Finanza personale

Cessione del quinto: cos'è e come funziona

La cessione del quinto è un prestito riservato a dipendenti e pensionati: la rata viene trattenuta direttamente da stipendio o pensione, fino a un massimo del 20% del netto mensile, per una durata massima di 10 anni. Aggiungendo una delega di pagamento si può arrivare al 40%: è il «doppio quinto».

Fabrizio Picco
scritta il 3 novembre 2026 · si legge in 6 minuti

Ti serve un prestito, sei dipendente o pensionato, e ti hanno parlato di «cessione del quinto» come alternativa a un prestito normale. Qui c'è come funziona davvero, chi può chiederla, i limiti del 20% e del 40%, e quando conviene rispetto a un prestito personale. I tassi che trovi sono quelli ufficiali di ottobre-dicembre 2026: cambiano ogni trimestre, e questa guida ti dice dove controllarli prima di firmare.

Cos'è la cessione del quinto e come funziona

La cessione del quinto è un prestito personale che si rimborsa con una trattenuta automatica su stipendio o pensione: non fai bonifici, non rischi di dimenticare una rata. È il datore di lavoro (per i dipendenti pubblici, l'ente di appartenenza) o l'ente pensionistico a trattenere la rata e a versarla direttamente alla finanziaria.

Non servono garanzie reali — niente ipoteca, a differenza del mutuo — ma il contratto include sempre una polizza assicurativa obbligatoria (di norma vita più perdita dell'impiego), che copre la finanziaria se perdi il lavoro o in caso di decesso. Il meccanismo è regolato da una legge del 1950, il D.P.R. 180/1950: l'articolo 5 fissa il quinto e i dieci anni, l'articolo 54 l'obbligo dell'assicurazione sulla vita e contro i rischi d'impiego.

Illustrazione: il percorso dei soldi nella cessione del quinto (datore di lavoro che trattiene e versa alla finanziaria) a confronto col bonifico manuale di un prestito personale normale
Illustrazione: il percorso dei soldi nella cessione del quinto (datore di lavoro che trattiene e versa alla finanziaria) a confronto col bonifico manuale di un prestito personale normale

Chi può chiederla

Possono chiederla i dipendenti, pubblici e privati, e i pensionati. Chi è assunto a tempo determinato può chiederla anche lui, ma per legge la cessione non può durare oltre la scadenza del contratto di lavoro (articolo 52 del D.P.R. 180/1950); ogni finanziaria poi ha i suoi criteri.

Non è una forma di prestito pensata per lavoratori autonomi o partite IVA: il meccanismo ha bisogno di un datore di lavoro o di un ente pensionistico che possa trattenere la rata, e chi lavora in proprio non ne ha uno.

I limiti: 20%, 40% e la durata massima

La trattenuta non può essere qualsiasi cifra: la legge fissa un tetto preciso, pensato per lasciarti comunque uno stipendio o una pensione su cui vivere.

Due cessioni insieme non si possono avere: una nuova cessione si può fare solo dopo una parte della durata della prima (due anni se era di cinque, quattro se era di dieci) e deve servire anche a chiudere quella in corso. Lo dice l'articolo 39 del D.P.R. 180/1950; il tetto della metà è all'articolo 70.
LimiteValore
Quota della cessionemassimo 20% dello stipendio o della pensione netti mensili (il «quinto» del nome)
Cessione più delega di pagamentola delega è un secondo prestito con trattenuta, di un altro quinto: insieme si arriva al 40% del netto, il «doppio quinto». La legge mette comunque un tetto alla metà dello stipendio per cessione e delega sommate
Durata massima del contratto10 anni
Illustrazione: lo stipendio diviso in fette, l'80% che resta libero e il 20% trattenuto per la cessione, con una fetta aggiuntiva se si aggiunge una delega di pagamento
Illustrazione: lo stipendio diviso in fette, l'80% che resta libero e il 20% trattenuto per la cessione, con una fetta aggiuntiva se si aggiunge una delega di pagamento

I tassi: perché cambiano ogni trimestre

I tassi di riferimento della cessione del quinto si aggiornano ogni tre mesi. La Banca d'Italia rileva il tasso medio praticato (si chiama TEGM, tasso effettivo globale medio), il Ministero dell'Economia lo pubblica con un decreto e da lì si calcola la soglia di usura, il tasso oltre il quale un prestito è illegale. Valgono per lo stipendio e per la pensione.

Per ottobre-dicembre 2026 il tasso medio è del 14,23% per i prestiti fino a 15.000€ (soglia di usura 21,7875%) e del 9,88% oltre i 15.000€ (soglia 16,35%). Per i pensionati che passano da una finanziaria convenzionata con l'INPS ci sono tetti più bassi, che dipendono dall'età che avrai alla fine del prestito: li trovi nella tabella.

Guardando la tabella: sono i TAEG massimi per la cessione della pensione in convenzione INPS, validi dal 1° ottobre al 31 dicembre 2026 (messaggio INPS n. 3042 del 30 settembre 2026). Oltre i 79 anni il tetto coincide con la soglia di usura. Dal 1° gennaio ne arrivano di nuovi: prima di firmare, controlla il messaggio del trimestre in corso su inps.it e il TAEG della tua offerta.
Età a fine prestitoFino a 15.000€Oltre 15.000€
fino a 59 anni10,26%8,02%
60-64 anni11,06%8,82%
65-69 anni11,86%9,62%
70-74 anni12,56%10,32%
75-79 anni13,36%11,12%
oltre 79 anni21,7875%16,35%

Differenza dal prestito personale

La cessione del quinto e il prestito personale risolvono lo stesso problema — avere liquidità subito — ma con regole diverse.

Guardando la riga del tasso medio: la cessione non costa sempre meno. Sopra i 15.000€ il suo tasso medio è più basso di quello del credito personale; sotto i 15.000€ è più alto. Sono medie del mercato rilevate dalla Banca d'Italia: conta il TAEG delle offerte vere che ricevi.
AspettoCessione del quintoPrestito personale
Garanzienessuna garanzia reale, ma polizza assicurativa obbligatorianessuna garanzia reale, di norma nessuna polizza obbligatoria
Chi può chiederlosolo dipendenti e pensionatichiunque abbia un reddito dimostrabile
Rimborsotrattenuta diretta dal datore di lavoro o dall'ente pensionisticoaddebito sul conto corrente (RID/SDD)
Tasso medio ufficiale (ottobre-dicembre 2026)14,23% fino a 15.000€, 9,88% oltre12,08% (credito personale, tutti gli importi)
Tempi di erogazionepiù lunghi: serve il benestare del datore di lavoro o dell'entedi solito più rapidi

Quando conviene e quando no

La cessione del quinto conviene quando hai bisogno di un prestito e vuoi la comodità di non doverti ricordare una rata: la trattenuta è automatica. Sul prezzo conta l'importo: sopra i 15.000€ il tasso medio della cessione è più basso di quello di un prestito personale, sotto i 15.000€ è più alto.

Conviene meno se hai bisogno dei soldi in fretta: i tempi di attivazione sono più lunghi di un prestito personale, perché serve il benestare del datore di lavoro o dell'ente pensionistico. E resta un impegno fisso sullo stipendio o sulla pensione per fino a 10 anni: prima di firmare, vale la pena chiedersi se quella cifra mensile andrà bene anche fra qualche anno.

Un punto spesso frainteso: la cessione del quinto non esclude un eventuale pignoramento dello stipendio. I due possono coesistere: se il pignoramento arriva dopo la cessione, può prendere al massimo la differenza fra la metà dello stipendio netto e la rata della cessione (articolo 68 del D.P.R. 180/1950).

Questa guida spiega il meccanismo, non è un consiglio personalizzato: prima di firmare, confronta più preventivi e guarda sempre il TAEG, non solo la rata mensile che ti viene proposta.

I prezzi citati in questa guida sono quelli letti sul listino ufficiale del fornitore il 3 novembre 2026. Possono cambiare senza preavviso: controllali sul sito del fornitore prima di decidere.

Domande frequenti

Cos'è la cessione del quinto?

Un prestito personale che si rimborsa con una trattenuta automatica su stipendio o pensione, fino a un massimo del 20% del netto mensile. Include sempre una polizza assicurativa obbligatoria.

Chi può chiedere la cessione del quinto?

I dipendenti, pubblici e privati, e i pensionati. Chi è a tempo determinato può chiederla, ma la durata non può superare la scadenza del contratto di lavoro. Non è pensata per lavoratori autonomi o partite IVA.

Quanto si può trattenere con la cessione del quinto?

Al massimo il 20% dello stipendio o della pensione netti mensili. Aggiungendo una delega di pagamento (il «doppio quinto») si arriva al 40% del netto; due cessioni insieme non sono ammesse.

Quanto dura la cessione del quinto?

Al massimo 10 anni.

La cessione del quinto conviene più di un prestito personale?

Dipende dall'importo. Per ottobre-dicembre 2026 il tasso medio ufficiale della cessione è del 9,88% oltre i 15.000€ e del 14,23% fino a 15.000€, contro il 12,08% del credito personale: sopra i 15.000€ costa in media meno, sotto costa di più. In più ha tempi di erogazione più lunghi ed è riservata a dipendenti e pensionati. Conta il TAEG delle offerte vere.

I tassi della cessione del quinto sono fissi o cambiano?

Il tasso del tuo contratto resta quello firmato per tutta la durata. Cambiano ogni trimestre i tassi di riferimento per i contratti nuovi: il Ministero dell'Economia pubblica il tasso medio e la soglia di usura, e l'INPS i tetti per le pensioni in convenzione. Prima di firmare, verifica il tasso dell'offerta su inps.it o con la finanziaria, non fidarti di un numero letto altrove mesi prima.

Da dove vengono questi dati

Dati controllati il 3 novembre 2026.

Questa guida l’ho scritta con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e l’ho verificata sulle fonti qui sopra prima di pubblicarla. Come lavoro

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