News

Hacker ai frigoriferi dei supermercati: cosa è successo

Il 2 novembre 2026 i sistemi di refrigerazione di diversi supermercati e aziende in Sicilia e Toscana hanno smesso di funzionare bene: qualcuno è entrato nei software che gestiscono a distanza frigoriferi e congelatori, e la temperatura si è alzata. Lo stesso giorno sono stati colpiti anche altri sette Paesi europei. Chi sia stato, e quanti siano i colpiti, non è ancora noto.

Fabrizio Picco
aggiornata il 4 novembre 2026 · si legge in 4 minuti

Hai letto che degli hacker hanno attaccato i frigoriferi dei supermercati e vuoi capire cosa è successo davvero. Qui trovi i fatti confermati, quelli su cui le fonti non concordano e quelli che ancora nessuno sa. La notizia è in evoluzione: la pagina è stata scritta il 4 novembre 2026.

Cosa è successo il 2 novembre

Il 2 novembre 2026 i sistemi di refrigerazione di decine di supermercati e aziende in Sicilia e Toscana hanno smesso di funzionare correttamente. Sono stati colpiti i software di gestione a distanza di frigoriferi e congelatori collegati a internet, con un aumento della temperatura (Il Post, 3 novembre 2026).

In Sicilia sono coinvolti punti vendita Coop del Gruppo Radenza, un gestore in franchising: almeno tre a Catania e uno a Palermo, con l'attacco alle 4 del mattino. Molti chili di surgelati sono stati buttati e il danno è di «diverse migliaia di euro». Il dirigente Giuseppe Spadaro ha detto che alcuni dispositivi erano vulnerabili, senza che sia chiaro perché non fossero sicuri.

In Toscana una società di mense in provincia di Firenze ha segnalato l'attacco all'ACN, l'Agenzia per la cybersicurezza nazionale. L'ACN ne ha individuato un altro a Prato, in un'azienda emiliano-romagnola di surgelati.

Secondo quanto riportato dai riassunti di ricerca (pagine non aperte), la Coop nazionale precisa che nei punti vendita gestiti direttamente non ci sono stati problemi: ha riguardato solo un gestore in franchising in Sicilia.

Il numero dei colpiti dipende dalla fonte: «oltre 20 in Sicilia» per Il Post, «4 casi confermati» nel titolo di Leggo (pagina non aperta). Le due cifre non sono state conciliate.
Illustrazione concettuale (non una mappa geografica precisa): due sagome semplificate che rappresentano le zone colpite, la Toscana e l'isola della Sicilia, ciascuna con dei segnalini rossi nei punti dove sono stati segnalati i casi
Illustrazione concettuale (non una mappa geografica precisa): due sagome semplificate che rappresentano le zone colpite, la Toscana e l'isola della Sicilia, ciascuna con dei segnalini rossi nei punti dove sono stati segnalati i casi

Come funziona l'attacco ai frigoriferi connessi

Molti impianti di refrigerazione dei negozi sono collegati a internet, così che la ditta che li installa e li mantiene possa controllarli e regolarne la temperatura a distanza. Questi sistemi si chiamano di telegestione.

Secondo Il Post, gli aggressori hanno raggiunto i dispositivi direttamente tramite il loro indirizzo IP (l'«indirizzo» con cui un apparecchio si trova su internet), attraverso i sistemi di telegestione e monitoraggio usati dalle ditte che installano o mantengono gli impianti (Giovanni Arena, di Decò, ha parlato di «call center»).

Il governo dice che le attività colpite avevano per lo più sistemi obsoleti, interfacce esposte su internet e carenze di autenticazione, cioè controlli d'accesso deboli o assenti.

Gli attacchi di lunedì 2 novembre non hanno riguardato solo l'Italia: secondo Il Post lo stesso giorno sono stati colpiti anche Belgio, Lussemburgo, Irlanda, Paesi Bassi, Estonia, Finlandia e Svezia — un'ondata europea nello stesso momento, non una serie di casi distanziati nel tempo.

Una scena simile, ma distinta e precedente, c'era già stata a metà ottobre 2026 in Francia, con «diverse centinaia» di punti vendita colpiti nella notte fra l'11 e il 12 ottobre (Il Post, 12 ottobre; il numero preciso cambia da una fonte all'altra). Lì, secondo Il Post, sarebbe stato sfruttato software dell'azienda danese Danfoss in versioni non aggiornate, e le temperature sarebbero salite fino a 50 °C. Non è detto che il caso francese di ottobre e l'ondata europea del 2 novembre siano collegati: le fonti lette non lo dicono.

Le catene italiane dicono di non usare software Danfoss, ma secondo Il Post potrebbero usare tecnologie simili con debolezze analoghe. Per l'Italia non c'è nessuna prova che Danfoss c'entri.

Illustrazione concettuale (non uno screenshot reale): da sinistra a destra, un attacco che arriva da internet, poi un pannello di gestione a distanza con tre segnali di debolezza — un orologio per il sistema obsoleto, un lucchetto aperto per l'interfaccia esposta, una chiave per l'autenticazione carente — e infine un frigorifero con la temperatura in salita
Illustrazione concettuale (non uno screenshot reale): da sinistra a destra, un attacco che arriva da internet, poi un pannello di gestione a distanza con tre segnali di debolezza — un orologio per il sistema obsoleto, un lucchetto aperto per l'interfaccia esposta, una chiave per l'autenticazione carente — e infine un frigorifero con la temperatura in salita

Cosa non si sa ancora

Le fonti lette non rispondono ancora a queste domande: chi è l'autore dell'attacco, da dove sia partito, se i casi italiani e quelli esteri siano collegati, quale sia il difetto preciso sfruttato, quante attività siano state colpite e quale sia stato il ruolo dei fornitori.

Su tre punti le fonti lette non coincidono, e in parte potrebbero non essere vere contraddizioni.

Il commissario europeo all'Agricoltura Christophe Hansen ha parlato di tentativo deliberato di interrompere la catena alimentare, secondo Il Post. È una sua dichiarazione, non un accertamento.
  1. Decò. Il Post scrive che alcuni punti Decò (Palermo, Trapani; tre gestiti da terzi, secondo lo stesso Arena) sono coinvolti. Un riassunto di ricerca riporta invece che il Gruppo Arena, con le insegne Decò e SuperConveniente, dice che i suoi supermercati non sono coinvolti, mentre Tgr Sicilia riporta anomalie in tre negozi Decò. Le fonti non concordano.
  2. Rivendicazione. Il Post non riporta nessuna rivendicazione e scrive che il sospetto è di «attacchi ibridi», di solito attribuiti alla Russia, ma senza certezza; polizia postale e ACN cercano l'origine. Il titolo di un articolo di Today parla di hacker filorussi che avrebbero rivendicato l'attacco, ma la pagina non è stata aperta e nessun'altra fonte letta lo conferma. Va trattata come non verificata.
  3. Numero dei colpiti. «Oltre 20 in Sicilia» secondo Il Post, «4 casi confermati» secondo il titolo di Leggo. Tutte e due le cifre sono riportate, nessuna delle due è confermata dall'altra.

Cosa significa per chi ha un impianto e per il cliente

Per chi gestisce un negozio, un'azienda o una mensa con frigoriferi collegati a internet, l'indicazione dell'ACN, rivolta alle aziende, è: verificare la sicurezza dei propri sistemi e dei collegamenti con i fornitori. Consiglio nostro, non dell'ACN: una domanda utile alla ditta che mantiene l'impianto è se il sistema è aggiornato, se è raggiungibile da internet e come ci si autentica.

Per il cliente, le fonti lette non parlano di dati o pagamenti: i danni descritti riguardano la catena del freddo e i prodotti buttati. Non ci sono indicazioni ufficiali su cosa fare per i prodotti già acquistati.

Sul piano istituzionale, il 3 novembre c'è stato un vertice a Palazzo Chigi con ACN e intelligence, più una riunione tecnica fra ACN e grande distribuzione. Si sono svolte anche le audizioni al COPASIR (Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica): AISI martedì 3, direttore ACN mercoledì 4. L'orario (11:30) e il nome del sottosegretario Mantovano vengono solo da riassunti di ricerca (LaPresse, Milano Finanza).

Per capire come ci si protegge da un attacco che blocca sistemi aziendali o li sovraccarica, trovi le basi nelle guide collegate in fondo alla pagina.

Da dove vengono questi dati

Di questa notizia è stata letta per intero una sola fonte: Il Post del 3 novembre 2026, che a sua volta cita Ansa, Corriere della Sera, Repubblica, La Nazione e un comunicato del governo. Queste ultime non sono state aperte.

Open, LaPresse, Today, Leggo, Tgr Sicilia, Reuters, Malwarebytes e le altre pagine compaiono qui solo come riassunti dei motori di ricerca: i dati che ne vengono sono segnalati nel testo e vanno riletti prima di essere considerati certi. La pagina sarà aggiornata quando le fonti saranno verificate.

I prezzi citati in questa guida sono quelli letti sul listino ufficiale del fornitore. Possono cambiare senza preavviso: controllali sul sito del fornitore prima di decidere.

Domande frequenti

È stato un attacco ai frigoriferi di casa?

No, dalle fonti lette no: sono stati colpiti i sistemi di gestione a distanza dei frigoriferi e congelatori di supermercati e aziende.

Chi ha fatto l'attacco?

Non si sa. Il Post non riporta nessuna rivendicazione; il titolo di un articolo di Today parla di hacker filorussi, ma la pagina non è stata aperta e nessun'altra fonte letta lo conferma.

Quanti supermercati sono stati colpiti?

Dipende dalla fonte: «oltre 20 in Sicilia» secondo Il Post, «4 casi confermati» secondo il titolo di Leggo. Il numero esatto non è noto.

C'entra l'attacco in Francia di ottobre?

Non si sa se i casi italiani ed esteri siano collegati. In Francia sarebbe stato sfruttato software Danfoss non aggiornato; le catene italiane dicono di non usarlo e non c'è nessuna prova che c'entri in Italia.

Da dove vengono questi dati

  • Il Post — Attacchi informatici ai supermercati (3 novembre 2026) unica fonte letta per intero: casi in Sicilia e Toscana, modalità di accesso, posizione del governo e dell'ACN, vertice a Palazzo Chigi, contesto europeo — letta il 4 novembre 2026. L'articolo cita Ansa, Corriere della Sera, Repubblica, La Nazione e un comunicato del governo, non aperti

Questa guida l’ho scritta con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e l’ho verificata sulle fonti qui sopra prima di pubblicarla. Come lavoro

Continua da qui