Signal: cos'è e come funziona
Signal è un'app di messaggistica gratuita, open source e senza pubblicità, gestita dalla Signal Foundation, un'organizzazione no-profit. Cifra sempre, per tutti i messaggi, le chiamate e i gruppi, con il protocollo Signal — lo stesso usato anche da WhatsApp — e dichiara di conservare pochissimi dati su chi la usa.
scritta il 27 ottobre 2026 · si legge in 7 minuti
Qualcuno — un amico attento alla privacy, un giornalista, un collega che lavora con informazioni delicate — ti ha detto di passare a Signal al posto di WhatsApp o Telegram, e non ti è chiaro cosa cambi davvero: ti sembra «un'altra app di messaggistica». Qui trovi chi c'è dietro Signal, come funziona la sua cifratura, cosa dichiara di sapere — e di non sapere — su chi la usa rispetto alle altre due app, le sue funzioni principali e come si installa la prima volta.
Cos'è Signal, e chi la gestisce
Signal è un'app di messaggistica gratuita e senza pubblicità: niente banner, niente dati venduti a chi fa inserzioni. La sviluppa e la mantiene la Signal Foundation, un'organizzazione statunitense no-profit, insieme alla società collegata Signal Messenger LLC che si occupa dell'app vera e propria.
È nata nel 2018: Brian Acton — uno dei due fondatori di WhatsApp, uscito da Facebook nel 2017 dopo la vendita dell'app — ha messo un finanziamento iniziale dichiarato di 50 milioni di dollari per fondare la Signal Foundation insieme a Moxie Marlinspike, il programmatore che — con Trevor Perrin — aveva già creato il protocollo di cifratura su cui si basa Signal — e, come vedi più avanti, anche WhatsApp. Oggi Signal si mantiene soprattutto con le donazioni di chi la usa, non con la pubblicità o la vendita dei tuoi dati.
Il codice di Signal — sia quello dell'app sia quello dei server — è open source: chiunque (programmatori indipendenti, università, aziende di sicurezza) può leggerlo e controllare che faccia davvero quello che Signal dichiara.

Come funziona la crittografia end-to-end
La cifratura end-to-end (da capo a capo) vuol dire che un messaggio viene cifrato sul tuo telefono prima di partire, e si decifra solo sul telefono di chi lo riceve: nessuno nel mezzo — compresa Signal stessa — ha la chiave per leggerlo, nemmeno se un tribunale gliel'ordinasse.
Signal usa un sistema che ha sviluppato lei stessa, conosciuto come protocollo Signal: è pubblicato pubblicamente ed è stato esaminato più volte da crittografi indipendenti. Su Signal la cifratura end-to-end è sempre attiva, per ogni chat, ogni gruppo e ogni chiamata: non è una modalità da scegliere apposta.
Lo stesso protocollo lo usa anche WhatsApp per cifrare il contenuto dei messaggi: lo hanno annunciato insieme Open Whisper Systems — l'organizzazione che poi è diventata Signal — e WhatsApp, nel 2016. È la base tecnica che le due app hanno in comune: quello che cambia fra loro, come vedi nella prossima sezione, è cosa succede intorno al messaggio, non dentro.
Per chi vuole un controllo in più, Signal mostra per ogni conversazione un codice di sicurezza: confrontandolo di persona, o con un altro mezzo, con chi scrive, puoi verificare che nessuno si sia inserito nel mezzo della conversazione.

Cosa sa Signal di te, rispetto a WhatsApp e Telegram
Oltre al contenuto dei messaggi, in ogni chat esiste un secondo livello di informazioni: i metadati — chi scrive a chi, quando, quanto spesso. Un servizio può cifrare perfettamente i messaggi e sapere comunque molto di te guardando solo i metadati.
Signal dichiara di raccogliere pochissimi metadati, e lo ha mostrato pubblicando le risposte che ha potuto dare ad alcuni mandati di tribunali statunitensi che chiedevano i dati di un utente: nei casi resi pubblici, Signal ha potuto fornire solo la data di creazione dell'account e quella dell'ultimo accesso — non i contatti, non i contenuti, non i gruppi a cui l'utente partecipa, perché dichiara di non conservarli in una forma leggibile.
Dal 2018 Signal ha anche una funzione chiamata sealed sender: nasconde, quando possibile, anche a Signal stessa chi sta mandando un messaggio a chi, non solo il contenuto.
WhatsApp cifra end-to-end il contenuto dei messaggi con lo stesso protocollo di Signal (vedi sezione precedente), ma la sua informativa sulla privacy dichiara di raccogliere un insieme più ampio di informazioni sull'uso del servizio (numero di telefono, informazioni sul dispositivo, dati di utilizzo) rispetto a quanto dichiarato da Signal.
Telegram, nelle sue chat normali (private e di gruppo), cifra i messaggi solo fra il dispositivo e il proprio server — non end-to-end — e ne tiene la cronologia sul cloud: lo spieghiamo per esteso nella guida dedicata a Telegram. Su Signal, al contrario, la cronologia dei messaggi vive di norma sui dispositivi di chi scrive e di chi riceve; chi attiva il backup cifrato a pagamento (vedi la sezione sulle funzioni) ne tiene anche una copia sui server di Signal, ma cifrata con una chiave che Signal stessa non riceve: resta illeggibile per Signal.

Le funzioni principali
Con Signal mandi testi, foto, video, file di ogni tipo e messaggi vocali, e fai chiamate — vocali e video, singole o di gruppo — cifrate end-to-end come i messaggi.
I messaggi effimeri (disappearing messages) si cancellano da soli, su entrambi i telefoni, dopo un tempo che scegli tu per quella conversazione: ci sono durate già pronte da 30 secondi a 4 settimane (5 minuti, 1 ora, 8 ore, 1 giorno, 1 settimana), oppure puoi impostarne una personalizzata da 1 secondo a 4 settimane. Il messaggio sparisce anche dallo schermo di chi lo ha ricevuto, non solo dal tuo.
I gruppi funzionano con la stessa cifratura end-to-end delle chat singole, con ruoli di amministratore che decidono chi può aggiungere persone o scrivere, e possono arrivare fino a 1.000 membri (le videochiamate di gruppo, invece, fino a 75 persone insieme).
Note to Self (Note personali) è una chat speciale con te stesso: ci scrivi appunti, link o promemoria, e se hai Signal collegato su più dispositivi la ritrovi dappertutto.
Dal 2024 Signal permette anche di crearti uno username: puoi darlo agli altri al posto del tuo numero di telefono per iniziare una chat, restando raggiungibile senza dover condividere il numero.
Dal settembre 2025 esiste anche un backup cifrato dei messaggi (Secure Backups): gratis per il testo di tutte le conversazioni e per i media degli ultimi 45 giorni; a pagamento, 1,99 dollari al mese, per conservare anche foto, video e file più vecchi fino a 100 GB. È l'unica funzione a pagamento di Signal, ed è facoltativa.

Come si installa e si configura la prima volta
L'account si crea in pochi minuti: ti serve solo il numero di telefono per la verifica iniziale.
- Scarica Signal dall'App Store (iPhone) o da Google Play (Android); su Android è disponibile anche come file APK direttamente dal sito ufficiale signal.org, per chi non vuole passare da Google Play.
- Apri l'app, tocca Continua e inserisci il tuo numero di telefono con il prefisso internazionale.
- Inserisci il codice di verifica che ricevi via SMS (o, se non arriva, tramite una chiamata vocale).
- Scegli un nome profilo e, se vuoi, una foto: è quello che vedranno i tuoi contatti su Signal.
- Imposta un PIN di Signal: serve a recuperare il profilo e le impostazioni se cambi telefono. Da solo non impedisce che qualcuno registri il tuo numero su un altro dispositivo: per quello va acceso anche il Blocco registrazione nelle impostazioni, spento di default.
- Decidi se dare a Signal il permesso di leggere la rubrica del telefono: serve solo per mostrarti quali tuoi contatti usano già Signal, non è obbligatorio.

Perché la consigliano esperti di sicurezza e giornalisti
Diversi esperti di sicurezza informatica e organizzazioni per i diritti digitali indicano Signal come riferimento quando serve il massimo di riservatezza in una conversazione: fra questi, pubblicamente, l'ex collaboratore esterno della NSA Edward Snowden, che ne raccomanda l'uso da anni.
Diverse redazioni giornalistiche pubblicano un numero Signal fra i contatti per ricevere segnalazioni da fonti che vogliono restare anonime, proprio per la combinazione fra cifratura sempre attiva e pochi metadati dichiarati.
Il motivo tecnico dietro queste raccomandazioni è quello visto nelle sezioni precedenti: codice open source controllabile da chiunque, un protocollo di cifratura pubblicato ed esaminato da crittografi indipendenti, e un modello economico — le donazioni — che non dà a Signal nessun incentivo a raccogliere dati su di te.

I prezzi citati in questa guida sono quelli letti sul listino ufficiale del fornitore. Possono cambiare senza preavviso: controllali sul sito del fornitore prima di decidere.
Domande frequenti
Signal è davvero gratis?
La messaggistica sì, completamente: nessuna pubblicità, nessun abbonamento che sblocca funzioni di chat o chiamata in più. L'unica cosa a pagamento, facoltativa, è il backup cifrato dei media oltre i 45 giorni (1,99 $ al mese). Per il resto si mantiene con le donazioni di chi la usa.
Chi può leggere i miei messaggi su Signal?
Solo tu e chi li riceve: la cifratura end-to-end è sempre attiva, per ogni chat, gruppo e chiamata, senza bisogno di attivare nulla.
Serve il numero di telefono per usare Signal?
Sì, per la registrazione iniziale. Dopo aver creato l'account puoi condividere con gli altri il tuo username al posto del numero.
I messaggi effimeri su Signal si cancellano anche dal telefono di chi li riceve?
Sì: scompaiono da entrambi i dispositivi dopo il tempo che hai scelto per quella conversazione, non solo dal tuo.
Cos'è il protocollo Signal?
Il sistema di cifratura end-to-end sviluppato da Signal, pubblicato ed esaminato da crittografi indipendenti. Lo usa anche WhatsApp per cifrare il contenuto dei suoi messaggi, dal 2016.
Signal raccoglie meno dati di WhatsApp e Telegram?
Signal dichiara di conservare pochissimi metadati — lo ha mostrato pubblicando le risposte minime che ha potuto dare a mandati di tribunali statunitensi. WhatsApp e Telegram dichiarano, nelle rispettive informative, di raccogliere un insieme più ampio di informazioni sull'uso del servizio. Non è un giudizio di sicurezza assoluta: è quello che le fonti ufficiali dichiarano di fare.
Da dove vengono questi dati
- Signal — blog ufficiale, annuncio della Signal Foundation Fondazione no-profit lanciata il 21 febbraio 2018, finanziamento iniziale di 50 milioni di dollari di Brian Acton («funding», non «prestito» secondo questo post), Moxie Marlinspike cofondatore tecnico — letta dal vivo il 27 ottobre 2026
- Signal — pagina sulle richieste delle autorità Le risposte pubbliche di Signal ai mandati dei tribunali (caso Eastern District of Virginia, 2016): solo data di creazione account e ultimo accesso — letta dal vivo il 27 ottobre 2026
- Signal — blog ufficiale, annuncio del sealed sender Tecnica per nascondere il mittente anche ai server di Signal, post del 29 ottobre 2018 — pagina riletta e raggiungibile il 27 ottobre 2026 (sostituisce la fonte secondaria TechCrunch usata nella prima bozza)
- Signal — blog ufficiale, annuncio dei Secure Backups Backup cifrato lanciato l'8 settembre 2025: gratis testo + media degli ultimi 45 giorni, 1,99 $/mese per i media fino a 100 GB, chiave di decifratura che Signal non riceve — letta dal vivo il 27 ottobre 2026
- WhatsApp — blog ufficiale sulla cifratura end-to-end stessa fonte già letta dal vivo e citata in `telegram-come-funziona.py` il 26 ottobre 2026: cifratura end-to-end attiva «by default and all the time»; qui riutilizzata per il confronto, da ricontrollare comunque che sia ancora valida per questa guida
- WhatsApp — informativa sulla privacy (area economica europea) fonte diretta per i dati che WhatsApp dichiara di raccogliere (numero, dispositivo, dati di utilizzo); contenuto non riletto per intero in questa sessione
- Telegram — FAQ ufficiale (già verificata in `telegram-come-funziona.py`) cifratura server-client nelle chat normali, end-to-end solo nelle Chat segrete — fonte già letta dal vivo il 26 ottobre 2026 per la guida gemella, riusata qui per coerenza
- Telegram — informativa sulla privacy fonte diretta per quanto Telegram dichiara di raccogliere; contenuto non riletto per intero in questa sessione
Questa guida l’ho scritta con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e l’ho verificata sulle fonti qui sopra prima di pubblicarla. Come lavoro

