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NAS: quale scegliere, e perché non è un backup

Un NAS con due dischi «in copia» sembra una copia di sicurezza e non lo è: protegge da un caso solo, la rottura di un disco. Se cancelli per sbaglio o se un programma ti cifra i file, il secondo disco copia fedelmente anche il disastro. Qui c'è a cosa serve davvero, quanti vani prendere, e come si fa la copia vera senza spendere una fortuna.

Fabrizio Picco
scritta il 20 settembre 2026 · si legge in 13 minuti

Il NAS è l'acquisto che risolve tre problemi insieme — i file raggiungibili da tutti i computer di casa, le foto fuori dal telefono, i backup automatici — e che se preso per quello che non è ne crea uno molto peggiore. Partiamo da lì.

Perché un NAS non è un backup

Quando si compra un NAS a due vani, la prima cosa che si imposta è il rispecchiamento: due dischi identici, e se uno si rompe l'altro continua. Si chiama RAID 1, e funziona benissimo — per quello che fa.

Il guaio è che protegge da una cosa sola. Tutto il resto lo copia.

Due dischi in copia: da cosa proteggonoSi rompe un discol’altro continua da soloCancelli una cartella per sbaglioviene cancellata su tutti e due, subitoUn programma cifra i file per il riscattoli cifra su tutti e dueAcqua, incendio, furtoi due dischi sono nella stessa scatolaUn NAS è un disco condiviso, non una copia di sicurezza.La copia vera sta in un altro posto, e almeno una è staccata dalla rete.
I due dischi coprono un caso solo: la rottura di uno dei due. Su tutto il resto copiano fedelmente anche il disastro, ed è per questo che un NAS non è un backup.
Il caso concreto che capita più spesso, e non è la rottura del disco: un programma malevolo arriva da un computer di casa, trova la cartella del NAS collegata come un disco qualunque, e cifra tutto. I due dischi del NAS eseguono ubbidienti. In quel momento non hai perso un disco: hai perso tutto quello che c'era sopra, in copia doppia.

Come si fa la copia vera

La regola si chiama 3-2-1 e vale da trent'anni: tre copie dei dati, su due supporti diversi, di cui una in un altro posto. Tradotta in una casa normale, costa meno di quanto sembri.

CopiaDoveCome
1. L'originalesul computer o sul telefono
2. La copia in casasul NASsincronizzazione automatica
3. La copia altroveun secondo NAS da un parente, o un disco esterno che porti viaè questa che manca a quasi tutti
  1. La terza copia è quella che conta, ed è quella che quasi nessuno ha. Le prime due stanno nella stessa casa: contro l'acqua, l'incendio e il furto non servono.
  2. La strada più elegante: due NAS, in due case. Uno tuo e uno da un parente o in ufficio. Si sincronizzano da soli di notte, e ognuno fa da copia esterna dell'altro. È la funzione per cui i NAS di marca hanno programmi già pronti, e si configura in un pomeriggio.
  3. La strada economica: un disco esterno che si stacca. Copia settimanale, poi lo si scollega e si mette in un cassetto — meglio ancora in un altro edificio. Staccato è la parola chiave: un disco sempre collegato viene cifrato insieme a tutto il resto.
  4. Accendi la cronologia delle versioni sul NAS, o le «istantanee». Servono proprio contro la cancellazione e la cifratura: permettono di tornare ai file di ieri anche se quelli di oggi sono rovinati. È gratis, è già dentro, e quasi nessuno la accende.
  5. Prova a recuperare qualcosa, ogni tanto. Un backup che nessuno ha mai provato a ripristinare non è un backup: è una speranza.

Quanti vani, e cosa guardare

Il numero di vani è la prima decisione e non si può cambiare dopo.

VaniQuanto spazio usi davveroPer chi
1 vanotutto, ma se si rompe hai finitosolo come seconda copia di qualcos'altro
2 vanimetà (l'altra metà è la copia)la scelta normale per una casa
4 vanicirca tre quartichi ha molti dati, o vuole crescere
6 o piùquasi tuttopiccoli uffici
  1. Due vani è la risposta giusta per quasi tutti, con la consapevolezza che metà dello spazio se ne va nella copia: due dischi da 4 TB danno 4 TB usabili, non 8.
  2. Compra i dischi a parte e scegli quelli «da NAS»: sono costruiti per stare accesi sempre e per lavorare vicini ad altri dischi che vibrano — hanno i sensori di vibrazione e un carico di lavoro dichiarato (Seagate indica 180 TB l'anno sugli IronWolf). Costano un po' di più di quelli da scrivania e durano molto di più.
  3. Non comprare i due dischi dello stesso lotto, se puoi. Dischi gemelli tendono a rompersi nello stesso periodo, che è esattamente il momento peggiore.
  4. Guarda la potenza solo se ci farai girare qualcosa. Per condividere file e fare backup basta qualunque modello; se vuoi che riproduca video convertendoli al volo o che ci girino dei container, allora serve un processore più serio e più memoria.
  5. Le due marche storiche hanno i programmi migliori e più anni di aggiornamenti alle spalle; le marche nuove costano meno e offrono più potenza a parità di prezzo, ma il valore vero di un NAS è il software e la durata degli aggiornamenti.
  6. Il consumo conta, perché sta acceso sempre — ma meno di quanto si dice: Synology dichiara 14,69 watt sul suo due vani più venduto, con i dischi dentro. Fra i 15 e i 25 watt secondo modello e dischi, cioè fra i 40 e i 70 euro l'anno a 31,63 centesimi al kilowattora (prezzo ARERA di oggi).

Le cinque cose da fare il primo giorno

Un NAS è un computer acceso ventiquattr'ore su ventiquattro con dentro tutto quello che hai. Va trattato come tale.

Se lo usi per il lavoro e ci finiscono dati di clienti, tieni presente che resti tu il responsabile di come sono custoditi: cifratura delle cartelle, accessi separati per persona, e la copia esterna smettono di essere prudenza e diventano il minimo.
  1. Cambia la password dell'amministratore e, se il sistema lo permette, disattiva l'utente «admin» creandone uno con un altro nome. È il primo che provano i programmi automatici.
  2. Accendi la verifica in due passaggi. Cinque minuti, e rende inutile una password rubata.
  3. Non aprirlo su internet. Mai. Se ti serve da fuori, entri in casa con una VPN — c'è una guida apposta. Aprire una porta su un NAS è il modo più rapido di farsi trovare da chi scandaglia gli indirizzi.
  4. Accendi gli aggiornamenti automatici del sistema del NAS. È la differenza fra un apparecchio sicuro e uno che lo era due anni fa.
  5. Metti la cronologia delle versioni sulle cartelle importanti, e collega il disco esterno per la terza copia. Il primo giorno, non «poi».

Quale comprare

Un modello a due vani per cominciare, e il disco esterno che completa la regola.

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    NAS a due vani, senza dischi

    UGREEN NASync DH2300 NAS 2 vani per principianti e privati (senza HDD)

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    Per chi: Chi vuole i propri file in casa invece che sul cloud

    Il formato giusto per una casa: due vani, dischi da comprare a parte. Fa file condivisi, backup automatici dei computer, copia delle foto dal telefono e accesso da fuori — che però va usato dentro una VPN, non aprendolo su internet.

    • Due vani: se un disco si rompe non perdi niente
    • Backup automatici di tutti i computer di casa
    • Le foto del telefono si copiano da sole
    • I dischi si comprano a parte, e sono il 70% della spesa: due da 4 TB costano più del doppio del NAS
    • Metà dello spazio se ne va nella copia
    • Consuma corrente ventiquattr'ore su ventiquattro
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    Il disco esterno che completa la regola

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    Per chi: Chiunque abbia un NAS: è il pezzo mancante

    La terza copia, quella che manca a quasi tutti. Si collega una volta a settimana, si fa la copia, si stacca e si mette via — possibilmente in un altro posto. È il pezzo che trasforma un NAS in una difesa vera.

    • Staccato, quindi non lo raggiunge nessun programma malevolo
    • Si può portare fuori casa: copre anche acqua e furto
    • Costa meno di quanto costa perdere le foto
    • Va collegato a mano: se te ne dimentichi non serve
    • Un disco solo, quindi va sostituito ogni tanto
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Domande frequenti

Un NAS è un backup?

No, ed è l'equivoco che fa perdere i dati. Due dischi «in copia» proteggono da un caso solo: la rottura di un disco. Se cancelli per sbaglio, se un programma ti cifra i file per il riscatto, o se c'è acqua, incendio o furto, i due dischi copiano fedelmente anche il disastro — sono nella stessa scatola. Un NAS è un disco condiviso.

Quanti vani deve avere un NAS?

Due per quasi tutte le case, sapendo che metà dello spazio se ne va nella copia: due dischi da 4 TB danno 4 TB usabili. Uno solo va bene unicamente come seconda copia di qualcos'altro; quattro o più servono a chi ha molti dati o vuole crescere.

Che dischi mettere in un NAS?

Dischi «da NAS»: sono costruiti per stare accesi sempre e per lavorare accanto ad altri dischi che vibrano. Costano poco più di quelli normali e durano molto di più. Se puoi, non prendere due esemplari dello stesso lotto: dischi gemelli tendono a rompersi nello stesso periodo.

Come accedo al NAS da fuori casa in sicurezza?

Con una VPN di casa, non aprendo porte sul router. Aprire un NAS su internet vuol dire metterlo dove programmi automatici cercano ventiquattr'ore su ventiquattro apparecchi con password deboli. C'è una guida apposta sulla VPN di casa, e si fa in mezz'ora.

Come faccio la terza copia dei dati?

Due strade. La più elegante: due NAS in due case diverse, che si sincronizzano da soli di notte — i NAS di marca hanno i programmi già pronti. La più economica: un disco esterno che colleghi una volta a settimana e poi stacchi. Staccato è la parola chiave: un disco sempre collegato viene cifrato insieme a tutto il resto.

Quanto consuma un NAS acceso sempre?

Un modello a due vani sta fra i 15 e i 25 watt — Synology ne dichiara 14,69 sul DS224+, con i dischi dentro — cioè fra i 40 e i 70 euro all'anno di corrente. Molti permettono di far dormire i dischi quando non li usa nessuno, il che abbassa il conto — ma allunga l'attesa quando riapri una cartella.

Serve un NAS potente?

Per condividere file e fare backup, no: va bene qualunque modello. Serve più potenza e più memoria solo se gli chiedi altro — riprodurre video convertendoli al volo, far girare container o servizi. Guarda la potenza dopo aver deciso cosa ci farai, non prima.

Da dove vengono questi dati

Dati controllati il 20 settembre 2026.

Questa guida l’ho scritta con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e l’ho verificata sulle fonti qui sopra prima di pubblicarla. Come lavoro

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