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Come creare un agente in Claude: guida completa

Un agente è un file di testo con dentro due righe di istruzioni e il compito che deve svolgere. Si salva in .claude/agents/ dentro il progetto, oppure in ~/.claude/agents/ per averlo dappertutto. Serve a far fare un lavoro ripetitivo sempre allo stesso modo, senza rispiegarlo ogni volta.

Fabrizio Picco
scritta il 19 settembre 2026 · si legge in 8 minuti

Se ti ritrovi a riscrivere le stesse istruzioni a Claude — «controlla la sicurezza come ti ho detto l’altra volta», «rivedi il codice guardando queste cose» — stai facendo a mano il lavoro di un agente. Un agente è quelle istruzioni, scritte una volta in un file. Ti spiego cos’è davvero, quando conviene e come si scrive, con un esempio completo che puoi copiare.

Cos’è un agente, in parole semplici

Un agente (in inglese subagent) è un assistente con un compito solo. Tu scrivi in un file chi è e cosa deve fare; da quel momento Claude può affidargli quel lavoro, e lui lo svolge in una conversazione sua, separata dalla tua.

Quella separazione è il punto. Immagina di chiedere «cerca in tutto il progetto dove si usa questa funzione»: la risposta sono centinaia di righe di risultati, che restano nella conversazione e occupano spazio anche quando hai già avuto la tua risposta. Un agente quelle righe le legge nella sua stanza e ti riporta solo la conclusione.

Il secondo motivo è la costanza. Un agente parte sempre dalle stesse istruzioni, quindi fa il controllo allo stesso modo il lunedì e il venerdì, e su ogni progetto.

Un agente non ha poteri in più di te: passa dagli stessi controlli di permesso. Quello che cambia è il contesto separato e le istruzioni fisse.
Qui va una foto: la cartella .claude/agents/ aperta con dentro due file .md

Quando serve un agente e quando no

La documentazione di Claude Code è netta su questo, e vale la pena rispettarla: un agente non serve sempre, e usarlo dove non serve rallenta.

La regola pratica: se il lavoro si può descrivere in una frase e restituire in un riassunto, è un agente. Se devi guardare mentre lo fa, no.
SituazioneAgenteConversazione normale
Molto testo in uscitasì, caso tipicoriempie la chat
Serve che tu correggano
Solo letturasì, si dichiarano
Controllo ripetutolo rispieghi ogni volta
Modifica veloceno, più lento
Ricerche in parallelosì, fino a ventiuna alla volta

Il file: dove si mette e com’è fatto

Un agente è un file di testo con estensione .md. Dove lo salvi decide chi lo vede.

Un agente di progetto va messo in git. Se resta solo sul tuo computer, il collega che apre lo stesso progetto non ce l’ha, e nessuno se ne accorge.
CartellaChi lo vedeQuando usarla
.claude/agents/solo quel progettol’agente conosce quel codice. Va in git
~/.claude/agents/tutti i progetticontrolli che rifai dappertutto
  1. Crea la cartella: .claude/agents/ nella radice del progetto.
  2. Crea un file con un nome parlante, per esempio controllo-sicurezza.md.
  3. Scrivi in cima il blocco fra due righe di tre trattini (le istruzioni), e sotto cosa deve fare l’agente.
  4. Riavvia Claude Code: la prima volta che crei la cartella, gli agenti dentro si vedono solo dopo il riavvio.

I campi delle istruzioni, uno per uno

Il blocco in cima al file accetta una ventina di campi; qui ci sono quelli che si usano davvero. I primi due sono obbligatori, gli altri servono a stringere le maglie.

Il campo description è il più importante e quasi tutti lo scrivono male: non dice cosa fa l’agente, dice quando va chiamato. È l’unica cosa che Claude legge per decidere se affidargli il compito.
CampoObbligatorioA cosa serve
nameil nome, tutto minuscolo e con i trattini
descriptionquando affidargli il lavoro
toolsnocosa può usare. Omesso: eredita tutto
modelnosonnet, opus, haiku o fable
permissionModenoquanto chiede prima di agire
disallowedToolsnocosa togliere da quello che eredita
maxTurnsnodopo quanti giri si ferma comunque
memorynose si ricorda da una volta all’altra

Un agente completo, da copiare

Questo controlla le pagine di un sito prima di pubblicarle. È scritto in italiano, perché l’agente risponde nella lingua in cui gli parli, e sa solo leggere: non può cambiare niente.

L’ultimo passo non saltarlo. Un controllo che non sa fallire dà sempre esito positivo, e ti fa credere di essere protetto quando non lo sei.
  1. Crea .claude/agents/controllo-pagine.md.
  2. In cima metti il blocco delle istruzioni: name: controllo-pagine, description con scritto «Usalo prima di pubblicare una pagina», e tools: Read, Grep, Glob per lasciargli solo la lettura.
  3. Sotto, scrivi cosa deve controllare: un titolo h1 solo, la descrizione fra 120 e 155 caratteri, ogni immagine col testo alternativo, nessun collegamento rotto.
  4. Chiudi dicendogli come rispondere: un elenco di problemi trovati, ognuno col file e la riga, e in fondo «si può pubblicare» oppure no.
  5. Riavvia Claude Code e provalo su una pagina che sai avere un difetto: se non lo trova, le istruzioni non sono abbastanza precise.
Qui va una foto: il file controllo-pagine.md aperto nell’editor

Come si lancia

Ci sono quattro modi, dal più comodo al più preciso.

Se vuoi che Claude lo chiami spesso da solo, nella description scrivi esplicitamente quando usarlo («prima di ogni pubblicazione», «dopo ogni modifica ai contenuti»).
  1. Lo chiama Claude da solo, quando quello che chiedi somiglia alla description. È il motivo per cui quel campo va scritto bene.
  2. Lo nomini tu: «usa l’agente controllo-pagine su questa pagina».
  3. Con la chiocciola: scrivi @ e lo scegli dall’elenco. Così sei sicuro che parta quello e non un altro.
  4. Per tutta la sessione: avvii Claude Code con l’opzione che lo rende l’assistente principale, e da lì in poi lavori solo con lui.

I cinque errori che rendono un agente inutile

Li ho fatti quasi tutti. Sono questi.

Un agente che dà falsi allarmi smette di essere letto, e a quel punto è peggio di non averlo: ti fa credere protetto.
  1. Description che descrive invece di dire quando. «Agente per la SEO» non fa scattare niente. «Usalo prima di pubblicare una pagina o dopo aver cambiato i testi» sì.
  2. Istruzioni vaghe. «Controlla che sia fatto bene» non è un controllo. Scrivi i numeri: quanti caratteri, quali file, cosa blocca e cosa no.
  3. Non dirgli come rispondere. Senza un formato fisso, ogni volta ti restituisce una cosa diversa e non riesci a confrontare due esiti.
  4. Lasciargli tutti gli strumenti. Se deve solo guardare, dagli solo la lettura: un agente che può scrivere prima o poi scrive.
  5. Non provarlo su un caso che deve fallire. Un agente che non ha mai detto di no non sai se sa dirlo.

Domande frequenti

Che differenza c’è fra un agente e una skill?

Una skill è un manuale: spiega a Claude come si fa una cosa, e lui la legge quando serve, restando nella tua conversazione. Un agente è una persona in più: lavora per conto suo in una conversazione separata e ti riporta il risultato.

Regola pratica: se ti serve sapere come si fa, è una skill. Se ti serve che qualcuno lo faccia e ti dica com’è andata, è un agente.

Un agente ha accesso a tutto il mio computer?

No, e di suo passa dagli stessi controlli di permesso di qualunque altra azione: se un comando richiede la tua conferma, la richiede anche quando lo lancia un agente. In più puoi restringerlo dal file, con il campo tools: se scrivi solo gli strumenti di lettura, quell’agente non può scrivere niente.

Ma c’è un campo che quei controlli li toglie, ed è giusto saperlo prima di copiare l’agente di qualcun altro: permissionMode. Con bypassPermissions l’agente non chiede più niente e fa quello che vuole sul tuo computer. Se scarichi un agente scritto da altri, quella riga è la prima da guardare.

Quanti agenti posso far lavorare insieme?

Venti alla volta, di serie. Arrivato a venti non ne parte un altro finché uno dei venti non ha finito: te lo dice con un messaggio chiaro, non si blocca niente. Il numero si può cambiare, e il motivo più frequente per cambiarlo è abbassarlo, perché ogni agente consuma richieste per conto suo. Ha senso lanciarne tanti quando le ricerche sono indipendenti fra loro — cinque controlli diversi sulla stessa cartella. Se invece un agente ha bisogno del risultato di un altro, vanno in fila e il parallelo non serve.

Un agente può chiamarne un altro?

Sì, fino a tre livelli sotto la conversazione principale. È una cosa da usare con parsimonia: ogni livello aggiunge tempo e rende più difficile capire chi ha fatto cosa quando qualcosa va storto.

Dove metto l’agente se lavoro su due computer?

Se riguarda un progetto, in .claude/agents/ dentro il progetto, e lo committi: così viaggia con il codice e lo trovi su tutte le macchine. Se lo metti solo in ~/.claude/agents/ resta su quel computer, e sull’altro non esiste. È l’errore più comune, e non dà nessun segnale: semplicemente l’agente non parte.

Serve pagare per usare gli agenti?

No, gli agenti sono una funzione di Claude Code: non costano nulla in più rispetto al piano che già usi. Consumano però richieste come qualunque altro lavoro, e un agente che legge cento file ne consuma quanto leggerli tu.

Come faccio a sapere se l’agente è stato usato davvero?

Claude Code lo dice mentre lavora, indicando quale agente ha lanciato. Se hai il dubbio che non venga mai chiamato, nominalo esplicitamente con la chiocciola: se così funziona ma da solo non parte mai, il problema è la description, che non assomiglia abbastanza a quello che chiedi.

Da dove vengono questi dati

Dati controllati il 19 settembre 2026.

Questa guida l’ho scritta con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e l’ho verificata sulle fonti qui sopra prima di pubblicarla. Come lavoro

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