Come aprire la Partita IVA: quanto costa, forfettario
Si apre gratis sul sito dell'Agenzia delle Entrate (serve SPID, CIE o CNS) oppure tramite un commercialista a pagamento. Per chi inizia conviene quasi sempre il regime forfettario: tassazione agevolata e niente IVA in fattura, fino a un limite di ricavi annuo — soglie e aliquote cambiano spesso, vanno riverificate prima di contarci — ma i contributi INPS restano dovuti comunque, anche a basso fatturato.
scritta il 29 ottobre 2026 · si legge in 12 minuti
Vuoi aprire la Partita IVA e non sai da dove cominciare: se farla da solo sul sito dell'Agenzia delle Entrate o rivolgerti a un commercialista, cosa significa davvero il regime forfettario di cui parlano tutti, e quanto costa realmente — non solo aprirla, ma tenerla aperta. Qui trovi le risposte pratiche, senza il gergo fiscale avanzato: cosa ti serve, dove farlo, come funziona il forfettario in breve, e i costi reali da mettere in conto.
Cosa ti serve prima di cominciare
Prima di cominciare, raduna queste cose: senza una sola delle prime tre non riesci nemmeno ad accedere al servizio online dell'Agenzia delle Entrate.
| Cosa | Nota |
|---|---|
| SPID, CIE o CNS di livello 2 | per accedere all'area riservata online — se non ne hai uno, prima serve fare quello |
| Documento d'identità valido | per i tuoi dati anagrafici |
| Codice fiscale | lo stesso della tessera sanitaria |
| L'attività che vuoi svolgere | serve per scegliere il codice ATECO giusto |
| Un indirizzo email o PEC | per le comunicazioni ufficiali dell'attività |
Dove si apre: Agenzia delle Entrate o commercialista
Ci sono due strade, e portano allo stesso risultato: una partita IVA attiva. Cambia chi fa il lavoro, e chi decide i dettagli tecnici (codice ATECO, regime fiscale).
| Aspetto | Da solo (Agenzia delle Entrate online) | Con un commercialista |
|---|---|---|
| Costo dell'apertura | Gratis | Una parcella, variabile da studio a studio (stima indicativa 100-300€, tariffa libera di mercato: vedi i dettagli nella sezione sui costi) |
| Tempo | Una sessione, se hai già tutti i dati | Di solito qualche giorno, secondo l'agenda dello studio |
| Devi sapere tu | Codice ATECO e regime fiscale: li scegli da solo | Il commercialista li sceglie con te, in base alla tua attività |
| Assistenza dopo l'apertura | Nessuna: dichiarazioni e scadenze restano a tuo carico | Di solito inclusa in un canone mensile di gestione |
Il regime forfettario, spiegato semplice
Il regime forfettario è un regime fiscale agevolato per chi ha un'attività di dimensioni contenute: al posto delle imposte ordinarie (IRPEF più addizionali), paghi un'unica imposta sostitutiva su una parte del fatturato, non sul fatturato intero.
Quella parte si chiama reddito imponibile, e si ottiene applicando al fatturato un coefficiente di redditività che cambia secondo il codice ATECO della tua attività — varia da categoria a categoria, va controllato quello della tua attività sulla tabella ufficiale, non ne esiste uno unico per tutti.
Attenzione se hai anche un lavoro da dipendente (è il caso di molti che aprono una partita IVA "in più"): non puoi accedere al forfettario se nell'anno precedente hai superato 35.000€ di reddito da lavoro dipendente o pensione — soglia che scende a 30.000€ dal 2027, se non viene prorogata. C'è anche un tetto di 20.000€ l'anno di spese per dipendenti o collaboratori.
| Cosa | Regime forfettario | Regime ordinario |
|---|---|---|
| Aliquota | 5% per i primi 5 anni di una nuova attività con i requisiti, poi 15% (dato da riverificare, cambia spesso) | Aliquote IRPEF a scaglioni, più addizionali regionali e comunali |
| IVA in fattura | Non si applica: fatturi senza IVA | Si applica, e va versata periodicamente |
| Limite di ricavi/compensi | Fino a 85.000€ l'anno (soglia da riverificare: è il dato che cambia più spesso con le leggi di bilancio) | Nessun limite |
| Limite di reddito da lavoro dipendente/pensione (anno precedente) | Non si accede se superato 35.000€ (30.000€ dal 2027, se non prorogato) | Nessun limite di questo tipo |
| Spese per dipendenti/collaboratori | Non si accede se superati 20.000€ l'anno | Nessun limite di questo tipo |
| Detrazione dei costi | Non si detraggono i costi reali: si usa il coefficiente di redditività fisso | Si detraggono i costi reali sostenuti |
| Obblighi contabili | Esonerato dalla tenuta delle scritture contabili (niente registri IVA, niente liquidazioni periodiche) | Scritture contabili obbligatorie, spesso richiede un commercialista |
- Conviene quasi sempre a chi ha pochi costi reali da detrarre, come consulenze e servizi: il coefficiente fisso, in quei casi, è più favorevole dei costi veri.
- Conviene meno a chi ha costi alti da scaricare — acquisto di merce, attrezzature costose: lì il regime ordinario, detraendo i costi veri, può pesare meno.
- Niente IVA in fattura semplifica, ma ha un rovescio: non puoi nemmeno detrarre l'IVA che paghi sui tuoi acquisti per l'attività.
Due strade diverse: quale tocca a te
Qui molte guide generiche sbagliano: non esiste una sola procedura per tutti. Il modello AA9/12 da solo basta per alcuni, per altri no. Guarda in quale caso rientri prima di cominciare.
| Se sei... | La procedura è... |
|---|---|
| Professionista senza cassa (consulente, sviluppatore, formatore, copywriter e simili, senza un albo con cassa previdenziale propria) | Modello AA9/12 online, gratis: vedi la prima sezione sotto |
| Ditta individuale, o attività commerciale o artigianale (negozio, bar, artigiano, e-commerce in proprio, ecc.) | Comunicazione Unica (ComUnica) al Registro Imprese: vedi la seconda sezione sotto |
Professionisti senza cassa: il modello AA9/12 online
Questa strada vale per chi apre la partita IVA come professionista senza cassa. Se apri una ditta individuale o un'attività commerciale/artigianale, salta alla sezione sulla ComUnica qui sotto: per te questi passi da soli non bastano.
- Vai sul sito dell'Agenzia delle Entrate e accedi all'area riservata con SPID, CIE o CNS.
- Scegli il servizio per l'apertura della partita IVA (la dichiarazione di inizio attività, modello AA9/12 se sei una persona fisica).
- Indica il codice ATECO della tua attività: descrive cosa farai, e determina anche il coefficiente di redditività se scegli il forfettario. Se non sei sicuro quale sia il tuo, è il punto in cui conviene fermarsi e chiedere a un commercialista, non indovinare.
- Scegli il regime fiscale: forfettario, se rientri nei requisiti della sezione sopra, oppure ordinario.
- Invia la dichiarazione: la partita IVA viene attribuita subito, in automatico, al momento dell'invio — non c'è un'attesa di giorni.
- Iscriviti a parte alla gestione separata INPS: per i professionisti senza cassa è un passaggio successivo e non automatico, da fare entro i termini previsti.
Ditte individuali e attività commerciali/artigianali: la ComUnica
Se apri una ditta individuale o un'attività commerciale o artigianale, il modello AA9/12 da solo non basta: serve la Comunicazione Unica (ComUnica) al Registro Imprese, che fa in un'unica pratica l'apertura della partita IVA, l'iscrizione al Registro Imprese/REA e la comunicazione a INPS e INAIL.
A differenza del modello AA9/12, la ComUnica non è gratuita (ci sono diritti di segreteria della Camera di Commercio, bollo e diritto annuale camerale) e richiede strumenti che un professionista singolo di solito non ha già pronti.
- Procurati una firma digitale e una PEC attiva: sono obbligatorie per inviare la ComUnica, e se non le hai già vanno richieste prima di cominciare.
- Compila la pratica sul portale del Registro delle Imprese (o tramite un intermediario abilitato: commercialista, CAF, associazione di categoria), indicando attività, codice ATECO e sede.
- Metti in conto i costi fissi della pratica — diritti di segreteria, bollo, diritto annuale camerale — variabili secondo Comune e attività (importi da verificare).
- Invia la pratica: apre insieme partita IVA, iscrizione al Registro Imprese/REA e comunicazione a INPS/INAIL, ma i tempi non sono istantanei come il modello AA9/12 — ci vogliono alcuni giorni lavorativi perché gli enti la elaborino.
Quanto costa davvero aprirla e tenerla aperta
L'apertura è spesso gratis, ma non è la voce che pesa di più: guarda tutta la tabella, non solo la prima riga.
Attenzione a una cosa: i costi di apertura e di gestione con un commercialista sono tariffe libere di mercato — non esiste un listino ufficiale a cui fare riferimento. I numeri qui sotto sono stime indicative raccolte da fonti di settore, non un dato certificato: chiedi sempre un preventivo preciso allo studio che scegli.
| Voce | Quanto costa |
|---|---|
| Apertura da soli online | Gratis |
| Apertura con un commercialista | Stima indicativa 100-300€ (tariffa libera di mercato, non da fonte ufficiale) |
| Gestione mensile con un commercialista (dichiarazioni, F24, consulenza) | Stima indicativa 50-150€/mese per il forfettario (tariffa libera di mercato, non da fonte ufficiale) |
| Contributi INPS | Dovuti comunque, anche a basso fatturato: importo esatto da verificare sul sito INPS, cambia secondo la categoria e ogni anno |
| Diritto camerale annuale (se iscritto alla CCIAA) | Importo fisso, variabile secondo Comune e attività (da verificare) |
| Bollo sulle fatture senza IVA | 2€ a fattura, se l'importo supera 77,47€ e non è dovuta IVA (soglia da riconfermare) |
Cosa succede subito dopo l'apertura
Aperta la partita IVA, qualche scadenza arriva presto, anche prima della prima fattura vera.
- Se hai aperto come professionista con il modello AA9/12, iscriviti a parte alla gestione separata INPS entro i termini previsti: è un passaggio separato dall'apertura della partita IVA, non automatico.
- Se hai aperto con la ComUnica (ditta individuale o attività commerciale/artigianale), l'iscrizione a INPS/INAIL e alla Camera di Commercio è già compresa nella stessa pratica: non va rifatta a parte.
- Metti da parte una percentuale del fatturato per le tasse appena incassi, anche nel forfettario: l'imposta si paga l'anno dopo (acconto più saldo), e arrivarci senza aver accantonato nulla è l'errore più comune di chi apre la prima partita IVA.
- Emetti fatture elettroniche: dal 1° gennaio 2024 l'obbligo riguarda tutti i forfettari, senza soglia di esenzione — anche se hai aperto la partita IVA da poco. Fanno eccezione solo casi particolari (ad esempio chi lavora in ambito sanitario e fattura a privati): se pensi di rientrarci, verifica con un commercialista.
I prezzi citati in questa guida sono quelli letti sul listino ufficiale del fornitore. Possono cambiare senza preavviso: controllali sul sito del fornitore prima di decidere.
Domande frequenti
Quanto costa aprire la Partita IVA?
Dipende dalla strada: per un professionista senza cassa, farla da solo con il modello AA9/12 sul sito dell'Agenzia delle Entrate è gratis. Per una ditta individuale o un'attività commerciale/artigianale serve la ComUnica, che non è gratuita (diritti di segreteria, bollo, diritto camerale). In entrambi i casi, con un commercialista si paga anche una parcella per l'apertura più, di solito, un canone mensile. Il costo che pesa di più nel tempo resta comunque sempre lo stesso: i contributi INPS, dovuti anche a basso fatturato.
Il modello AA9/12 basta per aprire una ditta individuale?
No. Il modello AA9/12 da solo vale per i professionisti senza cassa. Per una ditta individuale o un'attività commerciale o artigianale serve invece la Comunicazione Unica (ComUnica) al Registro Imprese, che fa insieme partita IVA, iscrizione al Registro Imprese/REA e comunicazione a INPS/INAIL.
Cos'è il regime forfettario?
È un regime fiscale agevolato: al posto delle imposte ordinarie paghi un'unica imposta sostitutiva su una parte del fatturato (calcolata con un coefficiente che varia per attività), non sul fatturato intero, e non applichi l'IVA in fattura. È la scelta giusta per chi ha pochi costi reali da detrarre; conviene meno a chi ha costi alti da scaricare.
Qual è il limite di ricavi per il regime forfettario?
Il dato da controllare prima di ogni scelta è la soglia indicata sul sito dell'Agenzia delle Entrate, perché cambia spesso con le leggi di bilancio — qui riportata come indicazione di massima (85.000€ l'anno di ricavi o compensi), non come numero definitivo. Attenzione anche a un altro limite, meno noto: non si accede al forfettario se l'anno precedente hai superato 35.000€ di reddito da lavoro dipendente o pensione (soglia che scende a 30.000€ dal 2027, se non prorogata).
Conviene aprire la Partita IVA da soli o con un commercialista?
Da soli si risparmia la parcella del commercialista (non necessariamente tutti i costi: la ComUnica, se ti serve, ha comunque diritti e bollo da pagare), ma devi scegliere tu codice ATECO e regime fiscale: un errore qui si corregge dopo, e costa di più. Per la prima partita IVA, soprattutto se non conosci questi termini, il costo di un commercialista spesso si ripaga da solo.
Serve lo SPID per aprire la Partita IVA online?
Sì, per accedere all'area riservata dell'Agenzia delle Entrate serve SPID, CIE o CNS di livello 2. Se non ne hai ancora uno, vedi la guida di questo sito su come fare lo SPID.
Quando si pagano le prime tasse dopo l'apertura?
Non subito: l'imposta sul reddito dell'anno si versa l'anno successivo, con acconto e saldo. Ma i contributi INPS possono arrivare prima, secondo la categoria: conviene mettere da parte una percentuale del fatturato fin dalla prima fattura.
Da dove vengono questi dati
- Agenzia delle Entrate — Apertura/variazione/chiusura partita IVA persone fisiche (AA9/12): quando utilizzare conferma che il modello AA9/12 vale per i professionisti (anche senza cassa), mentre per ditte individuali e attività commerciali/artigianali serve la Comunicazione Unica (ComUnica) al Registro Imprese
- Agenzia delle Entrate — Circolare 32/E del 5 dicembre 2023 regime forfettario: fatturazione elettronica obbligatoria per tutti i forfettari dal 1° gennaio 2024, senza soglia di esenzione (salvo casi particolari); URL non fornita nel referto di verifica, da recuperare sul sito dell'Agenzia delle Entrate prima della pubblicazione
- Agenzia delle Entrate — Regime forfetario: le regole soglia di ricavi 85.000€, aliquote 5%/15%, limiti di accesso (35.000€ di reddito da lavoro dipendente/pensione, 20.000€ di spese per dipendenti/collaboratori), esonero dagli obblighi contabili
Questa guida l’ho scritta con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e l’ho verificata sulle fonti qui sopra prima di pubblicarla. Come lavoro

