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Come installare Windows 11 senza TPM 2.0: il rischio

Sì, si può: con una chiavetta USB fatta con Rufus (la via più semplice) o con una modifica al Registro di sistema durante l'installazione pulita. Ma prima del come, il perché conta di più: Microsoft dichiara che questi PC non sono garantiti per ricevere gli aggiornamenti, compresi quelli di sicurezza, e che i danni dovuti all'incompatibilità non sono coperti dalla garanzia. Non è un dettaglio da riga piccola: è la decisione vera di questa guida.

Fabrizio Picco
scritta il 28 ottobre 2026 · si legge in 25 minuti

Hai già controllato, e non è il caso facile: il tuo PC non ha il TPM spento nel BIOS, non ce l'ha affatto, oppure il processore non è nell'elenco di Microsoft. (Se non sei ancora sicuro di questo, controllalo prima con la guida sui requisiti di Windows 11: nella maggior parte dei casi basta accendere un'impostazione, senza bypass di nessun tipo.) Qui c'è come forzare l'installazione comunque — con una chiavetta o col Registro — e soprattutto cosa Microsoft dichiara che succede dopo, perché è la parte che quasi nessuna guida in giro racconta per intero. Qui c'è anche il video, se preferisci vederlo fare: il metodo del Registro che mostra è dello stesso 2021, ma funziona ancora, confermato da una prova indipendente di ottobre 2025.

Come Installare Windows 11 SENZA TPM e Secure Boot — sul canale Guida in Italiano

Il rischio vero, prima di cominciare

Microsoft lo scrive nero su bianco, sulla propria pagina di supporto: installare Windows 11 su un PC che non soddisfa i requisiti minimi non è consigliato. E spiega cosa comporta, non in modo vago.

Perché scriviamo questa guida comunque, invece di dire solo «non farlo». Perché in giro si trova lo stesso, spesso senza il rischio spiegato per intero: Microsoft ha persino tolto, a dicembre 2024, la propria pagina che documentava uno di questi metodi (ne parliamo più sotto) — segno che nemmeno Microsoft lo incoraggia più nella forma più "ufficiale" che aveva. Chi decide di farlo comunque, che lo faccia sapendo esattamente cosa rischia, non scoprendolo dopo.
Cosa dichiara MicrosoftCosa vuol dire in pratica
Aggiornamenti non garantiti, compresi quelli di sicurezzaPossono arrivare normalmente per anni, oppure smettere da un giorno all'altro senza preavviso: nessuna fonte, né Microsoft né indipendente, dice oggi quale dei due succederà
Danni da incompatibilità non coperti dalla garanziaNon significa perdere la garanzia del PC in generale: significa che un problema causato proprio da questa scelta (driver che non reggono, firmware non pensato per questo sistema) è a tuo carico
Nessun supporto MicrosoftSe qualcosa si rompe, l'assistenza Microsoft può rifiutarsi di aiutarti proprio perché il PC non è nell'elenco
Microsoft consiglia di tornare a Windows 10 se hai problemi dopo l'aggiornamentoNon è una raccomandazione generica per chiunque abbia fatto il bypass: vale se il PC inizia a dare problemi, è scritta così sulla stessa pagina
  1. Fai un backup prima, non dopo. Non è un consiglio generico: è la rete di sicurezza per l'unica parte di questa guida che non si annulla con un clic. C'è una guida apposta su come farlo.
  2. Procurati una licenza vera. Il bypass salta solo il controllo hardware, non l'attivazione: ti serve comunque una licenza Windows 10 o 11 genuina, anche solo digitale.

Cosa ti serve, e il limite che nessun trucco supera

Tre strade, in ordine di quanto sono comode. Tutte e tre girano intorno alla stessa idea: far credere al programma di installazione che il controllo sia superato, anche se non lo è.

Se non sai con certezza il modello del tuo processore, cercalo per nome esatto (es. «Intel Core i5-2400») scritto sulla scatola o in msinfo32: è più preciso che fidarsi dell'anno in cui hai comprato il PC — soprattutto per i netbook Atom, venduti anche anni dopo l'uscita del modello.
StradaQuando scegliere questa
Rufusinstallazione pulita (cancella il disco), la più semplice: un programma fa tutto da solo mentre crea la chiavetta USB
Registro durante il setupinstallazione pulita anche questa, ma senza scaricare Rufus: tre comandi durante l'installazione, dalla chiavetta USB ufficiale di Microsoft
Aggiornamento in-placemantiene file e programmi — funziona anche senza TPM, avviando il setup da una chiavetta Rufus (vedi sezione dedicata più sotto)
  1. Scarica l'ISO di Windows 11 dal sito ufficiale di Microsoft, non dal primo risultato di ricerca: su questo argomento girano copie modificate, e un'ISO alterata è un rischio di sicurezza vero, non teorico.
  2. Controlla il processore prima di perdere tempo: serve che supporti le istruzioni SSE4.2 e POPCNT, richieste da Windows 11 24H2 in su per avviarsi — non per installarsi, per partire. Qui non conta l'anno di acquisto ma la famiglia del processore: per Intel, tutti i Core i3/i5/i7 (dalla prima generazione, 2008, in poi) ce l'hanno, ma restano senza i Core 2 Duo/Quad e i Pentium/Celeron della stessa epoca, e gli Atom più vecchi (fino al 2013); per AMD, i Phenom II e gli Athlon II non ce l'hanno, e nemmeno i piccoli Bobcat (E-350, C-50) del 2011 — serve un FX/Bulldozer o più recente. Se il tuo processore è fra quelli esclusi, nessuno dei metodi di questa guida funziona, perché il blocco non è nel programma di installazione ma nel sistema stesso.

Il metodo più semplice: la chiavetta con Rufus

Rufus è un programma gratuito e open source che crea chiavette USB avviabili, e da qualche versione sa anche rimuovere da solo i controlli di Windows 11 mentre la crea.

Rufus non supera il limite della sezione precedente (SSE4.2/POPCNT): se il processore non ce l'ha (vedi l'elenco per famiglia qui sopra), l'installazione può completarsi e poi il sistema non partire, o riavviarsi da solo alla schermata di avvio. Non è un errore di Rufus: è Windows 11 stesso a richiederlo all'avvio, non il programma di installazione.
  1. Scarica Rufus dal sito ufficiale del progetto e aprilo (non richiede installazione).
  2. Inserisci una chiavetta USB da almeno 8 GB (verrà cancellata) e selezionala in Rufus.
  3. In «Tipo boot sistema» scegli il file ISO di Windows 11 scaricato prima.
  4. Premi Avvia (Start): comparirà una finestra «Esperienza utente Windows» — è lì che si trova l'opzione, da qualche versione di Rufus non è più un interruttore separato prima di questo punto.
  5. Seleziona «Rimuovi requisiti per 4GB+ RAM, Secure Boot e TPM 2.0» e continua: Rufus prepara la chiavetta già pronta per saltare quei tre controlli.
  6. Avvia il PC dalla chiavetta e procedi con l'installazione come faresti normalmente: non comparirà nessun errore di compatibilità.
La finestra «Windows User Experience» di Rufus, con la voce che rimuove i requisiti di 4GB+ RAM, Secure Boot e TPM 2.0 selezionata e cerchiata in rosso (screenshot ufficiale del progetto Rufus, interfaccia in inglese: in italiano la stessa voce si legge «Rimuovi requisiti per 4GB+ RAM, Secure Boot e TPM 2.0»)
La finestra «Windows User Experience» di Rufus, con la voce che rimuove i requisiti di 4GB+ RAM, Secure Boot e TPM 2.0 selezionata e cerchiata in rosso (screenshot ufficiale del progetto Rufus, interfaccia in inglese: in italiano la stessa voce si legge «Rimuovi requisiti per 4GB+ RAM, Secure Boot e TPM 2.0»)

Il metodo manuale: il Registro durante l'installazione

Lo stesso risultato di Rufus, senza scaricare nessun programma in più: si fa dentro alla schermata di installazione stessa, con la chiavetta USB ufficiale creata con lo strumento di Microsoft. È il metodo del video qui sopra, e i nomi esatti sono gli stessi di allora.

Occhio ai nomi: vanno scritti esattamente così, maiuscole comprese — una chiave sbagliata semplicemente non viene letta, senza nessun messaggio d'errore che lo dica. Il video del 2021 mostra lo stesso risultato passando dal programma Registro di sistema (regedit.exe) invece dei comandi: funziona allo stesso modo, i comandi sono solo più rapidi da copiare.
  1. Avvia il PC dalla chiavetta USB ufficiale di Windows 11 e arriva alla prima schermata dell'installazione (quella con la scelta della lingua).
  2. Premi Shift + F10: si apre una finestra del Prompt dei comandi, già con i permessi di sistema — qui non serve aprirla come amministratore, è già così dentro al programma di installazione.
  3. Scrivi, uno alla volta, i comandi riportati più sotto (il terzo solo se il PC ha anche meno di 4 GB di RAM): creano la chiave LabConfig e i valori che il programma di installazione controlla prima di bloccarsi. Fatto questo, chiudi la finestra dei comandi e continua l'installazione normalmente: questa volta non comparirà l'errore di compatibilità.

Comandi · tocca per copiare

  • Primo valore: salta il controllo del TPM
  • Secondo valore: salta il controllo del Secure Boot
  • Terzo valore, solo se il PC ha anche meno di 4 GB di RAM
Illustrazione ricostruita (non uno screenshot reale) del Prompt dei comandi durante il setup di Windows, col comando reg add per BypassTPMCheck appena eseguito e cerchiato in rosso
Illustrazione ricostruita (non uno screenshot reale) del Prompt dei comandi durante il setup di Windows, col comando reg add per BypassTPMCheck appena eseguito e cerchiato in rosso

Se hai già Windows 10 e vuoi solo aggiornare

Questa strada mantiene file e programmi installati, invece di ripartire da un disco vuoto — e funziona anche senza nessun TPM, non solo se è vecchio: è l'errore più diffuso che si legge in giro su questo argomento. Il modo più semplice è avviare il setup di Windows 11 dalla stessa chiavetta Rufus della sezione sopra, da dentro Windows 10 ancora acceso.

Il metodo con Rufus/setup.exe è quello confermato più di recente: una prova indipendente (Windows Latest, 26 ottobre 2025) lo ha visto funzionare su un PC senza TPM 2.0 e con solo 2 GB di RAM, mantenendo file e programmi. Il metodo vecchio con MoSetup, invece, resta quello incerto: nessuna fonte dice con certezza se il setup accetti ancora quel valore oggi.
  1. Crea la chiavetta con Rufus come nella sezione sopra (serve comunque una versione 4.6 o più recente: è quella che ha aggiunto il bypass per l'aggiornamento, non solo per l'installazione pulita).
  2. Da dentro Windows 10 acceso, apri la chiavetta nell'Esplora file e avvia setup.exe: questa volta il controllo TPM/Secure Boot/RAM non ti blocca, e l'installazione propone di mantenere file e app personali.
  3. Se preferisci il metodo più vecchio, documentato un tempo da Microsoft: imposta a 1 il valore AllowUpgradesWithUnsupportedTPMOrCPU (comando qui sotto) da dentro Windows 10 prima di avviare l'aggiornamento dal file ISO montato — ma vale solo se il PC ha almeno un TPM 1.2, e Microsoft ha tolto questa istruzione dalla propria pagina di supporto tra il 12 e il 14 dicembre 2024, senza dichiarare se il setup ignori ancora quel valore.

Comandi · tocca per copiare

  • Solo per il metodo vecchio (TPM 1.2 presente): il valore che Microsoft documentava, rimosso dalle sue pagine a dicembre 2024

Dopo l'installazione: cosa aspettarti davvero

Il sistema si comporta come un Windows 11 normale, con tre differenze concrete da sapere, non da scoprire dopo.

La licenza non è un problema aggiunto: una licenza Windows 10 digitale valida attiva Windows 11 allo stesso modo, bypass o non bypass — il bypass salta solo il controllo hardware, non quello della licenza.
  1. Potresti vedere una filigrana nell'angolo del desktop, con scritto che il sistema non soddisfa i requisiti: lo dichiara Microsoft stessa, sulla stessa pagina di supporto citata sopra sulle conseguenze, oltre a diverse fonti indipendenti. Non rompe niente, è solo un avviso visivo.
  2. Se col tempo Windows 11 smette di proporti gli aggiornamenti, non è detto che sia per questo: c'è una guida apposta che distingue i motivi veri da quello hardware, prima di dare la colpa al bypass.
  3. Tornare indietro a Windows 10 funziona diverso secondo come hai installato: se hai aggiornato un Windows 10 esistente (sezione sopra), hai 10 giorni per usare il pulsante «Indietro» in Impostazioni → Sistema → Ripristino. Se hai fatto un'installazione pulita da chiavetta (Rufus o Registro), quell'opzione non esiste: serve reinstallare Windows 10 da zero, dal backup fatto prima.

Domande frequenti

Il mio PC non ha proprio il TPM: posso installare Windows 11 lo stesso?

Sì, sia con un'installazione pulita (Rufus o il Registro durante il setup) sia con un aggiornamento che mantiene file e programmi (Rufus dalla versione 4.6, avviato da dentro Windows 10): nessuno dei due richiede il TPM. L'unico limite che non si supera è il processore: deve supportare le istruzioni SSE4.2 e POPCNT richieste da Windows 11 24H2 in su per avviarsi — mancano ad esempio sui Core 2 e sugli Atom più vecchi (Intel) e sui Bobcat del 2011 (AMD).

È legale forzare l'installazione in questo modo?

Sì, se hai una licenza Windows genuina: il bypass salta solo il controllo dell'hardware, non quello della licenza. Non è una questione di legalità, è una questione di quello che Microsoft garantisce dopo — e quello che garantisce è poco.

Perderò gli aggiornamenti di sicurezza?

Non è detto, e non è garantito nell'altro senso nemmeno: Microsoft dichiara solo che non sono «garantiti», senza dire se e quando si fermeranno. Nessuna fonte, a oggi, conferma quale dei due scenari sia più probabile: è proprio questo il rischio, non una minaccia vuota.

Posso tornare a Windows 10 se cambio idea?

Dipende da come hai installato. Se hai aggiornato un Windows 10 esistente, hai 10 giorni per usare il pulsante «Indietro» in Impostazioni. Se hai fatto un'installazione pulita da chiavetta, quell'opzione non c'è: serve reinstallare Windows 10 da zero, dal backup.

Rufus o il Registro di sistema: quale conviene?

Stesso risultato. Rufus è più comodo se devi creare la chiavetta da zero: un'opzione e basta. Il Registro conviene se hai già la chiavetta ufficiale di Microsoft e non vuoi scaricare un programma in più: tre comandi dentro al setup.

Il mio processore è troppo vecchio anche per il bypass: che faccio?

Se non supporta SSE4.2 o POPCNT (Core 2, Pentium/Celeron coevi e Atom più vecchi per Intel; Phenom, Athlon II e Bobcat per AMD), nessun metodo ufficiale o di uso comune aiuta: il blocco è nel sistema stesso, non nel programma di installazione. Esiste solo uno strumento sperimentale e non supportato (POP4.2) per alcuni processori AMD della famiglia Phenom/K10; non funziona sui Core 2. Restano Windows 10 con gli aggiornamenti estesi (ESU) o Linux — ne parla la guida sui requisiti di Windows 11.

Da dove vengono questi dati

Dati controllati il 28 ottobre 2026.

Questa guida l’ho scritta con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e l’ho verificata sulle fonti qui sopra prima di pubblicarla. Come lavoro

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