Carta prepagata: dove comprarla e quanto costa davvero
Non serve il conto in banca: una prepagata si attiva in posta o in banca. Al tabaccaio, al massimo, oggi si richiede o si ricarica una carta già attiva, non si attiva una carta nuova: la rete storica (Mooney, nata dall'unione di SisalPay e Banca 5) ha il divieto di emettere nuove carte da aprile 2024, ancora in vigore. L'eccezione è la Postepay PUNTOLIS, richiedibile dal tabaccaio ma attivabile solo dopo, in un Ufficio Postale.
rivista il 24 ottobre 2026 · si legge in 6 minuti
Vuoi una carta prepagata e ti stai chiedendo dove si fa, perché qualcuno ti ha parlato del tabaccaio, qualcun altro della posta, e online si trovano nomi diversi per la stessa cosa. Non sempre serve il conto in banca, ma non tutti i canali di cui senti parlare funzionano ancora come pensi — il tabaccaio per primo. Ti spiego i canali veri, cosa costano e la differenza fra una prepagata semplice e una con IBAN, che vale qualunque sia l'emittente.
Cos'è una carta prepagata, in breve
Una carta prepagata è una carta su cui carichi dei soldi prima di spenderli: paghi, prelievi o fai bonifici fino a esaurire quello che hai caricato, mai di più. Non è collegata a un conto corrente come una carta di debito, e in genere non richiede una valutazione del credito.
Esiste in due forme: al portatore (anonima, senza il tuo nome sopra, con un plafond più basso per legge) o nominativa (intestata a te, con limiti più alti). Questa guida parla delle carte nominative: sono quelle che si attivano in posta o in banca; al tabaccaio, al massimo, si richiedono (vedi la sezione dedicata più sotto).
Con IBAN o senza: la differenza che conta
La differenza che confonde di più è fra carta prepagata semplice e carta prepagata con IBAN. La prima funziona solo a scalare: la ricarichi tu, in contanti o da un'altra carta, e basta — non può ricevere un bonifico.
La seconda ha anche un codice IBAN tutto suo: può ricevere bonifici, quindi anche lo stipendio o la pensione, come un piccolo conto corrente. Costa quasi sempre di più — un canone annuo che la versione senza IBAN spesso non ha — ed è l'unica che serve a chi deve ricevere pagamenti regolari.
È lo stesso discorso già visto per Postepay Evolution contro la Postepay Standard, ma vale per qualunque emittente, non solo per Poste: prima di scegliere, la prima domanda è se ti serve ricevere soldi sulla carta o solo spenderli.
Alle Poste: Postepay, anche dal tabaccaio con PUNTOLIS
Postepay è il punto di partenza più cercato, e si richiede in due versioni principali. La Postepay Standard si richiede solo in un Ufficio Postale (puoi prenotare il turno da poste.it o dall'app, ma l'attivazione resta allo sportello); non ha IBAN, costa 20€ di emissione una tantum e non ha canone annuo, con un plafond di 4.000€. La Postepay Evolution, che si richiede anche online o dall'app oltre che in Ufficio Postale, ha l'IBAN, costa 5€ di emissione e 19€ di canone annuo, con un plafond di 30.000€ — i dettagli completi (ricarica, limiti di prelievo e pagamento) sono nella guida dedicata a Postepay Evolution.
C'è una terza via, meno nota, che parte proprio dal tabaccaio: la Postepay PUNTOLIS. È una carta con IBAN che richiedi presso un punto vendita della rete PuntoLis (nata dall'acquisizione di LIS Holding da parte di Poste) — di solito una tabaccheria —, ma che poi ti arriva a casa per posta: per usarla devi comunque andare in un Ufficio Postale a firmare il contratto e attivarla. Costa 5€ di emissione e 12€ di canone annuo (più economica della Evolution), con lo stesso plafond massimo di 30.000€, e la prima ricarica minima per attivarla è di 15€ (prezzi dal Foglio Informativo ufficiale FI_PPL, in vigore dal 4 maggio 2026).
In banca: la prepagata del tuo istituto
Molte banche vendono una loro carta prepagata, spesso senza bisogno di aprire un conto corrente vero: basta un documento e il codice fiscale, e in alcuni casi può richiederla anche un minorenne con la firma di un genitore. È il prodotto a cui pensa chi cerca «carta prepagata Intesa Sanpaolo», una delle ricerche più frequenti su questo argomento.
La Carta Flash Nominativa di Intesa Sanpaolo, per esempio, non richiede un conto corrente, è richiedibile anche da minorenni (con firma del genitore) e ha un IBAN tutto suo per ricevere bonifici. Costa 9,90€ di emissione e 0,50€ al mese di canone (6€ l'anno), con un plafond massimo di 5.000€; la prima ricarica in filiale (al momento della firma) è gratuita, e anche ricaricare in contanti a un ATM del gruppo costa 0€. Le altre ricariche costano 1€ (in filiale in contanti, da ATM del gruppo con carte del gruppo, o tramite il servizio a distanza) o 2€ (da ATM del gruppo con carte di altre banche), fino a 2,50€ in filiale con addebito in conto corrente — prezzi dal Foglio Informativo ufficiale, aggiornato al 23 luglio 2026.
Quasi tutte le altre grandi banche hanno un prodotto simile, con un nome diverso (per esempio BPER ha una sua carta prepagata): i costi cambiano da istituto a istituto e vanno controllati sul Foglio Informativo di ciascuna banca prima di scegliere — non li abbiamo verificati uno per uno in questa guida, e non li scriviamo per non darti un numero sbagliato.
Dal tabaccaio: cosa si compra davvero, cosa si ricarica soltanto
Qui sta il punto che genera più confusione. Per anni la carta prepagata «del tabaccaio» è stata la carta Mooney (nata nel 2020 dall'unione di SisalPay e Banca 5): un prodotto con IBAN, attivabile direttamente al banco, in migliaia di punti vendita in tutta Italia.
Da aprile 2024 Banca d'Italia ha vietato a Mooney di emettere nuove carte, per carenze trovate nei controlli antiriciclaggio — e a settembre 2026, oltre due anni dopo, il divieto è ancora in vigore, senza una data annunciata per la riapertura. Chi ha già una carta Mooney continua a usarla normalmente (pagamenti, prelievi, ricariche); chi non ce l'ha, oggi non può più farsela attivare al tabaccaio.
Quello che puoi davvero fare oggi, al tabaccaio: ricaricare carte già attive — Postepay tramite la rete PuntoLis a 2€ a operazione, Hype in contanti, molte carte bancarie come la Carta Flash Nominativa vista sopra — presso i punti abilitati; oppure avviare la richiesta di una Postepay PUNTOLIS, che però ti arriverà per posta e andrà attivata in un Ufficio Postale (vedi sopra). Non puoi, al momento, entrare in una tabaccheria e uscire con in mano una carta nuova già funzionante.
Al supermercato: quasi sempre un'altra cosa
Nei supermercati trovi spesso in cassa delle «carte prepagate», ma quasi sempre sono un'altra cosa: sono gift card a taglio fisso (tipicamente 10, 25, 50 o 100€), che si comprano, si spendono fino a esaurimento e poi si buttano. Da Esselunga, per esempio, non sono ricaricabili e valgono solo nel gruppo Esselunga (negozi, laESSE, Bar Atlantic, profumerie eb, i siti online del gruppo): fuori da lì non funzionano.
Non sono quindi un sostituto di Postepay o di una prepagata bancaria: non hanno un circuito Visa o Mastercard universale, non si ricaricano, e non puoi riceverci un bonifico. Alcuni supermercati vendono anche gift card Mastercard o Visa di terzi, sempre a taglio fisso e usa e getta: si spendono ovunque accetti quel circuito, ma restano carte da esaurire, non ricaricabili come Postepay o una prepagata bancaria.
I prezzi citati in questa guida sono quelli letti sul listino ufficiale del fornitore. Possono cambiare senza preavviso: controllali sul sito del fornitore prima di decidere.
Domande frequenti
Serve il conto in banca per avere una carta prepagata?
No, quasi mai. Postepay, Postepay PUNTOLIS e molte carte bancarie come la Carta Flash Nominativa di Intesa Sanpaolo si richiedono con solo un documento e il codice fiscale, anche senza un conto corrente già aperto.
Si può ancora comprare una carta prepagata nuova dal tabaccaio?
Non più come prima: la storica carta Mooney (nata da SisalPay e Banca 5) ha il divieto di Banca d'Italia di emettere carte nuove da aprile 2024, ancora in vigore. Al tabaccaio oggi puoi avviare la richiesta di una Postepay PUNTOLIS (che arriva per posta e si attiva in Ufficio Postale) oppure ricaricare una carta già attiva.
Che differenza c'è fra una carta prepagata semplice e una con IBAN?
Quella con IBAN può ricevere bonifici — quindi anche stipendio o pensione — ed è quasi sempre più costosa, con un canone annuo che l'altra spesso non ha. Quella senza IBAN serve solo a pagare e prelevare quello che ci hai caricato tu.
Le carte prepagate vendute nei supermercati funzionano come Postepay?
No. Sono quasi sempre gift card a taglio fisso, usa e getta, valide solo in quella catena: non hanno un circuito universale, non si ricaricano e non possono ricevere un bonifico.
Da dove vengono questi dati
- PostePay — Foglio Informativo Carta Postepay PUNTOLIS (FI_PPL) documento ufficiale N°18, in vigore dal 4 maggio 2026: spese di emissione (5€), canone annuo (12€), ricarica minima per l'attivazione (15€), plafond massimo (30.000€), commissioni di ricarica (2€ presso i punti vendita PuntoLis) e di prelievo, e la procedura in due passaggi (richiesta al punto vendita PuntoLis, attivazione in Ufficio Postale) — letto il 24 ottobre 2026
- Poste Italiane — Postepay Standard pagina prodotto ufficiale: spese di emissione (20€), assenza di canone, plafond (4.000€), assenza di IBAN e canale di richiesta (solo Ufficio Postale, anche con prenotazione online) — letta il 24 ottobre 2026, stesso dato già citato in postepay-evolution.py ma riverificato qui sulla fonte, non copiato
- Intesa Sanpaolo — Foglio Informativo n. 434/076, Carta Flash Nominativa documento ufficiale aggiornato al 23 luglio 2026: carta senza obbligo di conto corrente, richiedibile da minorenni con firma del genitore, con IBAN; costo di acquisto con supporto plastico (9,90€), canone mensile (0,50€), plafond massimo (5.000€), commissioni di ricarica per canale e di prelievo — letto il 24 ottobre 2026
- Esselunga — Le carte prepagate pagina ufficiale: conferma che sono carte a scalare non ricaricabili, a taglio fisso (10/25/50/100€), spendibili solo nel gruppo Esselunga (negozi, laESSE, Bar Atlantic, profumerie eb, siti online del gruppo) — letta il 24 ottobre 2026, usata come esempio verificato per il canale supermercato
- AziendaBanca — Provvedimento di Banca d'Italia sulle carte Mooney stampa finanziaria specializzata: conferma il divieto di emissione di nuove carte e apertura di nuovi conti di moneta elettronica imposto a Mooney S.p.A. dal 16 aprile 2024 per carenze antiriciclaggio, con le carte già emesse che continuano a funzionare — letta il 24 ottobre 2026, incrociata con milanofinanza.it (stesso provvedimento, data 17 aprile 2024) e dsottile.it (conferma che il divieto è ancora in vigore a settembre 2026, nessuna data di riapertura annunciata); mooney.it ha rifiutato sia WebFetch che curl con errore 403 su tutte le pagine e i PDF ufficiali tentati
Questa guida l’ho scritta con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e l’ho verificata sulle fonti qui sopra prima di pubblicarla. Come lavoro

