Internet

Temu: conviene davvero? Dipende da cosa compri

«Temu conviene?» è la domanda sbagliata: la risposta cambia del tutto secondo cosa compri. Su alcune categorie arriva lo stesso oggetto che altrove paghi il triplo; su altre arriva spazzatura. E su una — tutto quello che si attacca alla corrente — il problema non è la qualità, è la sicurezza. Qui c'è la divisione, categoria per categoria.

Fabrizio Picco
verificata il 24 ottobre 2026 · si legge in 11 minuti

Su Temu si sono fatti tutti un'idea, e quasi sempre è troppo netta in una delle due direzioni. La verità è più noiosa e più utile: ci sono categorie in cui è un affare vero e categorie in cui è un errore, e la linea fra le due è abbastanza precisa da poterla scrivere.

Ho testato i gadget tech di Temu: risultati inaspettati — sul canale Guida in Italiano

Cosa conviene davvero

La regola di fondo: conviene quello che è semplice, che non ha elettronica complicata dentro e che, se arriva scadente, ti fa perdere tre euro e non la giornata.

CategoriaCome vaPerché
Cavi, adattatori, supportibeneescono dalle stesse fabbriche dei marchi noti
Attrezzi e minuteriabenecacciaviti, pinzette, organizer: nessuna elettronica
Accessori per la casabeneil rapporto prezzo-utilità è imbattibile
Custodie e pellicole per telefonibenestesso stampo, un quarto del prezzo
Abbigliamentoa sorpresele taglie sono un'altra scala
Piccoli gadget elettronicia sorpresefunzionano, ma durano quanto durano
  1. Il caso più forte sono i cavi e gli accessori passivi. Un cavo, un supporto, un adattatore meccanico non hanno niente dentro che possa essere fatto male in modo pericoloso: o funzionano o no, e lo scopri subito.
  2. La minuteria è dove il risparmio è più netto. Un set di cacciaviti di precisione, delle fascette, degli organizzatori: roba che in negozio costa cinque volte tanto per lo stesso oggetto.
  3. Per l'abbigliamento, misura prima. Le taglie seguono una scala diversa dalla nostra: si va di misure in centimetri, non di S-M-L, e conviene confrontare con un capo che hai già.
  4. Compra poco alla volta la prima volta. Tre oggetti per capire come vanno tempi e qualità, non trenta.

Cosa non comprare

Qui la regola è opposta: tutto quello che, funzionando male, ti costa più di quanto hai risparmiato.

Le schede di memoria meritano una riga in più, perché sono la truffa più antica e più diffusa: una scheda dichiarata da 512 GB che in realtà ne ha 32, programmata per dire di averne 512. Funziona finché non superi i 32 reali, e da lì in poi scrive nel vuoto — te ne accorgi quando vai a recuperare le foto e non ci sono più. Su questa categoria non si risparmia, mai, da nessuna parte.
CategoriaPerché no
Schede di memoria e chiavettecapienza dichiarata spesso falsa: perdi i dati, non i soldi
Batterie e power bankcapacità gonfiata, e una batteria fatta male è un rischio
Elettronica complessaniente assistenza, niente aggiornamenti
Prodotti per bambini piccolile norme di sicurezza contano, qui
Cosmetici e integratorinon si sa cosa c'è dentro
Copie di prodotti di marcaoltre al resto, è merce contraffatta

La categoria su cui non si risparmia

Tutto quello che si attacca ai 230 volt della presa di casa è un discorso a parte, e non è una questione di qualità.

Dentro un caricatore ci sono 230 volt da un lato e pochi volt dall'altro, separati da un trasformatore e da una distanza fisica sulla scheda. Nei prodotti non certificati quella distanza viene ridotta per risparmiare spazio, e mancano le protezioni contro il surriscaldamento e il cortocircuito. È il motivo per cui su questa categoria il prezzo basso non è un affare: è il segnale.

C'è una guida dedicata agli alimentatori USB che spiega per esteso cosa guardare: vale la pena leggerla prima di comprare qualunque cosa si attacchi al muro, su Temu come altrove.
  1. Caricatori, alimentatori, ciabatte, luci a 230 volt: no. La differenza di prezzo con un prodotto di marca certificato è di dieci o quindici euro una volta sola, contro un apparecchio da centinaia di euro attaccato tutte le notti.
  2. Guarda il marchio CE insieme al nome e all'indirizzo del fabbricante, e meglio ancora le sigle GS o TÜV, che sono verificate da un ente terzo e non dichiarate dal venditore.
  3. I prodotti a batteria ricaricabile stanno nella stessa famiglia: una cella fatta male o senza protezione elettronica è la causa degli incendi di cui si legge ogni tanto.
  4. L'eccezione: gli accessori che non toccano i 230 volt — cavi USB, adattatori, supporti — restano nella colonna di prima. Lì il peggio che può succedere è che non funzionino.

Garanzia, resi, dogana: come funziona

La parte pratica, che è anche quella che sorprende di più — in meglio e in peggio.

Come funziona
Resifacili e spesso gratuiti: è il punto forte della piattaforma
Garanzia legaledue anni, come per ogni venditore che vende in Europa
Farla valere dopo mesiè la parte difficile: qui sta la differenza vera
IVAgià inclusa nel prezzo che vedi
Dazio, dal 1º luglio 20263 € per ogni articolo diverso
Tassa di gestione UE, dal 1º novembre 2026altri 2 € per articolo, non si recupera anche se lo rendi
Tempida pochi giorni a un paio di settimane
Fattura per la partita IVAnon sempre disponibile
  1. I resi funzionano bene e sono la ragione per cui vale la pena provare. Nella prima finestra di tempo, se una cosa non va, si rimanda indietro senza discussioni.
  2. La garanzia di due anni c'è per legge anche qui: chi vende in Europa deve rispettarla. Il problema non è il diritto, è esercitarlo a otto mesi di distanza con un venditore dall'altra parte del mondo — e in pratica, su un oggetto da cinque euro, non lo fa nessuno.
  3. Quindi la regola pratica è una sola: compra lì quello che, se smette di funzionare fra un anno, ricompri senza pensarci. Per tutto il resto, il negozio sotto casa o il grande venditore con l'assistenza valgono la differenza di prezzo.
  4. L'IVA è già nel prezzo, quindi lì non arrivano sorprese. Il dazio è cambiato il 1º luglio 2026, ed è la prima novità sul conto di questa piattaforma: sulle spedizioni da fuori Unione Europea fino a 150 euro l'UE applica un dazio di 3 euro per ogni articolo diverso. Si conta per tipo di prodotto, non per pacco: cinque magliette uguali sono 3 euro, una maglietta più un orologio sono 6 euro. La misura resta in vigore fino al 1º luglio 2028.
  5. Dal 1º novembre 2026 si aggiunge una seconda tassa, la tassa di gestione UE (handling fee): altri 2 euro per articolo, sulla stessa soglia dei 150 euro del dazio, confermata nell'importo dalla Commissione Europea il 7 ottobre 2026. La differenza che conta rispetto al dazio è un'altra: non si recupera se fai il reso. Sul cavo da otto euro dell'esempio sopra, dazio e tassa insieme fanno 5 euro, il 62% in più — non più il 37% del solo dazio.
  6. Perché ti riguarda più che altrove. Le due tasse insieme colpiscono proprio gli oggetti da pochi euro, che sono la convenienza di Temu. Di solito le vedi già dentro il prezzo alla cassa — ma possono anche arrivarti dal corriere alla consegna: prima di ordinare guarda il totale finale, non il prezzo del prodotto.
  7. C'è anche un contributo italiano in arrivo, non ancora attivo. La Legge di bilancio 2026 prevede altri 2 euro a carico di chi riceve un pacco da fuori UE fino a 150 euro, ma la data di partenza è stata rinviata più volte — l'ultima volta al 1º gennaio 2027 (da riverificare più avanti, visti i rinvii precedenti). Da quella data, dazio, tassa UE e contributo italiano si sommeranno sullo stesso pacco.
  8. Se compri per l'azienda, verifica prima di ordinare che ti rilascino un documento valido: non è scontato, e senza quello la spesa non la scarichi.

Il gioco dei buoni, e come non caderci

La piattaforma è costruita come un gioco: ruote che girano, sconti che scadono fra dieci minuti, «cento euro di buono» per chi si iscrive. Funziona benissimo, ed è progettato per farti comprare cose che non cercavi.

Una nota di trasparenza, perché è giusto saperlo: il collegamento qui sotto è di affiliazione — se lo usi per la prima installazione, a noi torna qualcosa. È proprio il motivo per cui in questa pagina c'è anche l'elenco di quello che non comprare, e la sezione sui prodotti che si attaccano alla corrente. Un consiglio che ti fa spendere male torna indietro, e vale molto meno della commissione.
  1. Entra con una lista. Il modo per uscirne bene è sapere cosa si cerca prima di aprire l'applicazione, e comprare quello.
  2. I timer che scadono sono quasi sempre finti: il prezzo torna uguale il giorno dopo. Non c'è nessuna fretta.
  3. Il buono di benvenuto è vero, ma è vincolato a una spesa minima: il conto va fatto su quanto spendi davvero, non sullo sconto.
  4. Confronta con Amazon prima di ordinare, sempre. Su parecchie cose la differenza si è assottigliata, e con Amazon hai la consegna in un giorno e un reso senza pensieri.
  5. Disattiva le notifiche subito dopo l'installazione, se no diventano parecchie al giorno.

Domande frequenti

Su Temu conviene comprare?

Dipende da cosa. Conviene sulle cose semplici e senza elettronica: cavi, adattatori, supporti, attrezzi, minuteria, accessori per la casa — lì arriva spesso lo stesso oggetto che altrove paghi il triplo. Non conviene su schede di memoria, batterie, elettronica complessa e su tutto quello che si attacca alla presa di corrente.

I prodotti Temu sono sicuri?

Dipende dalla categoria. Un cavo o un supporto, al peggio, non funzionano. Tutto quello che si attacca ai 230 volt — caricatori, alimentatori, ciabatte, luci — è un'altra storia: lì il prezzo basso non è un affare, è il segnale che mancano le protezioni e le distanze di sicurezza dentro. Su quella categoria non si risparmia.

Si paga la dogana su Temu?

Sì, dal 1º luglio 2026, ed è la cosa più importante cambiata su questa piattaforma: l'Unione Europea applica un dazio di 3 euro per ogni articolo diverso sulle spedizioni da fuori Europa fino a 150 euro. Si conta per tipo di prodotto e non per pacco — cinque magliette uguali sono 3 euro, una maglietta più un orologio sono 6.

Dal 1º novembre 2026 si aggiunge una seconda tassa, quella di gestione UE: altri 2 euro per articolo, sulla stessa soglia dei 150 euro del dazio, ma senza rimborso se fai il reso. L'IVA invece è davvero già inclusa nel prezzo. Entrambe le tasse le versa chi fa la dichiarazione doganale, quindi in genere le trovi già conteggiate alla cassa, ma possono anche essere chieste dal corriere alla consegna: guarda il totale finale prima di confermare. Su un oggetto da otto euro, dazio e tassa insieme fanno 5 euro: il 62% in più, non più il 37% del solo dazio.

C'è la garanzia sui prodotti Temu?

Sì: chi vende in Europa deve rispettare la garanzia legale di due anni. Il punto non è il diritto, è riuscire a esercitarlo a otto mesi di distanza con un venditore dall'altra parte del mondo. La regola pratica: compra lì quello che, se si rompe fra un anno, ricompri senza pensarci.

I resi su Temu funzionano?

Sì, ed è il punto forte della piattaforma: nella prima finestra di tempo si rimanda indietro senza discussioni, spesso gratis. È anche il motivo per cui provare costa poco — a patto di controllare la merce appena arriva, non fra due mesi.

Perché su Temu costa tutto così poco?

Tre motivi, e solo uno è un trucco. I prodotti arrivano direttamente dalla fabbrica, senza i passaggi intermedi; molti escono dagli stessi stabilimenti dei marchi noti, senza il marchio; e in alcune categorie il prezzo basso si paga in controlli mancati — ed è esattamente quello che rende rischiose le batterie e i prodotti a 230 volt.

Da dove vengono questi dati

Dati controllati il 24 ottobre 2026.

Questa guida l’ho scritta con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e l’ho verificata sulle fonti qui sopra prima di pubblicarla. Come lavoro

Continua da qui