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Come fare un collage di foto gratis

Il modo più comodo è un'app gratuita dedicata ai collage, come Canva o PicCollage; dal browser, senza installare niente, puoi usare un sito online gratuito con lo stesso risultato. Attenzione: molte app e siti vendono a parte la versione senza filigrana o in alta risoluzione.

Fabrizio Picco
verificata con accesso web il 30 ottobre 2026; foto ricostruite, in attesa di approvazione · si legge in 5 minuti

Hai delle foto — di una vacanza, di una festa, di una giornata — e vuoi metterle insieme in una sola immagine da condividere o da stampare, invece di mandarle una per una. Non serve un programma di fotoritocco complicato: bastano un'app gratuita sul telefono o un sito gratuito dal browser. Qui trovi le due strade, la scorciatoia che il telefono potrebbe già avere, e cosa resta davvero gratis.

Cos'è un collage e quando ti serve

Un collage mette più foto dentro un'unica immagine, di solito dentro una griglia o una composizione con margini decisi da un modello già pronto. È diverso da un fotomontaggio vero e proprio, dove le foto si sovrappongono o si modificano insieme: nel collage ogni foto resta intera, solo affiancata alle altre.

Ti serve quando vuoi pubblicare più scatti come un unico post sui social, confrontare un prima e un dopo, oppure stampare un ricordo con più foto in una sola immagine invece di dover scegliere una foto sola.

La scorciatoia che il telefono potrebbe già avere

Prima di scaricare un'altra app, guarda cosa c'è già sul telefono: Google Foto ha un creatore di collage integrato, uguale su Android, iPhone e da computer. Si selezionano le foto da mettere insieme, poi si tocca Crea → Collage: da telefono ne entrano fino a 6, da computer (photos.google.com) fino a 9. Si può cambiare la dimensione, la forma e il colore del bordo tra le foto.

Da computer il collage si crea ma non si modifica dopo: per cambiarlo serve l'app sul telefono. Su alcuni telefoni Android il produttore (Samsung, Xiaomi e altri) aggiunge anche una sua funzione di collage dentro l'app Galleria di sistema, con un percorso diverso da marca a marca ma di solito sempre sotto una voce Crea.

Su Google Foto serve una versione recente dell'app: su Android almeno la 8.0 con 3GB di RAM, su iPhone il nuovo editor del collage chiede iOS 18 o più recente. Se l'app è vecchia, aggiornala prima di cercare la voce Collage.
Illustrazione ricostruita (non uno screenshot reale): nell'app Google Foto, con alcuni scatti selezionati, si tocca Crea → Collage.
Illustrazione ricostruita (non uno screenshot reale): nell'app Google Foto, con alcuni scatti selezionati, si tocca Crea → Collage.

Le app gratuite dedicate ai collage

Se il telefono non propone nulla, o vuoi più controllo su sfondi, margini e forme, la strada più semplice è un'app pensata apposta per i collage. Due delle più note, sia su iPhone che su Android, sono Canva e PicCollage (esistono anche altre app di collage con download paragonabili, come PhotoGrid): hanno modelli a griglia già pronti, e bastano pochi tocchi per scegliere le foto e l'ordine in cui compaiono.

Il modo di lavorare è lo stesso in quasi tutte queste app: scegli un modello, riempi ogni casella con una foto, sistemi l'ordine e i margini, poi esporti l'immagine finale.

Le condizioni gratuite di queste app cambiano nel tempo e da un negozio applicazioni all'altro: prima di scaricarne una, guarda nella sua scheda sullo store cosa resta davvero gratuito. Spesso lo è la composizione del collage, mentre alcuni sfondi, adesivi o il salvataggio in alta risoluzione possono essere a pagamento.
  1. Apri l'app e scegli un modello di collage o griglia: quante foto, e con quale forma.
  2. Seleziona le foto dalla libreria del telefono, una per ogni casella del modello.
  3. Sistema l'ordine, i margini e, se l'app lo offre, lo sfondo tra le foto.
  4. Salva o esporta l'immagine finale nella galleria del telefono.
Illustrazione ricostruita (non uno screenshot reale): la schermata di scelta del modello, tipica di app come Canva o PicCollage, con la griglia di caselle vuote pronta da riempire con le foto.
Illustrazione ricostruita (non uno screenshot reale): la schermata di scelta del modello, tipica di app come Canva o PicCollage, con la griglia di caselle vuote pronta da riempire con le foto.

Fare un collage dal browser, senza installare niente

Se le foto sono già su Google Foto, la scelta più comoda è restare lì: da computer vai su photos.google.com, seleziona le foto e tocca Crea → Collage (fino a 9 foto). Non devi caricare niente su un sito terzo, perché le foto sono già dentro il tuo account Google.

Anche Canva, oltre all'app per telefono, ha una versione per browser con gli stessi modelli di collage: in quel caso le foto vanno caricate dal tuo dispositivo. Il risultato si scarica di solito come file immagine (JPG o PNG), pronto da condividere o stampare.

Se preferisci non far passare foto private da internet, usare Google Foto (quando le foto sono già lì) evita proprio il caricamento su un sito esterno; un sito diverso da dove già stanno le foto resta invece la scelta meno prudente delle due.
Illustrazione ricostruita (non uno screenshot reale): su photos.google.com da computer, con più foto selezionate, il pulsante Crea apre il menu con la voce Collage.
Illustrazione ricostruita (non uno screenshot reale): su photos.google.com da computer, con più foto selezionate, il pulsante Crea apre il menu con la voce Collage.

Cosa resta davvero gratis (e cosa no)

Su Google Foto comporre il collage è sempre gratis, senza filigrana né limiti di risoluzione legati a questa funzione: basta avere un account Google.

Su PicCollage la versione gratuita ha annunci e una filigrana: l'abbonamento VIP toglie entrambi (prova gratuita di 7 giorni), oppure si può togliere solo la filigrana con l'acquisto a parte «Rimuovi Filigrana» a 1,99€. Sulla scheda italiana dell'App Store il VIP è segnato 4,99€ al mese oppure, per l'abbonamento annuale, con due prezzi diversi (36,99€ e 39,99€): un'incongruenza della scheda stessa, non un nostro errore — controlla il prezzo esatto al momento dell'acquisto. Da alcune recensioni sul Play Store (non fonte ufficiale, quindi da verificare con prudenza) risulta che da giugno 2026, se usi un elemento VIP, il collage non si salva più gratis finché non lo togli.

Su Canva la filigrana compare solo se nel collage usi elementi premium (segnati con una corona): con solo elementi gratuiti scarichi il file PNG o JPG senza alcuna filigrana. Poter scegliere dimensione e qualità dello scarico è invece riservato ai piani a pagamento di Canva.

Fai sempre una prova con due foto qualsiasi prima di comporre il collage vero: se nel file scaricato trovi una filigrana o una risoluzione più bassa di quanto sperato, lo scopri subito, non dopo aver già scelto tutte le foto.

I prezzi citati in questa guida sono quelli letti sul listino ufficiale del fornitore. Possono cambiare senza preavviso: controllali sul sito del fornitore prima di decidere.

Domande frequenti

Serve un account per fare un collage gratis?

Dipende dallo strumento: molte app per telefono e alcuni siti online lasciano comporre e scaricare un collage senza registrarsi. Altri chiedono un account gratuito solo per salvare il risultato in alta risoluzione o senza filigrana.

Google Foto fa i collage?

Sì, su Android, iPhone e da computer: seleziona le foto, poi tocca Crea → Collage. Da telefono ne entrano fino a 6, da computer (photos.google.com) fino a 9, e puoi cambiare dimensione, forma e colore del bordo tra le foto.

Perché il collage scaricato ha un logo sopra le foto?

È la filigrana che molte app gratuite aggiungono di default: di solito si toglie solo passando alla versione a pagamento. Prima di affezionarti a un'app, fai una prova con due foto qualsiasi per vedere se la toglie o no.

Qual è la differenza tra un collage e un fotomontaggio?

Nel collage le foto restano intere, solo affiancate dentro una griglia. Nel fotomontaggio le foto si sovrappongono, si ritagliano o si modificano insieme: sono due lavori diversi, anche se alcune app offrono entrambi.

Da dove vengono questi dati

Questa guida l’ho scritta con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e l’ho verificata sulle fonti qui sopra prima di pubblicarla. Come lavoro

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