Guadagnare online

Come aprire la Partita IVA: quanto costa, forfettario

Si apre gratis sul sito dell'Agenzia delle Entrate (serve SPID, CIE o CNS) oppure tramite un commercialista a pagamento. Per chi inizia conviene quasi sempre il regime forfettario: tassazione agevolata e niente IVA in fattura, fino a un limite di ricavi annuo — soglie e aliquote cambiano spesso, vanno riverificate prima di contarci — ma i contributi INPS restano dovuti comunque, anche a basso fatturato.

Fabrizio Picco
scritta il 29 ottobre 2026 · si legge in 12 minuti

Vuoi aprire la Partita IVA e non sai da dove cominciare: se farla da solo sul sito dell'Agenzia delle Entrate o rivolgerti a un commercialista, cosa significa davvero il regime forfettario di cui parlano tutti, e quanto costa realmente — non solo aprirla, ma tenerla aperta. Qui trovi le risposte pratiche, senza il gergo fiscale avanzato: cosa ti serve, dove farlo, come funziona il forfettario in breve, e i costi reali da mettere in conto.

Cosa ti serve prima di cominciare

Prima di cominciare, raduna queste cose: senza una sola delle prime tre non riesci nemmeno ad accedere al servizio online dell'Agenzia delle Entrate.

Se non hai ancora SPID, CIE o CNS, parti da lì: senza uno dei tre l'apertura online non si può fare, e serve comunque andare da un commercialista o allo sportello.
CosaNota
SPID, CIE o CNS di livello 2per accedere all'area riservata online — se non ne hai uno, prima serve fare quello
Documento d'identità validoper i tuoi dati anagrafici
Codice fiscalelo stesso della tessera sanitaria
L'attività che vuoi svolgereserve per scegliere il codice ATECO giusto
Un indirizzo email o PECper le comunicazioni ufficiali dell'attività

Dove si apre: Agenzia delle Entrate o commercialista

Ci sono due strade, e portano allo stesso risultato: una partita IVA attiva. Cambia chi fa il lavoro, e chi decide i dettagli tecnici (codice ATECO, regime fiscale).

Se è la tua prima partita IVA e non hai mai scelto un codice ATECO o un regime fiscale, il costo di un commercialista spesso si ripaga da solo: un errore iniziale costa di più da correggere dopo che da evitare prima.
AspettoDa solo (Agenzia delle Entrate online)Con un commercialista
Costo dell'aperturaGratisUna parcella, variabile da studio a studio (stima indicativa 100-300€, tariffa libera di mercato: vedi i dettagli nella sezione sui costi)
TempoUna sessione, se hai già tutti i datiDi solito qualche giorno, secondo l'agenda dello studio
Devi sapere tuCodice ATECO e regime fiscale: li scegli da soloIl commercialista li sceglie con te, in base alla tua attività
Assistenza dopo l'aperturaNessuna: dichiarazioni e scadenze restano a tuo caricoDi solito inclusa in un canone mensile di gestione

Il regime forfettario, spiegato semplice

Il regime forfettario è un regime fiscale agevolato per chi ha un'attività di dimensioni contenute: al posto delle imposte ordinarie (IRPEF più addizionali), paghi un'unica imposta sostitutiva su una parte del fatturato, non sul fatturato intero.

Quella parte si chiama reddito imponibile, e si ottiene applicando al fatturato un coefficiente di redditività che cambia secondo il codice ATECO della tua attività — varia da categoria a categoria, va controllato quello della tua attività sulla tabella ufficiale, non ne esiste uno unico per tutti.

Attenzione se hai anche un lavoro da dipendente (è il caso di molti che aprono una partita IVA "in più"): non puoi accedere al forfettario se nell'anno precedente hai superato 35.000€ di reddito da lavoro dipendente o pensione — soglia che scende a 30.000€ dal 2027, se non viene prorogata. C'è anche un tetto di 20.000€ l'anno di spese per dipendenti o collaboratori.

Le soglie e le aliquote del forfettario cambiano quasi a ogni legge di bilancio: prima di contare su un numero preciso per le tue scelte, controllalo sul sito dell'Agenzia delle Entrate o chiedi conferma a un commercialista.
CosaRegime forfettarioRegime ordinario
Aliquota5% per i primi 5 anni di una nuova attività con i requisiti, poi 15% (dato da riverificare, cambia spesso)Aliquote IRPEF a scaglioni, più addizionali regionali e comunali
IVA in fatturaNon si applica: fatturi senza IVASi applica, e va versata periodicamente
Limite di ricavi/compensiFino a 85.000€ l'anno (soglia da riverificare: è il dato che cambia più spesso con le leggi di bilancio)Nessun limite
Limite di reddito da lavoro dipendente/pensione (anno precedente)Non si accede se superato 35.000€ (30.000€ dal 2027, se non prorogato)Nessun limite di questo tipo
Spese per dipendenti/collaboratoriNon si accede se superati 20.000€ l'annoNessun limite di questo tipo
Detrazione dei costiNon si detraggono i costi reali: si usa il coefficiente di redditività fissoSi detraggono i costi reali sostenuti
Obblighi contabiliEsonerato dalla tenuta delle scritture contabili (niente registri IVA, niente liquidazioni periodiche)Scritture contabili obbligatorie, spesso richiede un commercialista
  1. Conviene quasi sempre a chi ha pochi costi reali da detrarre, come consulenze e servizi: il coefficiente fisso, in quei casi, è più favorevole dei costi veri.
  2. Conviene meno a chi ha costi alti da scaricare — acquisto di merce, attrezzature costose: lì il regime ordinario, detraendo i costi veri, può pesare meno.
  3. Niente IVA in fattura semplifica, ma ha un rovescio: non puoi nemmeno detrarre l'IVA che paghi sui tuoi acquisti per l'attività.

Due strade diverse: quale tocca a te

Qui molte guide generiche sbagliano: non esiste una sola procedura per tutti. Il modello AA9/12 da solo basta per alcuni, per altri no. Guarda in quale caso rientri prima di cominciare.

Se non sei sicuro in quale caso rientri, è il punto in cui conviene chiedere a un commercialista prima di procedere: scegliere la strada sbagliata si corregge dopo, e costa di più.
Se sei...La procedura è...
Professionista senza cassa (consulente, sviluppatore, formatore, copywriter e simili, senza un albo con cassa previdenziale propria)Modello AA9/12 online, gratis: vedi la prima sezione sotto
Ditta individuale, o attività commerciale o artigianale (negozio, bar, artigiano, e-commerce in proprio, ecc.)Comunicazione Unica (ComUnica) al Registro Imprese: vedi la seconda sezione sotto

Professionisti senza cassa: il modello AA9/12 online

Questa strada vale per chi apre la partita IVA come professionista senza cassa. Se apri una ditta individuale o un'attività commerciale/artigianale, salta alla sezione sulla ComUnica qui sotto: per te questi passi da soli non bastano.

Il numero di partita IVA te lo comunica il sistema subito dopo l'invio della dichiarazione: a differenza di altre pratiche con l'Agenzia delle Entrate, qui non si aspettano giorni.
  1. Vai sul sito dell'Agenzia delle Entrate e accedi all'area riservata con SPID, CIE o CNS.
  2. Scegli il servizio per l'apertura della partita IVA (la dichiarazione di inizio attività, modello AA9/12 se sei una persona fisica).
  3. Indica il codice ATECO della tua attività: descrive cosa farai, e determina anche il coefficiente di redditività se scegli il forfettario. Se non sei sicuro quale sia il tuo, è il punto in cui conviene fermarsi e chiedere a un commercialista, non indovinare.
  4. Scegli il regime fiscale: forfettario, se rientri nei requisiti della sezione sopra, oppure ordinario.
  5. Invia la dichiarazione: la partita IVA viene attribuita subito, in automatico, al momento dell'invio — non c'è un'attesa di giorni.
  6. Iscriviti a parte alla gestione separata INPS: per i professionisti senza cassa è un passaggio successivo e non automatico, da fare entro i termini previsti.
Qui va una foto: la schermata dell'area riservata dell'Agenzia delle Entrate da cui si avvia la dichiarazione di inizio attività

Ditte individuali e attività commerciali/artigianali: la ComUnica

Se apri una ditta individuale o un'attività commerciale o artigianale, il modello AA9/12 da solo non basta: serve la Comunicazione Unica (ComUnica) al Registro Imprese, che fa in un'unica pratica l'apertura della partita IVA, l'iscrizione al Registro Imprese/REA e la comunicazione a INPS e INAIL.

A differenza del modello AA9/12, la ComUnica non è gratuita (ci sono diritti di segreteria della Camera di Commercio, bollo e diritto annuale camerale) e richiede strumenti che un professionista singolo di solito non ha già pronti.

Per questa strada molti si appoggiano a un commercialista o a un'associazione di categoria: la ComUnica richiede strumenti tecnici (firma digitale, software di compilazione) che un privato spesso non ha già pronti, a differenza del modello AA9/12.
  1. Procurati una firma digitale e una PEC attiva: sono obbligatorie per inviare la ComUnica, e se non le hai già vanno richieste prima di cominciare.
  2. Compila la pratica sul portale del Registro delle Imprese (o tramite un intermediario abilitato: commercialista, CAF, associazione di categoria), indicando attività, codice ATECO e sede.
  3. Metti in conto i costi fissi della pratica — diritti di segreteria, bollo, diritto annuale camerale — variabili secondo Comune e attività (importi da verificare).
  4. Invia la pratica: apre insieme partita IVA, iscrizione al Registro Imprese/REA e comunicazione a INPS/INAIL, ma i tempi non sono istantanei come il modello AA9/12 — ci vogliono alcuni giorni lavorativi perché gli enti la elaborino.

Quanto costa davvero aprirla e tenerla aperta

L'apertura è spesso gratis, ma non è la voce che pesa di più: guarda tutta la tabella, non solo la prima riga.

Attenzione a una cosa: i costi di apertura e di gestione con un commercialista sono tariffe libere di mercato — non esiste un listino ufficiale a cui fare riferimento. I numeri qui sotto sono stime indicative raccolte da fonti di settore, non un dato certificato: chiedi sempre un preventivo preciso allo studio che scegli.

La voce che pesa di più nel primo anno di solito non è l'apertura: sono i contributi INPS, perché vanno pagati anche se hai fatturato poco o niente, secondo la categoria a cui appartieni.
VoceQuanto costa
Apertura da soli onlineGratis
Apertura con un commercialistaStima indicativa 100-300€ (tariffa libera di mercato, non da fonte ufficiale)
Gestione mensile con un commercialista (dichiarazioni, F24, consulenza)Stima indicativa 50-150€/mese per il forfettario (tariffa libera di mercato, non da fonte ufficiale)
Contributi INPSDovuti comunque, anche a basso fatturato: importo esatto da verificare sul sito INPS, cambia secondo la categoria e ogni anno
Diritto camerale annuale (se iscritto alla CCIAA)Importo fisso, variabile secondo Comune e attività (da verificare)
Bollo sulle fatture senza IVA2€ a fattura, se l'importo supera 77,47€ e non è dovuta IVA (soglia da riconfermare)

Cosa succede subito dopo l'apertura

Aperta la partita IVA, qualche scadenza arriva presto, anche prima della prima fattura vera.

Non c'è una scadenza unica valida per tutti: dipende dalla categoria INPS, dal regime scelto e dall'attività. Un commercialista, anche solo per il primo anno, evita di scoprire una scadenza mancata quando è già tardi.
  1. Se hai aperto come professionista con il modello AA9/12, iscriviti a parte alla gestione separata INPS entro i termini previsti: è un passaggio separato dall'apertura della partita IVA, non automatico.
  2. Se hai aperto con la ComUnica (ditta individuale o attività commerciale/artigianale), l'iscrizione a INPS/INAIL e alla Camera di Commercio è già compresa nella stessa pratica: non va rifatta a parte.
  3. Metti da parte una percentuale del fatturato per le tasse appena incassi, anche nel forfettario: l'imposta si paga l'anno dopo (acconto più saldo), e arrivarci senza aver accantonato nulla è l'errore più comune di chi apre la prima partita IVA.
  4. Emetti fatture elettroniche: dal 1° gennaio 2024 l'obbligo riguarda tutti i forfettari, senza soglia di esenzione — anche se hai aperto la partita IVA da poco. Fanno eccezione solo casi particolari (ad esempio chi lavora in ambito sanitario e fattura a privati): se pensi di rientrarci, verifica con un commercialista.

I prezzi citati in questa guida sono quelli letti sul listino ufficiale del fornitore. Possono cambiare senza preavviso: controllali sul sito del fornitore prima di decidere.

Domande frequenti

Quanto costa aprire la Partita IVA?

Dipende dalla strada: per un professionista senza cassa, farla da solo con il modello AA9/12 sul sito dell'Agenzia delle Entrate è gratis. Per una ditta individuale o un'attività commerciale/artigianale serve la ComUnica, che non è gratuita (diritti di segreteria, bollo, diritto camerale). In entrambi i casi, con un commercialista si paga anche una parcella per l'apertura più, di solito, un canone mensile. Il costo che pesa di più nel tempo resta comunque sempre lo stesso: i contributi INPS, dovuti anche a basso fatturato.

Il modello AA9/12 basta per aprire una ditta individuale?

No. Il modello AA9/12 da solo vale per i professionisti senza cassa. Per una ditta individuale o un'attività commerciale o artigianale serve invece la Comunicazione Unica (ComUnica) al Registro Imprese, che fa insieme partita IVA, iscrizione al Registro Imprese/REA e comunicazione a INPS/INAIL.

Cos'è il regime forfettario?

È un regime fiscale agevolato: al posto delle imposte ordinarie paghi un'unica imposta sostitutiva su una parte del fatturato (calcolata con un coefficiente che varia per attività), non sul fatturato intero, e non applichi l'IVA in fattura. È la scelta giusta per chi ha pochi costi reali da detrarre; conviene meno a chi ha costi alti da scaricare.

Qual è il limite di ricavi per il regime forfettario?

Il dato da controllare prima di ogni scelta è la soglia indicata sul sito dell'Agenzia delle Entrate, perché cambia spesso con le leggi di bilancio — qui riportata come indicazione di massima (85.000€ l'anno di ricavi o compensi), non come numero definitivo. Attenzione anche a un altro limite, meno noto: non si accede al forfettario se l'anno precedente hai superato 35.000€ di reddito da lavoro dipendente o pensione (soglia che scende a 30.000€ dal 2027, se non prorogata).

Conviene aprire la Partita IVA da soli o con un commercialista?

Da soli si risparmia la parcella del commercialista (non necessariamente tutti i costi: la ComUnica, se ti serve, ha comunque diritti e bollo da pagare), ma devi scegliere tu codice ATECO e regime fiscale: un errore qui si corregge dopo, e costa di più. Per la prima partita IVA, soprattutto se non conosci questi termini, il costo di un commercialista spesso si ripaga da solo.

Serve lo SPID per aprire la Partita IVA online?

Sì, per accedere all'area riservata dell'Agenzia delle Entrate serve SPID, CIE o CNS di livello 2. Se non ne hai ancora uno, vedi la guida di questo sito su come fare lo SPID.

Quando si pagano le prime tasse dopo l'apertura?

Non subito: l'imposta sul reddito dell'anno si versa l'anno successivo, con acconto e saldo. Ma i contributi INPS possono arrivare prima, secondo la categoria: conviene mettere da parte una percentuale del fatturato fin dalla prima fattura.

Da dove vengono questi dati

Questa guida l’ho scritta con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e l’ho verificata sulle fonti qui sopra prima di pubblicarla. Come lavoro

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