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Come aggiornare Proxmox VE: guida completa

Per gli aggiornamenti normali bastano apt update e apt dist-upgrade. Per passare da Proxmox 8 a 9 servono quattro cose in ordine: il controllo con pve8to9, i backup, il cambio dei repository a trixie, e un riavvio. L’ultima versione è la 9.2, del 21 maggio 2026.

Fabrizio Picco
scritta il 19 settembre 2026 · si legge in 12 minuti

Aggiornare Proxmox è una di quelle cose che vanno benissimo novantanove volte su cento, e la centesima ti lascia il server che non riparte con dentro tutte le macchine virtuali. Qui trovi i comandi esatti, presi dalla documentazione ufficiale, e soprattutto l’ordine giusto e le tre trappole che fanno finire male l’aggiornamento.

Parametri · tocca per copiare

  • Controllo prima del saltonon modifica niente
  • Aggiornamento normalemai apt upgrade
  • Repository senza abbonamentoformato deb822

Che versione hai e qual è l’ultima

Prima di ogni cosa, guarda da dove parti. Da terminale:

La 9.2 porta il bilanciamento automatico dei carichi nel cluster, le reti WireGuard nell’SDN e i modelli di CPU personalizzati dall’interfaccia. È anche la prima versione con il supporto ufficiale ai server ARM di classe enterprise.
VersioneUscitaDebian sotto
Proxmox VE 9.221 maggio 2026Debian 13 «Trixie»
Proxmox VE 9.119 novembre 2025Debian 13 «Trixie»
Proxmox VE 9.02025Debian 13 «Trixie»
Proxmox VE 8.42025Debian 12 «Bookworm»
  1. Collegati al server in SSH, oppure apri la shell dall’interfaccia web (nodo → Shell).
  2. Scrivi pveversion e leggi il numero.
  3. Se vuoi il dettaglio di tutti i pacchetti: pveversion -v.

L’aggiornamento normale, ogni mese

Se sei già su Proxmox 9 e vuoi solo restare aggiornato, sono due comandi. Il secondo è quello che conta.

Non usare mai apt upgrade da solo su Proxmox. Quel comando tiene indietro i pacchetti che hanno bisogno di dipendenze nuove, e su Proxmox quei pacchetti sono proprio il kernel e l’insieme pve-manager. Risultato: credi di essere aggiornato e non lo sei.
  1. apt update — scarica l’elenco degli aggiornamenti disponibili.
  2. apt dist-upgrade — installa, comprese le novità che portano dipendenze nuove.
  3. Se fra gli aggiornamenti c’è il kernel, riavvia: finché non riavvii stai usando quello vecchio.
Qui va una foto: la shell di Proxmox durante apt dist-upgrade

Il repository senza abbonamento

Appena installato, Proxmox punta al repository enterprise, che richiede un abbonamento. Senza chiave, ogni apt update dà errore. Per un server di casa o di studio si usa il repository no-subscription.

Da Proxmox 9 i file dei repository usano il formato nuovo (deb822), con estensione .sources invece di .list.

Il repository no-subscription è gratuito e va benissimo per casa, ma riceve gli aggiornamenti prima di quello enterprise, cioè con meno collaudo alle spalle. Su una macchina che deve stare in piedi sempre, vale la pena aspettare qualche giorno prima di installare le novità.
  1. Crea il file /etc/apt/sources.list.d/proxmox.sources con dentro cinque righe: Types: deb, URIs: http://download.proxmox.com/debian/pve, Suites: trixie, Components: pve-no-subscription e Signed-By: /usr/share/keyrings/proxmox-archive-keyring.gpg.
  2. Disattiva l’enterprise: apri /etc/apt/sources.list.d/pve-enterprise.sources e aggiungi la riga Enabled: no.
  3. Controlla che sia andata bene: apt update non deve più dare errori di autenticazione.

Da Proxmox 8 a 9: la procedura completa

Questo è il salto vero, quello che cambia anche la versione di Debian sotto. L’ordine non è negoziabile: ogni passaggio dà per scontato il precedente.

Non fare l’aggiornamento dalla console dentro l’interfaccia web. L’aggiornamento riavvia i servizi web, la console si chiude a metà, e ti ritrovi con un apt interrotto. Usa SSH, o meglio ancora la tastiera attaccata al server.
  1. Porta Proxmox 8 all’ultima versione: apt update e apt dist-upgrade, poi controlla con pveversion di essere almeno alla 8.4.1. Se hai un cluster, fallo su tutti i nodi.
  2. Fai i backup e provane uno. Un backup che non hai mai ripristinato non è un backup: è un file.
  3. Lancia il controllo: pve8to9 --full. Non modifica niente, elenca problemi e avvertimenti. Risolvi tutto quello che segnala come bloccante prima di andare avanti.
  4. Sposta Debian a trixie: sed -i 's/bookworm/trixie/g' /etc/apt/sources.list, e lo stesso sugli altri file dei repository.
  5. Crea il repository Proxmox 9 come spiegato nella sezione sopra, poi togli i vecchi file .list di Proxmox 8: se restano, apt scarica da due posti diversi.
  6. Aggiorna: apt update e poi apt dist-upgrade. Durante l’installazione ti chiederà cosa fare con alcuni file di configurazione.
  7. Riavvia, anche se ti sembra che non serva: il kernel nuovo entra in funzione solo dopo il riavvio.
  8. Rilancia pve8to9 a cose fatte, per vedere se è rimasto qualcosa in sospeso.
Qui va una foto: l’esito di pve8to9 --full con gli avvisi elencati

Le tre trappole che rovinano l’aggiornamento

Sono quelle che la documentazione segnala e che quasi nessuno legge prima.

Se usi LVM-thin e dopo l’aggiornamento qualcosa non torna, la documentazione indica lvconvert --repair pve/data. È una cosa da fare avendo il backup a portata di mano, non prima di averlo.
  1. Lo spazio libero. Servono almeno 5 GB, e con 10 stai tranquillo. Se lo spazio finisce a metà aggiornamento, il sistema resta in mezzo al guado: controlla prima con df -h.
  2. Le domande sui file di configurazione. Durante l’aggiornamento apt chiede se sostituire alcuni file che hai modificato. Per /etc/ssh/sshd_config, se non l’hai mai toccato, accetta la versione nuova. Se l’hai modificato — per esempio per cambiare la porta — tieni la tua, altrimenti al riavvio non entri più in SSH.
  3. Il computer troppo vecchio. Su macchine con più di dieci anni, il kernel nuovo può non partire. Se è un server che usi davvero, provalo prima su una macchina di scorta o accetta il rischio sapendolo.

Cosa controllare dopo

Cinque minuti adesso valgono una giornata fra un mese.

I backup dopo un aggiornamento vanno guardati, non dati per scontati. Un backup programmato che fallisce in silenzio è il modo classico di scoprire il problema il giorno in cui serve il backup.
  1. pveversion: la versione è quella nuova?
  2. Tutte le macchine e i container ripartono? Non fidarti di quelle che hanno l’avvio automatico: aprile una per una.
  3. La rete funziona dentro le macchine? Un cambio di kernel può rinominare le schede di rete, e la macchina parte ma non comunica.
  4. I backup girano ancora? Lancia a mano il lavoro di backup e guarda l’esito, non solo che sia programmato.
  5. Se hai un cluster, controlla che tutti i nodi si vedano: pvecm status.

Domande frequenti

Qual è l’ultima versione di Proxmox VE?

La 9.2, uscita il 21 maggio 2026, basata su Debian 13 «Trixie». Le novità principali sono il bilanciamento dinamico dei carichi nel cluster, le reti WireGuard nell’SDN e i modelli di CPU personalizzati dall’interfaccia.

Posso aggiornare Proxmox senza abbonamento?

Sì. L’abbonamento serve per il repository enterprise, più collaudato. Senza, si usa il repository no-subscription, che è gratuito e completo. Riceve però gli aggiornamenti prima, quindi con meno prove alle spalle.

Devo riavviare dopo ogni aggiornamento?

Solo quando viene aggiornato il kernel, ed è il caso più frequente. Finché non riavvii, il sistema continua a usare il kernel vecchio: vedi la versione nuova installata ma in funzione c’è ancora quella di prima.

Qual è la differenza fra apt upgrade e apt dist-upgrade?

apt upgrade tiene indietro i pacchetti che richiedono dipendenze nuove. Su Proxmox quei pacchetti sono proprio il kernel e pve-manager, quindi l’aggiornamento resta a metà. apt dist-upgrade installa tutto ed è l’unico che la documentazione consiglia.

Posso saltare da Proxmox 7 direttamente a 9?

No. Gli aggiornamenti vanno fatti uno alla volta: prima da 7 a 8, poi da 8 a 9. Ogni salto cambia anche la versione di Debian sotto, e saltarne uno lascia pacchetti incompatibili.

L’aggiornamento spegne le macchine virtuali?

L’aggiornamento dei pacchetti no, ma il riavvio del server sì: tutte le macchine e i container si fermano. Programmalo in un momento in cui puoi permettertelo, e se hai un cluster aggiorna un nodo alla volta spostando prima le macchine sugli altri.

Cosa faccio se dopo l’aggiornamento il server non riparte?

Al riavvio, nel menu di GRUB, scegli Advanced options e avvia con il kernel precedente: di solito il sistema torna su. Da lì puoi capire cosa non è andato. È anche il motivo per cui l’aggiornamento non va fatto da remoto senza un modo per raggiungere la macchina fisicamente.

Da dove vengono questi dati

Dati controllati il 19 settembre 2026.

Questa guida l’ho scritta con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e l’ho verificata sulle fonti qui sopra prima di pubblicarla. Come lavoro

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