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Che PC comprare: come dividere il budget, davvero

Qui non c'è un listino di modelli, che fra due mesi sarebbe sbagliato: ci sono le percentuali con cui si divide la spesa. Con un'avvertenza grossa, valida adesso: per la crisi della memoria la RAM costa quattro o cinque volte quello che costava, e va messa a bilancio per prima. Più i tre errori che costano davvero: un banco di RAM invece di due, l'alimentatore scelto per ultimo, e il monitor trattato come un accessorio.

Fabrizio Picco
scritta il 20 settembre 2026 · si legge in 15 minuti

«Che PC mi consigli con mille euro?» è la domanda più frequente e la più difficile, perché la risposta giusta cambia insieme ai prezzi. Qui c'è come si divide la spesa, che è il criterio da capire una volta sola — e subito dopo l'avvertenza sul momento storico che stiamo attraversando, perché in questi mesi quella divisione va corretta.

Come si divide il budget

La prima domanda non è «quanto spendo» ma a cosa serve: con la stessa cifra si costruiscono due computer completamente diversi, e chi sbaglia questa parte compra un pezzo costoso che non userà mai.

Lo stesso budget, due divisioni opposteDa giocoScheda video40%Processore18%Tutto il resto42%Da ufficioProcessore28%Tutto il resto72%Nel PC da gioco la scheda video da sola vale quasi metà della spesa.In quello da ufficio non c’è proprio: quei soldi vanno sul resto.
La percentuale regge nel tempo anche quando i prezzi cambiano: è il criterio con cui si divide la spesa, non un listino. La divisione voce per voce sta nella tabella qui sotto.
Avvertenza importante, valida a settembre 2026. Queste percentuali descrivono un mercato normale, e in questo momento il mercato non è normale: per la carenza mondiale di memoria — i centri di calcolo per l'intelligenza artificiale si prendono gran parte della produzione — i prezzi della RAM sono tre o quattro volte quelli di due anni fa. Un kit da 32 GB che nel 2024 costava 80-100 euro oggi in Italia ne costa fra 450 e 510.

Cosa vuol dire in pratica: la voce «memoria» può arrivare a pesare un terzo della spesa invece del 10-15%, e tutte le altre percentuali vanno lette più basse. Il modo giusto di fare il conto, finché dura, è partire dalla RAM: si guarda quanto costa oggi la quantità che ti serve, si toglie dal budget, e il resto si divide con le proporzioni qui sopra. Le previsioni parlano di una carenza che dura almeno fino alla seconda metà del 2027 per gli SSD, e il 2028 per la RAM.
PezzoDa giocoDa ufficioPer creare (video, foto)
Scheda video40%28%
Processore18%28%23%
Memoria RAM8%13%15%
Disco SSD9%16%12%
Scheda madre10%16%9%
Alimentatore9%14%7%
Case e ventole6%13%6%
  1. Nel computer da gioco comanda la scheda video, e non è un'opinione: è il pezzo che determina quanti fotogrammi vedi. Spendere di più sul processore e di meno sulla scheda è l'errore classico, e produce un computer che va peggio costando uguale.
  2. Nel computer da ufficio la scheda video non serve: i processori moderni hanno una grafica integrata che basta e avanza per il lavoro, più schermi compresi. Quei soldi vanno su processore, memoria e disco, che sono le tre cose che si sentono aprendo i programmi.
  3. Per chi monta video o lavora con le foto la divisione sta in mezzo, con una differenza: la memoria pesa di più. Un montaggio video con 16 GB si blocca dove con 32 vola, e quello è il collo di bottiglia prima della scheda video.
  4. Le percentuali valgono per il computer nudo: monitor, tastiera, mouse e sistema operativo sono un capitolo a parte, e vanno messi a bilancio prima, non dopo. È l'errore di conto più comune: si spende tutto il budget nel case e poi si scopre che manca il monitor.

Le fasce, e cosa ci si mette dentro

Le cifre sono l'ordine di grandezza del computer senza monitor. Per ogni pezzo c'è la guida dedicata, dove i prezzi si aggiornano da soli.

FasciaA cosa serveIl pezzo su cui non tagliare
700-900 €ufficio, studio, navigareil disco SSD e 16 GB di RAM
800-1.100 €gioco in Full HDla scheda video, e la sua memoria
1.600-2.100 €gioco in QHD, montaggio videoscheda video e 32 GB di RAM
Oltre 2.300 €4K, lavoro professionaledipende dal mestiere
  1. Fascia 700-900 €, ed era 500-700 fino all'anno scorso. È il cambiamento più brutto di questa guida e va detto in chiaro: con i prezzi di settembre 2026 la sola memoria più il solo disco costano circa 420 euro (260 per 16 GB di DDR5, 160 per un SSD da 1 TB). A 500 euro non resta abbastanza per processore, scheda madre, alimentatore e cassa: quella macchina oggi non si costruisce. Niente scheda video dedicata: si prende un processore con grafica integrata e si mettono i soldi su 16 GB di RAM e un SSD NVMe. Quei due pezzi sono la differenza fra un computer che apre i programmi all'istante e uno che sembra vecchio il primo giorno. Otto giga oggi sono pochi anche per l'ufficio. La fascia è salita di un centinaio di euro rispetto a un anno fa solo per il prezzo della memoria: tutto il resto costa uguale.
  2. Fascia 800-1.100 €. È il punto dove il gioco in Full HD diventa sensato. La scheda video si prende guardando la sua memoria, e qui la soglia si è alzata: 8 GB sono ormai il minimo che già soffre a dettagli alti sui titoli nuovi, e col ray tracing non bastano a nessuna risoluzione. Il punto d'equilibrio oggi è 12 GB. Ed è proprio la memoria quello su cui i modelli economici tagliano: è la prima riga da cercare nella scheda tecnica.
  3. Fascia 1.600-2.100 €. Qui entrano il QHD e il montaggio video. La cosa che cambia di più non è il processore più grosso: sono 32 GB di RAM e un secondo disco. Un processore di fascia media con 32 GB lavora meglio di uno di fascia alta con 16. È la fascia che la crisi della memoria ha spostato di più: fino a un anno fa la stessa macchina stava sotto i 1.500 euro, e la differenza sono solo i 32 GB di RAM.
  4. Oltre i 2.300 € le regole generali smettono di valere, perché la configurazione dipende dal programma preciso che usi: c'è chi ha bisogno di tanti core, chi di una scheda video professionale, chi di dischi velocissimi. A quel punto la domanda giusta non è «che PC compro» ma «cosa chiede il programma che uso».
  5. Il sistema operativo va messo in conto: una licenza Windows costa, e su come funzionano quelle da pochi euro abbiamo scritto una guida a parte perché la materia è più sottile di come la raccontano i venditori.

I tre errori che costano di più

Non sono errori di gusto: sono tre cose che fanno andare peggio il computer a parità di spesa.

  1. 1. Un banco di RAM invece di due. È l'errore più diffuso e il più facile da evitare, perché non costa niente: due banchi da 8 GB costano come uno da 16. Il motivo è che la memoria lavora su due canali, e con un banco solo ne usi metà. I numeri: con una scheda video dedicata si parla del 5-15% di prestazioni in più; dove la grafica è integrata — che pesca proprio dalla RAM — si arriva al 10-30%, e nei casi peggiori un banco solo costa quasi metà delle prestazioni grafiche. Gli assemblati di marca ne montano spesso uno solo per risparmiare e per poter scrivere «espandibile» sulla scheda: il risultato è un computer nuovo che parte già mezzo zoppo, ed è il primo posto dove guardare quando sembra lento.
  2. L'unica eccezione al doppio banco, e oggi conta: se gli slot sono due — tipico dei portatili e dei mini PC — e pensi di raddoppiare fra un anno, un banco solo ti lascia la strada aperta per aggiungerne un altro. Con due banchi dovresti buttarne via uno. Con i prezzi della memoria di questi mesi non è un dettaglio da poco.
  3. 2. L'alimentatore scelto per ultimo, con quello che avanza. È di gran lunga il pezzo più pericoloso quando si guasta, perché può portarsi dietro gli altri, ed è quello su cui i preassemblati economici tagliano di più perché nessuno lo guarda in vetrina. Non serve spendere tanto: serve non prendere l'ultimo della fila. Sulla taglia giusta e su come si legge un'etichetta abbiamo una guida dedicata.
  4. 3. Il monitor trattato come un accessorio. È la cosa che guardi otto ore al giorno, e dura più a lungo del computer: un buon monitor ne accompagna due o tre. Risparmiare lì è l'unico risparmio che si paga tutti i giorni, in mal di testa e colori sbagliati. Se il budget non arriva, è meglio scendere di una fascia sul computer che sul monitor.
  5. Un quarto errore, più sottile: lo squilibrio. Un processore di fascia altissima con una scheda video media (o il contrario) produce un computer che costa tanto e va come uno equilibrato che costa meno. Quando si guarda un preassemblato, il trucco è controllare se i due pezzi principali sono della stessa fascia.

Quando NON conviene assemblare

È la parte che i negozi non scrivono, e in alcuni casi è la risposta giusta.

  1. Sotto i 500 euro non conviene assemblare. A quel punto un computer aziendale ricondizionato — quelli che le aziende cambiano a blocchi ogni tre o quattro anni — dà molto di più per gli stessi soldi: componenti di qualità, garanzia del rivenditore, e spesso la licenza Windows già dentro. Con 200-300 euro si prende una macchina che per l'ufficio fa tutto.
  2. Se serve solo per giocare, fai il conto con la console. Una console costa meno di un computer che faccia girare gli stessi giochi allo stesso livello, e non va aggiornata. Il computer conviene se serve anche per altro — studio, lavoro, montaggio — o se contano i giochi che sulle console non ci sono.
  3. Se non hai mai aperto un computer, assemblare si impara in un pomeriggio, ma va detto che il pezzo che si rompe durante il montaggio raramente è coperto da garanzia. Molti negozi assemblano per 50-80 euro i componenti che scegli tu: si tiene il vantaggio della scelta e si toglie il rischio.
  4. I preassemblati non sono da buttare: sono da leggere. La domanda giusta è sempre la stessa — quanta RAM e su quanti banchi, che alimentatore, e se processore e scheda video sono della stessa fascia. Se quelle tre risposte tornano, un preassemblato è un ottimo affare; se il venditore non sa rispondere, è il motivo per cui costa meno.

I prezzi citati in questa guida sono quelli letti sul listino ufficiale del fornitore il 20 settembre 2026. Cambiano senza preavviso e quasi tutti sono esposti IVA esclusa: controllali sul sito del fornitore prima di firmare.

Domande frequenti

Come si divide il budget per un PC?

Dipende dall'uso, e cambia moltissimo. In un PC da gioco la scheda video vale circa il 40% e il processore il 18%. In uno da ufficio la scheda video non serve affatto, e quei soldi vanno su processore (28%), memoria e disco. Le percentuali valgono per il computer nudo: monitor, tastiera e licenza Windows vanno messi a bilancio a parte.

Meglio un banco di RAM grande o due piccoli?

Due piccoli, quasi sempre, e non costa niente: due banchi da 8 GB costano come uno da 16. La memoria lavora su due canali, e si guadagna il 5-15% con una scheda video dedicata, il 10-30% se la grafica è integrata. L'eccezione: se gli slot sono solo due e pensi di raddoppiare più avanti, un banco solo ti lascia la strada aperta.

Quanto costa un buon PC da gioco?

Fra 800 e 1.100 euro senza monitor si gioca bene in Full HD; per il QHD si sale a 1.600-2.100, salito parecchio negli ultimi mesi per il prezzo della memoria. Il pezzo su cui non tagliare è la scheda video, e in particolare la sua memoria: 8 GB sono ormai il minimo che già soffre a dettagli alti, e il punto d'equilibrio è 12 GB.

Conviene assemblare o comprare un PC già fatto?

Dipende dalla cifra. Sotto i 500 euro no: un computer aziendale ricondizionato dà molto di più, con garanzia e licenza Windows già dentro. Sopra, assemblare conviene — e se non te la senti, molti negozi montano per 50-80 euro i componenti che scegli tu.

Quanta RAM serve oggi?

16 GB sono il minimo sensato, anche per l'ufficio: con 8 si lavora ma il computer sembra vecchio subito. Per montaggio video o foto servono 32 GB, e contano più di un processore più grosso. Attenzione al momento: per la carenza mondiale di memoria un kit da 32 GB che nel 2024 costava 80-100 euro oggi ne costa fra 450 e 510. Conviene fare il conto partendo dalla RAM e dividere il resto dopo.

Perché non ci sono i modelli esatti in questa guida?

Perché i prezzi dei componenti si muovono ogni settimana: un articolo con dentro un listino diventa sbagliato da solo in due mesi, senza che nessuno lo tocchi. Qui ci sono le percentuali e i criteri, e per ogni pezzo il rimando alla sua guida, dove i prezzi arrivano da Amazon e si aggiornano da soli. Va detto però che nemmeno le percentuali sono eterne: in questi mesi la crisi della memoria le ha stravolte, e l'avvertenza in cima alla guida spiega come correggerle.

Da dove vengono questi dati

Dati controllati il 20 settembre 2026.

Questa guida l’ho scritta con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e l’ho verificata sulle fonti qui sopra prima di pubblicarla. Come lavoro

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