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Backup del computer: il modo più semplice che funziona

Gli strumenti ci sono già dentro Windows e dentro il Mac, e si accendono in cinque minuti. Le due cose che le guide non dicono, e che sono esattamente quelle che fanno perdere i dati: un disco sempre attaccato non protegge dal ransomware, e un backup che non hai mai provato a riaprire non è un backup.

Fabrizio Picco
scritta il 20 settembre 2026 · si legge in 15 minuti

Il backup è la cosa che tutti rimandano e nessuno rimpiange di aver fatto. La buona notizia è che gli strumenti ci sono già dentro al computer, sono gratuiti, e si accendono una volta sola. La cattiva è che il modo in cui quasi tutti li usano ha due buchi.

La regola che riassume tutto

Si chiama 3-2-1, la usano i professionisti, e sta in una riga: tre copie dei dati, su due supporti diversi, di cui una in un altro posto.

3 copie · 2 supporti · 1 in un altro postoIl serverla macchinache giraIl NASin casa,sempre accesoFuori casadisco esternoo spazio onlinebackupcopiaIl furto, l’incendio e l’allagamento prendono tuttoquello che sta nella stessa stanza.
Le prime due copie coprono il disco che si rompe. La terza, quella che quasi nessuno fa, copre il caso in cui la stanza non c’è più.
  1. Tre copie: l'originale sul computer, più due copie. Non due cartelle sullo stesso disco: quelle muoiono insieme.
  2. Due supporti diversi: il disco del computer e un disco esterno. Oppure il disco del computer e uno spazio su internet.
  3. Una in un altro posto: è la parte che tutti saltano, ed è quella che salva in caso di furto, incendio o allagamento. Può essere lo spazio su internet, o semplicemente un disco che tieni in ufficio o da un parente.
  4. Per una persona normale si traduce così: il computer, un disco esterno che colleghi ogni tanto, e uno spazio su internet per le cose che non puoi rifare — foto e documenti. Non serve altro.

Su Windows, in cinque minuti

Windows ha due strumenti diversi, e fanno cose diverse: conviene capire quale serve prima di accendere quello sbagliato.

StrumentoCosa salvaQuando serve
Cronologia filei tuoi documenti, foto, desktopè quello che serve a quasi tutti
Immagine del sistematutto il disco, Windows compresoabbandonata da Microsoft: meglio un programma di altri
OneDrivele cartelle che sceglila copia «in un altro posto»
Copia a manoquello che trascinimeglio di niente, ma si dimentica
  1. Collega il disco esterno.
  2. Apri il Pannello di controllo — non Impostazioni — e vai in Sistema e sicurezza → Cronologia file. Il modo più veloce è scrivere «cronologia file» nella casella di ricerca accanto al pulsante Start. In Windows 11 la funzione c'è ancora, ma Microsoft l'ha tolta da Impostazioni: è il motivo per cui tante guide mandano a cercarla dove non c'è più.
  3. Windows propone il disco esterno che hai collegato: premi Attiva. Il primo backup parte da solo.
  4. Apri «Impostazioni avanzate» nella colonna di sinistra: lì scegli ogni quanto salvare (va bene ogni ora) e per quanto tempo tenere le copie vecchie (Per sempre, finché c'è spazio).
  5. Controlla cosa viene salvato, ed è il punto che frega tutti. Cronologia file non salva quello che vuoi tu: salva le Raccolte (Documenti, Immagini, Musica, Video), il Desktop, i Contatti e i Preferiti. Una cartella di lavoro su un altro disco non viene salvata, e non c'è un pulsante per aggiungerla.
  6. Come si aggiunge davvero una cartella: in Esplora file, clic destro sulla cartella → Includi nella raccolta → scegli una raccolta (per esempio Documenti). Da quel momento Cronologia file la salva. È un giro strano, ma è l'unico che funziona.

Sul Mac, in tre minuti

Sul Mac c'è Time Machine, ed è più semplice perché fa una cosa sola e la fa bene: salva tutti i tuoi file, e sa riportarti a com'erano un mese fa.

  1. Collega il disco esterno. Se è nuovo, il Mac ti chiede da solo se vuoi usarlo con Time Machine: rispondi di sì e hai finito.
  2. Se non lo chiede: Impostazioni di Sistema → GeneraliTime MachineAggiungi disco di backup.
  3. Il Mac chiede di cancellare il disco se non è nel formato giusto: è normale, ma vuol dire che quello che c'è dentro sparisce. Controlla prima che sia vuoto.
  4. Time Machine salva ogni ora, tiene le copie giornaliere di un mese e quelle settimanali finché c'è spazio. Quando il disco si riempie, cancella le più vecchie da solo.
  5. Una cosa da sapere per il giorno del guasto: da qualche versione in qua Time Machine non salva il sistema operativo, che sta su una parte sigillata del disco. Non è un difetto, ma cambia la procedura: su un Mac da rimettere in piedi si reinstalla prima macOS, e poi si recuperano i file dal backup. Sono due passaggi, non uno.
  6. Quanto deve essere grande il disco: almeno il doppio dello spazio che usi sul Mac. Con un disco della stessa misura, Time Machine tiene una copia sola e perdi la possibilità di tornare indietro nel tempo — che è metà del motivo per cui esiste.

I due buchi che fanno perdere i dati

Qui sta la parte che le guide non scrivono, e sono le due cose per cui la gente perde i dati pur avendo un backup.

Il bucoCosa succedeCome si chiude
Disco sempre collegatoil ransomware cifra anche quellostaccalo quando non salva
Backup mai provatoscopri che è vuoto il giorno che serveriapri un file, ogni tanto
Solo il disco in casafurto, incendio, allagamentouna copia fuori casa o su internet
Cartelle non inclusesalvi tutto tranne quello che contacontrolla l'elenco delle cartelle
  1. Il primo buco è diventato il più grave negli ultimi anni. I programmi che cifrano i file per chiedere un riscatto non guardano solo il disco del computer: cifrano tutto quello che è collegato, disco esterno compreso. Un backup sempre attaccato è un backup che muore insieme all'originale. La soluzione non costa niente: si collega il disco, si aspetta che finisca, e si stacca. Una volta alla settimana è abbastanza per la maggior parte delle persone.
  2. Il secondo buco è il più subdolo, perché non dà nessun segnale. Un backup che gira ogni ora e salva la cartella sbagliata sembra identico a uno che funziona. Una volta ogni due o tre mesi, apri il backup e ripristina un file a caso: una foto, un documento. Se si riapre e si legge, il backup c'è. Se non ci riesci, l'hai scoperto oggi e non il giorno del guasto.
  3. La copia su internet chiude il terzo buco senza fatica: OneDrive, iCloud, Google Drive o qualunque altro. Vale la pena metterci le cose che non si possono rifare — foto di famiglia, documenti, lavoro — non i programmi, che si riscaricano.
  4. Un avvertimento sulla sincronizzazione: OneDrive e Google Drive non sono un backup nel senso pieno. Se cancelli un file, sparisce anche da lì. Tengono un cestino per qualche settimana, ed è meglio di niente, ma non sostituiscono una copia vera che resta ferma.

Domande frequenti

Come si fa il backup del PC con Windows?

Collega un disco esterno, poi apri il Pannello di controllo — non Impostazioni, dove in Windows 11 la funzione non c'è più — e vai in Sistema e sicurezza → Cronologia file. Premi Attiva sul disco che ti propone. Attenzione a cosa salva: le Raccolte, il Desktop e i Preferiti. Una cartella su un altro disco non viene salvata finché non la includi in una raccolta da Esplora file.

Ogni quanto va fatto il backup?

Dipende da quanto lavoro sei disposto a rifare. Per una persona normale una volta alla settimana va benissimo; per chi lavora al computer tutti i giorni, ogni giorno. Gli strumenti automatici salvano ogni ora quando il disco è collegato, quindi in pratica basta collegarlo.

Devo lasciare il disco di backup sempre collegato?

No, ed è importante. I programmi che cifrano i file per chiedere un riscatto colpiscono anche i dischi collegati: un backup sempre attaccato muore insieme all'originale. Collegalo, aspetta che il backup finisca, e staccalo.

Quanto deve essere grande il disco per il backup?

Almeno il doppio dello spazio che usi. Non serve per la prima copia, serve per tenere le versioni vecchie: con un disco della stessa misura resta una copia sola e perdi la possibilità di tornare a com'era un mese fa, che è metà del motivo per cui si fa il backup.

Time Machine salva anche il sistema del Mac?

No, e conviene saperlo prima del giorno del guasto: il sistema sta su una parte sigillata del disco e Time Machine non lo copia. Per rimettere in piedi un Mac si reinstalla prima macOS e poi si recuperano i file dal backup. Sono due passaggi, non uno.

OneDrive o Google Drive valgono come backup?

Solo in parte. Sono ottimi per la copia fuori casa, che protegge da furto e incendio, ma sincronizzano: se cancelli un file sparisce anche da lì. Tengono un cestino per qualche settimana ed è meglio di niente, ma non sostituiscono una copia vera che resta ferma su un disco.

Come faccio a sapere se il backup funziona davvero?

Provandolo: una volta ogni due o tre mesi apri il backup e ripristina un file a caso. Se si riapre e si legge, funziona. È il controllo che nessuno fa, ed è il motivo per cui tanta gente scopre di avere un backup vuoto proprio il giorno in cui serve.

Da dove vengono questi dati

Dati controllati il 20 settembre 2026.

Questa guida l’ho scritta con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e l’ho verificata sulle fonti qui sopra prima di pubblicarla. Come lavoro

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