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Strumenti di rete: quali usare e in che ordine

Il problema non è quale programma usare, è da dove cominciare. Con l'ordine giusto quasi tutto si chiude ai primi due passi, usando comandi che hai già installati; con l'ordine sbagliato si passa il pomeriggio dentro un analizzatore di pacchetti per un cavo staccato. Qui c'è la scaletta, e il solo attrezzo fisico che vale la pena avere.

Fabrizio Picco
verificata il 24 ottobre 2026 · si legge in 11 minuti

«La rete non va» è una frase che può voler dire dieci cose diverse. Gli strumenti per capire quale sono tanti, ma quasi tutti servono in fondo alla scaletta: qui c'è l'ordine in cui usarli, che è la parte che fa risparmiare davvero tempo.

L'ordine giusto, in cinque passi

Non si salta un passo per andare a quello dopo: ognuno esclude una famiglia di cause, e saltarlo vuol dire cercare in un posto dove il problema non c'è.

PassoCosa stai escludendoCon cosa
1. Il mio apparecchio ha un indirizzo?il collegamento localeipconfig / ifconfig
2. Arrivo al router?cavo, WiFi, apparecchioping al router
3. Esco su internet?la linea dell'operatoreping a 1.1.1.1
4. I nomi si traducono?il DNSping a un sito
5. È lento, non rottola velocitàprova di velocità, e poi gli strumenti veri
  1. Il passo 3 e il 4 insieme sono la diagnosi più utile che esista. Se il primo funziona (l'indirizzo numerico risponde) e il secondo no (il nome del sito no), il problema è il DNS — e si risolve cambiandolo nelle impostazioni, in due minuti, senza chiamare nessuno.
  2. Se il passo 2 fallisce, il problema è fra te e il router: cavo, WiFi, o l'apparecchio. Internet non c'entra e chiamare l'operatore è tempo perso.
  3. Se il passo 3 fallisce ma il 2 va, il problema è a valle del router: lì sì che si chiama l'operatore, e con un'informazione precisa in mano.
  4. Arrivati al 5, non è «rotto», è «lento»: e allora si guarda chi sta consumando, il WiFi affollato, o la linea. È un problema diverso, e c'è una guida apposta.
  5. La regola che fa risparmiare più tempo: prima di qualunque programma, stacca e riattacca il cavo e guarda se le lucine si accendono. Sembra banale ed è la causa numero uno.

I comandi che hai già

Sono già installati su Windows e Mac; su Linux i nomi di alcuni sono diversi, e un comando (`traceroute`) su Ubuntu e Debian non c'è di serie — lì si usa `tracepath`, che non va installato.

Una cosa che confonde chi viene da Windows: su Mac e Linux `ping` non si ferma da solo dopo qualche risposta. Va fermato a mano con Ctrl+C quando hai visto abbastanza — non è bloccato.

Il comando più sottovalutato di questo elenco è arp -a. Elenca gli apparecchi con cui il tuo computer ha parlato di recente, senza installare niente. Attenzione a cosa NON è: non è l'elenco completo della rete, quindi non serve a escludere un intruso — chi non ha mai parlato col tuo computer lì dentro non compare, e concluderne «non c'è nessuno» è il modo sbagliato di usarlo. L'elenco vero sta nel pannello del router, con i nomi, ed è anche più leggibile.
Se vediVuol dire
Indirizzo che comincia per 169.254il router non ti ha dato niente: cavo o WiFi
Ping al router: nessuna rispostail problema è fra te e il router
Ping a 1.1.1.1 sì, al sito noè il DNS: si cambia in due minuti
Ping con tempi altissimi o risposte perselinea disturbata, o WiFi affollato
Traceroute che si ferma dopo il primo saltospesso è normale: molti apparecchi non rispondono. Fa fede il ping a 1.1.1.1, non il traceroute

Comandi · tocca per copiare

  • Che indirizzo ho (Windows)
  • Che indirizzo ho (Mac)
  • Che indirizzo ho (Linux)
  • Arrivo al router? (l'indirizzo lo dice il comando qui sopra)
  • Esco su internet?
  • I nomi si traducono?
  • Dove si ferma il percorso (Windows)
  • Dove si ferma il percorso (Mac)
  • Dove si ferma il percorso (Linux)
  • Chi c'è sulla mia rete (Windows e Mac)
  • Chi c'è sulla mia rete (Linux)
  • Svuota la memoria dei nomi (Windows)

I programmi, e quando servono davvero

Quattro, in ordine di quanto spesso servono. Nessuno di questi va aperto prima di aver fatto i cinque passi.

Una nota che vale più di un programma: se il problema è solo sul WiFi e via cavo tutto funziona, non stai cercando un guasto — stai cercando un punto dove mettere un ripetitore o un access point. È un altro mestiere, e c'è una guida apposta.
StrumentoA cosa serveQuando lo apri
Analizzatore WiFi (app da telefono, su Android)vedere quali canali sono affollatiquando il WiFi va a scatti: è il più utile di tutti
Scanner di reteelenco di tutto quello che è collegato, con nomi e marchequando cerchi l'indirizzo di un apparecchio, o un intruso
Prova di velocitàquanto va la linea davveroquando è lenta, e via cavo, non in WiFi
Analizzatore di pacchettiguardare dentro il trafficoquasi mai: è l'ultimo, non il primo
  1. L'analizzatore WiFi è quello che risolve più problemi, ed è un'applicazione gratuita da telefono — ma solo su Android: Apple non permette alle app di altri di leggere le reti vicine e i loro canali su iPhone. Su Android mostra quanti altri WiFi stanno sul tuo stesso canale: se sono tanti, si cambia canale nel router e il problema sparisce. È la cosa che spiega il «va a scatti la sera». Su iPhone l'unica strada è l'app gratuita Utility AirPort di Apple (va scaricata dall'App Store): c'è un interruttore «Wi-Fi Scanner» da accendere nelle Impostazioni del telefono, nella voce dell'app, prima di poterlo usare.
  2. Lo scanner di rete serve per due cose vere: trovare l'indirizzo del NAS o della stampante quando non te lo ricordi, e vedere se sulla rete c'è qualcosa che non riconosci.
  3. La prova di velocità va fatta via cavo, se no misuri il WiFi e non la linea. È l'errore che manda mezza Italia a litigare con l'operatore per un problema che è in casa.
  4. L'analizzatore di pacchetti — quello che in tutte le guide sta per primo — è lo strumento più potente e quello che ti serve meno: aprilo solo quando sai già cosa stai cercando.

L'unico attrezzo fisico che vale la pena avere

Gli strumenti software li hai già. L'unica cosa che serve comprare, se in casa o in ufficio ci sono cavi di rete, costa undici euro.

Quello che non vale la pena comprare per uso domestico: i certificatori di cablaggio (costano come un'auto usata e servono a chi firma un collaudo) e i cercacavi a tono, utili solo se devi ritrovare un filo dentro un muro. Per tutto il resto, i cinque passi e gli undici euro di tester bastano.
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    Per chi: Chi ha cavi di rete nei muri o nelle canaline

    Due scatolette: una a un capo del cavo, una all'altro. Accende otto lucine in fila e ti dice se tutti gli otto fili arrivano dall'altra parte, e in che ordine. Se una lucina non si accende o va fuori sequenza, hai trovato il problema in dieci secondi invece che in un pomeriggio.

    • Trova in dieci secondi un guasto che altrimenti è invisibile
    • Funziona anche sui cavi del telefono
    • Costa meno di un'ora del tuo tempo
    • Serve solo se hai cavi: in un appartamento tutto WiFi non serve
    • Non dice se il cavo regge la velocità, solo se i fili ci sono
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    Adattatore USB-Ethernet, per la prova decisiva

    circa 10 euro

    Per chi: Chi ha un portatile senza presa di rete

    Un adattatore da dieci euro che dà la presa di rete a un portatile che non ce l'ha. Serve a una cosa che vale molto: provare via cavo quando sospetti del WiFi. Se col cavo va tutto bene, hai isolato il problema senza comprare niente altro.

    • La prova che separa «problema di WiFi» da «problema di linea»
    • Utile anche quando il WiFi va e serve stabilità
    • Sta nella borsa
    • Un cavo in più da tirare per la stanza
    • Sui portatili con sole USB-C serve il modello giusto
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Domande frequenti

Da dove comincio se la rete non funziona?

Sempre nello stesso ordine: 1) ho un indirizzo? 2) arrivo al router? 3) esco su internet (ping a 1.1.1.1)? 4) i nomi si traducono (ping a un sito)? Ogni passo esclude una famiglia di cause, e saltarne uno vuol dire cercare dove il problema non c'è.

Il ping a 1.1.1.1 funziona ma i siti non si aprono: perché?

È il DNS, cioè il servizio che traduce i nomi in indirizzi. Esci su internet ma non riesci a tradurre «www.qualcosa.it» in un numero. Si risolve cambiando i DNS nelle impostazioni della rete — due minuti, e non serve chiamare nessuno.

Cosa vuol dire un indirizzo che comincia per 169.254?

Che il router non ti ha dato nessun indirizzo e il tuo computer se n'è inventato uno per conto suo. Il problema è fra te e il router: cavo staccato o rotto, WiFi non collegato davvero, o il servizio che distribuisce gli indirizzi fermo. Internet non c'entra.

Come faccio a vedere chi è collegato alla mia rete?

Senza installare niente: il comando arp -a nel Terminale elenca gli apparecchi visti di recente. Più leggibile ancora è il pannello del router, che li mostra con i nomi. Se ti serve un elenco completo con marche e modelli c'è lo scanner di rete, che è un'applicazione gratuita.

Qual è lo strumento di rete più utile?

Per l'uso domestico, l'analizzatore WiFi sul telefono (su Android; su iPhone serve Utility AirPort di Apple): mostra quanti altri WiFi stanno sul tuo stesso canale, e spiega da solo il «va a scatti la sera». Si cambia canale nel router e spesso finisce lì. L'analizzatore di pacchetti, che in tutte le guide sta per primo, in casa non serve quasi mai.

La prova di velocità va fatta in WiFi o via cavo?

Via cavo, sempre, se vuoi misurare la linea. In WiFi misuri il WiFi, e mezza Italia litiga con l'operatore per un problema che è dentro casa. Se non hai la presa sul portatile, un adattatore da dieci euro risolve e serve anche dopo.

Da dove vengono questi dati

Dati controllati il 24 ottobre 2026.

Questa guida l’ho scritta con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e l’ho verificata sulle fonti qui sopra prima di pubblicarla. Come lavoro

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