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Come comprimere un video gratis, senza caricarlo online

Su Windows 11 e iPhone comprimere un video vuol dire quasi sempre una cosa sola: scegliere una risoluzione più bassa (480p, 720p, 1080p...). Su Mac, QuickTime fa scegliere anche il codec HEVC a parità di risoluzione, e iMovie ha un vero cursore di bitrate, indipendente dalla risoluzione — l'unico strumento gratuito di questa guida che lo offre.

Fabrizio Picco
scritta il 1° ottobre 2026 · si legge in 5 minuti

Cerchi un modo per far pesare meno un video — per mandarlo via email, per caricarlo dove c'è un limite di dimensione, per liberare spazio — e ti aspetti un programma con un cursore «qualità» da spostare, come per le foto. Sugli strumenti gratuiti che hai già installati non funziona così: qui ti spiego cosa fanno davvero Mac, Windows 11, iPhone e Android, e perché quasi sempre la vera leva è un'altra.

Perché comprimere un video vuol dire quasi sempre "risoluzione più bassa"

Ti aspetti forse un cursore con scritto «qualità» da spostare, come per le foto JPEG. Su QuickTime, Clipchamp e iMovie su iPhone non esiste: comprimere un video vuol dire quasi sempre una cosa sola, scegliere una risoluzione più bassa — il video diventa più piccolo da vedere, non più efficiente a parità di nitidezza.

C'è un'eccezione parziale su QuickTime (Mac): quando esporti in 4K o 1080p, fa scegliere anche il codec, cioè il modo in cui i dati vengono compressi. HEVC (l'opzione che Apple chiama «Dimensioni file minori») pesa meno dell'H.264 a parità di risoluzione e di nitidezza, ma non tutti i programmi e i dispositivi più vecchi sanno leggerlo — per questo l'alternativa si chiama «Maggiore compatibilità».

C'è però un vero cursore di bitrate gratuito, ed è iMovie su Mac (non quello su iPhone): scegliendo qualità «Personalizzata» si trascina un cursore che imposta il bitrate target, indipendente dalla risoluzione — vedi la sezione sul Mac, più sotto. Un controllo ancora più fine, per chi vuole entrare nei dettagli tecnici, c'è in un programma come HandBrake, di cui parliamo alla fine di questa guida.

Se ti basta che il video sia più leggero per mandarlo per email o su WhatsApp, vai diretto alla risoluzione più bassa che ti va bene per come lo guarderai: 480p o 540p va benissimo per un video che si guarda su un telefono.

Su Mac: QuickTime Player

QuickTime Player è già installato su ogni Mac: non serve scaricare nulla.

Non c'è un cursore di qualità separato dalla risoluzione: su QuickTime comprimere vuol dire scegliere una risoluzione più bassa, o un codec più efficiente a parità di risoluzione. Per caricare un video online, Apple stessa consiglia 480p. Attenzione al formato del file: QuickTime Player esporta sempre in .mov, mai in .mp4.
  1. Apri il video con QuickTime Player.
  2. Vai su File, poi Esporta con nome.
  3. Scegli una risoluzione: 4K, 1080p, 720p o 480p — quelle più grandi dell'originale restano disattivate.
  4. Per 4K o 1080p scegli anche il formato: Dimensioni file minori (codec HEVC, più leggero) oppure Maggiore compatibilità (codec H.264, si apre ovunque).
QuickTime Player, File > Esporta con nome: il menu con le quattro risoluzioni (4K, 1080p, 720p, 480p) e, per 4K, la scelta fra Dimensioni file minori (HEVC) e Maggiore compatibilità (H.264) — illustrazione ricostruita
QuickTime Player, File > Esporta con nome: il menu con le quattro risoluzioni (4K, 1080p, 720p, 480p) e, per 4K, la scelta fra Dimensioni file minori (HEVC) e Maggiore compatibilità (H.264) — illustrazione ricostruita

Su Mac, per un controllo più preciso: iMovie

Se le quattro risoluzioni di QuickTime non bastano, su Mac c'è un'opzione gratuita in più, e pochi la conoscono: iMovie (diverso da iMovie su iPhone) ha un vero cursore di bitrate, indipendente dalla risoluzione.

È l'unico strumento gratuito di questa guida con un cursore di bitrate vero: se QuickTime non basta, prova questo prima di installare un programma più tecnico come HandBrake.
  1. Apri il progetto in iMovie, poi vai su File > Invia filmato (o l'equivalente «Condividi» a seconda della versione).
  2. Nel menu Qualità, scegli Personalizzata.
  3. Trascina il cursore per impostare il bitrate target: più basso lo porti, più il file si alleggerisce, indipendentemente dalla risoluzione scelta nei menu a parte.
iMovie su Mac, finestra Invia filmato: il menu Qualità impostato su Personalizzata e il cursore del bitrate target sotto — illustrazione ricostruita
iMovie su Mac, finestra Invia filmato: il menu Qualità impostato su Personalizzata e il cursore del bitrate target sotto — illustrazione ricostruita

Su Windows 11: l'app Foto e Clipchamp

L'app Foto di Windows 11 taglia un video, ma non ha nessuna opzione per comprimerlo o abbassarne la qualità: per le modifiche più avanzate, la pagina ufficiale Microsoft stessa rimanda a Clipchamp, l'editor video incluso in Windows 11.

Anche qui comprimere vuol dire scegliere una risoluzione più bassa, non c'è un cursore di qualità a parte. Il 4K non è gratis: Microsoft lo riserva all'abbonamento Microsoft 365 Personal/Family o a Clipchamp Premium — «1080p è la risoluzione gratuita più grande che offriamo», dice la pagina ufficiale. Buona notizia: per un account personale, Clipchamp elabora tutto in locale sul computer — non carica il video online, a meno che tu non accenda apposta il backup dei contenuti (spento di default). Per un account di lavoro aziendale, invece, il backup su OneDrive/SharePoint è automatico.
  1. Apri Clipchamp, crea un nuovo progetto e trascina il video sulla sequenza temporale in basso.
  2. Clicca su Esporta, in alto a destra.
  3. Scegli una risoluzione: 480p (bozze), 720p (social) o 1080p (streaming e presentazioni) — sono le tre gratuite.
  4. Clipchamp salva il video esportato come file .mp4.
Clipchamp, schermata di esportazione: le tre risoluzioni gratuite (480p, 720p, 1080p) e il 4K mostrato bloccato, riservato all'abbonamento — illustrazione ricostruita
Clipchamp, schermata di esportazione: le tre risoluzioni gratuite (480p, 720p, 1080p) e il 4K mostrato bloccato, riservato all'abbonamento — illustrazione ricostruita

Su iPhone: con iMovie, non con l'app Foto

Su iPhone la funzione per comprimere un video già girato non è nell'app Foto: serve iMovie, l'app gratuita di Apple per montare video (da scaricare a parte, se non ce l'hai già).

Se il video resta troppo pesante anche alla risoluzione più bassa, Apple stessa consiglia di tagliarlo (procedimento spiegato nella nostra guida su come tagliare un video gratis). Serve iPhone 12 o successivo, iOS 26 o successivo e l'ultima versione di iMovie: su versioni precedenti i passaggi possono essere diversi.
RisoluzionePeso indicativoQuando conviene
1080p (di default)70–105 MB al minutoSe non hai bisogno di alleggerire granché il file
720p19–27 MB al minutoUn buon compromesso fra peso e nitidezza
540p12–16 MB al minutoConsigliata da Apple per i social
360p6–9 MB al minutoConsigliata da Apple per i messaggi
  1. Apri iMovie, tocca Inizia nuovo progetto, poi Filmato.
  2. In File multimediali, tocca Video e scegli il video da comprimere.
  3. Tocca Crea filmato, poi Fine.
  4. Tocca Condividi, poi Salva o condividi il video, poi Opzioni.
  5. Scegli una risoluzione più bassa di quella originale, poi tocca Fine.
  6. Solo adesso scegli dove salvare: Salva video, Salva su File oppure AirDrop — se tocchi Salva video prima di aver scelto Opzioni, il video si salva a 1080p senza che tu abbia deciso niente.
iMovie su iPhone, Condividi > Salva video > Opzioni: le quattro risoluzioni disponibili con il peso indicativo al minuto — illustrazione ricostruita
iMovie su iPhone, Condividi > Salva video > Opzioni: le quattro risoluzioni disponibili con il peso indicativo al minuto — illustrazione ricostruita

Su Android: cosa fa (e cosa non fa) Google Foto

Su Android non abbiamo trovato nessuna funzione ufficiale che comprima un video già salvato sul telefono: quello che Google Foto offre riguarda solo la copia che carichi nel suo cloud, non il file che hai in mano.

Confermato dopo verifica-guida su una copia d'archivio della pagina ufficiale Google (letta oggi, la pagina dal vivo blocca ancora i tentativi automatici): l'impostazione Risparmio spazio di archiviazione, nel backup di Google Foto, riduce a 1080p i video caricati che erano più grandi; quelli già a 1080p o meno restano simili all'originale. Ma è una scelta sulla copia nel cloud: il file sul telefono resta quello di partenza, con lo stesso peso.

Non abbiamo trovato nessuna fonte ufficiale che dica se da Google Foto si possa scaricare sul telefono una copia già compressa, al posto dell'originale pesante. Se ti serve proprio questo, per ora la strada verificata è comprimere il video con un altro strumento (ad esempio da un computer, con QuickTime o Clipchamp) e poi rimandarlo sul telefono.
Google Foto su Android, impostazioni di Backup: l'opzione Risparmio spazio di archiviazione selezionata, sotto Qualità originale — illustrazione ricostruita
Google Foto su Android, impostazioni di Backup: l'opzione Risparmio spazio di archiviazione selezionata, sotto Qualità originale — illustrazione ricostruita

Se ti serve un controllo più preciso: HandBrake

Tutti gli strumenti visti finora limitano la scelta alla risoluzione. Se ti serve un controllo diretto sul bitrate — quanto pesano i dati video, scelto indipendentemente dalla risoluzione — serve un programma più tecnico: HandBrake, gratuito e open source, per Mac e Windows.

La sua pagina ufficiale sulla privacy lo dichiara esplicitamente: HandBrake elabora tutto in locale sul computer, non richiede un account né una connessione, e non raccoglie dati sul contenuto dei video. L'unica comunicazione di rete è il controllo degli aggiornamenti, disattivabile.

Non entriamo nel dettaglio dei comandi dell'interfaccia di HandBrake: qui basti sapere che esiste, è gratis, ed è la strada giusta se la risoluzione più bassa non ti basta. Se invece preferisci un sito online, ricorda che il file deve passare su un server che non conosci: evitalo per video privati o con dati personali, usalo solo per contenuti che pubblicheresti comunque online.

Un'alternativa a pagamento con un'interfaccia più semplice di HandBrake: Wondershare UniConverter, che il produttore descrive con una compressione automatica — sceglie lui la modalità migliore per ogni video (dichiarato dal produttore, non verificato in modo indipendente). Nota di trasparenza: se lo compri dal nostro link, guadagniamo una commissione.

Domande frequenti

Esiste un modo per comprimere un video senza perdere qualità?

In parte. Clipchamp e iMovie su iPhone comprimono solo riducendo la risoluzione, quindi un po' di nitidezza si perde sempre su schermi grandi. Su Mac, QuickTime fa cambiare codec (da H.264 a HEVC) a parità di risoluzione — file più leggero, ma serve che chi riceve il video sappia leggerlo — e iMovie ha un vero cursore di bitrate indipendente dalla risoluzione, la stessa cosa che altrimenti si trova solo in programmi più tecnici come HandBrake.

Devo caricare il video su un sito per comprimerlo?

No. Mac, Windows 11 e iPhone hanno già uno strumento gratuito che comprime un video restando sul dispositivo. Su Android, Google Foto non comprime il file sul telefono: solo la copia che carica nel cloud.

Su iPhone, l'app Foto comprime i video?

No. La funzione ufficiale è dentro iMovie, non nell'app Foto: Condividi, poi Salva video, poi Opzioni, e lì si sceglie una risoluzione più bassa.

Google Foto comprime i video che ho sul telefono?

No, o almeno non è quello che fa la funzione documentata da Google: Risparmio spazio di archiviazione riduce a 1080p solo la copia caricata nel cloud, non il file che resta sul telefono. Non risulta un modo per scaricare da Google Foto una copia già compressa al posto dell'originale.

Qual è la differenza fra ridurre la risoluzione e cambiare codec?

Ridurre la risoluzione rimpicciolisce il video — meno pixel, meno nitido su schermi grandi — ed è la leva che usano tutti gli strumenti gratuiti di sistema. Cambiare codec (per esempio da H.264 a HEVC) mantiene la stessa risoluzione e la stessa nitidezza, ma comprime i dati in modo più efficiente: il file pesa meno, a patto che chi lo apre sappia leggere quel codec.

Da dove vengono questi dati

Dati controllati il 1 ottobre 2026.

Questa guida l’ho scritta con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e l’ho verificata sulle fonti qui sopra prima di pubblicarla. Come lavoro

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