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Come si calcola e si legge il codice fiscale

È una sigla di 16 caratteri che racchiude cognome, nome, data di nascita, sesso e comune: 3 lettere per il cognome, 3 per il nome, 5 per data e sesso, 4 per il comune e 1 di controllo. Qui sotto trovi un generatore che applica queste regole a cognome, nome, data e comune che scrivi — tutto nel tuo browser, nessun dato inviato — ma per qualunque uso ufficiale il codice fiscale va richiesto all'Agenzia delle Entrate, non calcolato da solo.

Fabrizio Picco
scritta il 2 ottobre 2026 · si legge in 9 minuti

Hai il tuo codice fiscale sotto gli occhi — sulla tessera sanitaria, su un contratto, su una busta paga — e vuoi capire cosa significano quelle 16 lettere e numeri. Oppure hai sentito che si può «calcolare» e vuoi vedere come funziona davvero, magari anche provarlo con i tuoi dati. Qui trovi tutto: un generatore che fa il calcolo per te, come si legge un codice già fatto, e le regole esatte con cui viene costruito — compreso il motivo per cui non dovresti mai usarne uno calcolato a mano per qualcosa di ufficiale.

Cos'è il codice fiscale e come è fatto

Il codice fiscale è la sigla di 16 caratteri che l'Agenzia delle Entrate assegna a ogni persona per identificarla senza ambiguità negli atti con la pubblica amministrazione: dalla tessera sanitaria alla dichiarazione dei redditi, da un contratto di lavoro all'apertura di un conto in banca.

Non è un codice scelto a caso: ogni blocco di caratteri racconta qualcosa di preciso su di te, secondo regole fisse e uguali per tutti dal 1974.

Non è un acronimo delle tue iniziali: ogni blocco segue una regola fissa, uguale per tutti — ed è proprio per questo che si può sia leggere sia, volendo, ricalcolare.
PosizioneCosa codifica
1-3Cognome (consonanti, poi eventuali vocali)
4-6Nome (stessa logica, con una regola diversa se ha 4 o più consonanti)
7-8Anno di nascita, le ultime due cifre
9Mese di nascita, una lettera (non il numero del mese)
10-11Giorno di nascita, +40 se sei donna
12-15Comune (o Stato estero) di nascita, il suo codice catastale
16Carattere di controllo, calcolato sui 15 precedenti

Il generatore: scrivi i dati, ottieni il codice

Scrivi cognome, nome, data di nascita, sesso e comune: il generatore applica le stesse regole spiegate in questa guida e mostra il codice calcolato. Il calcolo avviene nel tuo browser — i dati che scrivi non vengono inviati né salvati da nessuna parte.

Attenzione, prima di usarlo davvero. Questo è un calcolo secondo le regole ufficiali — le stesse spiegate qui sopra — non è il codice fiscale che risulta nei sistemi della pubblica amministrazione. In meno dello 0,08% dei casi (per omocodia, vedi la sezione più sotto — dato dell'Agenzia delle Entrate, non una stima) il codice vero ha una lettera al posto di un numero: questo strumento non può saperlo, perché solo l'Agenzia delle Entrate conosce i codici già assegnati. Per qualunque uso ufficiale il codice fiscale si richiede all'Agenzia delle Entrate, non si calcola da soli.

I dati che scrivi restano in questa pagina, nel tuo browser: il calcolo avviene qui, non vengono inviati né salvati da nessuna parte.

Il comune va scelto dall'elenco che compare mentre scrivi: è l'unico modo per essere certi che il codice catastale usato sia quello giusto, invece di un testo scritto a mano che potrebbe non corrispondere a nessun comune vero. Leggi il riquadro sotto il risultato prima di usarlo: non è il codice fiscale ufficiale, e nei casi di omocodia (sezione più sotto) non può essere uguale a quello vero.

Come si legge: un esempio lettera per lettera

Il modo più chiaro per capirlo è vederlo scomposto. Prendiamo un codice fiscale di esempio per Anna Rossi, nata il 15 agosto 1988 a Roma, costruito applicando le regole della sezione successiva: RSSNNA88M55H501Y.

Dalle cifre del giorno capisci anche il sesso: se sono sopra 40, sottrai 40 ed è una donna (qui 55-40=15); se restano fra 01 e 31 senza bisogno di sottrarre niente, è un uomo. Il codice catastale del comune non si calcola: si legge su un elenco ufficiale, perché a ogni comune italiano è assegnata una combinazione fissa di una lettera e tre cifre. Chi è nato all'estero ha un codice che comincia sempre con la lettera Z, seguita dal codice del paese.
CaratteriCosa sono
RSScognome Rossi: le tre consonanti, nell'ordine in cui compaiono
NNAnome Anna: le due consonanti N, N più la prima vocale A, perché di consonanti ce ne sono solo due
88le ultime due cifre dell'anno di nascita, 1988
Mil mese di nascita, agosto (la tabella delle lettere è nella sezione successiva)
55il giorno di nascita, 15, con +40 perché è una donna (15+40=55)
H501il codice catastale di Roma
Yil carattere di controllo, calcolato sui 15 caratteri precedenti

Le regole del calcolo: cognome, nome, data e comune

Le regole sono fisse, ma con delle eccezioni che si sbagliano facilmente. Eccole punto per punto.

Cognome: si prendono le consonanti nell'ordine in cui compaiono. Se non bastano a fare tre lettere, si aggiungono le vocali, sempre nell'ordine in cui compaiono. Se il cognome ha meno di tre lettere in tutto, si completa con una o più X.

Nome: stessa logica del cognome — consonanti, poi vocali, poi eventuali X — con un'eccezione che si dimentica quasi sempre: se il nome ha quattro o più consonanti, si prendono la 1ª, la 3ª e la 4ª, saltando la seconda. È una regola in più, pensata apposta per i nomi propri, che nella popolazione sono molto meno vari dei cognomi.

Un esempio di questa eccezione: Alberto ha quattro consonanti, L, B, R, T. Non si prendono le prime tre (L, B, R): si prende la 1ª, la 3ª e la 4ª, cioè L, R, T → LRT.

Le lettere dei mesi non seguono l'alfabeto continuo: saltano apposta diverse lettere, per non confonderle con quelle del comune. Giorno di nascita: due cifre da 01 a 31, con +40 per le donne (un giorno 5 diventa 45, un 20 diventa 60). Comune o Stato di nascita: quattro caratteri, una lettera e tre cifre, presi da un elenco ufficiale — non si calcola, si guarda. Un comune che cambia nome o nasce da una fusione può cambiare codice: l'elenco va consultato aggiornato, non ricopiato da una guida vecchia.
MeseLettera
GennaioA
FebbraioB
MarzoC
AprileD
MaggioE
GiugnoH
LuglioL
AgostoM
SettembreP
OttobreR
NovembreS
DicembreT

Il carattere di controllo: a cosa serve e come si trova

L'ultimo carattere non codifica niente di tuo: è un carattere di controllo, calcolato sui 15 che lo precedono. Serve a scoprire un errore di trascrizione — una lettera scambiata, una cifra saltata — perché quasi sempre cambia il risultato finale.

Il calcolo assegna a ciascuno dei 15 caratteri un valore preso da due tabelle diverse, una per le posizioni dispari (1ª, 3ª, 5ª...) e una per le posizioni pari (2ª, 4ª, 6ª...). Si somma tutto, si divide per 26 e il resto indica, nell'alfabeto, la lettera finale. Ecco il conto vero sul nostro esempio, RSSNNA88M55H501:

Somma di tutti i valori: 8+18+12+13+20+0+19+8+18+5+13+7+13+0+0 = 154. 154 diviso 26 fa 5 con resto 24; partendo da A=0, il resto 24 è la lettera Y. Per questo l'esempio finisce con «...H501Y». Qui sta il motivo pratico per non fidarti di un calcolo fatto a mano per qualcosa di ufficiale: basta sbagliare un solo valore di una sola tabella per ottenere una lettera finale diversa, e il codice risultante — anche se sembra plausibile — verrebbe rifiutato da qualunque sistema della pubblica amministrazione.
Pos.CaratterePari/dispariValore
1Rdispari8
2Spari18
3Sdispari12
4Npari13
5Ndispari20
6Apari0
78dispari19
88pari8
9Mdispari18
105pari5
115dispari13
12Hpari7
135dispari13
140pari0
151dispari0

Perché non conviene calcolarselo da soli

Capire l'algoritmo serve a leggere un codice che hai già, o a controllare che uno che ti hanno dato non abbia un errore di trascrizione evidente. Non serve a produrne uno nuovo da usare davvero: per qualunque uso ufficiale, il codice fiscale va richiesto, non calcolato.

Se sei nato in Italia non devi chiedere niente: quando i tuoi genitori fanno la denuncia di nascita in Comune, l'anagrafe trasmette i dati e il codice fiscale viene attribuito in automatico, insieme alla tessera sanitaria.

Se ti serve comunque — l'hai perso, sei arrivato dall'estero, un ente te lo chiede e non lo ricordi — si richiede a qualunque ufficio dell'Agenzia delle Entrate presentando un documento d'identità; chi vive all'estero può farlo anche tramite il consolato italiano competente.

Un codice calcolato a mano, anche se segue tutte le regole alla perfezione, potrebbe comunque non coincidere con quello vero: per via dell'omocodia (prossima sezione), o semplicemente perché non è quello registrato nei sistemi della pubblica amministrazione. Una banca, l'INPS o il tuo datore di lavoro verificano il codice che hai, non quello che hai calcolato.

Codice che sembra sbagliato o duplicato: l'omocodia

Le regole di calcolo, applicate a milioni di persone, possono produrre lo stesso codice per due persone diverse: stesse consonanti del cognome e del nome, stessa data di nascita, stesso sesso, stesso comune. In realtà succede molto meno spesso di quanto si pensi: l'Agenzia delle Entrate, in un'audizione parlamentare del 2016, ha dichiarato che i codici differenziati per omocodia erano 35.800 su oltre 94 milioni di codici fiscali attribuiti — meno dello 0,08% del totale.

Quando l'Agenzia delle Entrate rileva questo scontro al momento dell'attribuzione, non lascia il codice doppio: sostituisce, cominciando dalla parte numerica del codice (le cifre dell'anno, del giorno e del comune), alcune cifre con delle lettere corrispondenti, fino a ottenere un codice diverso. Il codice che ne risulta si chiama omocodice.

Se pensi che il tuo codice fiscale sia sbagliato, duplicato, o semplicemente non corrisponde a quello che ti risulta leggendolo con le regole di questa guida, non provare a correggerlo o a ricalcolarlo da solo: vai a un ufficio dell'Agenzia delle Entrate con un documento d'identità. Sono loro i soli a poter verificare, e se davvero c'è un errore nei loro sistemi, correggerlo.

La tabella esatta delle sostituzioni cifra-lettera usata per l'omocodia non è verificabile su fonte ufficiale di primo livello (solo su calcolatori di terzi, concordanti fra loro ma non la fonte primaria): per questo non è riportata qui come certa. Quello che conta per chi legge è certo: se nel tuo codice fiscale trovi una lettera dove ti aspetteresti un numero, non è necessariamente un errore di stampa.

Domande frequenti

Come si legge un codice fiscale?

Si scompone in blocchi: le prime 3 lettere sono dal cognome, le successive 3 dal nome, poi 2 cifre per l'anno di nascita, 1 lettera per il mese, 2 cifre per il giorno (sopra 40 vuol dire donna), 4 caratteri per il comune di nascita e 1 carattere finale di controllo.

Come si calcola il codice fiscale a mano?

Cognome e nome: consonanti nell'ordine in cui compaiono, poi vocali se non bastano (per il nome, se ci sono 4 o più consonanti si prendono 1ª, 3ª e 4ª). Poi le ultime due cifre dell'anno, la lettera del mese, il giorno (+40 per le donne), il codice catastale del comune (si legge, non si calcola) e un carattere di controllo calcolato sui 15 precedenti.

Perché nel codice fiscale il giorno è un numero sopra 40?

Perché quella persona è una donna: al giorno di nascita si aggiungono 40. È l'unico punto in cui il codice fiscale indica il sesso: un uomo nato lo stesso giorno avrebbe le stesse due cifre senza l'aggiunta.

Posso calcolarmi da solo il codice fiscale e usarlo?

No. Capire l'algoritmo serve a leggere un codice che hai già o a controllarne la coerenza, non a crearne uno valido da usare. Per qualunque uso ufficiale il codice fiscale va richiesto all'Agenzia delle Entrate (è automatico se nasci in Italia).

Cosa vuol dire se nel codice fiscale c'è una lettera al posto di un numero?

Probabilmente è un omocodice: succede quando le regole normali produrrebbero lo stesso codice per due persone diverse, e l'Agenzia delle Entrate sostituisce alcune cifre con lettere per renderlo unico. Non è un errore di stampa da correggere da solo.

Dove si richiede il codice fiscale se non lo si ha?

A qualunque ufficio dell'Agenzia delle Entrate, con un documento d'identità; chi vive all'estero può farlo anche tramite il consolato italiano competente. Se sei nato in Italia, normalmente ti viene attribuito in automatico alla nascita, senza bisogno di richiederlo.

Da dove vengono questi dati

Questa guida l’ho scritta con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e l’ho verificata sulle fonti qui sopra prima di pubblicarla. Come lavoro

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