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VPN di casa: entrare nella propria rete da fuori

È l'opposto della VPN in abbonamento: quella ti porta fuori, questa ti porta dentro. Serve a raggiungere il NAS, le telecamere e la stampante di casa mentre sei in giro, senza aprire niente su internet — che è il modo classico di farsi entrare qualcuno. Si fa sul router, è gratis, e ci vuole mezz'ora.

Fabrizio Picco
scritta il 20 settembre 2026 · si legge in 14 minuti

Hai un NAS, delle telecamere o una stampante in casa, e da fuori non li raggiungi. La strada che tutti trovano per prima — aprire le porte sul router — è anche la più pericolosa, perché mette quegli apparecchi su internet dove chiunque li può cercare. La strada giusta costa zero e si chiama pure lei VPN, ma è tutta un'altra cosa.

Come configurare una VPN sul tuo router in pochi minuti — sul canale Guida in Italiano

Perché si chiama come l'altra ma fa l'opposto

È il punto che confonde tutti, e vale la pena chiarirlo prima di qualunque cosa.

Stessa sigla, direzioni opposteVPN in abbonamentoti porta FUORITuIl servizio VPNInternetchi ti guarda vede il servizio, non teVPN di casa tuati porta DENTROTu, fuori casaIl tuo routerLa tua retesei in casa anche se sei in albergoQuella in abbonamento non ti rende anonimo: sposta la fiduciadal tuo operatore all’azienda della VPN. Qualcuno ti vede comunque.
Una ti fa uscire da un’altra parte, l’altra ti fa entrare in casa tua. Non sono due versioni della stessa cosa: servono a scopi diversi e non si sostituiscono.
La conseguenza pratica: un abbonamento a una VPN commerciale non ti serve a niente per questo, e viceversa. Sono due strumenti diversi con lo stesso nome. Se ti hanno venduto la prima dicendoti che così «entri in casa tua», ti hanno venduto la cosa sbagliata.

A cosa serve, e perché è più sicura che aprire le porte

I casi sono concreti e li ha quasi chiunque abbia messo qualcosa in casa negli ultimi anni.

Cosa vuoi fareCon la VPN di casa
Prendere un file dal NAS mentre sei in ufficiolo apri come se fossi a casa
Guardare le telecamere dal telefonosenza pubblicarle su internet
Stampare un documento da fuori
Entrare nel pannello del router o del Proxmoxsì, ed è il modo giusto
Usare il tuo indirizzo di casa per i siti italianisì, come effetto collaterale
Nasconderti al tuo operatoreno: per quello serve l'altra
  1. Il punto di sicurezza è questo, ed è il motivo dell'articolo. Aprire una porta sul router vuol dire mettere quell'apparecchio su internet, dove esistono programmi che scandagliano tutti gli indirizzi del mondo cercando telecamere e NAS con la password di fabbrica. Non è un'ipotesi: in Italia risultano decine di migliaia di telecamere raggiungibili così, e nel 2026 sono stati condannati cinque informatici che ne rivendevano gli accessi a pochi euro l'uno.
  2. Con la VPN non pubblichi niente. Da fuori si vede una porta sola, quella della VPN. Con WireGuard quella porta non risponde nemmeno a chi bussa senza la chiave — è una scelta di progetto, e chi scandaglia gli indirizzi non trova niente. Con OpenVPN, nella configurazione normale, la porta risponde e quindi si vede che c'è qualcosa: resta comunque molto meglio che aprire il NAS.
  3. E vale anche per i servizi che «hanno già la loro app». Telecamere e NAS offrono quasi tutti un collegamento attraverso i loro server: funziona, ma vuol dire che le tue immagini passano da un'azienda. Con la VPN passano solo da casa tua.
  4. Non serve un indirizzo IP fisso, e questa è la cosa che ferma più gente: si risolve gratis, e c'è una sezione apposta qui sotto.

Come si fa: tre strade

In ordine di difficoltà. La prima basta a quasi tutti.

Una cosa che fa perdere un pomeriggio a tutti: se il tuo operatore ti dà un indirizzo condiviso con altri clienti — si chiama CGNAT, e sulle offerte in fibra economiche e sul 4G/5G casalingo è normale — la VPN fatta in casa non funziona, perché da fuori nessuno riesce a bussare alla tua porta.

Come si riconosce davvero, e attento perché il metodo che gira è sbagliato. Non serve confrontare l'IP con «quello scritto nel router»: quello che trovi è l'indirizzo interno (192.168.qualcosa), che è sempre diverso da quello pubblico anche su una linea normalissima — e così tutti si convincono di avere il CGNAT. Il segnale certo è un altro: entra nel pannello del router e cerca la voce WAN o «stato della connessione». Se l'indirizzo che trovi lì comincia per 100.64 fino a 100.127, sei dietro CGNAT; è l'intervallo che gli operatori usano apposta per questo.

E non è una condanna. Quello che il CGNAT impedisce sono le connessioni in entrata, cioè la VPN montata in casa. Le soluzioni della terza riga della tabella qui sopra — i servizi di rete fra apparecchi come Tailscale — funzionano lo stesso, perché lì è casa tua a chiamare fuori. Chiedere all'operatore un indirizzo pubblico resta un'opzione, ma prima prova quella strada, che è gratis.
StradaDifficoltàQuando è quella giusta
Il router la fa giàmezz'oraquasi sempre: guarda prima di comprare
Un apparecchio dedicatoun'orase il router del provider non la fa
Un servizio pronto (rete fra apparecchi)dieci minutise vuoi zero configurazione e ti fidi di un terzo
  1. Primo: guarda nel router. Entra nel pannello (di solito 192.168.1.1) e cerca una voce VPN nel menu. Molti router recenti, anche quelli dei provider, hanno WireGuard o OpenVPN già pronti. Se c'è, hai finito prima di cominciare.
  2. Preferisci WireGuard se c'è la scelta. È più recente, più veloce, e sul telefono consuma molto meno batteria di OpenVPN — che è la ragione pratica per cui vince.
  3. Il router genera un file o un codice QR per ogni apparecchio che deve entrare. Sul telefono si installa l'applicazione ufficiale di WireGuard, si inquadra il codice, e si accende l'interruttore quando serve.
  4. Un file per ogni apparecchio, non lo stesso copiato: così se perdi il telefono revochi solo quello.
  5. Se il router del provider non la fa — capita, e capita anche che il pannello sia castrato — la strada è un secondo apparecchio dietro al router, che costa una sessantina di euro e fa solo quello.
  6. Provala da fuori, non da casa. Dalla rete di casa sembra sempre funzionare anche quando non funziona: spegni il WiFi del telefono, resta in 4G, e prova da lì.

Il problema dell'indirizzo che cambia

Il secondo intoppo classico: l'indirizzo di casa tua cambia ogni tanto, quindi il telefono non sa più dove chiamare.

Come si capisce se il problema è questo: la VPN funziona per qualche giorno e poi smette senza che tu abbia toccato niente, e ricomincia a funzionare se correggi l'indirizzo a mano. È il sintomo classico, ed è l'indirizzo che è cambiato.
  1. Si risolve con un nome che segue l'indirizzo. Si chiama DNS dinamico: registri un nome tipo casamia.qualcosa.net, e un programmino avvisa il servizio ogni volta che l'indirizzo cambia. Il telefono chiama il nome e arriva sempre.
  2. Quasi tutti i router ce l'hanno già dentro, nella stessa zona del menu dove c'è la VPN: cerca «DDNS» o «DNS dinamico». Alcuni marchi — ASUS, Synology, AVM — ne offrono uno gratuito coi loro apparecchi.
  3. Se il router non ce l'ha, ci sono servizi gratuiti generici: si apre un account, si mette nome e password nel router, e si dimentica.
  4. Metti il nome nel file della VPN invece dell'indirizzo numerico, se no rifai tutto a ogni cambio.

Cosa comprare, se il router non la fa

Prima di comprare qualsiasi cosa: guarda nel router. Se c'è la voce VPN, questa sezione non ti serve.

La regola di sicurezza che vale più di tutto l'articolo: l'apparecchio che fa da porta d'ingresso va aggiornato. È l'unica cosa di casa tua esposta verso l'esterno, quindi è l'unica che un difetto non corretto rende pericolosa. Se scegli il router dedicato, accendi gli aggiornamenti automatici; se scegli il mini computer, mettiti un promemoria mensile.
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    Per chi: Chi ha un router del provider che non fa VPN

    Si attacca dietro al router del provider e fa solo questo mestiere: VPN, e regole di rete. È la strada pulita quando il pannello che ti ha dato l'operatore è castrato — e capita spesso. Non devi sostituire niente: il router del provider resta dov'è.

    • Fa il lavoro senza toccare il router dell'operatore
    • Gestisce più collegamenti insieme
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    Per chi: Chi vuole anche altro oltre alla VPN

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Domande frequenti

Che differenza c'è fra la VPN di casa e quelle in abbonamento?

Vanno in direzioni opposte. Quella in abbonamento ti porta fuori: esci da un computer dell'azienda e sembri altrove. Quella di casa ti porta dentro: da fuori entri nella tua rete e raggiungi NAS, telecamere e stampante. Non si sostituiscono, e un abbonamento commerciale per questo scopo non serve a niente.

Come faccio a vedere le telecamere di casa da fuori in sicurezza?

Con la VPN di casa, e senza aprire porte sul router. Aprire una porta mette la telecamera su internet, dove programmi automatici cercano ventiquattr'ore su ventiquattro apparecchi con la password di fabbrica. Con la VPN da fuori si vede una porta sola, che non risponde a chi non ha la chiave.

Serve un IP fisso per fare la VPN di casa?

No. L'indirizzo che cambia si risolve gratis con il DNS dinamico: registri un nome, il router avvisa il servizio ogni volta che l'indirizzo cambia, e tu chiami sempre il nome. Quasi tutti i router ce l'hanno già dentro, cerca «DDNS» nel menu.

Perché la mia VPN di casa non funziona da fuori?

Le due cause quasi sempre sono queste. La prima: sei dietro CGNAT, cioè l'operatore ti dà un indirizzo condiviso con altri clienti. Si riconosce guardando l'indirizzo WAN nel pannello del router: se comincia per 100.64 (fino a 100.127), è quello. Non fidarti del metodo che gira in rete — «confronta il tuo IP pubblico con quello scritto nel router» — perché quello scritto nel router è l'indirizzo interno e risulta sempre diverso, anche su una linea senza CGNAT.

Col CGNAT la VPN montata in casa non si raggiunge, ma i servizi di rete fra apparecchi come Tailscale funzionano lo stesso, perché è casa tua a chiamare fuori: prima di chiedere un indirizzo pubblico all'operatore, prova quella strada. La seconda causa: l'indirizzo di casa è cambiato, e serve il DNS dinamico.

Meglio WireGuard o OpenVPN?

WireGuard, se il router te lo fa scegliere, e per due motivi concreti: quando il telefono passa dal WiFi al 4G non si ricollega, perché riconosce il tuo router dalla chiave e non dall'indirizzo; e quando non lo usi non manda traffico. Da lì viene il minor consumo di batteria. In più non risponde a chi bussa senza la chiave, quindi da fuori è invisibile. OpenVPN funziona benissimo e resta valido se è l'unico che hai.

Posso farla senza comprare niente?

Molto probabilmente sì: entra nel pannello del router (di solito 192.168.1.1) e cerca la voce VPN nel menu. Parecchi router recenti, anche fra quelli dei provider, hanno già WireGuard o OpenVPN pronti. Si compra qualcosa solo se il router non la fa o se il pannello è castrato.

È sicuro lasciare la VPN sempre attiva sul telefono?

Sì, e con WireGuard il consumo di batteria è modesto. Tieni però presente che, con la VPN di casa attiva, tutto il traffico può passare da casa tua: se la tua linea è lenta in caricamento, la navigazione da fuori rallenta. Molti la configurano per far passare solo il traffico verso la rete di casa, e il resto va diretto.

Da dove vengono questi dati

Dati controllati il 20 settembre 2026.

Questa guida l’ho scritta con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e l’ho verificata sulle fonti qui sopra prima di pubblicarla. Come lavoro

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