banca estera online?
Va controllato con più attenzione, su due fronti. La garanzia: alcune banche estere che operano in Italia sono garantite dal fondo del loro paese d'origine, non dal FITD italiano — la tutela può arrivare comunque a 100.000€ (schema comune a livello UE), ma cambiano lingua delle pratiche e tempi di rimborso. Le tasse: se la banca non ha un sostituto d'imposta in Italia, gli interessi arrivano lordi e tocca a te calcolare e dichiarare il 26% più l'IVAFE. Controlla sempre entrambe le cose prima di aprire il conto.
Meglio un conto deposito o lasciare i soldi sul conto corrente?
Sono due strumenti diversi: il conto corrente serve per la liquidità che usi davvero (spese, bollette, un fondo emergenze), il conto deposito per i risparmi che non ti servono subito, perché di norma rende di più. Non è una scelta tutto-o-niente: puoi tenere solo l'eccedenza sul deposito.
Da dove vengono questi dati
Dati controllati il 10 ottobre 2026.
- Banca d'Italia — portale "Economia per tutti" — "Il conto di deposito" definizione, differenza vincolato/libero, aliquota 26%, massimale di garanzia 100.000€; letta il 10 ottobre 2026. ATTENZIONE: su una soglia specifica (il bollo sopra i 5.000€) questa pagina è imprecisa per il conto deposito — vedi la Circolare 48/E più sotto, che prevale
- Banca d'Italia — portale "Economia per tutti" — "Il Fondo interbancario di tutela dei depositi" cosa copre il FITD, massimale 100.000€ per depositante e per banca, tempi di rimborso (7 giorni lavorativi); letta il 10 ottobre 2026
- FITD — Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi — "Garanzia dei depositanti" conferma diretta del massimale 100.000€ e delle condizioni di rimborso (pagina specifica, non la home page); letta il 10 ottobre 2026
- Agenzia delle Entrate — Circolare n. 19/E del 27 giugno 2014 fonte primaria dell'aumento dell'aliquota dal 20% al 26% sui redditi di natura finanziaria, in vigore dal 1° luglio 2014 (sezione 3.1.2, conti correnti e depositi bancari e postali); letta il 10 ottobre 2026
- Legge 27 dicembre 2013, n. 147 (Legge di Stabilità 2014), art. 1, commi 581-582 fonte dell'imposta di bollo sul conto deposito: dal 2014 aliquota 2 per mille (0,20%) annuo sui prodotti finanziari (categoria che include il conto deposito), con abolizione del minimo di 34,20€ che valeva fino al 2013 per questa categoria — minimo che resta invece invariato per conto corrente e libretti; letta il 10 ottobre 2026
- Agenzia delle Entrate — pagina ufficiale IVAFE, "Base imponibile e aliquote" conferma le due aliquote (34,20€ fisso per conti correnti e libretti esteri, 2 per mille per gli altri prodotti finanziari esteri): non nomina esplicitamente il conto deposito, per quello vedi la Circolare 48/E più sotto; letta il 10 ottobre 2026, riletta il 12
- Agenzia delle Entrate — Circolare n. 48/E del 21 dicembre 2012, pag. 25 conferma esplicitamente che i depositi bancari e postali rientrano nel regime proporzionale senza soglia (art. 13 comma 2-ter), non in quello fisso con soglia 5.000€ di conto corrente e libretti; letta il 12 ottobre 2026
- Agenzia delle Entrate — Istruzioni per la compilazione del modello 730/2026 quadro M rigo M31 per gli interessi da conto estero senza sostituto d'imposta, quadro W per l'IVAFE (dovuto anche sotto 15.000€ se l'IVAFE è dovuta); letta il 12 ottobre 2026
Questa guida l’ho scritta con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e l’ho verificata sulle fonti qui sopra prima di pubblicarla. Come lavoro

