Finanza personale

Buoni fruttiferi postali: cosa sono e come funzionano

I buoni fruttiferi postali sono titoli di risparmio emessi da Cassa Depositi e Prestiti e venduti da Poste Italiane: il capitale che versi è sempre garantito al valore nominale, protetto dalla garanzia dello Stato italiano — non dal Fondo Interbancario come i conti deposito bancari. Gli interessi sono tassati al 12,50%, come i titoli di Stato (non il 26% dei conti deposito), e l'imposta di bollo dello 0,20% annuo non si paga quasi sempre sotto i 5.000€ di valore di rimborso complessivo — eccetto i buoni cartacei emessi prima del 2009, che la pagano comunque. Il tasso di interesse dipende dal tipo di buono e dalla durata, ed è quasi sempre fissato al momento dell'acquisto.

Fabrizio Picco
verificata il 10 ottobre 2026 · si legge in 7 minuti

Hai dei risparmi e qualcuno — in posta, o un parente — ti ha parlato di buoni fruttiferi postali come alternativa sicura al conto corrente. Qui c'è cosa sono davvero, chi ti deve restituire i soldi (non è Poste, anche se li compri lì), come si calcola quanto rendono, cosa si paga di tasse e cosa succede se li riscuoti prima della scadenza. Non trovi i tassi di interesse di oggi in questa guida: spiega il meccanismo, e le tasse che si applicano a qualunque buono; le condizioni vere vanno controllate sul sito ufficiale prima di sottoscrivere.

Cos'è un buono fruttifero postale

Un buono fruttifero postale (BFP) è un titolo di risparmio: versi una somma di denaro e, dopo un periodo di tempo, ti viene restituita insieme agli interessi maturati. A differenza di un'azione o di un fondo, il capitale che versi non scende mai: nel peggiore dei casi, riscuotendo molto presto, ottieni indietro quello che hai versato senza interessi, ma non meno di quello — a patto di riscuoterlo entro i tempi previsti (vedi la nota nella sezione "riscossione").

Si acquistano negli uffici postali, sul sito e sull'app di Poste Italiane, ma — come spiegato nella prossima sezione — Poste non è chi deve restituirti i soldi.

I buoni fruttiferi postali non sono un prodotto di Poste Italiane in senso stretto: Poste li vende, ma chi deve restituirti il capitale e gli interessi è Cassa Depositi e Prestiti, con la garanzia dello Stato dietro.

Chi emette i buoni, e la garanzia dello Stato

I buoni fruttiferi postali sono emessi da Cassa Depositi e Prestiti (CDP), una società per azioni partecipata dallo Stato italiano. Poste Italiane fa da collocatore: gestisce la vendita negli uffici postali e online, ma il debito — i soldi che ti deve restituire — è di CDP, non di Poste.

La differenza che conta rispetto a un conto deposito bancario: un conto deposito è garantito dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD) fino a 100.000€ per depositante e per banca — lo spiega per intero la guida «Conto deposito: come funziona e quando conviene». I buoni fruttiferi postali, invece, sono garantiti direttamente dallo Stato italiano, in base all'art. 5 del decreto-legge 30 settembre 2003 n. 269 (convertito dalla legge 24 novembre 2003 n. 326) e al decreto del Ministro dell'Economia e delle Finanze del 6 ottobre 2004: un meccanismo diverso, non un fondo a cui aderiscono le banche.

Un tetto massimo come i 100.000€ del FITD? La norma citata nel contratto ufficiale dei buoni non ne menziona uno. Questo non basta per scrivere che la garanzia è "illimitata": è solo quello che la fonte letta oggi (10 ottobre 2026) dice e non dice — nessuna fonte ufficiale consultata usa esplicitamente quella parola.

I tipi di buoni fruttiferi postali

Cassa Depositi e Prestiti e Poste aprono e chiudono serie di buoni periodicamente: oggi (verificato il 10 ottobre 2026, pagina per pagina, sulle fonti ufficiali) sono 13 i buoni in emissione. I sette di questa tabella sono ad accesso libero, cioè non riservati a una categoria di persone: per la maggior parte basta un documento d'identità e il codice fiscale in ufficio postale. Due fanno eccezione: il Buono per un Buono 6 mesi e il Buono indicizzato all'inflazione esistono solo in forma dematerializzata, quindi serve già avere (o aprire insieme) un libretto postale o un conto BancoPosta su cui appoggiarli.

Gli altri 6 buoni in emissione sono riservati a condizioni specifiche, verificati oggi uno per uno sulla pagina prodotto: il Premium (1 anno, solo per chi versa nuova liquidità, contata dal 18 settembre 2026, su un Libretto Smart o Ordinario, entro il 5 novembre 2026, salvo chiusura anticipata); il 4 anni risparmiosemplice (solo nell'ambito del piano di accumulo "risparmiosemplice", serve un conto o libretto di regolamento); il Soluzione Futuro (riservato a chi ha fra 40 e 54 anni, pensato per integrare la pensione con una rendita dai 65 agli 80 anni); il Rinnova 3x4 con premio (12 anni, solo per chi ha rimborsato, a partire dal 1° gennaio 2026, un Buono Ordinario trentennale, un altro buono scaduto non prescritto, o un Deposito Supersmart); il Rinnova Prima 3x4 Premio (12 anni, prodotto distinto dal precedente: si prenota nei 30 giorni che precedono la scadenza di un proprio buono dematerializzato, solo in ufficio postale); e il Soluzione Eredità, riservato ai beneficiari di una successione conclusa in Poste Italiane. L'elenco completo e aggiornato è sempre su buonielibretti.poste.it.
Tipo di buonoPensato per
Ordinarioil buono "base", in emissione dal 1925, con un tasso che cresce per fasce di durata (più lo tieni, più rende per ogni anno aggiuntivo); oggi ha una durata di 20 anni, interessi a capitalizzazione composta
Dedicato ai minorisi intesta a un bambino o ragazzo fra 0 e 16 anni e 6 mesi, tenuto dalla sottoscrizione fino al compimento dei 18 anni del beneficiario
3x4 con premiodurata 12 anni, importo minimo 50€, premio aggiuntivo solo a scadenza
4 anni Plusdurata 4 anni, importo minimo 50€, per chi vuole un impegno breve
A Cedola 8 annidurata 8 anni con cedole periodiche, solo persone fisiche maggiorenni, importo minimo 1.000€
Per un Buono 6 mesidurata 6 mesi, importo minimo 500€. Si rinnova da solo alla scadenza, fino a 40 volte: gli interessi vanno sul libretto o conto collegato, ma il capitale resta investito in un nuovo buono della stessa tipologia, salvo disdetta
Indicizzato all'inflazione italianadurata 10 anni, tasso fisso che cresce per anno di possesso fino allo 0,60% annuo solo se tenuto tutti e 10 gli anni (meno se lo riscuoti prima), più una componente variabile legata all'indice FOI Istat senza tabacchi (vedi l'eccezione nella sezione "calcolo")

Come si calcola il rendimento

Il meccanismo, a differenza di un conto deposito, è questo: il tasso di interesse si fissa al momento in cui compri il buono e resta quello per tutta la durata, secondo una tabella di tassi che cresce per fasce di anni (per esempio: poco o niente nei primi anni, di più se lo tieni più a lungo). Non è un tasso che la banca — o in questo caso CDP — può cambiarti in corsa su quel buono specifico, almeno per i buoni emessi da fine 2000 in poi (per alcune vecchie serie cartacee, come le "Q"/"P" del 1986, i tassi furono ridotti con decreto: non è il caso dei buoni in emissione oggi). Unica eccezione tra questi: il Buono indicizzato all'inflazione italiana, il cui tasso fisso cresce per anno di possesso (0,00% dopo 1 anno, fino allo 0,60% annuo solo se lo tieni tutti e 10 gli anni) più una componente variabile legata all'andamento dell'inflazione italiana (indice FOI senza tabacchi), quindi non interamente noto in anticipo.

Ecco un esempio con numeri inventati, solo per vedere il calcolo: capitale versato 1.000€, buono Ordinario tenuto 3 anni — superato il termine minimo oltre il quale gli interessi maturati dalla sottoscrizione vengono riconosciuti al rimborso — tasso ipotetico del 2,00% lordo annuo su quei 3 anni, calcolato in modo semplice (non composto) sul capitale versato, per comodità didattica: il Buono Ordinario vero capitalizza in modo composto (gli interessi di un anno si aggiungono al capitale su cui si calcolano quelli dell'anno dopo), quindi il numero reale sarebbe leggermente più alto di questo esempio semplificato.

12,50%, non 26%: a differenza dei conti deposito bancari, gli interessi dei buoni fruttiferi postali sono tassati come i titoli di Stato, per effetto del D.Lgs. 239/1996 — confermato dal contratto ufficiale di Poste Italiane. Su 1.000€ e 3 anni la differenza rispetto al 26% sarebbe di 8,10€: su cifre e durate reali conta di più, ma qui non è più un'ipotesi da controllare, è il regime effettivo.
Esempio (capitale 1.000€, tasso ipotetico 2,00% annuo per 3 anni)Interesse lordoTassato al 12,50%
Interesse totale (1.000 × 0,02 × 3)60,00€imposta 7,50€ → netto 52,50€
Totale a fine periodo (capitale + interesse netto)—1.052,50€

Tasse e imposta di bollo

Gli interessi dei buoni fruttiferi postali sono tassati al 12,50%, non al 26% del conto corrente e del conto deposito: è la stessa aliquota dei titoli di Stato (BTP, CCT e simili), per effetto del D.Lgs. 1° aprile 1996, n. 239. La trattenuta è automatica, fatta direttamente da Poste al momento del rimborso: non c'è nulla da dichiarare a parte.

C'è anche l'imposta di bollo, una voce separata dalla tassazione sugli interessi: è lo 0,20% annuo sul valore del buono, la stessa aliquota del conto deposito — ma con una differenza importante, spiegata nella nota qui sotto.

La soglia che il conto deposito non ha. La guida gemella sul conto deposito ha verificato che lì il bollo dello 0,20% si paga su qualunque importo, senza soglia. Per i buoni fruttiferi postali, invece, il contratto ufficiale dice esplicitamente: «Sono comunque esenti i Buoni di valore di rimborso complessivamente non superiore a euro 5.000» — quindi sotto i 5.000€ di valore di rimborso non si paga nessun bollo. La soglia vale sulla somma di tutti i buoni con la stessa intestazione, non su ciascuno separatamente. Eccezione: i buoni CARTACEI emessi prima del 1° gennaio 2009 (il DM MEF 24 maggio 2012, art. 3 comma 5, li esclude esplicitamente dal conteggio della soglia): per quelli il bollo si paga comunque al momento del rimborso, calcolato anno per anno sul valore nominale, anche sotto i 5.000€.

Come e quando si riscuotono, e cosa rischi a farlo prima

Un buono fruttifero postale puoi riscuoterlo in qualsiasi momento, anche prima della scadenza prevista — tranne il Buono dedicato ai minori, dove se l'intestatario è ancora minorenne il rimborso anticipato richiede l'autorizzazione del Giudice Tutelare, chiesta solo in ufficio postale. La regola di fondo, quella che li distingue da un titolo come il BTP, è questa: il capitale versato non si riduce mai, qualunque sia il momento in cui lo riscuoti entro i termini — a differenza di un'obbligazione quotata, che si può vendere anche a un prezzo più basso di quanto pagato.

Quello che cambia riscuotendo presto è quanto interesse hai maturato: il contratto ufficiale lo dice senza ambiguità — «Non sono corrisposti interessi per i Buoni rimborsati prima che sia trascorso il termine minimo dalla sottoscrizione previsto nella Scheda di Sintesi» del singolo buono. In pratica, più vicino sei alla data di acquisto, meno interessi hai accumulato, e nei primi mesi — o, per alcuni buoni, nei primi anni — può non essere ancora maturato nessun interesse: il Buono 3x4 con premio non paga nulla prima dei 3 anni, il Buono 4 anni Plus prima dei 4.

Il rischio reale di un buono fruttifero postale non è perdere il capitale, è bloccarlo per un periodo più lungo di quanto pensavi e scoprire che, riscuotendo presto, gli interessi maturati sono molto meno di quelli indicati per la durata piena. Il numero esatto di mesi o anni prima dei quali non matura nulla cambia da buono a buono (per 3x4 con premio e 4 anni Plus si parla di anni, non mesi): è scritto nel foglio informativo di quello specifico che stai per comprare, non in questa guida generale. Attenzione anche a non aspettare troppo: per i Buoni cartacei (non quelli dematerializzati) il diritto al rimborso si prescrive trascorsi dieci anni dalla data di scadenza del buono (FAQ ufficiale di Poste Italiane, e art. 6-ter del DM MEF 6 ottobre 2004) — dopo, capitale e interessi non sono più rimborsabili. I buoni dematerializzati non hanno questo rischio: vengono accreditati da soli, alla scadenza, sul libretto o conto di regolamento.

I prezzi citati in questa guida sono quelli letti sul listino ufficiale del fornitore il 10 ottobre 2026. Cambiano senza preavviso e quasi tutti sono esposti IVA esclusa: controllali sul sito del fornitore prima di firmare.

Domande frequenti

Chi emette davvero i buoni fruttiferi postali, Poste o un altro ente?

Li emette Cassa Depositi e Prestiti (CDP), una società partecipata dallo Stato italiano. Poste Italiane si occupa solo della vendita, negli uffici postali e online.

I buoni fruttiferi postali sono garantiti come i conti deposito?

No, con un meccanismo diverso: il conto deposito bancario è garantito dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD) fino a 100.000€ per depositante e per banca. I buoni fruttiferi postali sono garantiti direttamente dallo Stato italiano, in base all'art. 5 del D.L. 269/2003 — la norma non indica esplicitamente un tetto massimo come i 100.000€ del FITD.

Posso perdere il capitale investito in un buono fruttifero postale?

Il capitale versato è sempre garantito al valore nominale: riscuotendolo, nel caso peggiore ottieni indietro quello che hai versato, senza interessi, ma non meno di quello — a patto di riscuoterlo in tempo. Per i Buoni cartacei (non quelli dematerializzati) il diritto al rimborso si prescrive trascorsi dieci anni dalla data di scadenza: dopo, capitale e interessi non sono più rimborsabili (fonte: FAQ ufficiale di Poste Italiane e art. 6-ter del DM MEF 6 ottobre 2004).

Quanto si paga di tasse sugli interessi dei buoni fruttiferi postali?

Il 12,50%, come i titoli di Stato — non il 26% dei conti deposito bancari. Lo prevede il D.Lgs. 239/1996, richiamato direttamente nel contratto di sottoscrizione di Poste Italiane. C'è anche l'imposta di bollo dello 0,20% annuo, ma solo sopra i 5.000€ di valore di rimborso complessivo: sotto quella soglia non si paga — eccetto i buoni cartacei emessi prima del 2009, che lo pagano comunque al rimborso.

Cosa succede se riscuoto un buono fruttifero postale prima della scadenza?

Il capitale versato non si riduce mai, ma non maturano interessi se riscuoti prima di un termine minimo dalla sottoscrizione — il numero esatto di mesi o anni dipende dal tipo e dalla serie del buono (per alcuni, come il 3x4 con premio o il 4 anni Plus, si parla di anni, non mesi), ed è scritto nel suo foglio informativo.

Esistono buoni fruttiferi postali pensati per i figli o i nipoti?

Sì, il Buono dedicato ai minori, in emissione: si intesta a un bambino o ragazzo fra 0 e 16 anni e 6 mesi d'età, e si tiene dalla sottoscrizione fino al compimento dei 18 anni del beneficiario. Se si vuole riscuoterlo prima che il beneficiario sia maggiorenne, serve l'autorizzazione del Giudice Tutelare, richiesta solo in ufficio postale.

Da dove vengono questi dati

Dati controllati il 10 ottobre 2026.

Questa guida l’ho scritta con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e l’ho verificata sulle fonti qui sopra prima di pubblicarla. Come lavoro

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