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Stampa 3D per principianti: da dove iniziare

Il primo giorno servono tre cose: uno slicer gratuito per preparare il file, il livellamento del piano fatto bene, e una prima stampa di prova — il modello standard è il 3DBenchy. Il PLA, il filamento più comune per iniziare, si stampa di solito fra 190 e 230°C di ugello.

Fabrizio Picco
scritta il 31 ottobre 2026 · si legge in 9 minuti

La stampante è arrivata, l'hai montata ed è accesa sulla scrivania. Prima di stampare qualcosa di tuo mancano ancora tre passaggi: il programma che prepara il file, il livellamento del piano, e una prima stampa di prova per vedere come si comporta. Te li spiego in ordine, insieme ai quattro problemi che quasi tutti incontrano nelle prime stampe.

Lo slicer: il programma che prepara il file

Prima di stampare qualunque cosa serve uno slicer: il programma che prepara il modello 3D per la tua stampante. Bambu Studio per le Bambu Lab, PrusaSlicer per le Prusa, o Cura (UltiMaker) se la tua stampante non ha un programma dedicato.

Come funziona per intero, cosa significa G-code e come si installa: ne parlano le guide dedicate «Come funziona Bambu Studio» e «Ultimaker Cura e PrusaSlicer: gli slicer gratis».

Il primo livellamento del piano

Il livellamento del piano è la causa numero uno per cui un primo strato non si attacca o si stacca a metà stampa: se l'ugello è più vicino al piano da un lato che dall'altro, il filamento non aderisce allo stesso modo ovunque.

Le stampanti più vecchie si livellano a mano, di solito con delle manopole o delle viti sotto il piano, misurando la distanza dall'ugello con un foglio di carta. Molti modelli più recenti fanno già gran parte del lavoro da soli — alcuni escono dalla fabbrica già calibrati e offrono una ricalibrazione guidata da un menu quando serve — ma la procedura e i nomi dei passaggi cambiano da modello a modello: la prima volta conviene seguire il manuale o la guida rapida della tua stampante invece di improvvisare.

Hai una Bambu Lab A1 mini? La guida dedicata «Come si usa la Bambu Lab A1 mini» spiega la differenza fra l'autolivellamento vero e il «rilevamento del piano», che sul quel modello sono due cose diverse e si confondono spesso.

Il primo oggetto da stampare: il 3DBenchy

Prima di stampare un tuo progetto, conviene fare una stampa di prova con un modello che la community della stampa 3D usa apposta per questo: il 3DBenchy, una piccola barca disegnata da Daniel Norée e Paulo Kiefe. Il file è di dominio pubblico: lo scarichi gratis e lo usi quante volte vuoi.

Serve a vedere come si comporta la tua stampante — e il tuo livellamento — su dettagli diversi nello stesso pezzo: superfici curve, sbalzi, scritte piccole, fori. Le dimensioni del pezzo finito si possono misurare con un calibro e confrontare con quelle di riferimento, per capire se la stampante sta stampando alla scala giusta.

Con le stampanti più moderne il 3DBenchy esce quasi sempre bene al primo colpo: è normale, e resta comunque un buon modo per imparare a riconoscere come appare una stampa fatta bene.
  1. Scarica il file del 3DBenchy dal sito ufficiale, 3dbenchy.com.
  2. Aprilo nel tuo slicer, lascia le impostazioni di default del profilo del filamento che usi (di solito PLA per iniziare) e avvia la stampa.
  3. Guarda i primi 2-3 strati mentre escono: se il primo strato non si attacca bene, ferma la stampa subito invece di sprecare ore e filamento — nella sezione qui sotto trovi le cause più comuni.
Il modello #3DBenchy, il test di stampa standard del settore — illustrazione ufficiale Creative Tools/3DBenchy.com, licenza CC BY-ND 4.0
Il modello #3DBenchy, il test di stampa standard del settore — illustrazione ufficiale Creative Tools/3DBenchy.com, licenza CC BY-ND 4.0

I quattro errori più comuni delle prime stampe

Quattro problemi coprono la grande maggioranza delle prime stampe andate male. Tutti e quattro hanno una causa riconoscibile e un primo rimedio che non richiede pezzi nuovi.

Il filamento umido è una causa che si sottovaluta: peggiora sia lo stringing sia l'intasamento. Conservalo in un sacchetto richiudibile con bustine di silice quando non lo usi.
ProblemaCome si riconosceCausa più comunePrimo rimedio
Primo strato che non si attaccail pezzo si stacca o si sposta nei primi stratipiano sporco, o ugello troppo vicino/lontanopulisci il piano con alcol isopropilico al 90% (mai acetone su piani testurizzati) e correggi l'altezza dell'ugello
Warping (si solleva agli angoli)gli angoli di un pezzo grande si staccano dal pianoil materiale si raffredda troppo in fretta e si ritiraaggiungi un brim (un bordo extra intorno al pezzo) e tieni la stanza al riparo da correnti d'aria
Stringing (filini sottili)fili di plastica fra una parte e l'altra del pezzotemperatura troppo alta o retrazione sbagliataabbassa la temperatura dell'ugello di 5-10°C e verifica se i fili diminuiscono
Ugello intasatoestrusione debole o a scatti, poco o niente filamento in uscitafilamento umido, temperatura sbagliata, residui bruciatiriscalda alla temperatura di stampa e prova il cold pull (vedi sotto)
  1. Primo strato che non si attacca. Oltre a pulire il piano, controlla la velocità: nei primi tre strati conviene ridurla a circa il 75% di quella normale, e con materiali che aderiscono poco (PETG, ABS, ASA) una colla stick aiuta. Con materiali poco aderenti si può anche alzare la temperatura del piano di 5-10°C sopra il default dello slicer. Se il piano non è in piano da un lato, un foglio di carta sotto la zona bassa è un rimedio temporaneo; quello definitivo è correggere il livellamento nello slicer o nel firmware.
  2. Warping. Capita soprattutto con ABS, ASA e altri materiali ad alta temperatura: la differenza fra il materiale appena uscito dall'ugello (caldo) e l'aria intorno lo fa raffreddare in fretta, ritirarsi e deformarsi. Oltre al brim, aiuta stampare più pezzi insieme (si scaldano a vicenda) e, per chi stampa spesso questi materiali, una camera chiusa che mantenga l'aria calda intorno al pezzo.
  3. Stringing. Se abbassare la temperatura non basta, il problema è quasi sempre la retrazione (quanto il filamento viene tirato indietro negli spostamenti a vuoto): su alcuni modelli Prusa (MK2.5/S, MK3/S/+), per esempio, non dovrebbe superare i 2 mm — il valore giusto cambia da stampante a stampante ed è già impostato nei profili di materiale dello slicer. Il filamento umido peggiora molto lo stringing: se una bobina è aperta da mesi, fai un tentativo con una bobina nuova prima di dare la colpa alla stampante. Sul pezzo già stampato, un phon a circa 200°C per un paio di secondi toglie i fili residui, senza insistere troppo per non deformarlo.
  4. Ugello intasato. Prima di smontare niente, un test semplice: scalda l'ugello alla temperatura giusta e spingi il filamento a mano, con una leggera pressione — se esce un flusso regolare, non è intasato. Se lo è, il cold pull è il rimedio meno invasivo: scaldi alla temperatura di stampa, spingi il filamento finché esce fuso, poi abbassi a 90-100°C per il PLA (circa 120°C per l'ABS) e tiri con un movimento deciso e rapido. Se non basta, un ago sottile nella punta aiuta sulle ostruzioni parziali; per i residui davvero bruciati serve rimuovere l'ugello e un passaggio di calore diretto.

Sicurezza di base

L'ugello di una stampante FDM lavora spesso fra 200 e 300°C: sul Creality K1C, per esempio, il costruttore dichiara fino a 300°C per l'ugello e 100°C per il piano riscaldato. Numeri di questo ordine bastano a ustionare: non toccarlo appena finita una stampa, aspetta che si raffreddi.

Tieni la stampante in un ambiente ben ventilato, fresco e senza polvere, lontano da fonti di calore e da materiali infiammabili — è un'indicazione comune nei manuali delle stampanti FDM. Vale ancora di più se stamperai ABS o ASA, che durante la stampa rilasciano stirene: una camera chiusa aiuta a contenere i fumi, ma non è un obbligo se stampi solo PLA in una stanza aperta.

Buon senso che vale per qualunque elettrodomestico che scalda e lavora da solo per ore: non lasciare la stampante accesa e incustodita a lungo, specialmente le prime volte, quando non sai ancora come si comporta.

Se la tua stampante è a resina, non FDM, la sicurezza cambia: di solito si consiglia di maneggiare la resina liquida con guanti in nitrile, mascherina e occhiali di protezione, per evitare il contatto diretto con la pelle.

Da dove vengono questi dati

  • Prusa Research — pagina ufficiale PrusaSlicer gratuito, open source, nessun account richiesto, profili per tutte le stampanti e i filamenti Prusa, letta il 31 ottobre 2026
  • UltiMaker — pagina ufficiale Cura gratuito e open source, integrazione dichiarata solo coi prodotti UltiMaker sulla pagina letta, letta il 31 ottobre 2026
  • 3DBenchy — sito ufficiale creato da Daniel Norée e Paulo Kiefe (il nome dello studio svedese, Creative Tools, viene da fonti terze — All3DP, Wikipedia — non dalla pagina ufficiale), file di dominio pubblico, descritto come il modello di calibrazione più diffuso fra gli appassionati, letto il 31 ottobre 2026
  • Prusa Knowledge Base — First layer issues pulizia del piano con alcol isopropilico al 90% (mai acetone su piani testurizzati), colla stick per PETG/ABS/ASA, riduzione della velocità al 75% nei primi tre strati, temperatura del piano +5-10°C, correzione del livellamento, letta il 31 ottobre 2026
  • Prusa Knowledge Base — Warping causa (raffreddamento rapido e ritiro del materiale), rimedi (brim, draft shield, stampare più pezzi insieme, gestione della ventola, camera chiusa per i materiali ad alta temperatura), letta il 31 ottobre 2026
  • Prusa Knowledge Base — Stringing and oozing causa (temperatura alta e/o retrazione sbagliata), retrazione max 2 mm sulle Prusa MK2.5/S e MK3/S/+, rimedio del phon a 200°C sul pezzo finito, letta il 31 ottobre 2026
  • Creality — blog ufficiale, come disostruire l'ugello sintomi dell'intasamento, cause (filamento umido, temperatura errata, residui bruciati), procedura del cold pull con le temperature per PLA (90-100°C) e ABS (120°C), letta il 31 ottobre 2026
  • Creality — pagina di supporto K1C temperatura massima piatto 100°C e ugello 300°C, dati tecnici dichiarati sulla pagina ufficiale, letta il 31 ottobre 2026

Questa guida l’ho scritta con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e l’ho verificata sulle fonti qui sopra prima di pubblicarla. Come lavoro

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