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DreamHost: rubate le password FTP del File Manager

DreamHost, servizio di hosting, ha confermato che sono state esposte nomi utente e password FTP/SFTP di chi usava il suo File Manager fra agosto e il 23 ottobre 2026. Colpita una frazione degli account email e FTP/SFTP, ben sotto il 10% circa secondo DreamHost.

Fabrizio Picco
aggiornata il 5 novembre 2026 · si legge in 3 minuti

Hai un sito su DreamHost, o ne gestisci uno per qualcuno? Qui trovi cosa è stato rubato, cosa ha fatto l'azienda, cosa controllare e cosa non è stato detto. Il resoconto si basa sugli articoli di BleepingComputer e Help Net Security.

Cosa è successo

Il 23 ottobre 2026 DreamHost ha avuto problemi al suo File Manager, lo strumento web per gestire i file del sito. Quel giorno il servizio è andato offline, il webmail ha dato errori e l'azienda ha iniziato a reimpostare le password di email e FTP/SFTP (Help Net Security).

Il 26 ottobre il File Manager è tornato online. Il 29 ottobre DreamHost ha pubblicato un avviso ufficiale confermando la violazione: l'intruso ha sfruttato una vulnerabilità in un software di terze parti su cui è costruito il File Manager, ed è rimasto dentro da agosto al 23 ottobre. BleepingComputer ne ha scritto il 4 novembre, citando anche una notifica di violazione depositata da DreamHost presso il Procuratore generale della California.

Illustrazione concettuale (non uno screenshot reale): un lucchetto aperto sopra un'icona di cartella file, con una chiave accanto, a indicare l'accesso non autorizzato ai file e alle credenziali FTP/SFTP.
Illustrazione concettuale (non uno screenshot reale): un lucchetto aperto sopra un'icona di cartella file, con una chiave accanto, a indicare l'accesso non autorizzato ai file e alle credenziali FTP/SFTP.

Cosa è stato rubato

Secondo l'avviso ufficiale di DreamHost e BleepingComputer:

DreamHost dice di non avere trovato prove di accesso al pannello di controllo o ai dati di fatturazione. Solo i pagamenti con carta passano da un fornitore esterno: DreamHost non conserva i numeri di carta per intero. È una dichiarazione dell'azienda.
  1. nomi utente e password FTP/SFTP di chi ha usato il File Manager nel periodo;
  2. sessioni del webmail, credenziali comprese, per un numero limitato di utenti; in un numero limitato di casi, DreamHost ritiene possibile che l'intruso abbia letto anche il contenuto di alcune caselle di posta.

Cosa controllare

DreamHost ha già resettato le password coinvolte e mandato le istruzioni agli utenti il 25 ottobre: se usi DreamHost e sei fra i colpiti, questo è il momento di agire, non di aspettare. Consigli dall'avviso ufficiale e dalle altre fonti:

DreamHost offre un anno di monitoraggio del credito Equifax e consiglia un blocco sul rapporto di credito (da BleepingComputer, probabilmente dalla lettera di notifica, non nell'avviso pubblico): sono misure pensate per clienti statunitensi, le fonti non dicono nulla sull'Italia.
  1. Imposta la nuova password solo dal pannello panel.dreamhost.com (digitando l'indirizzo a mano), e aggiorna i programmi di posta e FTP/SFTP che avevano salvata quella vecchia: la propagazione può richiedere fino a 15 minuti.
  2. Controlla che i file del sito non abbiano modifiche che non hai fatto.
  3. Nel webmail guarda le regole di inoltro e i filtri.
  4. Cambia le password uguali usate su altri servizi.
  5. Ignora le email di reset che non hai chiesto: DreamHost non chiede mai la password per email.

Da dove vengono questi dati

Lette per intero: l'avviso ufficiale di DreamHost (29 ottobre 2026), BleepingComputer (4 novembre) e Help Net Security (27 ottobre).

Non risulta nelle fonti: il numero esatto di clienti coinvolti (solo la percentuale, sotto il 10%), il nome del software di terze parti sfruttato, chi ha attaccato, se ci sono clienti italiani.

Domande frequenti

Quanti clienti DreamHost sono stati colpiti?

DreamHost non dà un numero esatto, ma dichiara una frazione degli account email e FTP/SFTP, ben sotto il 10% circa.

Le carte di pagamento sono a rischio?

DreamHost dice di non avere trovato prove di accesso al pannello di controllo o ai dati di fatturazione. I pagamenti con carta passano da un fornitore esterno e l'azienda non conserva i numeri di carta per intero. È una dichiarazione dell'azienda.

Da dove vengono questi dati

Questa guida l’ho scritta con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e l’ho verificata sulle fonti qui sopra prima di pubblicarla. Come lavoro

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