Finanza personale

Conto deposito: come funziona e quando conviene

Il conto deposito è un conto dove presti i tuoi risparmi alla banca in cambio di un interesse: vincolato se accetti di non toccarlo per un periodo (tasso più alto), libero se vuoi poter prelevare quando vuoi (tasso più basso). Gli interessi si tassano al 26%, e fino a 100.000€ per persona e per banca i tuoi soldi sono protetti dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi anche se la banca fallisce.

Fabrizio Picco
scritta il 10 ottobre 2026 · si legge in 6 minuti

Hai dei risparmi fermi su un conto corrente che non rende quasi niente, e qualcuno ti ha parlato di «conto deposito» come alternativa. Qui c'è cos'è davvero, la differenza fra vincolato e libero, quanto si paga di tasse sugli interessi, e cosa succede ai tuoi soldi se la banca ha problemi. Non trovi nomi di banche né tassi reali: questa è la guida che spiega il meccanismo, prima di guardare le offerte vere.

Cos'è un conto deposito

Il conto deposito — Banca d'Italia lo chiama anche «deposito a risparmio» — è un contratto bancario in cui presti una somma di denaro alla banca, che in cambio ti riconosce un interesse. È un prodotto separato dal conto corrente: di solito non puoi farci bonifici in entrata da altri, non ha una carta collegata, e serve solo a far fruttare risparmi che non ti servono subito.

Il tasso di interesse lo decide ogni banca, e cambia spesso: per questo in questa guida non trovi nessun numero reale, solo il meccanismo con cui si calcola.

Non è un investimento in borsa. Il conto deposito è un prestito che fai alla banca: il capitale non sale e non scende con i mercati, rende solo l'interesse concordato. Il rischio è un altro, ed è trattato più sotto: cosa succede se la banca fallisce.

Vincolato o libero: la differenza che conta

Esistono due versioni dello stesso prodotto, e la scelta dipende da una sola domanda: quando ti servono indietro quei soldi?

Più lunga è la durata del vincolo, più alto è di solito il tasso: la banca ti paga per la certezza di tenere i tuoi soldi per un periodo definito. Se non sei sicuro di quando ti serviranno, il libero resta la scelta più sicura anche se rende meno.
TipoPuoi prelevareTassoAdatto a
Vincolatosolo alla scadenza concordata (in genere da 1 mese a 4 anni); prima perdi di norma gli interessi maturatipiù altorisparmi che non ti servono per il periodo scelto
Liberoquando vuoi, senza penalipiù bassorisparmi che vuoi poter usare in qualunque momento

Quanto rendono davvero gli interessi, al netto delle tasse

Sugli interessi del conto deposito si paga un'imposta del 26%, trattenuta direttamente dalla banca: non devi fare nulla né dichiararla a parte, è già al netto quando la vedi accreditata. Questa aliquota è in vigore dal 1° luglio 2014 (prima era il 20%), fissata dal decreto legge 24 aprile 2014 n. 66 — la stessa aliquota che si applica agli interessi del conto corrente.

Ecco come cambia il conto, con un esempio: capitale di 10.000€, un anno, con due tassi ipotetici — non sono tassi reali di nessuna banca, servono solo a far vedere il calcolo.

Nella colonna «Interesse netto» qui sotto il vincolato rende 111€ netti in più sullo stesso capitale — ma sono numeri inventati per far vedere il calcolo, non un'offerta vera: prima di decidere, il tasso va controllato sul sito della banca che stai considerando. C'è anche l'imposta di bollo, ed è un'altra voce rispetto al 26% di cui parla questa colonna: sul conto deposito è lo 0,20% annuo su tutto l'importo depositato, senza nessuna soglia minima (diverso dal conto corrente, dove sotto 5.000€ di giacenza media non si paga nulla — alcune pagine divulgative, anche di Banca d'Italia, indicano ancora quella soglia: per il conto deposito non vale, lo dice la Circolare 48/E/2012). Sui 10.000€ dell'esempio sono 20€ l'anno in più, a prescindere dal tasso scelto: da sottrarre alla colonna «Interesse netto», che mostra solo l'effetto delle tasse sugli interessi.
Esempio (capitale 10.000€, 1 anno)Tasso lordo ipoteticoInteresse lordoTassazione 26%Interesse netto
Vincolato2,5%250,00€65,00€185,00€
Libero1,0%100,00€26,00€74,00€

La garanzia FITD: cosa succede se la banca ha problemi

Il conto deposito è coperto dallo stesso sistema di garanzia del conto corrente: il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD), un consorzio a cui aderiscono quasi tutte le banche italiane (le banche di credito cooperativo hanno un fondo analogo, il FGDCC).

Se la banca viene messa in liquidazione coatta amministrativa — il termine tecnico per il «fallimento» di una banca — il FITD rimborsa fino a 100.000€ per depositante e per singola banca, entro sette giorni lavorativi. Il conto deposito, anche vincolato, è fra i prodotti coperti, insieme a conto corrente, certificati di deposito, assegni circolari e carte prepagate con IBAN.

Il limite è per banca, non per conto. Se hai un conto corrente e un conto deposito nella stessa banca, i 100.000€ valgono sulla somma dei due, non su ciascuno separatamente. Un conto cointestato conta per la sua quota a testa, divisa in parti uguali fra i cointestatari.
Cosa copre il FITDLimite
Conto corrente, conto deposito (anche vincolato), certificati di deposito, assegni circolari, carte prepagate con IBAN100.000€ per depositante, per singola banca (interessi maturati inclusi)

I rischi reali, e quando serve più attenzione

Con una banca italiana aderente al FITD, entro i 100.000€ coperti, il rischio sul capitale è lo stesso di un conto corrente: è protetto dallo stesso fondo. Il vero rischio del conto deposito, quello vincolato, è un altro: bloccare soldi che poi ti servono prima della scadenza, e perdere gli interessi maturati per sbloccarli.

Attenzione in più se la banca è estera, specialmente se online e con un tasso molto più alto della media: alcune banche che operano in Italia tramite «libera prestazione di servizi» sono garantite dal fondo di tutela del loro paese d'origine, non dal FITD italiano. La tutela può comunque arrivare agli stessi 100.000€ — i fondi di garanzia nei paesi dell'Unione Europea seguono tutti uno schema comune — ma cambiano la lingua delle pratiche, i tempi concreti di rimborso e a chi rivolgersi in caso di problemi: prima di aprire un conto con una banca che non conosci, controlla esplicitamente quale fondo di garanzia la copre, non darlo per scontato.

C'è anche una complicazione fiscale, se la banca estera non ha un sostituto d'imposta in Italia (cioè nessun soggetto che trattenga già il 26% al posto tuo, come fa in automatico una banca italiana): gli interessi ti arrivano lordi, e tocca a te calcolare e versare il 26%. Si dichiarano nel quadro M (rigo M31) se usi il 730, o nel quadro RM se presenti il modello Redditi. Sul capitale depositato è dovuta anche l'IVAFE (l'imposta sulle attività finanziarie detenute all'estero): per un conto deposito è lo stesso 0,20% annuo visto per il bollo sul conto deposito italiano, non l'importo fisso di 34,20€ che vale invece per un conto corrente o un libretto estero — e va dichiarata nel quadro W (730) o RW (Redditi), anche se il totale resta sotto i 15.000€ che esonerano dal solo obbligo di monitoraggio.

Un tasso molto più alto della media di mercato è un segnale da controllare, non necessariamente un allarme: a volte è una promozione vera per attirare nuovi clienti, a volte nasconde condizioni che si leggono solo nel contratto. Questa guida non dà una soglia precisa: valutalo caso per caso.

Conto deposito o conto corrente: quando conviene

Non sono alternativi, sono due strumenti con un lavoro diverso. Il conto corrente serve per la liquidità che usi: spese, bonifici, carta, bollette. Il conto deposito serve per i risparmi che non ti servono subito: un conto corrente normale, di norma, non paga interessi o ne paga pochissimi, mentre tenere lì una somma grossa e ferma è un'occasione persa.

La scelta pratica: lascia sul conto corrente quello che ti serve nei prossimi mesi, compreso un fondo per le emergenze; quello che sai di non toccare per un periodo definito puoi spostarlo su un conto deposito vincolato di quella durata; quello che vuoi poter usare ma non su un conto corrente, su un conto deposito libero.

Questa guida spiega il meccanismo, non è una consulenza di investimento personalizzata. Quanto tenere liquido e quanto vincolare dipende dalla tua situazione: per una scelta su misura rivolgiti a un consulente finanziario abilitato.

I prezzi citati in questa guida sono quelli letti sul listino ufficiale del fornitore il 10 ottobre 2026. Cambiano senza preavviso e quasi tutti sono esposti IVA esclusa: controllali sul sito del fornitore prima di firmare.

Domande frequenti

Cos'è un conto deposito?

Un contratto bancario in cui presti una somma di denaro alla banca, che in cambio ti paga un interesse. È separato dal conto corrente: di solito non ha carta collegata e non serve per la liquidità di tutti i giorni.

Qual è la differenza fra conto deposito vincolato e libero?

Nel vincolato puoi ritirare i soldi solo alla scadenza concordata (in genere da 1 mese a 4 anni), e il tasso è più alto. Nel libero puoi prelevare quando vuoi senza penali, e il tasso è più basso.

Quanto si paga di tasse sugli interessi del conto deposito?

Il 26%, trattenuto direttamente dalla banca se è italiana: è la stessa aliquota del conto corrente, in vigore dal 1° luglio 2014 (prima era il 20%). Non devi dichiararla a parte, quello che vedi accreditato è già al netto. C'è anche l'imposta di bollo, che è un'altra voce: lo 0,20% annuo sul capitale, senza soglia minima.

I soldi su un conto deposito sono garantiti se la banca fallisce?

Sì, se la banca aderisce al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD, il caso di quasi tutte le banche italiane — le banche di credito cooperativo hanno un fondo analogo, il FGDCC): fino a 100.000€ per depositante e per singola banca, entro sette giorni lavorativi dalla liquidazione coatta amministrativa. Il limite è per banca, non per conto: se hai anche un conto corrente nella stessa banca, i 100.000€ valgono sulla somma dei due.

Conviene aprire un conto deposito con una banca estera online?

Va controllato con più attenzione, su due fronti. La garanzia: alcune banche estere che operano in Italia sono garantite dal fondo del loro paese d'origine, non dal FITD italiano — la tutela può arrivare comunque a 100.000€ (schema comune a livello UE), ma cambiano lingua delle pratiche e tempi di rimborso. Le tasse: se la banca non ha un sostituto d'imposta in Italia, gli interessi arrivano lordi e tocca a te calcolare e dichiarare il 26% più l'IVAFE. Controlla sempre entrambe le cose prima di aprire il conto.

Meglio un conto deposito o lasciare i soldi sul conto corrente?

Sono due strumenti diversi: il conto corrente serve per la liquidità che usi davvero (spese, bollette, un fondo emergenze), il conto deposito per i risparmi che non ti servono subito, perché di norma rende di più. Non è una scelta tutto-o-niente: puoi tenere solo l'eccedenza sul deposito.

Da dove vengono questi dati

Dati controllati il 10 ottobre 2026.

Questa guida l’ho scritta con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e l’ho verificata sulle fonti qui sopra prima di pubblicarla. Come lavoro

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