Requisiti di Windows 11: il tuo PC ce la fa?
Prima di guardare l'elenco dei requisiti: nella maggior parte dei casi il computer che risulta «non compatibile» ha tutto quello che serve, ma spento nel BIOS. TPM e Secure Boot si accendono in due minuti e il verdetto cambia. E se il PC è vecchio sul serio non c'è da correre: in Italia Windows 10 riceve gli aggiornamenti di sicurezza gratis fino al 12 ottobre 2027.
scritta il 20 settembre 2026 · si legge in 10 minuti
Il supporto normale di Windows 10 è finito il 14 ottobre 2025, e da lì è partita la corsa a capire se il proprio computer può passare a Windows 11. Due cose che cambiano la fretta: lo strumento di Microsoft boccia un sacco di computer che ce la farebbero benissimo, e in Italia gli aggiornamenti di sicurezza di Windows 10 si possono avere gratis fino al 12 ottobre 2027.
Come si controlla in trenta secondi
Microsoft ha un programma che dà il verdetto, ma il modo più veloce per capire quale requisito manca è un altro.
- Il controllo ufficiale: scarica «Controllo integrità PC» dal sito di Microsoft, aprilo e premi «Verifica ora». Dice sì o no e quale requisito manca.
- Il controllo veloce del TPM: premi i tasti Windows + R, scrivi
tpm.msce premi Invio. Se si apre una finestra che dice «Il TPM è pronto per l'uso» e in basso «Versione specifica: 2.0», quel requisito è a posto. - Il controllo veloce di Secure Boot: Windows + R, scrivi
msinfo32, Invio. Nella riga «Stato avvio protetto» deve esserci Attivato. - Se tpm.msc dice «Impossibile trovare un TPM compatibile», non vuol dire che non c'è: nella grande maggioranza dei computer dal 2016 in poi c'è ed è spento nel BIOS. È il caso più frequente in assoluto, e si risolve senza comprare niente.
I requisiti, e quale blocca davvero
L'elenco ufficiale è questo. Ma i numeri di memoria e disco li supera qualunque computer degli ultimi dieci anni: i requisiti che bocciano davvero sono altri due.
| Requisito | Minimo | Blocca davvero? |
|---|---|---|
| TPM | versione 2.0 | sì, ma di solito è solo spento |
| Processore | in elenco Microsoft | sì, ed è quello insuperabile |
| Secure Boot | supportato e attivo | sì, ma si accende |
| Memoria RAM | 4 GB | quasi mai |
| Disco | 64 GB | quasi mai |
| Scheda video | DirectX 12 / WDDM 2.0 | quasi mai |
| Schermo | 9 pollici, 720p | no |
| Account | Microsoft, per Home e Pro | no, è un fastidio |
- Il processore è l'unico requisito che non si aggira onestamente. Microsoft tiene un elenco di modelli supportati: in pratica Intel dalla ottava generazione in su — cioè quelli il cui numero comincia per 8 o più, come un i5-8250U o un i7-9700 — e AMD dalla serie Ryzen 2000 in su. Un processore più vecchio non entra nell'elenco anche se è più potente di uno nuovo che ci entra. Qualche eccezione di settima generazione c'è (i7-7820HQ, Xeon W-2100 e W-2200): se il tuo è di quegli anni, vale la pena cercarlo nell'elenco ufficiale prima di darlo per perso.
- TPM e Secure Boot bocciano moltissimi computer che li hanno. Sono impostazioni del BIOS, non pezzi da comprare, e di serie su molti computer assemblati sono spente.
- La RAM da 4 GB è il minimo di Microsoft, non il minimo per lavorare: con 4 GB Windows 11 si installa e va a rilento. Sotto gli 8 GB non vale la pena.
- L'obbligo dell'account Microsoft non è un requisito tecnico ma una scelta commerciale, e dalla versione 22H2 vale per la Home e per la Pro, non solo per la Home come si legge ancora in giro. Non impedisce l'installazione, ma va messo in conto.
Accendere TPM e Secure Boot
È la parte che salva più computer, e dura due minuti. Il BIOS è il pannello di controllo della scheda madre: si apre prima che parta Windows.
1. Sospendi BitLocker, non limitarti a cercare la chiave. Se il disco è cifrato, cambiare TPM o Secure Boot fa comparire al riavvio la richiesta della chiave di ripristino. La mossa giusta è toglierla di mezzo prima: Pannello di controllo → Crittografia unità BitLocker → Sospendi protezione. Così al riavvio la chiave non viene chiesta affatto, e si riattiva da sola. Come rete di sicurezza recupera comunque la chiave su account.microsoft.com/devices/recoverykey — ma attenzione: se quella pagina è vuota non vuol dire che non hai BitLocker, vuol dire che la chiave è salvata altrove (un account Microsoft diverso, o quello dell'azienda). In quel caso sospendere BitLocker non è un consiglio, è l'unica strada.
2. Prima di disattivare il CSM, guarda in che modalità è installato Windows. Windows + R →
msinfo32 → riga «Modalità BIOS». Se dice UEFI puoi procedere. Se dice Legacy — normale sui computer fra il 2012 e il 2016 — spegnere il CSM fa sì che al riavvio il computer non trovi più Windows. Non è un guasto e non si è perso niente: si rientra nel BIOS e si riaccende il CSM, e tutto torna come prima. Per passare davvero a UEFI il disco va convertito da MBR a GPT con lo strumento mbr2gpt di Microsoft, ed è un lavoro da far fare a chi lo sa fare, dopo un backup.- Entra nel BIOS: il modo pulito è da Windows — Impostazioni → Sistema → Ripristino → Avvio avanzato → Riavvia ora → Risoluzione dei problemi → Opzioni avanzate → Impostazioni firmware UEFI. Così non devi indovinare il tasto giusto al riavvio.
- Cerca il TPM: sta in Security o in Advanced. Il nome dipende dal processore: PTT o «Intel Platform Trust Technology» sugli Intel, fTPM o «AMD fTPM switch» sugli AMD. Mettilo su Enabled.
- Cerca Secure Boot: sta in Boot o in Security. Mettilo su Enabled. Se la voce è grigia e non si tocca, fermati e leggi il riquadro qui sotto prima di toccare il CSM: è il punto in cui si rischia di non far più partire il computer.
- Salva ed esci (di solito F10). Il computer riparte.
- Rifai il controllo con tpm.msc e msinfo32: adesso dovrebbe dire di sì.
Se il PC non ce la fa: non c'è da correre
Processore fuori elenco e niente TPM. Qui quasi tutte le guide dicono «o Linux o compri un computer nuovo», e saltano la cosa più utile: in Italia Windows 10 continua a ricevere gli aggiornamenti di sicurezza, gratis, fino al 12 ottobre 2027.
| Strada | Cosa comporta |
|---|---|
| Iscriverti agli aggiornamenti estesi | gratis in Italia fino al 12 ottobre 2027 |
| Passare a Linux | gratis, il PC torna veloce, ma cancella il disco |
| Forzare Windows 11 | Microsoft può smettere di aggiornarlo: sconsigliato |
| Comprare un computer nuovo | la spesa, ma il problema sparisce |
- La prima cosa da fare è iscriversi, e costa zero. Il programma si chiama Aggiornamenti della sicurezza estesi (ESU). Nel resto del mondo si paga una trentina di dollari; nello Spazio economico europeo, quindi in Italia, Microsoft lo ha reso gratuito dopo le pressioni delle associazioni dei consumatori. L'unica condizione è usare il computer con un account Microsoft invece che con un account locale.
- Come ci si iscrive: Impostazioni → Windows Update. Se il computer è idoneo compare un riquadro con scritto «Iscriviti ora». Si fa in un minuto e da quel momento gli aggiornamenti di sicurezza continuano ad arrivare come prima.
- Cosa ti compra questo: due anni di tempo. Due anni in cui non devi decidere niente di fretta, non devi buttare un computer che funziona, e puoi aspettare il momento buono per comprare. È la differenza fra una scelta e una corsa.
- Attenzione a cosa NON comprende: sono correzioni di sicurezza, non funzioni nuove né assistenza tecnica. E i programmi di altri — il navigatore, l'antivirus, i giochi — seguono i loro tempi e prima o poi smetteranno di supportare Windows 10 comunque.
- Linux resta un'ottima strada, ma dopo, con calma, e sapendo che cancella il disco: si installa da una chiavetta, e Linux Mint o Ubuntu hanno il navigatore, la posta e un pacchetto d'ufficio compatibile con Word ed Excel. Su un computer del 2014 vanno più veloci di com'è mai andato Windows 10. La cosa comoda è che si può provare da chiavetta senza installare niente: si vede se la stampante e il WiFi funzionano, e solo dopo si decide.
- Forzare l'installazione di Windows 11 si può — in giro si trovano i metodi — ma Microsoft dichiara che quei computer possono non ricevere gli aggiornamenti. Con l'ESU gratis a disposizione, scambiare un Windows 10 aggiornato per un Windows 11 che potrebbe non esserlo è un cattivo affare.
- Se compri, controlla il processore, non il numero sulla scatola: che sia in elenco Microsoft e che la RAM sia di 16 GB. Con 8 si lavora, con 16 il computer dura qualche anno in più.
Domande frequenti
Come faccio a sapere se il mio PC supporta Windows 11?
Scarica «Controllo integrità PC» dal sito di Microsoft, oppure fai i due controlli veloci: Windows + R → tpm.msc per il TPM (deve dire versione 2.0) e msinfo32 per lo «Stato avvio protetto» (deve dire Attivato). Se uno dei due dice no, nella maggior parte dei casi è solo spento nel BIOS.
Il mio PC dice che non ha il TPM 2.0: devo comprarlo?
Quasi sicuramente no. Nella grande maggioranza dei computer dal 2016 in poi il TPM è dentro al processore, ma di serie è spento. Nel BIOS non si chiama TPM: sugli Intel è PTT, sugli AMD è fTPM. Lo accendi e il verdetto cambia. Su qualche scheda madre la voce compare solo dopo un aggiornamento del BIOS, quindi se proprio non c'è vale la pena guardare se il produttore ne ha pubblicato uno.
Quali sono i requisiti minimi di Windows 11?
Processore in elenco Microsoft (Intel dall'ottava generazione, AMD dai Ryzen 2000), 4 GB di RAM, 64 GB di disco, TPM 2.0, Secure Boot, scheda video DirectX 12. In pratica gli unici due che bocciano davvero sono il processore e il TPM: memoria e disco li supera qualunque computer recente. E 4 GB sono il minimo per installarlo, non per lavorarci: sotto gli 8 non vale la pena.
Posso installare Windows 11 su un PC non compatibile?
Tecnicamente sì, ma Microsoft dichiara che quei computer possono non ricevere gli aggiornamenti: ti ritrovi nella stessa situazione di Windows 10, con in più un sistema più pesante. Su un computer davvero fuori elenco conviene Linux Mint, che è gratis e va più veloce.
Cosa succede se resto su Windows 10?
Meno di quello che si legge in giro. Il supporto normale è finito il 14 ottobre 2025, ma in Italia ci si può iscrivere gratis agli Aggiornamenti della sicurezza estesi e continuare a riceverli fino al 12 ottobre 2027: Impostazioni → Windows Update → «Iscriviti ora». Serve un account Microsoft invece di un account locale. Sono correzioni di sicurezza, non funzioni nuove — ma sono esattamente quello che serve per non avere fretta.
Accendere il TPM nel BIOS è pericoloso?
Due attenzioni. Se il disco è cifrato con BitLocker, prima sospendi la protezione (Pannello di controllo → Crittografia unità BitLocker → Sospendi protezione): così al riavvio la chiave di ripristino non viene chiesta affatto. E prima di disattivare il CSM controlla in msinfo32 la riga «Modalità BIOS»: se dice Legacy, spegnerlo fa sì che il computer non trovi più Windows — si rimedia riaccendendo il CSM, ma è meglio saperlo prima.
Da dove vengono questi dati
Dati controllati il 20 settembre 2026.
- Microsoft — requisiti di sistema di Windows 11 l'elenco ufficiale dei requisiti minimi
- Microsoft — fine del supporto di Windows 10 la data del 14 ottobre 2025 e cosa comporta
- Microsoft — Aggiornamenti della sicurezza estesi di Windows 10 l'iscrizione gratuita nello Spazio economico europeo, fino al 12 ottobre 2027
Questa guida l’ho scritta con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e l’ho verificata sulle fonti qui sopra prima di pubblicarla. Come lavoro


