Computer

Quale intelligenza artificiale scegliere

«Qual è la migliore» è la domanda sbagliata, ed è il motivo per cui tutti i confronti invecchiano in tre mesi. Le domande giuste sono due: dove tieni le tue cose e che lavoro fai — e a quelle la risposta non cambia a ogni versione. E prima ancora: la differenza fra gratis e a pagamento è più grande di quella fra le tre a pagamento.

Fabrizio Picco
scritta il 20 settembre 2026 · si legge in 11 minuti

Ogni due mesi esce un confronto che incorona una vincitrice diversa, e ogni due mesi la classifica si ribalta. Non è che sbaglino: è che stanno rispondendo a una domanda che non serve a chi deve scegliere. Le tre grandi sono tutte brave, e per quasi tutti quello che cambia davvero è un'altra cosa.

Perché «qual è la migliore» non serve

I confronti si reggono sui punteggi dei test, e quei punteggi cambiano a ogni versione nuova: chi era primo a gennaio è terzo a marzo e di nuovo primo a giugno. Un articolo costruito così è vecchio prima che tu lo legga.

Ma c'è una ragione più pratica: per quello che fa la maggior parte delle persone, le tre sono equivalenti. Scrivere una mail, riassumere un documento, farsi spiegare una cosa, tradurre, sistemare un testo: su questi lavori la differenza fra la prima e la terza è più piccola della differenza fra due giorni diversi della stessa.

Quello che non è equivalente, e non cambia con le versioni, sono due cose: a cosa è attaccata ognuna, e quanto testo regge in un colpo solo. Su quest'ultima, nei piani a pagamento, Claude e Gemini reggono molto più testo di ChatGPT. Attenzione però che vale solo a pagamento: sul piano gratuito Gemini è il più limitato dei tre.

Le tre domande che scelgono al posto tuo

In quest'ordine. Alla prima a cui rispondi sì, hai finito — con un'avvertenza: se programmi, la risposta è Claude anche se tieni tutto su Google. Su quel lavoro il vantaggio di avere l'assistente dentro Gmail non compensa.

Le tre domande, in quest’ordineLe tue cose stanno in Gmail, Drive, Documenti?noGeminista dentro quelle pagine (a pagamento)Programmi, o leggi documenti molto lunghi?noClaudeil migliore sul codiceTutto il resto, o non lo sai ancoraChatGPTil più versatile di tuttiPrima di tutte e tre: lo userai meno di due o tre volte a settimana?Allora resta sul piano gratuito: la differenza fra gratis e a pagamento è più grande di quella fra le tre.
Nessuna delle tre domanda chi è più bravo: chiede dove tieni le tue cose e che lavoro fai. Per questo la risposta non invecchia a ogni versione nuova.
La prima domanda vale più delle altre due messe insieme, e quasi nessuno la considera: se la tua roba sta in Google, Gemini è dentro le pagine dove già lavori. Non devi copiare e incollare niente, e il copia-incolla è esattamente il punto in cui si smette di usare uno strumento. Non c'entra chi risponde meglio: c'entra l'attrito.

Una cosa da sapere prima di entusiasmarsi, e non è scritta quasi da nessuna parte: con l'account gratuito dentro Gmail e Documenti hai solo le basi — «aiutami a scrivere», il riassunto di una conversazione, le risposte suggerite. Per interrogare la tua posta e lavorare dentro Documenti e Fogli serve un piano Google AI a pagamento. Il vantaggio è reale, ma è un vantaggio a pagamento.

Gratis o a pagamento: la differenza vera

Prima di scegliere quale, va deciso se pagare. E qui c'è una novità italiana che cambia il confronto fra i piani gratuiti.

Una cosa da sapere sulla pubblicità di ChatGPT, perché in Europa è meno invasiva che altrove: da noi gli annunci sono scelti solo in base all'argomento della conversazione in corso, non a un profilo che ti segue — la profilazione più spinta che usano negli Stati Uniti nello Spazio economico europeo resta spenta. Non compaiono ai minori e sono esclusi gli argomenti sensibili come la salute. Resta però il punto: il gratuito di ChatGPT non è più uguale agli altri due.
Piano gratuitoPiano a pagamento (22-24 €/mese)
Quale modello usiquello normalequelli che ragionano di più
Quanto puoi usarlopoche domande e ti fermatanto, praticamente sempre
File e documenti lunghilimitato
Pubblicitàsu ChatGPT sì, in Italia da agosto 2026no dai 20 € in su — il piano Go da 8 € ce l'ha
Quando è la scelta giustase lo usi ogni tantose ci lavori
  1. Se lo apri due o tre volte a settimana, resta gratis. I limiti non li tocchi nemmeno, e quei venti euro di listino in Italia diventano 22-24 al mese con l'IVA, cioè circa 280 all'anno.
  2. Se ti ferma in mezzo al lavoro, paga. È il segnale vero, e l'unico che conta: quando il limite ti interrompe, ti sta già costando più di venti euro in tempo.
  3. La pubblicità riguarda ChatGPT, dal 24 agosto 2026, in Italia e in altri trenta mercati europei. Attenzione a un dettaglio che costa: gli annunci ci sono sul piano gratuito e anche sul piano «Go», quello economico da circa otto euro. Pagare otto euro non toglie la pubblicità: per quello serve il piano da venti in su. Claude e Gemini per ora non ne hanno.
  4. Paga un mese solo, per provare. Si disdice quando si vuole, e un mese di uso vero dice più di dieci confronti — questo compreso.

Quale per quale lavoro

La tabella che sostituisce la classifica. Dove non c'è una preferenza netta l'ho scritto, invece di inventarne una.

L'ultima riga va spiegata, perché è più sfumata di come sembra. Con i piani per privati di tutti e tre, quello che scrivi esce dal tuo computer. Per i dati coperti da riservatezza le strade sono due: far girare il modello sul tuo computer (c'è una guida apposta), oppure un piano per aziende e professionisti, dove il fornitore firma il contratto da responsabile del trattamento, non usa i tuoi dati per addestrare e li conserva poco. Per uno studio la seconda è spesso più pratica: costa meno di una scheda video e non richiede di diventare sistemisti.

E una cosa che riguarda l'Italia e vale in tutti e due i casi, anche in locale: chi esercita una professione intellettuale e si aiuta con l'intelligenza artificiale deve informarne il cliente. La legge (132/2025, articolo 13) chiede che le informazioni siano comunicate «con linguaggio chiaro, semplice ed esaustivo»: non impone la forma scritta né un momento preciso, ma metterlo nero su bianco nel preventivo è il modo più semplice di poterlo dimostrare. La stessa norma dice anche che l'IA può servire solo alle attività strumentali e di supporto: il lavoro intellettuale deve restare prevalente.
Cosa devi fareQualePerché
Scrivere e sistemare mail e testivanno bene tuttequi la differenza non si sente
Lavorare dentro Gmail, Drive, DocumentiGeminiè dentro quelle pagine, niente copia-incolla
Documenti lunghi: contratti, manuali, verbaliClaude o Gemini, a pagamentoreggono molto più testo di ChatGPT
ProgrammareClaudeè il lavoro in cui va meglio, ma di poco
Cercare cose sul web e riassumerlevanno bene tuttecercano tutte e tre
Generare immaginiChatGPT o GeminiClaude non le fa
Analizzare fogli di calcolo e numerivanno bene tuttefanno tutte i conti eseguendo codice, non a occhio
Tenere i dati in EuropaMistral (Le Chat)è francese: vale la pena conoscerlo
Parlarci a vocetutte e treChatGPT è la più naturale, Gemini parla più lingue
Dati riservati di clientinessuna delle trequello è il caso dell'AI in locale

Come spendere meno, o niente

Cinque cose che funzionano davvero e che nei confronti non si leggono mai, perché non fanno guadagnare nessuno.

La spunta da togliere subito, e vale per tutte e tre. Sui piani per privati, quello che scrivi viene usato per addestrare i modelli salvo che tu lo disattivi, e in quel caso resta conservato per anni invece che per giorni. Si toglie dalle impostazioni sulla riservatezza, ci vogliono trenta secondi, ed è gratis: fallo prima di incollarci dentro il primo contratto.

L'altro consiglio che vale per tutte e tre: ricontrolla i numeri, le date, le norme e i nomi propri. Tutte e tre sbagliano su questi, tutte e tre lo fanno con l'aria sicura, e nessuna versione nuova ha risolto il problema. Vanno benissimo per scrivere e ragionare; per i fatti, servono le fonti.
  1. Tieni due account gratuiti su due servizi diversi — per esempio ChatGPT e Gemini — invece di uno a pagamento. Quando uno ti ferma, passi all'altro, e in più hai due modelli diversi a cui chiedere la stessa cosa. Costa zero. Due account sullo stesso servizio no: le condizioni d'uso ne permettono uno per persona, e chi le viola rischia di perdere l'account e tutte le conversazioni.
  2. Usa quello gratuito per le cose facili e quello a pagamento per le difficili. Chiedere a un modello che ragiona di correggere una virgola è come usare il forno per scaldare il caffè.
  3. Controlla se ce l'hai già. I piani si chiamano Google AI Plus (4,99 €), AI Pro (21,99 €) e AI Ultra, e sono gli stessi abbonamenti con cui si compra lo spazio su Google Drive — quindi se hai già 400 GB o 5 TB, guarda cosa include: parecchi pagano due volte senza saperlo.
  4. Paga un mese alla volta, non l'anno. In un settore che cambia ogni tre mesi, lo sconto annuale è un vincolo su una scelta che probabilmente rifarai.
  5. Scrivi meglio la domanda, invece di cambiare assistente. Quasi sempre, quando «non capisce», il problema è che non le hai detto chi sei, cosa ti serve e in che formato lo vuoi. Tre righe di contesto valgono più di un abbonamento.
  6. Guarda se ne paghi già uno senza saperlo. Oltre ai piani Google, chi ha un abbonamento Microsoft 365 ha spesso Copilot incluso: nelle aziende e negli studi italiani è il caso più frequente di tutti.

I prezzi citati in questa guida sono quelli letti sul listino ufficiale del fornitore il 20 settembre 2026. Cambiano senza preavviso e quasi tutti sono esposti IVA esclusa: controllali sul sito del fornitore prima di firmare.

Domande frequenti

Qual è la migliore intelligenza artificiale?

Dipende da cosa devi farci, e per la maggior parte dei lavori sono equivalenti. Le domande utili sono: programmi? (allora Claude, che è primo sul codice), le tue cose stanno in Google? (allora Gemini, perché è dentro quelle pagine — ma serve un piano a pagamento), e lavori su documenti molto lunghi? (Claude o Gemini, indifferente, ma serve il piano a pagamento). Per il resto ChatGPT è la più versatile.

Quanto costa ChatGPT, Claude o Gemini?

Tutti e tre hanno un piano gratuito e uno che in Italia, IVA compresa, costa fra i 22 e i 24 euro al mese (Google AI Pro è il meno caro, a listino 21,99 €), cioè circa 280 euro all'anno. Sopra ci sono piani molto più cari per chi ci lavora tutto il giorno. La differenza fra gratis e a pagamento è più grande di quella fra i tre a pagamento: se lo apri due o tre volte a settimana, il gratuito basta.

ChatGPT gratis ha la pubblicità?

Sì, in Italia dal 24 agosto 2026. Attenzione a una cosa che costa: gli annunci ci sono sul piano gratuito e anche sul piano «Go», quello economico da circa otto euro — pagare otto euro non li toglie. Per toglierli serve il piano da venti in su. In Europa gli annunci sono scelti solo in base all'argomento della conversazione in corso, non a un profilo personale, e non compaiono ai minori. Claude e Gemini per ora non ne hanno — anche se Google non ha escluso di metterceli.

Meglio Gemini o ChatGPT?

Se lavori dentro Gmail, Drive e Documenti Google, Gemini, e non per bravura: perché è già dentro quelle pagine e ti risparmia il copia-incolla, che è il punto in cui la gente smette di usare uno strumento. Sappi però che quelle funzioni dentro le app Google arrivano con un piano Google AI a pagamento: con l'account gratuito hai solo le basi. Se non usi Google o ti serve qualcosa di versatile, ChatGPT.

Per programmare quale conviene?

Claude, ma onestamente di poco: nelle prove sul codice è primo e ChatGPT gli sta a un soffio — e quelle prove le pubblicano i produttori stessi, quindi vanno prese per quello che sono. Il vantaggio più concreto è che regge molto più testo di ChatGPT in un colpo solo, e conta quando gli dai da leggere un progetto intero. Su quel punto anche Gemini è alla pari.

Posso usare l'AI per i dati dei miei clienti?

Con i tre servizi in rete, prudenza: quei dati escono dal tuo computer. Se sono documenti coperti da riservatezza, dati sanitari o contratti, la strada giusta è un modello che gira sul tuo computer, dove non esce niente. Costa di più in hardware ma è l'unica che risolve davvero il problema.

Conviene pagare l'abbonamento annuale?

Di solito no. In un settore che cambia ogni tre mesi, lo sconto annuale ti lega a una scelta che probabilmente rifarai: paga un mese alla volta. E prima di sottoscrivere, controlla se non ce l'hai già incluso in un abbonamento che paghi di suo.

Da dove vengono questi dati

Dati controllati il 20 settembre 2026.

Questa guida l’ho scritta con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e l’ho verificata sulle fonti qui sopra prima di pubblicarla. Come lavoro

Continua da qui