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Fattura elettronica forfettari: obbligo totale dal 2024

Se hai la Partita IVA in regime forfettario, la fattura elettronica è già obbligatoria per te: lo è per tutti i forfettari, senza soglia di ricavi, dal 1° gennaio 2024. Nel 2027 non cambia nulla di specifico su questo obbligo: quell'anno compare solo perché l'Italia ha l'autorizzazione europea a usare il suo sistema fino al 31 dicembre 2027, e perché una proposta di legge di bilancio 2027 (non ancora approvata) alzerebbe il tetto di reddito del forfettario, senza toccare l'obbligo di fattura elettronica. L'unica eccezione vera, il settore sanitario, non ha più una scadenza: il divieto di fatturazione elettronica per le prestazioni ai privati è permanente dal 2026. Questo è un orientamento, non una consulenza fiscale.

Fabrizio Picco
corretta il 1 novembre 2026 · si legge in 8 minuti

Hai una Partita IVA in regime forfettario, o stai per aprirla, e hai sentito parlare di un obbligo di fattura elettronica legato al 2027. Prima di tutto una cosa va chiarita: per la grande maggioranza dei forfettari l'obbligo non è una novità, esiste già da tempo, ed è totale dal 2024. Qui trovi cosa vale oggi, cosa c'è (e cosa NON c'è) di vero nel 2027, e come prepararti senza aspettare l'ultimo giorno.

Chi è già obbligato oggi alla fattura elettronica

La fattura elettronica per i forfettari non è arrivata tutta insieme: è stata introdotta a tappe, ed è per questo che gira ancora l'idea sbagliata che esista una soglia di ricavi sotto la quale non serve.

Quella soglia non c'è più dal 1° gennaio 2024: da quella data l'obbligo riguarda tutti i forfettari, qualunque sia il fatturato dell'anno prima.

Se hai letto o ti hanno detto che sotto i 25.000€ di ricavi non serve ancora: non è più così dal 2024. Verifica la tua situazione sul sito dell'Agenzia delle Entrate o con un commercialista, non su un articolo che potrebbe essere rimasto fermo a prima di quella data.
ChiObbligo dal
Partite IVA in regime ordinario1° gennaio 2019
Forfettari con ricavi/compensi oltre 25.000€ l'anno precedente1° luglio 2022
Tutti gli altri forfettari, anche sotto i 25.000€1° gennaio 2024 (soglia eliminata)
Operatori sanitari, per le prestazioni verso privati trasmesse al Sistema Tessera SanitariaDivieto permanente di usare lo SdI, dal 2026 — nessuna scadenza

Cosa c'è davvero nel 2027 (e cosa non cambia)

Il 2027 gira spesso insieme alla fattura elettronica, ma non c'è nessuna nuova soglia o nuovo obbligo in arrivo per i forfettari: quella dei 25.000€ è già sparita nel 2024, come visto sopra. Dietro il «2027» ci sono due cose vere e diverse fra loro, più un caso già risolto.

Finché il Parlamento non approva la legge di bilancio 2027, il tetto del forfettario resta 85.000€: verifica sempre sul sito dell'Agenzia delle Entrate se una proposta di cui hai sentito parlare è già legge, prima di darla per buona.
  1. L'autorizzazione europea dura fino al 31 dicembre 2027: una Decisione dell'Unione Europea (2024/3150) permette all'Italia di continuare a usare il proprio sistema di fattura elettronica obbligatoria fino a quella data. Non è una scadenza che riguarda i forfettari: è solo il permesso che l'UE ha dato all'Italia per il sistema attuale, e nel frattempo il pacchetto europeo ViDA ha già tolto l'obbligo di chiedere quel permesso.
  2. Il settore sanitario non ha più una scadenza: chi trasmette i dati delle prestazioni al Sistema Tessera Sanitaria non può usare la fattura elettronica tramite SdI per le prestazioni ai privati — un divieto, non una scelta — ed è diventato permanente dal 2026, senza più bisogno di proroghe annuali.
  3. Una proposta di legge di bilancio 2027 (approvata dal Consiglio dei Ministri il 28 ottobre 2026, non ancora legge) alzerebbe il tetto di ricavi/compensi per restare forfettari da 85.000€ a 100.000€. Riguarda chi può accedere al regime forfettario, non l'obbligo di fattura elettronica: l'esenzione IVA resterebbe comunque ferma a 85.000€, perché quel limite è fissato a livello europeo.

Come prepararti: serve un software, non basta la carta

La fattura elettronica non è un PDF o un foglio scritto a mano: è un file in un formato preciso (XML), che passa obbligatoriamente da un sistema dello Stato, il Sistema di Interscambio (SdI), prima di arrivare al cliente. Con Word o Excel non si può fare.

Se non hai mai scelto un codice ATECO o un regime fiscale da solo, lo stesso vale qui: un commercialista che gestisce anche la fatturazione evita errori che poi vanno corretti, e di solito costa meno di quanto sembri rispetto al tempo che fai risparmiare.
  1. Scegli come generarla: l'Agenzia delle Entrate mette a disposizione gratis un servizio online per farlo a mano, fattura per fattura; se ne emetti più di qualcuna al mese conviene un gestionale a pagamento, che spesso tiene insieme anche scadenze e incassi.
  2. Procurati i dati del cliente, se li ha: per inviare la fattura serve il suo Codice Destinatario (sette caratteri alfanumerici, es. «M5UXCR1») oppure il suo indirizzo PEC. Se il cliente è un privato e non ha né l'uno né l'altro — il caso più comune per un forfettario — si usa il codice convenzionale «0000000»: la fattura arriva comunque, nell'area riservata del cliente sul sito dell'Agenzia delle Entrate (portale «Fatture e Corrispettivi»).
  3. Conserva le fatture a norma: vanno tenute in un archivio digitale che ne garantisce l'autenticità per legge, non basta salvarle in una cartella sul computer. Molti gestionali e l'area riservata dell'Agenzia delle Entrate includono già questo servizio.
  4. Oppure delega tutto al commercialista: se hai già un commercialista per le dichiarazioni, quasi sempre include anche l'emissione delle fatture elettroniche nel canone mensile — vale la pena chiederlo prima di comprare un software per conto tuo.
Illustrazione ricostruita (schema concettuale, non uno screenshot reale di un sito specifico): un modulo tipico per generare una fattura elettronica online, con le sezioni per i dati del cliente e per i dati della fattura, e il pulsante per generarla cerchiato in rosso. Il servizio gratuito dell'Agenzia delle Entrate si trova nel portale "Fatture e Corrispettivi" e ha un aspetto diverso da quello qui raffigurato
Illustrazione ricostruita (schema concettuale, non uno screenshot reale di un sito specifico): un modulo tipico per generare una fattura elettronica online, con le sezioni per i dati del cliente e per i dati della fattura, e il pulsante per generarla cerchiato in rosso. Il servizio gratuito dell'Agenzia delle Entrate si trova nel portale "Fatture e Corrispettivi" e ha un aspetto diverso da quello qui raffigurato

Perché conviene non aspettare l'ultimo giorno

Chi scopre l'obbligo quando deve già emettere una fattura si trova a scegliere un software in fretta, senza confrontare i prezzi, e spesso senza avere ancora i dati del cliente (Codice Destinatario o PEC) pronti.

Se stai per aprire una Partita IVA forfettaria, decidi come farai le fatture elettroniche PRIMA di emettere la prima: è più semplice impostare un'abitudine che correggerla a metà.
  1. Scegliere il software richiede tempo: ogni gestionale ha le sue abitudini, e impararle con una scadenza già addosso porta a errori — fatture compilate male si correggono con una nota di variazione, altro tempo perso.
  2. Senza fattura elettronica valida non puoi incassare regolarmente: alcuni clienti, soprattutto le aziende, non pagano finché non ricevono la fattura nel formato corretto.
  3. Le sanzioni per fatture non emesse o emesse in ritardo esistono e si sommano fattura per fattura: l'importo preciso va controllato sul sito dell'Agenzia delle Entrate (non riportato qui perché cambia secondo il caso, e un numero sbagliato scritto in una guida è peggio di nessun numero).

È un orientamento, non una consulenza fiscale

Quello che hai letto qui è un orientamento generale, non una consulenza fiscale sul tuo caso. Le norme su fatturazione elettronica e regime forfettario cambiano quasi a ogni legge di bilancio, e un dettaglio del tuo settore (come il caso sanitario visto sopra) può cambiare tutto.

Per la tua situazione specifica — se sei già obbligato, quale software scegliere, come gestire un'eventuale eccezione — la fonte giusta è il sito dell'Agenzia delle Entrate o un commercialista, non un articolo online, questo compreso.

Questa guida verrà aggiornata se la proposta di legge di bilancio 2027 viene approvata, o se cambia qualcosa nel calendario europeo ViDA: fino ad allora, il punto fermo resta quello della prima sezione — l'obbligo di fattura elettronica è già totale dal 2024.

I prezzi citati in questa guida sono quelli letti sul listino ufficiale del fornitore. Possono cambiare senza preavviso: controllali sul sito del fornitore prima di decidere.

Domande frequenti

Tutti i forfettari devono fare la fattura elettronica?

Sì, tutti, senza soglia di ricavi, dal 1° gennaio 2024. In precedenza l'obbligo riguardava solo chi superava 25.000€ di ricavi/compensi l'anno prima (dal 1° luglio 2022): quella soglia è stata eliminata. Fa eccezione il settore sanitario, per le prestazioni ai privati: lì vale un divieto permanente di usare lo SdI, non l'obbligo.

C'è ancora una soglia di fatturato sotto cui non serve?

No, non per i forfettari in generale: è stata eliminata dal 1° gennaio 2024. Se hai letto il contrario, è un'informazione vecchia, riferita a prima di quella data.

Cosa cambia per i forfettari dal 2027?

Niente, per l'obbligo di fattura elettronica: nessuna nuova soglia o regola è in arrivo. Il 2027 compare solo perché l'Italia ha l'autorizzazione europea a usare il proprio sistema fino al 31 dicembre di quell'anno, e perché una proposta di legge di bilancio 2027 (non ancora approvata) alzerebbe il tetto di reddito del forfettario, senza toccare la fattura elettronica. Il settore sanitario, l'unica vera eccezione, ha già avuto il suo cambiamento: il divieto di usare lo SdI è permanente dal 2026, non più da verificare.

Posso fare la fattura elettronica gratis?

Sì, l'Agenzia delle Entrate mette a disposizione un servizio online gratuito per generarle una per volta. Se ne emetti molte al mese, un gestionale a pagamento di solito fa risparmiare tempo.

Serve la PEC per la fattura elettronica?

Non sempre: per ricevere le fatture elettroniche serve un Codice Destinatario (sette caratteri alfanumerici) oppure un indirizzo PEC — uno dei due. Se il cliente è un privato senza nessuno dei due, si usa il codice convenzionale «0000000»: è il caso normale per i clienti privati di un forfettario, e la fattura arriva nella sua area riservata sul sito dell'Agenzia delle Entrate. Molti usano comunque la PEC perché la usano già per altro: vedi la guida di questo sito su quando serve davvero comprarne una.

Cosa rischio se non emetto la fattura elettronica?

Ci sono sanzioni, che si sommano fattura per fattura: l'importo esatto va controllato sul sito dell'Agenzia delle Entrate, perché dipende dal caso e questa guida preferisce non scrivere un numero che potrebbe essere superato.

Da dove vengono questi dati

Questa guida l’ho scritta con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e l’ho verificata sulle fonti qui sopra prima di pubblicarla. Come lavoro

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