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Proxmox: cos'è e come farci girare macchine virtuali

In una riga: Proxmox trasforma un computer solo in tanti computer separati, ognuno con il suo sistema e i suoi dati. Si installa in venti minuti, è gratis, e oggi non serve più una torre: un mini PC da meno di 400 euro ne fa girare cinque o sei. La scelta che conta non è il processore, è quanta RAM.

Fabrizio Picco
verificata il 19 settembre 2026 · si legge in 12 minuti

Questo articolo l'avevo scritto nel 2022 e l'hardware che consigliava non si compra più. L'ho rifatto, e nel frattempo è cambiata anche la risposta alla domanda più importante: che computer serve. Nel 2022 si montava una torre; oggi la maggior parte delle persone fa girare Proxmox su un mini PC che sta in una mano e consuma come una lampadina.

Cos'è Proxmox, spiegato senza gergo

Proxmox è un sistema operativo che si installa al posto di Windows su un computer, e il suo unico mestiere è far girare altri computer dentro di sé. Ognuno di quei computer finti ha il suo sistema operativo, il suo disco e i suoi dati, e non sa che gli altri esistono.

A cosa serve in casa: tenere acceso un solo apparecchio invece di quattro. Su una macchina sola ci metti il programma che scarica, quello che raccoglie i film, il blocco della pubblicità per tutta la rete, il programma della domotica, e magari un Windows da accendere solo quando serve. Se uno si rompe o lo sbagli, gli altri non se ne accorgono.

È gratis e si può usare senza abbonamento. L'abbonamento esiste e serve alle aziende, perché dà un canale di aggiornamenti più controllato e l'assistenza: in casa non serve.

Il vantaggio che si capisce solo dopo averlo usato: si torna indietro. Prima di aggiornare o di provare qualcosa fai una fotografia della macchina virtuale, e se va male torni a com'era in trenta secondi. Su un computer normale quella cosa non esiste.

Macchina virtuale o contenitore: la differenza vera

Proxmox sa fare due cose diverse, e la scelta fra le due è la prima che devi fare ogni volta: la macchina virtuale e il contenitore (che nel pannello si chiama «CT», dal nome tecnico LXC). A parole si dice «il contenitore è più leggero», ma non si capisce perché. Si capisce guardando quanti strati ci sono sotto.

Macchina virtualeIl tuo programmaSistema operativo interoFinto computerProxmoxIl computer veropesante, ma isolata del tuttoContenitoreIl tuo programmaSolo le librerieProxmox (il suo cuore lo presta)Il computer veroleggero, parte in due secondi
La macchina virtuale si porta dietro un sistema operativo intero per ognuna; il contenitore usa il cuore di quello che c’è già sotto. È tutta qui la differenza di peso.
La regola pratica che funziona: parti sempre dal contenitore, e passa alla macchina virtuale solo quando ti serve Windows, o quando il programma pretende di toccare l'hardware da vicino. Così su un computer piccolo ci stanno il doppio delle cose.
Macchina virtualeContenitore
Quanta RAM si prendetutta quella che le dai, subitosolo quella che usa
Quanto ci mette ad accendersicome un computer verodue secondi
Che sistemi puoi metterciqualunque, anche Windowssolo Linux
Quanto è isolatadel tuttomolto, ma non del tutto
Quanti ne girano su un mini PC da 16 GBcirca trecirca sette
Quando sceglierloWindows, o cose delicatequasi sempre il resto

Che computer serve davvero

Qui è cambiato tutto dal 2022. Allora si montava una torre a pezzi; oggi un mini PC fa lo stesso lavoro, costa meno, sta su una mensola e consuma un quarto — e acceso ventiquattro ore su ventiquattro, il consumo diventa una voce di spesa vera.

E c'è una cosa da sapere prima di fare i conti: la RAM oggi costa oltre cinque volte quella di un anno fa, per la crisi delle memorie. Siccome Proxmox vive di RAM, conviene comprare un mini PC che ce l'ha già dentro invece di prendere una macchina vuota e aggiungerla.

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    Sedici gigabyte di RAM già dentro e un SSD M.2: ci girano cinque o sei contenitori senza fatica. Consuma come una lampadina e sta su una mensola, e con i prezzi della RAM di oggi comprarlo già pieno costa meno che riempirlo dopo.

    • 16 GB di RAM già inclusi
    • Due prese di rete da 2,5 Gbit
    • Silenzioso, sta in una mano
    • Non si espande molto
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    Trentadue gigabyte di RAM e un terabyte di SSD: qui ci metti anche una o due macchine virtuali Windows senza rimpianti. È il punto in cui il mini PC smette di essere un compromesso.

    • 32 GB di RAM
    • 1 TB di SSD incluso
    • Regge anche macchine virtuali Windows
    • Consuma di più sotto carico
    • Costa il doppio del piccolo
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    Per chi: Chi userà Proxmox anche per conservare dati

    Se ci tieni film, foto o backup, un disco meccanico a parte è la scelta giusta: costa un terzo al terabyte rispetto a un SSD, ed è fatto per stare acceso sempre.

    • Fatto per restare acceso 24 ore su 24
    • Costo per terabyte molto più basso di un SSD
    • Registrazione CMR, quella giusta per i dischi in RAID
    • Lento: non ci vanno le macchine virtuali
    • Si sente girare
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  1. La RAM è la scelta che conta, non il processore. Regola pratica: 2 GB per ogni contenitore, 4 GB per ogni macchina virtuale, più 2 GB per Proxmox stesso. Con 16 GB ci stanno circa sette contenitori, oppure tre macchine virtuali, o un misto.
  2. Il processore basta che sia recente, non che sia potente. Quasi tutto quello che si fa in casa sta fermo ad aspettare la rete o il disco.
  3. Il disco: un SSD NVMe per Proxmox e le macchine, e se ti servono molti terabyte un disco meccanico a parte solo per i dati. Non mettere le macchine virtuali su un disco meccanico: è la causa numero uno di «è lentissimo».
  4. Due prese di rete se puoi: una sola basta, ma due danno la possibilità di separare le reti più avanti senza rifare tutto.
  5. Guarda il consumo: un mini PC sta fra i 10 e i 25 watt, una torre di dieci anni fa fra i 60 e i 100. Acceso sempre, la differenza è di un centinaio di euro all'anno in bolletta.

Quanto è difficile installarlo

Meno di quanto sembri. L'installazione vera dura una ventina di minuti ed è fatta di domande semplici; la parte che spaventa è quella prima, cioè avviare il computer da una chiavetta.

La versione attuale è Proxmox VE 9.2, uscita il 21 maggio 2026 e basata su Debian 13.

Da qui in poi il server si gestisce dal browser, anche dal telefono. È il motivo per cui un mini PC senza schermo in un angolo funziona benissimo: dopo l'installazione non lo tocchi più fisicamente.
  1. Scarica l'immagine dal sito di Proxmox e scrivila su una chiavetta USB con un programma come balenaEtcher (con Rufus va scelta la modalità «DD image»). La chiavetta viene cancellata: non metterci dentro niente che ti serve.
  2. Avvia il computer dalla chiavetta. Sui mini PC di solito si entra nel menu di avvio premendo F7 o F11 all'accensione.
  3. Attenzione: l'installazione cancella tutto il disco che scegli, compreso Windows se il mini PC ne ha uno già installato. Fai prima una copia di quello che ti serve. Rispondi alle domande: su che disco installare, la password, l'indirizzo di posta e l'indirizzo di rete. Se non sai cosa mettere nell'indirizzo di rete, lascia quello che propone.
  4. Togli la chiavetta e riavvia. Sullo schermo compare un indirizzo tipo https://192.168.1.50:8006: quello si apre dal browser di un altro computer, e da lì in poi non serve più né schermo né tastiera.
  5. Cambia il canale degli aggiornamenti in quello senza abbonamento (dal pannello: il tuo server → Updates → Repositories, disattiva quello enterprise e aggiungi quello No-Subscription; la procedura è nella guida «Come aggiornare Proxmox VE»). È gratuito e per casa va bene, ma sappi cosa dice Proxmox: lo dà «per prove e usi non di produzione», e sconsiglia di usarlo sui server di produzione perché quei pacchetti sono collaudati meno. Per casa va benissimo; per l'azienda serve l'abbonamento.
La schermata iniziale di Proxmox nel browser: le macchine e i container a sinistra (nomi sfocati), i grafici del carico al centro. Qui è la versione 9.1.1, la più recente è la 9.2; l'avviso rosso «No Proxmox VE repository enabled» compare finché non attivi il canale senza abbonamento, come spiega il passo sul canale degli aggiornamenti
La schermata iniziale di Proxmox nel browser: le macchine e i container a sinistra (nomi sfocati), i grafici del carico al centro. Qui è la versione 9.1.1, la più recente è la 9.2; l'avviso rosso «No Proxmox VE repository enabled» compare finché non attivi il canale senza abbonamento, come spiega il passo sul canale degli aggiornamenti

Raggiungerlo da fuori casa

Prima o poi serve, e qui si fa l'errore più pericoloso di tutti: aprire la porta 8006 sul router per arrivarci da internet. Non farlo. Vuol dire mettere il pannello che comanda tutte le tue macchine su internet, dove chiunque lo trova in poche ore.

Il modo giusto è una VPN: ti colleghi alla rete di casa da fuori, e da lì dentro raggiungi Proxmox come se fossi sul divano. Niente è esposto, e funziona anche per la stampante e per tutto il resto.

Se proprio devi pubblicare qualcosa che gira su Proxmox — un sito, un pannello — si pubblica quel servizio dietro un proxy, non il pannello di Proxmox. Sono due cose diverse e vanno tenute separate.
  1. Guarda se il tuo router ha già la VPN. Molti modelli recenti ce l'hanno, spesso WireGuard, e si accende da una pagina sola.
  2. Se non ce l'ha, si può far girare la VPN dentro un contenitore su Proxmox stesso: è uno dei primi contenitori che vale la pena creare.
  3. Aggiungi l'autenticazione a due fattori all'accesso di Proxmox. È una spunta, e ti salva se un giorno la password gira.
  4. Non usare mai la password dell'amministratore per l'uso di tutti i giorni: crea un secondo utente con meno poteri.

Gli errori delle prime settimane

Quelli che facciamo tutti, e che costano un pomeriggio.

Il consiglio che vale per tutto: tieni un foglio con cosa hai messo dove, che indirizzo ha ogni macchina e a cosa serve. Fra sei mesi non te lo ricordi, e aprire una macchina per capire cosa fa è il modo più veloce di romperla.
  1. Mettere le macchine virtuali su un disco meccanico. È la causa numero uno di «Proxmox è lentissimo». Le macchine vanno su SSD, i dati possono stare sul meccanico.
  2. Dare troppa RAM a una macchina virtuale. Quella RAM se la prende tutta e subito, anche se non la usa, e le altre restano a secco. Meglio partire bassi e alzare se serve.
  3. Usare macchine virtuali dove bastava un contenitore. Si finisce lo spazio in un terzo del tempo, senza nessun vantaggio.
  4. Aprire la porta 8006 sul router. Vedi il capitolo sopra: è il modo più veloce di regalare il server a qualcuno.
  5. Credere che il RAID sia un backup. Il RAID copre la rottura di un disco e nient'altro: non copre il «cancellato per sbaglio» né i programmi che cifrano i file per ricatto.
  6. Non provare mai il backup. Un backup che non è mai stato ripristinato non è un backup, è una speranza. Provane uno adesso, su una macchina che non ti serve.

Domande frequenti

Cos'è Proxmox e a cosa serve?

È un sistema operativo gratuito che si installa al posto di Windows e il cui unico mestiere è far girare altri computer dentro di sé. In casa serve a tenere acceso un apparecchio solo invece di quattro: il programma che scarica, il blocco della pubblicità, la domotica, un Windows da accendere quando serve.

Qual è la differenza tra macchina virtuale e contenitore su Proxmox?

La macchina virtuale si porta dietro un sistema operativo intero, quindi pesa, parte lenta, ma può far girare qualunque cosa compreso Windows ed è isolata del tutto. Il contenitore usa il cuore di Proxmox che c'è già sotto: parte in due secondi, prende solo la memoria che usa davvero, ma può far girare solo Linux. La regola: parti dal contenitore, passa alla macchina virtuale solo quando serve.

Che hardware serve per Proxmox in casa?

Oggi basta un mini PC: da meno di 400 euro ne trovi uno con 16 GB di RAM che fa girare cinque o sei contenitori consumando come una lampadina. La scelta che conta è la RAM, non il processore: circa 2 GB per contenitore, 4 GB per macchina virtuale, più 2 GB per Proxmox stesso.

Proxmox è gratis?

Sì, si usa gratis e senza limiti di funzioni. L'abbonamento esiste ma serve alle aziende: dà un canale di aggiornamenti più controllato e l'assistenza. In casa si cambia il canale degli aggiornamenti in quello senza abbonamento e gli errori di aggiornamento spariscono.

Il riquadro «You do not have a valid subscription» invece resta, a ogni accesso al pannello, e non c'è niente da sistemare: dipende dallo stato dell'abbonamento, non dal canale. Va via solo comprandolo. In rete girano script che modificano il pannello per nasconderlo: non usarli — toccano i file di Proxmox, ogni aggiornamento li rimette a posto, e per togliere una scritta innocua ti metti in casa codice di uno sconosciuto con i poteri di root.

Quanta RAM serve per Proxmox?

Due gigabyte per ogni contenitore, quattro per ogni macchina virtuale, più due per Proxmox stesso. Con 16 GB si sta comodi con cinque o sei cose; con 32 GB ci si mettono anche una o due macchine Windows. Attenzione: la RAM oggi costa oltre cinque volte quella di un anno fa (+419% rispetto a metà settembre 2025), quindi conviene comprare un mini PC che ce l'ha già dentro.

Come si accede a Proxmox da fuori casa?

Con una VPN, mai aprendo la porta 8006 sul router: quella porta è il pannello che comanda tutte le tue macchine, e su internet viene trovata in poche ore. Molti router recenti hanno già la VPN inclusa; se non ce l'hanno, la si fa girare dentro un contenitore su Proxmox stesso.

Da dove vengono questi dati

Dati controllati il 19 settembre 2026.

Questa guida l’ho scritta con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e l’ho verificata sulle fonti qui sopra prima di pubblicarla. Come lavoro

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