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Tassa al gigabyte in Francia: cosa cambia per VLC

A fine ottobre 2026 l'Assemblea nazionale francese ha approvato, per 11 voti contro 10, un emendamento che metteva una tassa di 0,055 € per ogni gigabyte inviato agli utenti, dentro la legge di bilancio 2027. Il 4 novembre 2026 l'Assemblea ha però respinto l'intera prima parte del bilancio (fonte ufficiale: Assemblée nationale): per la prassi parlamentare francese il testo passa ora al Senato nella versione originale del governo, senza gli emendamenti votati dai deputati — quindi, con ogni probabilità, senza questa tassa. VideoLAN, l'associazione di VLC, aveva detto che le sarebbe costata oltre 1 milione di euro l'anno; il deputato che l'aveva proposta rispondeva che a VideoLAN non si sarebbe applicata.

Fabrizio Picco
aggiornata il 5 novembre 2026 · si legge in 3 minuti

Hai letto che la Francia vuole tassare i gigabyte e che gli autori di VLC protestano. Qui trovi cosa è stato votato, chi dovrebbe pagare, cosa dicono le due parti e perché la tassa è probabilmente già caduta con il bilancio che la conteneva. La notizia è in evoluzione: la pagina è stata scritta il 4 novembre 2026 e aggiornata il 5.

Cosa ha votato l'Assemblea

L'Assemblea nazionale francese ha approvato venerdì 30 ottobre 2026 l'emendamento I-1358, inserito nella legge di bilancio 2027. L'ha proposto il deputato socialista Laurent Lhardit. Il voto è finito 11 a favore e 10 contro, con 35 votanti e 21 voti espressi (14 deputati si sono astenuti) — scrutinio pubblico ufficiale dell'Assemblée nationale.

La tassa è di 0,055 € per ogni gigabyte inviato agli utenti. Secondo Punto Informatico il conteggio dei dati lo farebbero i provider internet. I proponenti stimano un incasso di circa 10 miliardi di euro l'anno.

Sia il governo sia il relatore generale si sono detti contrari, ma l'emendamento è passato lo stesso. Il ministro David Amiel ha avvertito che la metà dei 10 miliardi previsti (5 miliardi) non peserebbe sui grandi gruppi digitali ma su fornitori di contenuti più piccoli, anche francesi — non una stima alternativa dell'incasso totale, come una prima lettura (non confermata) delle fonti aveva fatto pensare (verbale ufficiale della seduta del 30 ottobre 2026). Il 4 novembre 2026, però, l'Assemblea ha respinto l'intera prima parte del bilancio 2027 di cui faceva parte l'emendamento (vedi il riquadro più sotto): la tassa, così come votata, è probabilmente già superata.

Illustrazione concettuale (non uno schema tecnico reale): da sinistra a destra, una nuvola con un server che rappresenta il servizio online, una freccia verso un router che rappresenta la rete del provider internet, una pila di monete che rappresenta la tassa applicata ai dati in transito, e infine un computer con la Torre Eiffel sullo schermo che rappresenta l'utente in Francia
Illustrazione concettuale (non uno schema tecnico reale): da sinistra a destra, una nuvola con un server che rappresenta il servizio online, una freccia verso un router che rappresenta la rete del provider internet, una pila di monete che rappresenta la tassa applicata ai dati in transito, e infine un computer con la Torre Eiffel sullo schermo che rappresenta l'utente in Francia

Chi dovrebbe pagare e quanto

Dovrebbero pagare le aziende che generano più traffico: Punto Informatico nomina Amazon, Meta, Google, Netflix e Akamai.

Ci sono due tetti: il totale per un singolo fornitore non può superare il 15% del suo fatturato in Francia oppure il 2% del fatturato mondiale dell'esercizio in corso.

L'emendamento, scrive Punto Informatico, non esenta le organizzazioni senza scopo di lucro. Se la tassa passasse, sempre secondo l'articolo, il costo ricadrebbe alla fine sugli utenti.

Perché protesta VideoLAN

VideoLAN è l'associazione francese senza scopo di lucro che sviluppa il lettore VLC. Dice che la tassa le costerebbe più di 1 milione di euro l'anno, e in un post su X ha scritto ai deputati: «Non capisci nulla di economia digitale e di modelli di business digitali».

Lhardit risponde che VideoLAN dice cose senza senso: la tassa ha un tetto e a VideoLAN non si applicherebbe affatto.

Le due versioni sono opposte. Il testo dell'emendamento non è stato letto, quindi qui non si stabilisce chi abbia ragione. Anche Xavier Niel, fondatore di Iliad, ha criticato i deputati socialisti con parole dure.

I post su X di VideoLAN, Lhardit e Niel sono citati da Punto Informatico e non sono stati aperti.

Cosa non si sa ancora

La norma reggeva solo se l'Assemblea avesse approvato anche la parte «entrate» del bilancio nel suo complesso. Il 4 novembre 2026 l'Assemblea ha invece respinto l'intera prima parte del bilancio 2027 (fonte ufficiale: dossier legislativo dell'Assemblée nationale). Per la prassi parlamentare francese, un rigetto a questo punto manda al Senato il testo originale del governo, senza gli emendamenti votati dai deputati — quindi, con ogni probabilità, senza questa tassa. Nessuna fonte letta finora lo dice in modo esplicito per questa tassa specifica: è una conseguenza dedotta dalla regola generale (già successa allo stesso modo per il bilancio 2026, un anno fa), non un fatto riportato da una testata sulla tassa in sé.

Non sappiamo ancora: se e come il Governo userà altri strumenti (per esempio l'articolo 49.3 della Costituzione francese) per far passare comunque un bilancio, se la tassa tornerà in qualche forma nei prossimi passaggi parlamentari, se e come colpirebbe davvero VideoLAN (dipende dal suo fatturato in Francia, non trovato), e se cambierebbero i prezzi degli abbonamenti ai servizi video. Per chi vive in Italia, nessuna fonte letta dice che cambi qualcosa.

Da dove vengono questi dati

La prima versione di questa notizia (4 novembre 2026) si basava su una sola fonte letta per intero: Punto Informatico, che citava l'emendamento e alcuni post su X non aperti direttamente.

L'aggiornamento del 5 novembre 2026 ha aperto anche le fonti ufficiali dell'Assemblée nationale: il testo dell'emendamento I-1358, il verbale della seduta del 30 ottobre 2026 e il dossier legislativo del bilancio 2027 — da lì vengono la data esatta del voto, il dettaglio dei voti, le posizioni di governo e relatore, la frase corretta del ministro Amiel sui 5 miliardi, e il rigetto del bilancio del 4 novembre. I post su X di VideoLAN, Lhardit e Niel restano non aperti direttamente, citati solo da Punto Informatico e dalle altre testate francesi in nota.

I prezzi citati in questa guida sono quelli letti sul listino ufficiale del fornitore. Possono cambiare senza preavviso: controllali sul sito del fornitore prima di decidere.

Domande frequenti

La tassa al gigabyte è già legge?

No, e difficilmente lo diventerà in questa forma. Era un emendamento approvato dall'Assemblea nazionale il 30 ottobre 2026, ma il 4 novembre 2026 l'Assemblea ha respinto l'intero bilancio di cui faceva parte: per la prassi parlamentare francese il testo passa ora al Senato nella versione originale del governo, senza gli emendamenti dei deputati — quindi, con ogni probabilità, senza questa tassa.

Quanto costerebbe a VLC?

VideoLAN aveva detto più di 1 milione di euro l'anno. Il deputato Lhardit sosteneva che a VideoLAN non si sarebbe applicata, per via del tetto del 15% sul fatturato francese — ma non si sa quale sia il fatturato di VideoLAN in Francia, quindi chi avesse ragione resta verificato solo in parte. Il punto è comunque probabilmente superato dal rigetto del bilancio del 4 novembre.

Cambia qualcosa per chi vive in Italia?

Nelle fonti lette non c'è nulla che lo dica: la tassa riguarderebbe i dati inviati agli utenti in Francia.

Da dove vengono questi dati

Questa guida l’ho scritta con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e l’ho verificata sulle fonti qui sopra prima di pubblicarla. Come lavoro

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