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Materiali per la stampa 3D: PLA, ABS, PETG e TPU a confronto

In una riga: PLA per prototipi e oggetti decorativi (il più facile, nessuna camera chiusa), PETG per pezzi resistenti anche fuori casa sotto gli 80°C, ABS o ASA per il calore e — solo l'ASA — i raggi UV, ma serve una stampante con camera chiusa, TPU per tutto ciò che deve flettere. La scelta sbagliata più comune è comprare ABS senza avere una camera chiusa.

Fabrizio Picco
scritta il 31 ottobre 2026 · si legge in 11 minuti

Il filamento giusto non è una questione di marca: è una questione di materiale, e i cinque più diffusi si comportano in modo diverso quanto una stampante a getto d'inchiostro e una laser. Qui c'è il confronto esteso — temperature, camera chiusa sì o no, facilità di stampa, prezzo al kg — prima di comprare qualunque bobina: se cerchi già un prodotto preciso da ordinare, la guida «Quale filamento comprare» elenca undici modelli veri con prezzo verificato.

Il confronto rapido, in una tabella

Cinque materiali, cinque comportamenti diversi: cambia la temperatura dell'ugello, quella del piatto, se serve una camera chiusa — un vano chiuso intorno al piatto di stampa, che mantiene costante la temperatura e limita i fumi che respiri — e quanto è difficile stampare bene il pezzo al primo tentativo.

I valori di temperatura sono quelli dichiarati dai singoli costruttori nelle schede tecniche (vedi «fonti» in fondo): due marche dello stesso materiale possono consigliare qualche grado di differenza, e per il filamento che compri davvero vale sempre la scheda sulla confezione, non questa tabella.

La riga che cambia più scelte è la terza. Senza una camera chiusa — come buona parte delle stampanti entry-level, vedi la guida sulle stampanti 3D — restano sul tavolo solo PLA, PETG e TPU: ABS e ASA si deformano di più e diffondono più fumi nella stanza dove lavori, non è un divieto assoluto ma è la differenza fra limitarli e lasciarli liberi di farlo.
PLAPETGABSASATPU
Temperatura ugello195-220°C230-260°C230-270°C230-260°C195-245°C
Temperatura piatto25-60°C, non obbligatorio65-90°C80-110°C75-95°C40-75°C
Camera chiusanon necessarianon necessarianecessarianecessarianon dichiarata
Facilità di stampafacilemediamedio-difficilemedio-difficiledifficile
Prezzo indicativo al kg20-38 €14-15 €circa 18 €circa 31 €circa 38 €
Per cosaprototipi, oggetti decorativi, giocattolipezzi meccanici, uso anche all'aperto sotto gli 80°Cpezzi tecnici resistenti al calorecome l'ABS, ma per l'esterno (resiste ai raggi UV)guarnizioni, cinghie, pezzi che devono flettere

PLA: il più facile, il punto di partenza

È il filamento con cui quasi tutti iniziano, e non per caso: stampa a temperature basse (195-220°C l'ugello secondo la marca, Prusa consiglia 215°C sul primo strato e 210°C sugli altri), non ha bisogno di un piatto riscaldato — anche se aiuta, verso i 60°C — e non serve nessuna camera chiusa.

Il limite è termico e ambientale, non di resistenza meccanica generica: un pezzo in PLA si ammorbidisce e si deforma sopra i 60°C circa (la temperatura a cui il materiale passa dallo stato rigido a quello gommoso, chiamata Tg), quindi non va bene vicino a fonti di calore — un cruscotto d'auto al sole, un forno — né lasciato all'aperto a lungo: i raggi UV lo degradano.

Esiste anche il PLA+ (o «PLA Plus»): una formula più resistente agli urti dello stesso materiale, stessa facilità di stampa. Uno dei costruttori di questa ricerca (SUNLU) dichiara fino a 8 kJ/m² di resistenza all'urto per il suo PLA+: un dato che va preso come indicativo di quella marca, non come proprietà del PLA+ in generale, perché non tutti i costruttori pubblicano lo stesso numero.

Se non hai mai stampato, parti da qui: è il materiale con cui si sbaglia di meno, e la differenza fra PLA normale e PLA+ si sente solo se il pezzo prende urti.
  1. Usalo per: prototipi, modelli dettagliati, figure, giocattoli, oggetti grandi che non devono reggere calore.
  2. Evitalo per: qualunque pezzo che resta all'aperto a lungo, vicino a fonti di calore, o che deve flettere.

PETG: il compromesso per i pezzi resistenti

Un passo sopra il PLA in resistenza al calore e all'uso esterno, un passo sotto in facilità di stampa. Le temperature dichiarate dai costruttori variano più che per il PLA — da 230°C a 260°C l'ugello secondo marca e velocità — e anche sul piatto le fonti non concordano: Prusa consiglia 85-90°C per le sue stampanti, Overture (uno dei filamenti di questa guida) indica 65-70°C sulla propria scheda. Per il filamento che compri, vince sempre la scheda del costruttore.

Resiste all'uso esterno sotto gli 80°C — pezzi meccanici, supporti, scatole impermeabili — più del PLA e senza bisogno di camera chiusa. Il prezzo da pagare sono due difetti tipici: lo stringing (filini sottili che restano fra un punto e l'altro della stampa, perché il materiale continua a colare leggermente anche quando l'ugello si sposta) e una tendenza ad attaccarsi molto al piatto, più del PLA.

Se un pezzo in PETG esce con filini sottili fra una parte e l'altra, non è un difetto del filamento: è lo stringing descritto sopra, e si corregge quasi sempre abbassando la temperatura dell'ugello di qualche grado nello slicer (il programma che prepara il file per la stampante).
  1. Usalo per: pezzi meccanici, supporti, morsetti, contenitori impermeabili, oggetti che restano fuori casa sotto gli 80°C.
  2. Evitalo per: pezzi dettagliati dove lo stringing si vede, o se è la tua prima stampa — il PLA perdona di più.

ABS e ASA: il calore, ma con la camera chiusa

I due materiali più esigenti dei quattro, e vanno trattati insieme perché si comportano quasi allo stesso modo: temperature alte (230-270°C l'ugello, 80-110°C il piatto secondo il materiale e la marca) e camera chiusa necessaria — non facoltativa come per PLA e PETG. Senza, il pezzo si deforma mentre si raffredda (il fenomeno si chiama warping) e nell'ABS il ritiro durante il raffreddamento arriva all'1-2%.

Entrambi rilasciano stirene durante la stampa: in grandi quantità può irritare occhi, pelle e vie respiratorie, quindi serve una stanza ventilata (ma senza correnti dirette sul pezzo, che peggiorano il warping). Non risulta, dalle fonti consultate, un obbligo di legge né una condizione indispensabile in senso assoluto: è però la differenza fra limitare quanto quei fumi si diffondono nella stanza e lasciarli liberi di farlo.

La differenza fra i due è la resistenza ai raggi UV: l'ASA la ha (è pensato per l'esterno, resiste bene anche al calore fin verso i 93°C), l'ABS no — ingiallisce e diventa più fragile se lasciato al sole a lungo. Per questo l'ABS resta la scelta più economica per pezzi tecnici al chiuso, l'ASA è quella giusta se il pezzo deve stare all'aperto.

L'ABS si può anche lisciare con l'acetone dopo la stampa, per togliere le righe degli strati: è una lavorazione che il PETG e il PLA non permettono allo stesso modo.
  1. Usa l'ABS per: pezzi tecnici al chiuso che devono reggere il calore, se hai già una camera chiusa e una stanza ventilata.
  2. Usa l'ASA per: lo stesso, ma per un pezzo che starà all'esterno esposto al sole.
  3. Non comprare né l'uno né l'altro se la tua stampante è aperta: vedi la sezione sulla camera chiusa nella guida sulle stampanti 3D prima di decidere.

TPU: l'unico flessibile

L'unico dei quattro che piega invece di rompersi: guarnizioni, cinghie, cover per telefono, suole, tutto quello che deve flettere senza spaccarsi. La durezza si misura in scala Shore (più basso il numero, più il pezzo è morbido): il modello di questa ricerca dichiara 95A, verso l'estremo rigido della gamma che Prusa descrive per i materiali flessibili (indicativamente 60A-90A).

È anche il più lento e difficile da stampare dei quattro: velocità consigliata intorno ai 20 mm/s (contro i 50-300 mm/s di PLA e PETG), temperature dell'ugello che variano molto da marca a marca (195-245°C) e piatto fra 40 e 75°C. Assorbe umidità dall'aria più degli altri materiali, e con un estrusore Bowden (quello che spinge il filamento a distanza dall'ugello, non appena sopra) può attorcigliarsi: i costruttori di TPU consigliano spesso un estrusore direct drive (motore vicino all'ugello) proprio per questo.

Il TPU non è la scelta giusta per il tuo primo pezzo: è il materiale più lento a dare risultati puliti, anche con la stampante giusta.
  1. Usalo per: guarnizioni, cinghie, cover, qualunque pezzo che deve flettere o assorbire urti.
  2. Rallenta la stampa rispetto a PLA e PETG: è normale, non un segno che qualcosa non va.
  3. Conservalo in un contenitore con sali essiccanti quando non lo usi: assorbe umidità più in fretta degli altri materiali.

Quale materiale per quale pezzo

La tabella che risolve la maggior parte delle scelte.

Se la tua stampante non ha una camera chiusa, le righe con ABS e ASA non sono disponibili finché non la cambi o ne aggiungi una (un accessorio a parte su alcuni modelli): resta la combinazione PLA/PETG/TPU, che copre comunque la maggior parte degli usi in casa.
Cosa devi stampareMaterialePerché
Primo pezzo di prova, oggetto decorativoPLAil più facile, nessuna camera chiusa
Pezzo meccanico o contenitore, anche da esterno sotto 80°CPETGresiste di più, ma fa stringing
Pezzo tecnico che deve reggere il calore, al chiusoABSresistente al calore, il più economico dei due
Lo stesso, ma all'aperto ed esposto al soleASAstessa resistenza al calore, più i raggi UV
Guarnizioni, cinghie, pezzi che devono flettereTPUunico flessibile dei quattro

I prezzi citati in questa guida sono quelli letti sul listino ufficiale del fornitore. Possono cambiare senza preavviso: controllali sul sito del fornitore prima di decidere.

Domande frequenti

Qual è il filamento più facile per iniziare?

Il PLA: temperature basse, nessuna camera chiusa, perdona la maggior parte degli errori di impostazione. È anche il più economico dei quattro insieme al PETG. Il PETG è il passo successivo quando serve un pezzo più resistente.

Serve davvero la camera chiusa per ABS e ASA?

Le schede tecniche dei costruttori la dichiarano necessaria per entrambi: mantiene costante la temperatura intorno al pezzo (che altrimenti si deforma, il «warping») e limita la diffusione nella stanza dei fumi di stirene rilasciati durante la stampa. Non risulta un obbligo di legge né una condizione indispensabile in senso assoluto — è però la differenza fra limitare quei fumi e lasciarli liberi di diffondersi. Se la tua stampante è aperta, PLA, PETG e TPU restano le scelte disponibili.

PETG o ASA per un pezzo da lasciare all'aperto?

Dipende dalla temperatura e dalla stampante. Il PETG resiste all'esterno sotto gli 80°C e non serve una camera chiusa: va bene per la maggior parte degli usi in giardino o in garage. L'ASA resiste anche ai raggi UV e a temperature più alte (fino a circa 93°C), ma richiede una stampante con camera chiusa: è la scelta giusta se il pezzo prende sole diretto per mesi, non per un uso occasionale.

Il TPU è difficile da stampare?

Sì, più degli altri tre materiali di questa guida: va stampato più lentamente (circa 20 mm/s contro i 50-300 mm/s di PLA e PETG), assorbe umidità dall'aria più facilmente, e con un estrusore Bowden (quello che spinge il filamento a distanza dall'ugello) può attorcigliarsi — per questo i costruttori consigliano spesso un estrusore direct drive.

PLA+ è diverso dal PLA normale?

Stessa facilità di stampa e stesse temperature, ma una formula pensata per resistere meglio agli urti: uno dei costruttori di questa ricerca dichiara fino a 8 kJ/m² di resistenza all'urto per il suo PLA+. Il numero esatto cambia da marca a marca, perché non tutti i costruttori lo pubblicano: conta più come indicazione di tendenza che come valore da confrontare cifra per cifra fra marche diverse.

Quanto costa un rotolo di filamento?

Verificato su Amazon.it il 31 ottobre 2026 sugli stessi modelli già identificati per la guida «Quale filamento comprare»: PLA e PLA+ vanno da circa 20 a 38 €/kg, il PETG da 14 a 15 €/kg, l'ABS intorno ai 18 €/kg, l'ASA intorno ai 31 €/kg, il TPU intorno ai 38 €/kg (venduto spesso in bobine più piccole di 1 kg: ricalcola sempre il prezzo al kg prima di confrontare). I prezzi dei filamenti si muovono spesso: controllali di nuovo prima di comprare.

Da dove vengono questi dati

Questa guida l’ho scritta con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e l’ho verificata sulle fonti qui sopra prima di pubblicarla. Come lavoro

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